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venerdì 23 dicembre 2016

Ricotta Cinnamon Rolls

Ogni anno a intorno alla metà di dicembre festeggio il Natale con le mie amiche: ci dedichiamo un pomeriggio fatto di biscotti speziati, tè di Natale, tante chiacchiere e qualche pacchettino da scartare. A turno, a casa di una di noi, è anche l’occasione per scambiarsi qualche idea su addobbi e decorazioni natalizie. Quest’anno abbiamo cambiato programma. Ci siamo incontrate subito dopo pranzo e siamo andate a vedere una mostra deliziosa, dalla quale siamo uscite con gli occhi pieni di immagini aggraziate e lo spirito leggero. A quel punto si era fatta l’ora giusta per un tè bollente, anche perché a Milano era una giornata fredda, umida e grigissima con una nebbia sottile che avvolgeva tutto, creando un vago effetto flou intorno alle luci natalizie delle vetrine e alle decorazioni luminose sparse per la città. Siamo andate alla nostra solita sala da tè, nascosta nelle stradine del centro, un posto minuscolo e molto grazioso: non siamo riuscite a fermarci, c’erano già alcune persone ed è talmente piccola che noi quattro con quattro cappotti o piumini, quattro borse ingombranti la occupiamo per intero arrivando con le sedie a sfiorare la vetrina nella quale sono allineati mini muffins, fettine di torta e biscotti molto invitanti.
Abbiamo allora scelto un altro locale, nel quale ci troviamo quando con noi ci sono anche i mariti, che a tè e pasticcini preferiscono cose meno lievi e più sostanziose, lì si accontentano tutti i gusti, dolci e salati. Di solito è piuttosto affollato, con gente arrampicata sugli sgabelli disposti intorno ai banconi o seduta ai piccoli tavoli negli angoli che chiacchera a voce sostenuta. Ma la magia del Natale riesce davvero a trasformare tutto e sono rimasta piacevolmente sorpresa: musica tenue, melodie di Natale e luci soffuse; le tavole di legno scuro erano decorate in modo semplice e molto d’effetto, alternando candele bianche accese in piccoli bicchieri di vetro trasparente a piantine di stelle di Natale. Mi è piaciuto così tanto che ho deciso di replicarlo per la tavola della colazione di Natale (che noi facciamo … il 24, prima di partire per andare dai miei genitori per la vera festa). La tavola sulla quale di solito facciamo colazione ha un piano non troppo bello che non può essere lasciato a vista, così utilizzerò una tovaglia color castagna con piatti ciotoline e tazze avorio. Come decorazione: qualche ramo di stella di Natale e rami con bacche rosse disposti all’interno di una caraffa riciclata come vaso da fiori improvvisato e piccoli porta candele di vetro con candeline sferiche color avorio. A casa mia le chiamiamo ‘pomodori candelati’ perché mia sorella quando era piccola chiamava così la candela rotonda, lucida e rossa, gigante, che la mia mamma ogni anno accendeva la notte di Natale. Così le candele sferiche sono diventate pomodori candelati anche se sono piccoline e molto lontane dal colore rosso.
A colazione troveremo cioccolata calda, biscottini speziati, frollini al limone e questi cinnamon rolls. A me il gusto del burro non piace e così lo sostituisco con la ricotta nella farcia tradizionale di queste brioscine. Che a me piacciono ‘molto cinnamon’ per questo uso una dose generosa di cannella per la farcitura. Voi regolatevi secondo i vostri gusti, magari facendo degli esperimenti e riducendo un po’ la quantità che indico sotto se non siete cinnamon addicted come me.

RICOTTA CINNAMON ROLLS


(dosi per 10 rolls)

300 gr di farina Manitoba
200 gr di farina ‘00’
60 gr di zucchero semolato
12 gr di lievito di birra fresco
150 ml di latte intero
1 uovo
90 gr di acqua
7 gr di sale fino
50 gr di burro a temperatura ambiente + un pezzettino per ungere la ciotola

Per la farcitura:
140 gr di ricotta di mucca
80 gr di zucchero a velo
4 cucchiaini da caffè colmi di cannella in polvere

Per lucidare i rolls:
zucchero a velo e acqua

Mescola le due farine e setacciale in una grande ciotola (io uso quella della planetaria perché poi ho impastato con quella, a mano la lavorazione è un po’ più lunga, ma più divertente).
In una terrina sciogli il lievito nel latte appena tiepido, copri con 100 gr del mix di farine tolto dal totale e amalgama con un cucchiaio molto rapidamente, ottenendo una pastella. Lascia riposare per 30 minuti coperto da pellicola.
Nel frattempo separo tuorlo e albume e monta l’albume dell’uovo a neve leggerissima con 2 cucchiai di zucchero tolti dal totale.
Trascorso il tempo di riposo della pastella, aggiungila nella ciotola con il mix di farine, inserisci anche il tuorlo d’uovo, l’albume leggermente sbattuto e lo zucchero rimasto ed inizia ad impastare. Io ho usato la planetaria con il gancio K, perché non avevo molto tempo, ma a mano è appunto più divertente.
Otterrai un impasto consistente, quindi aggiungi gradualmente l’acqua appena tiepida - potrebbe non servire tutta: procedi per gradi, aggiungendo un po’ di acqua alla volta in modo da ottenere un impasto che si lavora con facilità.
Quando l’impasto comincia a diventare liscio e lucido inserisci il sale e il burro a piccoli pezzetti, continuando ad impastare fino a quando il burro sarà perfettamente amalgamato. Se hai usato la planetaria, estrai il panetto dalla ciotola e termina di impastare a mano, lavorando l’impasto ancora per 5 / 7 minuti fino a quando non sarà più appiccicoso. Se impasti a mano, dopo aver inserito il burro lavora ancora l’impasto per una decina di minuti (abbondanti), piegandolo e girandolo con delicatezza.
Terminata la fase di impasto, metti il panetto a lievitare in una ciotola pulita leggermente unta di burro.
Copri con pellicola e lascia lievitare fino al raddoppio (io ho impiegato 2 ore e mezzo).
Intanto prepara la farcitura.
Lavora in una ciotola con un cucchiaio di legno la ricotta con lo zucchero a velo e la cannella, devi ottenere un composto ben amalgamato. Lascia riposare in frigo fino al momento di utilizzarlo.
Quando l’impasto è lievitato stendilo con le mani in forma rettangolare, lavorandolo delicatamente in modo da non rovinarlo.
Spalma sul rettangolo la ricotta, lasciando liberi i bordi esterni e arrotalo sul lato lungo, in modo da formare un salamino.
Taglia il salamino in dieci fette di uguale spessore (i tuoi rolls) e mettili in una teglia foderata di carta da forno. Coprili con un canovaccio e lascia ancora lievitare per 30 minuti.
Accendi il forno a 180 gradi.
Cuoci i rolls in forno già caldo per 20 / 25 minuti (dipende dal forno), devono diventare dorati in superficie, se scuriscono troppo copri dopo una decina di minuti con un foglio di alluminio.
Quando sono cotti, estraili dal forno, lascia raffreddare i rolls e lucidali con l’aiuto di un pennellino con una pastella ottenuto sciogliendo qualche cucchiaio di zucchero a velo in pochissima acqua.
Si conservano per un paio di giorni, ma se non si consumano subito conviene congelarli: con un breve passaggio nel forno tornano soffici e profumati.


EASY: a me piacciono a colazione accompagnati da cioccolata calda o caffellatte.



CHIC: invece di fare dei rolls ‘formato colazione’ fai piccole brioscine (in questo caso devi suddividere l’impasto in tre rettangoli, in modo da ottenere dei salamini di minor diametro), servile con il tè (quello speziato di natale è perfetto) e pochissima panna montata non zuccherata, appena un ciuffo sopra ogni roll, magari al posto della glassatura con lo zucchero. 



martedì 13 dicembre 2016

Biscotti bianchi e neri per l'albero e il calendario dell'Avvento

Il mese di Novembre mi è passato così… non vissuto. Ho avuto una quantità di lavoro assurda da fare (ho lavorato sempre, anche il sabato e la domenica), i giorni sono corsi uno dietro l’altro e mi sono ritrovata a dicembre senza capire come. Peccato, un mese passato senza avere dieci minuti per fare qualcosa di piacevole e di rilassante. Se siamo riusciti ad avere una parvenza di vita normale è solo perché .. abbiamo vissuto di liste di cose da poter fare in automatico senza pensare a niente. Perché la forza di pensare a cose ‘altre’ proprio non ce l’avevo.
Ma a dicembre qualcosa deve cambiare. Per forza. Per me il mese di Dicembre è forse il più bello dell’anno, mi piace vivere l’attesa del Natale, gustare i preparativi e dedicare ogni giorno a fare qualcosa di speciale: cuocere biscotti, preparare i dolcetti per il tè con il quale festeggio il Natale con le mie amiche, scegliere i menu per le cene che faremo a casa nostra e i piccoli regalini. Mi piace fare l’albero, il presepe e addobbare la casa, perché per me il Natale è questo, è una festa che dura 25 giorni ed ha un’atmosfera che si costruisce piano piano a partire dal primo di dicembre. Quest’anno fino ad ora ho avuto poco tempo per il nostro Natale, l’albero però c’è già, è apparso l’8 sera come vuole la tradizione. E’ in salotto, con un addobbo quest’anno semplicissimo: palline di vetro trasparente un poco spruzzate di argento, fiocchi di velluto rosso, qualche stella di legno profumato e biscotti. Profuma di spezie (le stelle!! Sono le stelle che profumano), di cannella e si illumina appena appena di sera quando accendiamo le lucine, piccole e bianche. E’ un albero altissimo, ho bisogno di una piccola scala per mettere la stella sulla cima (ma considerate che io non sono certo alta) ed ho preparato una quantità di biscotti per non farlo sembrare troppo spoglio. Quest’anno ho scelto questi biscotti bicolori, con cannella e cacao. Quelli che non abbiamo appeso sono finiti nel calendario dell’avvento, li mangiamo a colazione e ne lasceremo qualcuno per la notte del 24, da appoggiare sul davanzale accanto a un bicchiere di latte, illuminati da una minuscola candela bianca. Per Babbo Natale, lo vuole la tradizione.


BISCOTTI BIANCHI E NERI PER L’ALBERO


(dosi per una 40na di pezzi, ma dipende dagli stampini che si utilizzano)

80 gr di burro
80 gr di zucchero a velo
2 tuorli di uovo
180 gr di farina ‘00’
2 cucchiaini da caffè colmi di cacao amaro
1 pizzico di cannella in polvere
1 pizzico di zenzero in polvere

In una terrina mescola il burro a temperatura ambiente con lo zucchero a velo.
Appena il composto si amalgama aggiungi i tuorli d’uovo. Mescola rapidamente e inserisci la farina setacciandola sul composto, poco alla volta. La pasta frolla non dovrebbe essere impastata a lungo, altrimenti diventa dura.
Dividi il panetto in due parti di ugual peso, ad una aggiungi il pizzico di zenzero, incorporalo impastando rapidamente.
All’altra metà aggiungi il cacao setacciato con il pizzico di cannella. Impasta rapidamente.
Avvolgi i due composti in pellicola alimentare e metti a riposare in frigorifero per almeno tre ore.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, accendi il forno a 170 gradi.
Estrai gli impasti dal frigo, riportali a temperatura ambiente in modo da poterli lavorare.
Stendi la pasta con un mattarello in una sfoglia non troppo sottile, usa le formine che preferisci per tagliare i tuoi biscotti.
Se intendi attaccarli all’albero, fai in ogni biscottino un foro utilizzando uno spiedino di legno.
Disponi i biscotti in una teglia foderata di carta da forno e metti in frigo a riposare fino a quando il forno arriva in temperatura.
Cuoci in forno già caldo a 170 gradi per 10/12 minuti, fino a quando cominciano a diventare dorati.
Lascia raffreddare completamente prima di appenderli.

EASY: da appendere all’albero con un nastro colorato o un pezzetto di spago, o da sistemare nelle taschine del calendario dell’Avvento (a colazione con il latte caldo sono buonissimi).



CHIC: prepara delle piccole scatoline di cartone, sistema all’interno i biscottini, chiudi con un bel fiocco e utilizzali come piccolo regalo per le amiche, magari accompagnati da un biglietto con un augurio speciale per le prossime feste. 



martedì 22 dicembre 2015

Zimtsterne

Da sempre queste stelline sono tra i miei biscotti di Natale preferiti.
Fino a qualche anno fa mi arrivavano ad ogni inizio dicembre confezionate in una piccola scatolina di legno e legate da un nastro bianco e rosso con disegni tirolesi. Erano i primi biscotti ad entrare nel mio calendario dell’Avvento.
La ricetta viene dalla Signora V. che in questo periodo le prepara per gli ospiti del suo piccolo albergo di montagna. Lei non le ricopre di glassa ma solo con una abbondante spolverata di zucchero a velo. Anche io le preferisco così, a mio parere la glassa le rende troppo dolci e nasconde in parte il sapore della cannella e delle altre spezie che invece deve prevalere, almeno per i miei gusti. Con la glassa sono più belle, più decorative e natalizie, ma rivestite solo di zucchero sono più buone. Scegliete voi.
Sono perfette per essere servite con il tè di Natale, la miscela che è tipica di questo periodo, agrumata e speziata si accompagna benissimo al sapore aromatico di queste stelline. Oppure si possono sgranocchiare da sole in attesa di scartare i regali di Natale o confezionare in piccole scatoline o sacchettini di iuta da utilizzare come segnaposto e lasciare agli ospiti come piccolo pensiero. Sono facili da fare e piuttosto rapide. Quando cuociono in forno rilasciano per tutta la cucina un aroma intenso di cannella. E cosa c’è di più natalizio del profumo della cannella e di una nuvola soffice bianca e vaporosa di zucchero a velo?


P.S. per la dose delle spezie fate delle prove, a me piacciono molto speziate, ma dipende dai gusti


ZIMTSTERNE



Ingredienti per circa 25 stelline:

200 gr di mandorle già spellate
20 gr di zucchero semolato
80 gr di zucchero a velo
1 albume d’uovo a temperatura ambiente
2 cucchiaini da caffè di cannella in polvere
1 cucchiaino da caffè di zenzero in polvere
2 chiodi di garofano pestati nel mortaio

Per decorare:
zucchero a velo

Frulla le mandorle con lo zucchero semolato in modo da ottenere una farina sottile. Non azionare di continuo il mixer ma procedi ad intermittenza.
In una ciotola metti la farina di mandorle e aggiungi tutte le spezie.
Metti l’albume nella ciotola della planetaria (o in un’altra ciotola se usi le fruste normali) e inizia a montare a velocità media fino a quando comincia a diventare spumoso.
A questo punto comincia ad incorporare poco alla volta lo zucchero a velo e continua a montare a velocità elevata fino ad ottenere una meringa lucida e soda.
Unisci l’albume montato poco alla volta alla farina di mandorle speziata, utilizza una spatola di silicone per farlo, amalgamando dal basso verso l’alto e con delicatezza.
L’albume potrebbe non servire tutto, l’obiettivo è quello di ottenere un composto morbido ed amalgamato ma che si possa lavorare con le mani.
Forma un panetto con l’impasto ottenuto e mettilo a raffreddare in frigo per due ore avvolto di pellicola trasparente.
Trascorso il tempo di riposo della pasta accendi il forno a 150 gradi.
Spolvera il piano di lavoro con poco zucchero a velo e stendi la pasta coperta con un foglio di carta da forno ad uno spessore di mezzo centimetro (circa).
Ritaglia le stelline con una formina da biscotti e appoggiale su una teglia foderata di carta da forno.
Metti in forno già caldo per circa 15 minuti, devono diventare dorate, senza scurire troppo.
Lasciale raffreddare completamente su una griglia e poi cospargi con una spolverata molto generosa di zucchero a velo (o se preferisci con una glassa spessa fatta con acqua e zucchero a velo).
Si conservano molto bene in un barattolo di vetro per una settimana.


EASY: per un pomeriggio di festa servite alle 5 con il tè di Natale.





CHIC: confeziona alcune ‘pile’ di 5 stelline con un nastro scozzese o dorato e appoggiale come segnaposti sulla tavola.

venerdì 11 dicembre 2015

Babka al cioccolato (pochissimo)

Anche quest’anno l’8 dicembre è passato in un attimo. Impiego quasi un’intera giornata a fare i miei addobbi. Adesso per casa ci sono le candele, gli angioletti di stoffa che pendono dalle maniglie delle porte, bolle di vetro colorato che scendono lungo le tende appese a invisibili fili di nylon. E naturalmente ci sono la mia ‘città dei Babbo Natale’, l’albero con le palline, le pigne dorate e senza fili d’argento e il presepe, il mio è piccolissimo, fatto di poche statuine e sistemato in un angolo dove normalmente ci sono le cornici con le nostre foto.
Ovunque tutti dicono che anche quest’anno non sarà un Natale ‘vero’, veniamo da una lunga serie di anni difficili. Lo penso anche io, qualunque sia la situazione personale di ciascuno di noi, l’atmosfera che si respira non è serena. E’ una banalità, lo so, dirlo così con tutto quello che succede nel mondo.
Eppure penso che ci siano delle cose che anche in tempi così poco felici possano fare un ‘vero' Natale. Le mie sono queste. Passare un intero pomeriggio a fare biscotti con i bambini, con mamma e sorella, con le amiche: da incartare e regalare, da appendere all’albero o da mettere nel calendario dell’avvento. Organizzare una cena perfetta con una tavola piena di candele  (o un pranzo, dipende dalla tradizione che ciascuno segue, noi festeggiamo il 24 sera) che riunisca tutta la famiglia. Accendere una candela la notte di Natale e affidarle un desiderio, uno solo, per l’anno che sta per arrivare. Preparare qualcosa di speciale per la colazione del 25 mattina, qualunque cosa vi piaccia ma deve essere diverso dal solito perché è un modo, almeno per me, di riconoscere la festa. Io scelgo qualcosa di soffice, di cioccolatoso ma non troppo, in modo da accompagnarlo ad una tazza di cioccolato bollente aromatizzata con la cannella. E perché sia proprio Natale si può aggiungere un cartoncino da nascondere sotto ogni tazza, scritto a mano con una matita a carboncino rosso ‘….che questo Natale sia quello dei tuoi sogni’.   

P.S. Il mio babka non è molto cioccolatoso, e l’effetto ‘swirl’ della girandola di cioccolato è molto ridotto. Questo perché io adoro il cioccolato, ma da mezzogiorno in poi! La mattina a colazione preferisco cose dal sapore meno deciso, il cioccolato ci può stare ma non a pezzettoni insomma. Se lo volete più ‘vero babka con la girandola di cioccolato’ raddoppiate e forse anche triplicate la dose di cioccolato che ho messo io (stessa cosa per lo zucchero della farcitura, mantenete la proporzione con il cioccolato).



BABKA AL CIOCCOLATO  (POCO)




Ingredienti per uno stampo da plum cake di 20 cm:

150 gr di farina ‘00’
100 gr di farina Manitoba
100 ml di latte intero
15 gr di lievito di birra fresco
40 gr di zucchero semolato
1 uovo intero
50 gr di burro morbido a temperatura ambiente
4 gocce di estratto vaniglia
5 gr di sale fino

per la farcitura

15 gr di zucchero semolato
50 gr di cioccolato fondente (per me al 60%) tritato


Per la finitura:
qualche cucchiaio di latte

Io ho utilizzato la planetaria, ma con un po’ di tempo in più il babka si può anche lavorare a mano.
Fai intiepidire il latte in un pentolino.
Metti nella ciotola della planetaria il latte appena tiepido e il lievito di birra sbriciolato.
Mescola in modo da sciogliere il lievito e lascia riposare qualche minuto.
Nel frattempo setaccia insieme le due farine (‘00’ e manitoba).
Aggiungi 50 gr di farina tolti dal totale e aziona la planetaria per far amalgamare farina e latte fino ad ottenere un composto omogeneo (in queste prime fasi si può usare il gancio ‘K’ invece di quello per impastare).
Sbatti leggermente l’uovo in una ciotolina con l’estratto di vaniglia e aggiungilo al composto con la farina. Aggiungi anche lo zucchero e mescola in modo da amalgamare bene tutto.
Quando il composto è omogeneo, lasciando la planetaria in azione alla velocità minima inserisci poco per volta il mix di farine, aggiungendo la dose successiva solo quando la prima è perfettamente amalgamata (eventualmente metti in questa fase il gancio per impastare).
Quando tutta la farina è ben incorporata, aggiungi il burro a pezzetti, anche questo poco alla volta, inserendo il pezzo successivo solo quando il precedente è ben amalgamato al composto.
Quando tutto il burro è stato inserito, aggiungi per ultimo il sale e impasta fino a quando l’impasto è incordato ed è ben amalgamato e morbido.
Terminata la fase di impasto, con le mani infarinate (l’impasto è piuttosto appiccicoso) preleva l’impasto dalla planetaria, mettilo su un piano leggermente infarinato, forma un panetto e mettilo in una ciotola di vetro leggermente unta di olio.
Copri la ciotola con la pellicola e lascia lievitare fino a che avrà raddoppiato di volume (io ho impiegato circa tre ore).
Trascorso il tempo di lievitazione, togli l’impasto dalla ciotola, mettilo su una superficie infarinata e stendilo cercando di dare alla pasta una forma a rettangolo.
Cospargi la superficie del ‘rettangolo’ con lo zucchero semolato e il cioccolato della farcitura e arrotola la pasta formando un cilindro.
Con il cilindro così ottenuto, forma una ciambella unendo le due estremità e avvolgila su se stessa due volte come per formare un doppio otto.
Metti il babka in uno stampo da plum cake rivestito di carta da forno, copri con un canovaccio pulito e lascia lievitare fino a quando raggiunge il bordo dello stampo (io ho impiegato circa due ore).
Accendi il forno a 180 gradi.
Appena il babka è lievitato pennella la superficie con il latte per la finitura e metti in forno già caldo per 40/45 minuti.
Dopo una decina di minuti che era in forno io l’ho coperto con un foglio di alluminio perché stava diventando troppo scuro.
In un sacchetto di carta per il pane si conserva soffice per tre giorni.



EASY: merenda per i bambini nei giorni di festa: tagliato a fette, spalmato con uno strato sottile di ricotta e spolverato di zucchero a velo.




CHIC: per la colazione di natale puoi servirlo con cioccolata calda, un pizzico di cannella e un cucchiaio di panna appena appena montata.

martedì 6 gennaio 2015

Rotolo dolce con panna e crema di marroni

Oggi un post molto veloce, ma indispensabile per fare gli auguri di buon compleanno al mio papà. La scelta della ricetta era obbligata visto che lui è il più goloso della famiglia. Poi prometto che per un po’ smetto di proporre ricette di dolci. Quella di oggi è una versione semplificata del tronchetto di natale, il bûche de Noël che mi affascina sin da quando ero piccola.
Ricordo di averne fatto uno … un certo numero di anni fa, andavo ancora al liceo: impiegai un intero pomeriggio a farlo, farcirlo con una specie di ganache, rivestirlo di cioccolata e rigarlo lentamente con una forchetta per simulare la corteccia dell’albero. Poi l’avevo decorato con bacche rosse e foglie di pungitopo, se non ricordo male e spolverato di zucchero a velo. Alla fine il risultato era un po’ barocco e non esattamente ‘bello ed essenziale’, penso di avere da qualche parte ancora una fotografia - la passione di fotografare tavole apparecchiate, pietanze e dolci ce l'ho sempre avuta, ancora prima di sapere cosa era un blog e spesso con risultati deludenti, ma il ricordo è rimasto ed è quello che conta.
Quella di oggi è una versione senza cioccolata perché in questo periodo ne ho mangiata davvero troppa, un semplice rotolo farcito con panna crema di marroni e marrons glacés. Sufficientemente dolce, spero, per piacere a mio papà (anche se è un assaggio solo virtuale il suo, visto che ad andare a Siena proprio non ce l’ho fatta) e con un aspetto ancora vagamente natalizio per concludere questo periodo di festa. Domani smonto l’albero, ripongo le decorazioni e torno a vivere in una casa ‘normale’ senza balocchi qua e là e questo un po’ mi dispiace.
A mio parere è migliore se viene lasciato riposare in frigorifero qualche ora, anche mezza giornata. Spolveratelo di zucchero a velo solo prima di servirlo, abbondante quanto una nevicata di quelle vere, quelle che da queste parti da tempo non si vedono più.
Buon compleanno papà !!


ROTOLO DOLCE CON PANNA E CREMA DI MARRONI



Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta biscuit (io uso una teglia rettangolare 30 x 40):

3 uova intere
80 gr di zucchero semolato
80 gr di farina 00
Un pizzico di bicarbonato (la punta di un cucchiaino da caffè)

Per evitare che si attacchi in cottura:

Una noce di burro
Un cucchiaio di farina
Due cucchiai di zucchero semolato (dopo la cottura)

Per la farcitura:

200 ml di panna fresca
15 gr di zucchero a velo
125 gr di crema di marroni
50-75 gr di marrons galcés (io ne metto solo 50 perché per me è già troppo dolce, ma dipende dai gusti personali)

Per servire:
zucchero a velo q.b.

Prepara la teglia per cuocere il rotolo: metti sulla teglia un foglio di carta da forno, imburralo con la noce di burro molto bene e cospargi di farina, scuotendo via l’eccesso.
Separa i tuorli dagli albumi. Metti da parte gli albumi e metti i tuorli in una ciotola insieme allo zucchero.
Io per montare i tuorli uso la planetaria, vanno bene anche le fruste ma devono essere montati molto a lungo fino a quando diventano chiari e spumose (con la planetaria 12 minuti).
Mentre i tuorli montano accendi il forno a 180 gradi.
A parte monta gli albumi a neve ferma (io lo faccio con le fruste mentre la planetaria lavora i tuorli).
Quando i tuorli sono montati, aggiungi al composto la farina setacciata con il bicarbonato in tre volte successive, continuando dopo ogni aggiunta di farina a lavorare brevemente l’impasto con le fruste elettriche o con la planetaria.
Dopo aver incorporato tutta la farina aggiungi gli albumi montati a neve ferma.
Anche gli albumi non vanno aggiunti tutti insieme ma in quattro volte successive, mescolando ogni volta a mano con una spatola di silicone dal basso verso l’alto e dall’esterno verso l’interno, come quando si fanno le meringhe facendo attenzione a non smontare il composto.
Procedi con l’aggiunta successiva, solo quando il composto è ben amalgamato.
Quando l’impasto è pronto versalo nella teglia già preparata livellandolo delicatamente con la spatola in modo che sia ben distribuito ai lati e al centro per ottenere un biscuit di spessore uniforme.
Cuoci in forno già caldo per 10 minuti.
Mentre la pasta cuoce nel forno, prepara un canovaccio pulito e cospargilo con i due cucchiai di zucchero semolato.
Metti in frigo la ciotola e le fruste che userai per montare la panna.
Estrai la pasta dal forno e rovesciala sul canovaccio, in modo che il lato con la carta da forno rimanga verso l’alto e l’altro appoggi sul canovaccio ‘zuccherato’.
Stacca la carta da forno delicatamente (se è ben imburrata è facile) e con l’aiuto del canovaccio arrotola la pasta formando il rotolo.
Lascialo raffreddare così.
Mentre raffredda (è sufficiente un quarto d’ora/venti minuti) prepara la farcitura.
Monta la panna ben fredda con fruste e ciotola ben fredde, aggiungendo lo zucchero a velo.
Quando la panna è ben montata aggiungi la crema di marroni mescolando delicatamente con una spatola di silicone.
Da ultimo inserisci i marrons glacés spezzettati.
Se la pasta si è raffreddata, srotola delicatamente il canovaccio, farcisci con la panna evitando di arrivare fino ai bordi e trasferisci tutto su un foglio di carta da forno pulito.
Con l’aiuto della carta arrotola la pasta con al sua farcitura formando un salamino.
Chiudi a caramella gli estremi della carta e metti in frigo a raffreddare per almeno due ore.
Prima di servire cospargi abbondantemente con zucchero a velo.


EASY: a merenda per i bambini accompagnato da una piccola tazzina di cioccolata calda.


CHIC: dessert dopo cena: servi ogni fetta su un piattino accompagnata da una violetta candita e una dose generosa di zucchero a velo.

venerdì 2 gennaio 2015

Biscotti da inzuppare con farina di riso e quattro spezie

L’addobbo natalizio più bello lo avevo realizzato a Milano, nella prima casa dove avevo abitato, che per esigenze di lavoro di mio marito non era nostra, ma affittata ammobiliata.
A differenza della nostra casa vera, questa prima casa milanese era ammobiliata in modo modernissimo, camera da letto e studio del marito essenziali, bagno gigante tutto specchi e luci (impietose la mattina appena sveglia, non le accendevo mai e avevo messo una mini abat jour su una delle mensole portata dalla mia casa vera che emanava una luce delicata e gentile). E poi un salone con un angolo cottura minuscolo ma ben attrezzato (niente forno a microonde ma quello vero!) e una terrazza affacciata su un giardino interno curatissimo e molto verde. Era la stanza dove trascorrevo la maggior parte del tempo. Lì per lì l’idea dell’angolo cottura mi aveva un po’ deluso ma era talmente ben sistemato che dopo poche settimane mi sembrava quasi una cucina vera: l’unica cosa che non riuscivo a fare era impastare, nella mini cucina non c’era spazio e il tavolo da pranzo era così bello che si poteva solo guardare. Mi ero attrezzata con una spianatoia di legno che appoggiavo ‘delicatamente’ sulla scrivania di mio marito - che era molto più spartana -e lui, ora che ci penso, forse non lo ha mai saputo….
Ma tornando agli addobbi di Natale in questo bel salone ultra moderno e dall’aspetto un po’ freddino il soffitto era percorso da lucidissime travi di acciaio che sorreggevano i faretti. Nei due Natale che abbiamo trascorso lì ho impiegato tutto il pomeriggio dell’8 dicembre (data in cui tradizionalmente a casa mia ‘si fa l’albero’) ad attaccare alle travi palline di natale di formato e colore diverso - argento oro e blu, alcune piene di glitter e brillantini. Le appendevo alle travi ad altezze diverse con un filo di nylon trasparente (quello da pesca con cui si facevano le collane di perline da piccoli) e l’effetto era stupefacente: entrando nella stanza con le luci dei faretti al minimo sembrava un piccolo bosco di stelle galleggianti nell’aria. Ricordo che mi piaceva moltissimo il pomeriggio quando rientravo a casa sedermi anche solo un attimo con la tazza di tè e un mini biscotto speziato, con le luci al minimo e guardare questi piccoli pianeti scintillanti che ondeggiavano sulla mia testa, alcune palline erano così piccole che bastava muoversi per la stanza che si mettevano a oscillare lievemente.
Nella casa dove abito adesso non posso mettere palline galleggianti…restano però i biscotti speziati. Ora che le feste si stanno esaurendo – manca solo la befana – c’è il tempo il pomeriggio per sedersi un attimo con calma a leggere e i biscotti che preferisco per questi ‘ritmi lenti da fine vacanza’ sono questi da inzuppare. Non sono così belli per offrirli alle amiche con il tè e sono poco adatti ad un invito perchè vanno inzuppati per apprezzarli davvero. Sono i classici biscottoni da latte e sono riservati ai pomeriggi tranquilli da trascorrere a casa in famiglia. Io li faccio con una parte di farina di riso e la miscela 4 spezie (la compro ad un mercatino provenzale che fanno a Torino sotto Natale e si compone di noce moscata, zenzero, chiodi di garofano, cannella e un pizzico di pepe, quindi alla fine le spezie sono 5!) che dà loro un aroma ancora natalizio perché mi piace prolungare fino alla fine l’atmosfera del Natale. Nel resto dell’anno sostituisco le spezie con i semini di una bacca di vaniglia e li conservo in un contenitore di vetro per una settimana.

P.S. C’è chi in famiglia si lamenta perché sono poco dolci… ma non sono dei veri frollini!! Sono biscotti da tranquilla colazione del mattino, o tè in relax nel pomeriggio solo poco poco zuccherati.
Per dosare la miscela quattro spezie regolatevi con i vostri gusti, io ne metto un pizzicotto abbondante, ma è meglio, specialmente la prima volta, andare cauti.

E naturalmente .. buon anno.



BISCOTTI DA INZUPPARE CON FARINA DI RISO E QUATTRO SPEZIE




(Con questa dose ottengo una trentina di biscotti, ma dipende dalla dimensione degli stampini tagliabiscotti)


200 gr di farina 00
75 gr di farina di riso
40 gr di burro
100 gr di zucchero semolato a grana fine (tipo Zefiro)
1 uovo intero
50 gr di latte intero
1 pizzico di lievito per dolci
1 pizzicotto abbondante di miscela quattro spezie (qui dipende un po’ dai gusti)


In una ciotola mescola lo zucchero con il burro a pezzetti (si ottengono delle briciolone).
Aggiungi l’uovo leggermente battuto con il latte (unisci uovo e latte a parte in un bicchiere) e amalgama rapidamente.
In un recipiente setaccia le due farine e aggiungi la miscela quattro spezie e il pizzico di lievito.
Unisci le farine al composto con burro zucchero uova e latte e impasta rapidamente fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, senza scaldare troppo la pasta con le mani.
Togli l’impasto dalla ciotola, forma una panetto, avvolgilo nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per almeno due ore.
Trascorso questo tempo, stendi la pasta dello spessore che preferisci, tenendo conto che avendo un po’ di lievito i biscotti gonfiano leggermente in cottura.
Taglia la pasta utilizzando un tagliabiscotti.
Sistema i biscotti su una teglia che possa andare in forno coperta di carta da forno.
Lascia riposare una decina di minuti in frigorifero mentre scaldi il forno a 170 gradi.
Quando il forno ha raggiunto la temperatura inforna i biscotti e cuoci per 15 / 18 minuti al massimo, dipende dal forno, non devono colorire in superficie.
Quando sono cotti lasciali raffreddare un attimo prima di trasferirli in un barattolo di vetro.





EASY: a colazione con una tazza di latte o per merenda con un tè melange agli agrumi.




CHIC: per essere offerti vanno resi un po’più .. gentili: tagliali con un tagliabiscotti a forma di ciambella piuttosto piccolo, quando sono cotti rivestili per metà con cioccolato fondente fuso, lascia raffreddare e servine uno con il caffè del dopocena.


martedì 23 dicembre 2014

Non ricetta # 7 - Angioletti di cioccolato al peperoncino

Precipitevolissimevolmente era la parola che quando ero piccola ci insegnavano alle elementari come la parola più lunga del vocabolario italiano. Era una specie di scioglilingua e giocavamo a pronunciarla bene e senza incepparsi mai. Avevamo – o almeno io avevo – solo una vaga idea di cosa volesse dire, l’interesse era tutto nel riuscire a dirla e a scriverla senza sbagliare. Tutti gli anni in questi ultimi giorni che precedono il Natale questa parola mi torna in mente. Come tutti – penso – ho decine di cose da fare e pochissimo tempo ormai per farle. Ed è qui che suddivido la mia onnipresente lista delle cose da fare – ho già detto che sono una maniaca delle liste, ne ho per ogni occasione – in quelle che devo fare per forza e quelle che farò solo se mi avanza il tempo (quest’anno ho già rinunciato all’idea di fare anche una brioscia tipo kringle per la colazione di Natale, non so ancora cos’altro dovrò scartare). Non ricordo un solo anno in cui sono riuscita a fare tutto e a casa sono famosa per arrivare il 24 dai miei genitori all’ora di pranzo con ancora qualche regalo da incartare. Ormai lo faccio quasi apposta, tanto per non smentirmi, perché ci rimarrebbero tutti male se arrivassi e dicessi che sono riuscita a fare proprio tutto.
Nella mia lista delle cose da fare ci sono sempre tantissimi dolci, quasi tutti molto semplici, perché una delle cose che adoro della sera di Natale è preparare per il dopo cena tante ciotoline, coppette e piccole alzate ricche di dolcetti diversi, dai ricciarelli (immancabili a casa nostra) a mini meringhe, biscottini e cioccolatini fatti in casa da gustare quando si chiacchiera, si scartano i regali e si aspetta la mezzanotte. Mia mamma è specializzata nei mendiants (quei dischi di cioccolata cosparsi di frutta secca), io quest’anno ho fatto questi angioletti al peperoncino. Mi sono innamorata di questo stampino e l’espressione di questi buffi pupazzetti di cioccolato si presta perfettamente ad un gusto … pizzichino. Velocissimi da fare come la lista richiede quando il tempo è pochissimo. Precipitevolissimevolmente appunto.

Io non ho temperato il cioccolato, semplicemente ne ho fatto fondere metà e poi ho aggiunto fuori dal fuoco l’altra metà in modo da abbassarne la temperatura.


NON RICETTA # 7 - ANGIOLETTI DI CIOCCOLATO AL PEPERONCINO




(Con questa dose ho ottenuto 18 cioccolatini, dipende però dalla grandezza dello stampino)

200 gr di cioccolato al 65% di ottima qualità
3 peperoncini essiccati


Metti in un piccolo mortaio di marmo i tre peperoncini e sminuzzali finemente con il pestello, in modo da sbriciolarli il più possibile.
Trasferisci i peperoncini sminuzzati in un piccolo colino a maglie finissime e setaccia su un piattino la polvere di peperoncino, facendo attenzione che non passino residui troppo grandi o i semini interni se non sono ben triturati.
Metti da parte.
Fai sciogliere la metà del cioccolato (100 gr) a bagnomaria, facendo attenzione che il fondo della pentola che contiene il cioccolato non tocchi l’acqua che sobbolle.
Quando il cioccolato è sciolto toglilo dal fuoco e aggiungi 50 gr del cioccolato rimanente a pezzettoni.
Mescola con una spatola di silicone fuori dal fuoco fin quando tutto il cioccolato sarà sciolto.
Se la temperatura del cioccolato è scesa molto al di sotto dei 50 gradi, prima di inserire gli ultimi 50 gr di cioccolato metti di nuovo la pentola sul fuoco a bagnomaria.
Riporta la temperatura del cioccolato a 50 gradi, togli dal fuoco e fai sciogliere gli ultimi 50 gr di cioccolato.
Quando è tutto ben sciolto, aggiungi la polvere di peperoncino che hai setacciato in precedenza (se è la prima volta che li fai aggiungila per gradi, assaggiando prima di inserirla tutta, a me piacciono molto ‘pizzicosi’ ma dipende dai gusti).
Versa il cioccolato fuso negli stampini – io ho utilizzato quelli di silicone - e metti in frigo a raffreddare per almeno 4 ore.
Quando sono consolidati toglili dallo stampino e mettili in un contenitore di vetro se non li offri subito.
Si conservano in frigorifero in un contenitore di vetro per 3 giorni.
Prima di servirli lasciali un’oretta a temperatura ambiente, altrimenti sono troppo duri.



EASY: confezionali in semplici sacchetti di cellophane, legali con un nastro dorato e utilizzali come chiudipacco sui regali di Natale (tre cioccolatini per bustina per esempio).



CHIC: adoro l’abitudine di alcuni bar e ristoranti di servire un piccolo cioccolatino di pasticceria con il caffè. Servi così il caffè la sera di Natale, appoggiando un cioccolatino sul piattino di ogni tazza.


venerdì 19 dicembre 2014

Panettone vaniglia e marrons glacés fatto con lievito di birra

Questo non è certo un blog perfetto, dove metto solo ricette perfette e foto inappuntabili. E’ semplicemente un diario di cucina, anzi della mia cucina, che non è esattamente una cucina perfetta, nella quale tutte le ciambelle riescono con il buco per usare una frase fatta. Faccio molti esperimenti che si rivelano fallimenti veri e propri, ogni tanto preparo delle cene davvero pessime – l’altra sera tanto per dirne una, ero così stanca che anche piatti che cucino normalmente erano immangiabili. Ovviamente non sono così audace da rendicontare qui i pasticci più clamorosi che faccio, evito di pubblicare alcuni piatti che erano buoni d’accordo, ma con foto talmente brutte da far passare la voglia di provare e insomma… escludo da queste pagine tutto ciò che è oltre ogni limite.
Ma è capitato anche in passato (questi biscotti per esempio e la pappa al pomodoro qui) che abbia deciso di pubblicare qualcosa che pur non essendo orribile era lontano dall’essere come avrebbe dovuto. Perché? Forse perché appunto questo è solo un diario e uso questo blog per puro divertimento e – cosa che non guasta – nel totale anonimato. Credo di aver parlato di questo blog alla mia famiglia e solo a 3 dei miei amici/amiche. Nei diari di solito si registrano cose di ogni tipo, non solo quelle dove va sempre tutto bene e quindi ho deciso di inserire il mio primo esperimento con il panettone che è stato un successo solo a metà – il che dopo tutto vuol dire che è stato un mezzo fallimento.
Sono anni che raccolgo ricette di panettone e non avevo mai provato a farlo. Sabato scorso ho deciso che era arrivato il momento. A inizio mese avevo acquistato lo stampo di carta e dopo aver letto e riletto la mia collezione di ricette ho scelto quella tratta da questo libro perché ho già sperimentato altre ricette e sono venute tutte bene. Inoltre la ricetta utilizza il lievito di birra e non il lievito madre che io non ho. Rispetto alla ricetta originale ho apportato solo piccole modifiche: ho setacciato in ogni fase la farina, sciogliendo il lievito nell'acqua prima di inserirlo nella farina, ho aggiunto ancora una piccola parte di lievito nella quarta lievitazione e l’ho farcito ‘a modo mio’ con i marrons glacés perché proprio non sopporto i canditi e tanto meno l’uvetta e ho messo la vaniglia perché mi piace molto sentirne l’aroma. La ricetta del libro prepara il panettone con albicocche mirtilli e cioccolato.
Le cose positive dell’esperimento sono state tantissime:
- è molto divertente da fare e non particolarmente impegnativo; richiede è vero un’intera giornata di attenzione ma si tratta di pochi ‘interventi’ tutto sommato semplici a distanza di qualche ora;
- il profumo è assolutamente delizioso, comincia a diffondersi in cucina mentre si impasta ed è irresistibile quando il panettone cuoce nel forno;
- a mio parere ha un gusto buonissimo, non troppo dolce - come dovrebbe essere il vero panettone - e trovo che i marrons glacés ci stiano benissimo. L’idea del panettone ai marrons glacés non è mia, ma del mio pasticcere torinese preferito che ne prepara uno davvero squisito, l’unico panettone che io mangio volentieri.
I lati negativi, dovuti – immagino – al fatto che ho sbagliato qualcosa nell’ultima fase di impasto sono questi:
- è venuto morbido ma non soffice e non è ‘arioso’ come il vero panettone;
- la lievitazione non è stata fatta bene, penso, perché non mi è ‘cresciuto’ abbastanza e non aveva il look bello alto del vero panettone, anche se il suo stampino di carta e la granella di zucchero sopra gli davano un’aria piuttosto .. professional.
Comunque sia, in tre giorni lo abbiamo finito, inzuppandolo a colazione nel latte (dove dà il meglio di sé) e assaggiando una fettina la sera dopo cena.. così, tanto per chiudere la cena in dolcezza.
Penso che lo rifarò prima della fine delle vacanze con l’intento di ottenere un panettone sofficissimo! Ora invece mi devo proprio dedicare ai regali di Natale: li devo scegliere, acquistare e incartare ancora tutti. E al momento non ho nessuna idea intelligente……
Nello scrivere la ricetta ho adottato lo stile del libro che mette le ore nelle quali vengono fatte le diverse lavorazioni. Ho messo gli orari che ho seguito io.

PANETTONE VANIGLIA E MARRONS GLACES (con lievito di birra)





Ingredienti per 2 Panettoni da 750 grammi (tra parentesi le dosi della ricetta originaria):


690 gr di farina Manitoba
110 gr di acqua (100 gr ma dipende da quanta ne assorbe la farina)
10 gr di lievito di birra fresco (6 gr)
180 gr di zucchero
70 gr di tuorli – sono circa 3 tuorli (30 gr)
250 gr di uova intere – sono circa 4 uova (300 gr)
150 gr di burro
2 bacche di vaniglia (la ricetta usava come aromi rum e scorza di arancia)
7 gr di sale
400 gr di marrons glacés (vanno bene anche quelli in pezzi, la ricetta originaria prevedeva 130 gr di albicocche secche, 100 gr di mirtilli e 120 di gocce di cioccolato)


Per decorare:
qualche cucchiaio di latte
una manciata di granella di zucchero


PRIMO IMPASTO ore 7.00 del mattino (tutti gli ingredienti sono tolti dalle dosi totali)


20 ml di acqua
3 gr di lievito di birra fresco
1 gr di zucchero
30 gr di farina Manitoba


Sciogli il lievito in acqua a temperatura ambiente.
Setaccia la farina in una ciotola, aggiungi lo zucchero e la miscela di acqua e lievito.
Impasta rapidamente con una forchetta e lascia lievitare coperto di pellicola in un luogo lontano da correnti d’aria. Deve raddoppiare di volume (io ho impiegato un’ora).



SECONDO IMPASTO ore 8.00 (tutti gli ingredienti sono tolti dalle dosi totali)

10 gr di tuorlo d'uovo
30 ml di acqua
60 gr di farina Manitoba
4 gr di zucchero

In una ciotola setaccia la farina con lo zucchero.
Aggiungi l’acqua e poi il tuorlo e mescola rapidamente con una forchetta.
Aggiungi questo mix all’impasto precedente e impasta tutto insieme (la miscela è ancora fluida e non ho impastato a mano, ma solo con la forchetta).
Copri la ciotola con pellicola e lascia lievitare ancora fino al raddoppio (per me un’ora e mezzo).



TERZO IMPASTO ore 9.30 (tutti gli ingredienti sono tolti dalle dosi totali)

50 ml di acqua
10 gr di tuorlo
100 gr di farina Manitoba
3 gr di lievito di birra fresco
5 gr di zucchero


Sciogli il lievito in acqua a temperatura ambiente.
Setaccia la farina in una ciotola, aggiungi lo zucchero e la miscela di acqua e lievito.
Impasta rapidamente con una forchetta e aggiungi anche l’uovo.
Aggiungi questo mix all’impasto precedente e impasta tutto insieme in modo da ottenere un impasto omogeneo.
Copri con pellicola e lascia lievitare fino al raddoppio (per me due ore).



QUARTO IMPASTO ore 11.30 (tutti gli ingredienti sono tolti dalle dosi totali)


4 gr di lievito (la ricetta originaria non prevede lievito in questo quarto impasto)
10 ml di acqua (non prevista nella ricetta originaria)
500 gr di farina Manitoba
50 gr di tuorli
250 gr di uova
170 gr di zucchero
150 gr di burro
i semi di 2 bacche di vaniglia
7 gr di sale
400 gr di marron glacés.



Questo quarto e ultimo impasto può essere fatto con la planetaria.
Sciogli il lievito nell’acqua.
Nella ciotola della planetaria (se la usi) metti l’impasto precedente, setaccia sopra tutta la farina meno 4 cucchiai e aggiungi l’acqua con il lievito.
Inizia ad impastare, quando l’impasto inizia a formarsi aggiungi metà dello zucchero, le uova e i tuorli.
Impasta bene fin quando l’impasto inizia ad incordare. A questo punto inserisci il resto dello zucchero con i semini della bacca di vaniglia e continua ad impastare fino ad ottenere un amalgama liscio e compatto.
Inserisci il burro morbido nell’impasto un po’ alla volta in questo modo: un pizzicotto di burro e un cucchiaio di farina di quelli lasciati da parte. Impasta in modo che il burro si disfi nell’impasto e aggiungine ancora insieme ad un altro cucchiaio di farina. Così per 4 volte.
Infine resta da aggiungere solo il sale, mettilo nell’impasto e continua ad impastare fino alla incordatura.
Questa quarta fase di impasto l’ho fatta con la planetaria ed ho impiegato una ventina di minuti (mi è venuto il dubbio che siano stati troppi).
Aggiungi i marrons glacés spezzettati e impasta un’ultima volta (a mano) molto rapidamente.
Dividi l’impasto in due palle e mettile a lievitare su una teglia appena infarinata per 40 minuti coperte da un canovaccio pulito.
Trascorso questo tempo, metti le due palle negli stampi di carta, copri ogni stampo con un sacchetto di plastica capiente (io uso quelli molto grandi per congelare gli alimenti) e lascia lievitare per 5 ore.

Accendi il forno a 175 gradi.
Quando raggiunge la temperatura scopri gli stampi, fai su ogni panettone un taglio in croce, pennella con poco latte e cospargi di granella di zucchero. Io li ho infornati alle 18.30.
Cuoci in forno per circa 40 minuti (il tempo preciso è difficile da indicare, dipende dal forno), se la superficie si scurisce troppo copri con un foglio di alluminio.
Sforna i panettoni e lasciali raffreddare. Nella ricetta originale si richiede di farli raffreddare a testa in giù. Mi è sembrata un’operazione complicata e non l’ho fatta (andrebbero appesi a testa in giù utilizzando dei lunghi spiedi per infilzarli alla base e appendendoli così per esempio sul bordo di una pentola in modo che la testa del panettone sia sospesa all’interno della pentola stessa).




EASY: a colazione la mattina di Natale con cioccolato caldo con un pizzico di cannella e poca poca panna montata oppure con il classico tè di Natale alle spezie.







CHIC: servilo in fettine sottili al termine della cena del 24 sera accompagnato da un cucchiaio di crema inglese aromatizzata all'arancia.







venerdì 12 dicembre 2014

Ravioli di grano saraceno con ripieno di formaggi

Come ogni anno l’8 dicembre ho preparato albero e presepe e sistemato la 'città dei Babbo Natale', la mia collezione di Babbo Natale: c’è un mobile in salotto che normalmente ospita un’abat-jour e due vasi di porcellana, li tolgo e li sostituisco con una quantità imprecisata di statuine di Babbo Natale, dal legno dipinto alla terracotta, ne ho davvero di ogni tipo. Ho appeso la ghirlanda di pungitopo fuori della porta e qualche decorazione alle finestre; ho sistemato un piccolo pupazzo di neve fatto di lana sul davanzale di una finestra di camera e sparso candele profumate qua e là – anche se il profumo lo sento molto i primi giorni, poi forse mi abituo o svanisce… non lo percepisco più. Le candele restano, tonde o cilindriche, alcune avorio, altre verde bosco e dovrebbero profumare di arancia e cannella. Addobbare la casa a festa mi piace moltissimo e contribuisce a mio parere a creare l’atmosfera natalizia, insieme ad altre piccole cose che elenco di seguito – sicuramente ne ho dimenticata qualcuna - e che per me ‘sono Natale’.
  1. Preparare cioccolatini e biscotti speziati, da offrire con il tè di Natale o da confezionare in scatoline con grandi nastri come regalino per le amiche, quest’anno ho scelto scatoline argentate e un nastro di velluto blu notte che mi piace molto. Libri e regali home made sono i regali che preferisco fare e ricevere (questo è un messaggio subliminale per i miei che invece si rifiutano di regalarmi libri perché dicono che ne compro già troppi di mia iniziativa).
  2. Acquistare il ‘tè di Natale’, la miscela che ogni anno viene preparata in questo periodo: tè aromatizzato con arancia, mandorle, spezie… a volte anche cioccolato. Quest’anno abbiamo fatto una gita lampo a Firenze nel mio negozio di tè preferito, dove ho scelto un tè nero con arancia, cannella, cristalli di zucchero e chiodi di garofano e un tè bancha con bacche di pepe rosa, mandorle e altre delizie che danno un gusto delicato e natalizio.
  3. La musica di Enya in sottofondo, come ho già detto le canzoncine di Natale proprio non le sopporto.
  4. Qualcosa di luccicante da indossare la notte di Natale, anche solo un fermaglio per capelli - ne ho visto uno molto carino in una profumeria del centro.
  5. Un cesto di vimini sotto l’albero di Natale, perché mi piace mettere tutti insieme i regali fatti e quelli ricevuti.
  6.  L’autoregalo, ovvero il regalo che ogni anno compro .. da me per me. O un libro – ho una decina di titoli tra i quali scegliere - oppure qualcosa per cucina e affini (quest’anno mi sono innamorata di una tazza mug di porcellana azzurro intenso decorata con grandi fiori multicolori).
  7.  Dedicare un’ora ogni sera a sfogliare libri e ricette di cucina per decidere il menu della ‘mia’ cena di Natale, quella che ogni anno facciamo con pochi amici a casa nostra. Il Natale vero come ho già detto tante volte lo festeggio il 24 a casa dei miei genitori e non posso portare niente che sia fatto da me – tranne i biscotti – perché non ho ancora trovato una pietanza che si possa trasportare indenne sull’eurostar e poi in una sgangherata corriera che da Firenze mi porta fino a Siena. Quella che organizzo io non è una vera cena di Natale, non c’è un menu obbligato né ricette delle tradizione da fare per ‘riconoscere il Natale’ (a casa mia per esempio i tortellini e i dolci senesi). La mia cena è solo un modo per scambiarsi gli auguri con gli amici più stretti che non si vedono mai quanto si vorrebbe e ogni anno mi piace fare qualcosa di nuovo. Come primo piatto quest’anno ho scelto questi ravioli di grano saraceno farciti di formaggi. Li avevo mangiati in montagna alcuni anni fa, me li ero segnati mentalmente come ‘buoni da rifare’ ed ho fatto vari esperimenti prima di ottenere qualcosa di convincente. Questa è la versione che preferisco – tra le tante che ho provato, variando la qualità e la proporzione dei formaggi che compongono il ripieno.   
  8. Naturalmente una candela accesa anche una sola sulla tavola apparecchiata per la notte di Natale.

P.S. Se avanza un po’ di pasta da questi ravioli si può tagliare a piccoli quadretti tipo mini maltagliati ed utilizzarla al posto della solita pasta in una minestra di ceci. Se avanza un po’ di ripieno si può mischiare ad erba cipollina e aneto oppure con gorgonzola e noci o infine con caprino e pistacchi tritati e spalmare queste creme su crostini di pane nero lievemente tostato.



RAVIOLI DI GRANO SARACENO CON RIPIENO DI FORMAGGI





(Con questa dose con il mio tagliapasta diametro 6 cm ho ottenuto 30 ravioli)

Per la pasta:
125 gr di farina 00
75 gr di farina di grano saraceno
2 uova intere
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di acqua fredda

Per il ripieno:
200 gr di ricotta di mucca
100 gr di stracchino cremoso
1 pizzico di sale
1 pizzico di maggiorana essicata


Mescola le due farine con il pizzico di sale e fai la fontana sulla spianatoia.
Rompi al centro le due uova, aggiungi l’olio e l’acqua ed inizia ad impastare, prima con l’aiuto di una forchetta poi a mano.
Impasta per alcuni minuti fino ad ottenere una pasta elastica e compatta.
Fai una palla con l’impasto e lascia riposare sotto una zuppiera di vetro per 30 minuti.
Intanto prepara il ripieno dei ravioli.
In una ciotola lavora la ricotta con un cucchiaio di legno, in modo da ottenere un impasto cremoso, quindi aggiungi lo stracchino, il sale e la maggiorana e amalgama fino ad ottenere una crema omogena (aggiusta di sale se necessario, dipende un po’ da quanto è salato lo stracchino e dai gusti personali).
Metti la crema di formaggi a riposare in frigorifero.
Quando la pasta ha riposato, stendila in una sfoglia sottile, o con il mattarello su un piano infarinato o con la ‘sfogliatrice’.
Ricava dalla pasta stesa 30 cerchi, utilizzando un tagliapasta circolare.
Metti al centro di ciascun cerchio una noce di crema di formaggi e chiudi a metà sigillando bene i bordi in modo che non si aprano in cottura.
Quando tutti i ravioli sono pronti, metti a bollire l’acqua nella quale intendi cuocerli.
Quando l’acqua bolle aggiungi il sale e metti a cuocere i ravioli.
Cuoci 4 minuti da quando vengono ‘a galla’.
Scolali e servili immediatamente con il condimento che preferisci (burro fuso e salvia per esempio).

I ravioli possono essere preparati in anticipo e congelati.
In questo caso si cuociono mettendoli in acqua bollente ancora congelati e richiedono qualche minuto di cottura in più rispetto a quelli freschi.



EASY: cena per due persone: un piatto abbondante di ravioli conditi con burro e salvia oppure con radicchio rosso stufato in padella, un’insalata mista e frutta cotta profumata con cannella e anice stellato.




CHIC: cena della notte di Natale: servine solo tre a testa (insieme ad un altro primo piatto) con burro fuso e lamelle di tartufo nero.