Visualizzazione post con etichetta Gelati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gelati. Mostra tutti i post

domenica 3 settembre 2017

Baked Alaska

Erano tanti anni che non trascorrevo il Ferragosto in città. Ne conservavo un ricordo…quasi incantato, la possibilità di vivere una città silenziosa e tranquilla, di girare in bicicletta senza traffico, di mangiare qualcosa in uno di quei posti dove normalmente senza prenotazione non riesci ad entrare. Beh non è stato esattamente così. Torino è una città che a Ferragosto chiude per ferie, tutto o quasi è immobile, chiuso. Il centro più che silenzioso sembrava una città fantasma, anche le caffetterie storiche, i locali più carini avevano la saracinesca abbassata. Le vie della città ribollivano di sole caldissimo e solo sotto i portici, all’ombra, sembrava di trovare un po’ di refrigerio. Però a sorpresa i musei erano tutti aperti e la giornata si è rivelata ugualmente piacevole. Ho fatto colazione a casa con molta calma e rinunciato ad un pranzo a base di sushi che avevo in programma (ristorante chiuso). Ho optato per il ‘piano B’, visto che uno dei pochi locali aperti era una delle mie pasticcerie/caffetterie preferite: non troppo distante da casa, con un piccolo spazio all’aperto (qui li chiamano dehors) arredato con tavolini bassi e tante piante verdi. Non era esattamente l’ora di pranzo quando ho deciso di fermarmi, poco più di mezzogiorno. Ho ordinato un caffè americano, un tramezzino con uovo e insalata (fresco e delicato) e due minuscoli pasticcini al cocco, due palline perfettamente sferiche al gusto di cioccolato cocco e mandorle. Il ‘caffè americano’ merita due parole in più, almeno per come lo servono qui: una bella tazza da tè di quelle rotonde un pochino retrò con all’interno due caffè espressi piuttosto lunghi, sullo stesso vassoio portano zollette di zucchero, una lattiera e un bricco con acqua bollente… per trasformare i due espressi lunghi in un caffè lunghissimo, appunto all’americana. Da completare con zucchero di canna e latte a piacere. La prima volta ho trovato questa combinazione acqua + caffè un po’.. scioccante, adesso mi piace moltissimo ed è quello che ordino sempre quando vado lì.
La mia meta era il Museo di Arte Orientale (MAO). Torino è celebre per il Museo Egizio visitato da milioni di turisti ogni anno, ma il MAO è a mio parere ancora più bello, più particolare e ricco di suggestioni. L’arte orientale è spesso silenziosa, ispirata e molto intensa. Il museo è vario, le collezioni comprendono statue di Buddha del Gandhara solenni e umane al tempo stesso, bassorilievi e sculture indiani ricchi di complicati ritmi lineari, porcellane cinesi e deliziose damine Tang, costumi da samurai che un certo timore lo incutono. E ancora delicate stampe giapponesi dell’Ukyo-e, pannelli di seta dipinti con immagini lievi e ceramiche islamiche dai colori smaltati e brillanti… volendo guardare tutto con attenzione non basta un intero pomeriggio.
Sono rientrata a casa proprio per l’ora di cena e nonostante il caldo ho acceso 5 minuti (basta davvero pochissimo) il forno per completare la decorazione del dessert che avevo scelto di preparare per cena: baked alaska, ovvero uno zuccotto di gelato con una base soffice (in genere pan di Spagna, ma io preferisco utilizzare la pasta biscuit) rivestito di meringa morbida e passato un attimo in forno per ‘sbruciacchiare’ al meringa. Preceduto da un piccolo antipasto e da un cus cus con tante verdure; cena in sala con le finestre aperte per far entrare un vento leggero che alle 9 di sera agitava delicatamente le tende e ha finalmente reso la giornata un po’ più fresca.

P.S. Io non ho la gelatiera, quindi per fare l’Alaska utilizzo gelato artigianale, ma con quello fatto in casa è ancora più buono. E’ un dolce a mio parere buonissimo e molto facile, lo zuccotto di gelato con la sua base di pasta biscuit si può preparare in anticipo, anche il giorno prima, la meringa può essere preparata qualche ora prima di servire e lasciata in frigo in un sac à poche. Si può assemblare tutto dieci minuti prima di portarlo in tavola, passarlo in forno e terminare la ‘coloritura’ della meringa con una torcia da pasticcere. Poiché è piuttosto dolce io in genere utilizzo gusti di gelato non troppo zuccherosi, in questo caso ho scelto un cioccolato amaro extrafondente e pistacchio, che un gelataio qui vicino fa davvero buonissimo, con un retrogusto quasi salato.

BAKED ALASKA





Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta biscuit (io uso una teglia rettangolare 30 x 40):

3 uova intere
80 gr di zucchero semolato
80 gr di farina 00
Un pizzico di bicarbonato (la punta di un cucchiaino da caffè)

Per evitare che si attacchi in cottura:

Una noce di burro
Un cucchiaio di farina
Due cucchiai di zucchero semolato (dopo la cottura)


Per la meringa:
2 albumi
lo stesso peso degli albumi (55 gr circa) di zucchero a velo
lo stesso peso degli albumi (55 gr circa) di zucchero semolato fine, tipo Zefiro

Per lo zuccotto:
500 gr di gelato artigianale (io ho utilizzato 250 gr di cioccolato e 250 gr di pistacchio)

Prepara la pasta biscuit (anche il giorno prima)

Prepara la teglia per cuocerla: metti su una teglia un foglio di carta da forno, imburralo con la noce di burro molto bene e cospargi di farina, scuotendo via l’eccesso.
Separa i tuorli dagli albumi. Metti da parte gli albumi e metti i tuorli in una ciotola insieme allo zucchero.
Io per montare i tuorli uso la planetaria, vanno bene anche le fruste ma devono essere montati molto a lungo fino a quando diventano chiari e spumosi (con la planetaria 12 minuti).
Mentre i tuorli montano accendi il forno a 180 gradi.
A parte monta gli albumi a neve ferma (io lo faccio con le fruste mentre la planetaria lavora i tuorli).
Quando i tuorli sono montati, aggiungi al composto la farina setacciata con il bicarbonato in tre volte successive, continuando dopo ogni aggiunta di farina a lavorare brevemente l’impasto con le fruste elettriche o con la planetaria.
Dopo aver incorporato tutta la farina aggiungi gli albumi montati a neve ferma.
Anche gli albumi non vanno aggiunti tutti insieme ma in quattro volte successive, mescolando ogni volta a mano con una spatola di silicone dal basso verso l’alto e dall’esterno verso l’interno, come quando si fanno le meringhe facendo attenzione a non smontare il composto.
Procedi con l’aggiunta successiva, solo quando il composto è ben amalgamato.
Quando l’impasto è pronto versalo nella teglia già preparata livellandolo delicatamente con la spatola in modo che sia ben distribuito ai lati e al centro per ottenere un biscuit di spessore uniforme.
Cuoci in forno già caldo per 10 minuti.
Mentre la pasta cuoce nel forno, prepara un canovaccio pulito e cospargilo con i due cucchiai di zucchero semolato.
Terminata la cottura (il biscuit deve essere dorato) estrai la pasta dal forno e rovesciala sul canovaccio, in modo che il lato con la carta da forno rimanga verso l’alto e l’altro appoggi sul canovaccio ‘zuccherato’.
Stacca la carta da forno delicatamente (se è ben imburrata è facile), copri con un altro canovaccio pulito e lasci raffreddare la pasta.

Prepara lo zuccotto di gelato (anche questo può essere fatto il giorno prima), per essere lavorato il gelato deve essere un po’ morbido, quindi meglio tirarlo fuori dal congelatore un attimo prima.
Fodera uno stampo di metallo ci forma semisferica (per uno zuccotto appunto) con la pellicola trasparente, ricoprilo totalmente e lascia che la pellicola sia abbondante e fuoriesca dallo stampo, servirà per facilitare l’estrazione dello zuccotto gelato dallo stampo.
Metti il gelato all’interno dello stampo, un gusto alla volta, livellandolo bene io ho usato due gusti diversi, ma la scelta è tua. Chiudi con altra pellicola alimentare  e metti nel congelatore per alemo 8 ore.
Prima di servire (al massimo due ore) prepara la meringa.
Mescola i due tipi di zucchero, in modo da ottenere un unico mix.
In una ciotola metti gli albumi e inizia a sbattere con l’aiuto delle fruste elettriche o di una planetaria. Appena iniziano a diventare un po’ spumosi aggiungi il composto di zuccheri in tre fasi successive (un terzo alla volta) senza mai smettere di sbattere e utilizzando le fruste o il mix a velocità elevata.
L’obbiettivo è quello di ottenere una meringa soda e compatta, la prova ‘classica’ è verificare che la meringa rimanga attaccata alla ciotola quando questa viene inclinata… o addirittura capovolta!
Quando la meringa è pronta, trasferiscila in un sac à poche e mettila in frigo fino al momento di utilizzarla.

Poco prima di servire prepara l’Alaska.
Accendi il grill del forno a 200 gradi.
Ritaglia nella pasta biscuit un disco dello stesso perimetro dello stampo che hai utilizzato per il gelato.
Appoggia il disco di pasta su una teglia foderata di carta da forno.
Preleva il gelato dal congelatore ed estrai lo zuccotto dallo stampo aiutandoti con la pellicola che hai lasciato fuori.
Appoggia lo zuccotto gelato sulla base di pasta e ritagliala a misura se non fosse precisa.
Con l’aiuto di una spatola o del sac à poche rivesti completamente lo zuccotto con la meringa morbida e forma dei picchi di meringa con il dorso di un cucchiaio (serve solo a rendere il dolce più grazioso).
Metti l’Alaska in forno per solo 5 minuti, la meringa deve ‘scottarsi’ e colorire appena appena.
Termina la doratura della meringa fuori dal forno con una torcia da pasticcere e servi subito.


EASY: per una merenda ricca in giardino accompagnato da una tazza di thè nero, ad esempio un melange di fiori e frutti.

CHIC: è un po’ più laborioso ma per una cena puoi preparare dei piccoli Alaska monoporzione. Trovo che per un dessert dopocena sia perfetto utilizzare gelato al caffè (solo un gusto per le monoporzioni) e magari fare la pasta biscuit al cioccolato sostituendo 15 gr di farina con 15 gr di cacao amaro.


venerdì 6 gennaio 2017

Sorbetto al Mandarino

Non ho mai considerato il 31 dicembre una vera festa e non mi piacciono le feste di capodanno, quelle con i cappellini, la musica a tutto volume e i giochi da tavolo. La mia festa di capodanno ideale sarebbe una cena a due con una tavola apparecchiata come piace a me, una musica lieve in sottofondo e tante candele accese. Da qualche anno trascorriamo capodanni molto tranquilli in compagnia dei soliti quattro amici, una cena a casa, per la quale ognuno prepara qualcosa. In montagna davanti ad un grande camino acceso oppure in città, l’occasione per noi ‘ragazze’ per divertirsi a indossare un abito un po’ più aggraziato e leggero al riparo del caldo dei termosifoni, invece dei soliti jeans e maglioni pesantissimi.
Quest’anno cena in città, appuntamento per le nove, eravamo invitati quindi liberi fino a quell’ora. Abbiamo fatto una passeggiata in centro, in una città insolitamente silenziosa e tranquilla per essere sabato sera. Non c’era quasi nessuno per le strade e ci siamo divertiti ad indovinare quali case ospitavano una festa: alcune finestre erano solo debolmente illuminate, da altre si intravedevano alberi decorati di mille lucine, altre ancora avevano luci intermittenti sui terrazzi e l’eco di musica e chiacchiere. Quella cui eravamo diretti noi aveva le finestre riparate da tende pesanti dietro le quali si intravedeva il lampadario acceso e una piccola ghirlanda di rami di abete e lucine brillanti appesa al balcone. Abbiamo iniziato a cenare alle nove in punto, aperitivo in piedi, poi una cena lenta e molto piacevole in assoluto relax. Poco prima di mezzanotte abbiamo spento lampadari e abat jour e la stanza è rimasta illuminata solo dalle luci bianchissime che avvolgevano l’albero di natale e da una quantità di candele sparse ovunque sulla tavola e vicino ai divani. A mezzanotte sono comparsi un vassoio di marrons glacés, uno di cioccolatini – in queste feste ho mangiato una quantità di cioccolato.. oltre ogni limite – e una bottiglia di prosecco. Abbiamo stappato, brindato con il rituale cin cin e scambio di baci sotto il vischio e fatto gli auguri a quelli a cui vogliamo bene, che festeggiavano lontani da noi. Anche quest’anno avevamo una piccola scorta di palloncini bianchi cosparsi di polvere argentata che abbiamo lasciato volare nel vento con i nostri desideri, piccoli o grandi, ognuno i suoi. All’una eravamo a casa. Il mio contributo alla cena sono stati gli antipasti e questo sorbetto al mandarino cosparso di chicchi di melagrana che sono bellissimi da vedere e – dicono – beneauguranti.
Buon anno a tutti e un bacio speciale al mio papà perché oggi è il suo compleanno!!


SORBETTO AL MANDARINO


(le dosi sono per circa 300 gr di sorbetto)

250 ml di succo di mandarino (per ottenerlo io ho spremuto 700 gr di mandarini)
100 gr di zucchero semolato
100 ml di acqua

In un pentolino metti l’acqua e lo zucchero e fai sciogliere sul fuoco a fiamma bassissima in modo da ottenere uno sciroppo fluido. Lo zucchero deve sciogliersi completamente ma non deve mai arrivare a bollire. Appena è pronto togli dal fuoco e lascia raffreddare.
Mentre lo sciroppo si raffredda, spremi i mandarini e misura 250 ml di succo. Filtralo e quando lo sciroppo di acqua e zucchero è freddo, aggiungilo al succo di mandarino filtrato. Mescola e versa tutto in un recipiente che possa andare nel congelatore.
Copri con pellicola e metti il mix di succo e sciroppo ne congelatore.
Ogni due ore estrailo, mescola in modo che on si formino cristalli di ghiaccio troppo spessi e rimetti nel congelatore.
Dopo 8 ore e .. 4 mescolate il sorbetto è pronto.
E’ più buono se prima d servirlo sta una 10 / 15 minuti a temperatura ambiente, in modo da tornare più cremoso.

EASY: puoi servirlo nel pomeriggio a chi non gradisce il tè. Prepara dei mezzi mandarini, privandoli della polpa interna e utilizzando le mezze scorze come ciotoline: servi il sorbetto all’interno dei mezzi mandarini cosparso di chicchi di melagrana.



CHIC: a fine pasto come dessert molto light. Mi piace servirlo all’interno dei calici da spumante con sopra, se piace, poco prosecco insieme ai chicchi di melagrana.



giovedì 14 luglio 2016

Non Ricetta # 10 - Frutta estiva al forno con gelato

L'estate è così, calda, a volte quasi soffocante, caotica e disordinata. Almeno lo è in città, quando gli impegni sono più o meno quelli delle altre stagioni, al lavoro e a casa, mentre tutto il resto sembra seguire ritmi diversi. I mezzi pubblici hanno orari rallentati, alcuni negozi di generi alimentari cominciano a chiudere o comunque sono molto meno forniti del solito, il giornalaio di fiducia va in ferie e devi fare km per riuscire a trovare le solite riviste o rinunciare a comprarle .. insomma le cose da fare sono quasi le stesse ma gli ostacoli aumentano e le forze diminuiscono, almeno le mie. E, lo dico piano piano, io non amo l’estate e sono contenta quando alla fine d’agosto si riprendono i normali ritmi di vita.
Certo ci sono le vacanze, attese con impazienza. Non importa come si trascorrono, sono sempre speciali: restare in città, andare ospiti da amici in campagna, fare un viaggio lontano o gite al mare da mattina a sera, una passeggiata in montagna per fare fotografie o lunghe soste in giardino in compagnia di un libro e di una caraffa di tè freddo. Le vacanze sono prima di tutto una pausa dalla vita di tutti i giorni: si può prolungare la colazione chiacchierando, dimenticare l’orologio nel cassetto e indossare un prendisole e i sandali anche per una passeggiata in città. Ci si può permettere di non pensare a niente, di non fare programmi per la giornata e io spesso rinuncio anche alla mie abituali liste. Almeno in vacanza, solo per tre settimane, ovunque io sia. Si esce per una passeggiata in città nelle ore fresche, alle sette di sera magari, si improvvisa la cena fermandosi in un piccolo ristorante dove non andavamo da tempo, quello che ha un minuscolo giardino sul retro e i tavolini sistemati sotto gli alberi, un po’ traballanti e illuminati dalla luce delle lanterne che pendono dai rami. Il dolce però lo mangiamo a casa, a mezzanotte, con le finestre spalancate che lasciano entrare l’aria finalmente fresca della sera. Una coppetta di frutta zuccherina e tiepida accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia. Perchè appunto l’estate è così.

P.S. la frutta che ho utilizzato era dolce, ho aggiunto solo una limitata quantità di zucchero. Se preferite zuccherare di più, aumentate in proporzione anche l’acqua. Potete scegliere la frutta che preferite, io ho messo albicocche e ciliegie, ma si possono scegliere pesche e mirtilli, susine e pesche, oppure per una versione super ricca mirtilli pesche ciliegie e albicocche.



FRUTTA ESTIVA AL FORNO CON GELATO



La quantità di frutta può essere aumentata a piacere, le dosi che metto di seguito per me sono risultate due porzioni
(le dosi per lo sciroppo di zucchero sono per 350 gr di frutta già pulita, se aumenta la quantità di frutta è necessario adeguare in proporzione lo sciroppo)


350 gr di frutta estiva a piacere (peso già pulito) io ho messo albicocche e ciliegie; la frutta deve essere matura ma soda
20 gr di zucchero semolato
40 gr di acqua
1 bastoncino di cannella
1 cucchiaino di succo di limone


Per servire:
gelato alla vaniglia, ma anche alla crema, alla menta e allo yogurt.

Prepara la frutta: lavala e asciugala bene con uno strofinaccio pulito o carta da cucina.
Lascia le ciliegie intere e elimina il nocciolo.
Dividi le albicocche a metà oppure in quarti se sono grandi, elimina il nocciolo. Io le lascio con la buccia (invece quando uso le pesche le sbuccio).
Sistema la frutta in una teglia foderata con carta da forno, abbondante perché deve essere poi chiusa a formare un cartoccio.
Prepara lo sciroppo e accendi il forno a 170 gradi.
Metti in una pentolina lo zucchero, l’acqua, il succo di limone e il bastoncino di cannella.
Fai sciogliere lo zucchero su fiamma moderata, non deve caramellare, solo fondere bene in modo da diventare uno sciroppo.
Elimina il bastoncino di cannella e versa lo sciroppo di zucchero sulla frutta. Utilizzando un cucchiaio mescola in modo che lo sciroppo rivesta almeno un po’ la frutta.
Chiudi la carta da forno intorno alla frutta, in modo da formare un cartoccio e metti in forno già caldo (170 gradi) per 15 / 20 minuti.
Il tempo di cottura dipende dal grado di maturazione della frutta e da quanto si desidera morbida, non deve disfarsi. Cuocendo, la frutta sparge un profumo delizioso e forma un succo rosato buonissimo.
Quando la frutta è cotta estraila dal forno, apri il cartoccio e lascia intiepidire.
Servila tiepida o fredda con palline di gelato.
La frutta si conserva in frigo in un contenitore di vetro per due giorni, ma è più buona mangiata subito.

EASY: dessert dopo cena: prepara delle coppette con la frutta sul fondo, palline di gelato sopra, distribuisci su tutto il succo della frutta che si è formato in cottura e scaglie di mandorle tostate.



CHIC: ottima anche a colazione, per preparare una specie di pain perdu: aggiungi la frutta su fette di pan brioche appena tostato, spalmate con un velo sottile di ricotta. Con una tazza di caffè americano (il mio preferito la domenica) e un libro è la colazione perfetta per una mattina di vacanza.



lunedì 21 settembre 2015

Non ricetta # 10 - Frozen Yogurt alla pesca ispirato a Donna Hay

Sembrava già arrivato l’autunno qui, invece questo fine settimana è tornato il sole, la luce estiva e le temperature sono state più calde e gradevoli. Così ho fatto per l’ennesima volta quello che è stato il dolce tormentone di questa caldissima estate: frozen yogurt, questa volta al gusto di pesca.
Il frozen yogurt non è una ricetta (o ‘non ricetta’ che sia) ma un metodo o forse  - meglio ancora – un’idea. Per quanto mi riguarda, l’idea viene da Donna Hay e dal suo stranoto frozen yogurt al mango e banana pubblicato qui. Io non amo particolarmente le banane né lo yogurt alla vaniglia che lei consiglia e ho riutilizzato il metodo di DH adattandolo ai miei gusti. Perché quello che conta in ricette come questa è l’idea, appunto. L’idea per realizzare un dessert light e goloso al tempo stesso che parli ancora un po’ di estate. Perfetto – a mio parere - per il rientro in città, per quelle sere in cui gli amici passano per vedere le foto delle vacanze e per scambiarsi qualche racconto. Anche quando non c’è tempo per un vero invito a cena, ma solo per una cena un po’ improvvisata: aperitivo con qualche idea veloce (pasta sfoglia già pronta con la quale ottenere tartine golose aggiungendo fichi, formaggio, prosciutto, fettine di pane nero spalmate di gorgonzola e decorate con pere affettate sottili….) un piatto unico magari anche solo tante verdure e cus cus e un dolce light possibilmente fresco e ‘fruttato’. Come il frozen yogurt appunto, da realizzare con la frutta preferita. E per accompagnare il tutto, è probabile che tra i souvenir della vacanza ci sia una bottiglia di vino bianco frizzante comprata proprio lì dove lo producono ancora in poche bottiglie o un rosé assaggiato per caso come aperitivo a cena e acquistato dal produttore prima di tornare a casa.
Dopo vari esperimenti ho messo a punto la mia ricetta di frozen yogurt utilizzando il metodo di Donna Hay (semplicissimo: far congelare la frutta e frullare con lo yogurt prima di servire). Io uso yogurt greco, lo addolcisco con lo zucchero a velo (meglio di quello semolato, anche di quello finissimo tipo lo Zefiro) e aggiungo la frutta fatta congelare qualche ora in frigo. A mio parere il migliore è quello alla albicocca e mango, ma quest’anno trovare albicocche buone è stato impossibile, almeno qui dove abito io ed ho adottato questa versione alla pesca (anche pesca e mango non è male…). Le dosi della ricetta sono indicative, conviene fare qualche esperimento e trovare la combinazione preferita.
Nella ricetta originale non si parla della proporzione tra frutta e yogurt, ho visto che per me funziona questa: per ogni 100 gr di frutta 80 gr di yogurt e un cucchiaio da minestra abbondante di zucchero a velo (possibilmente non vanigliato). Tutto qui. Il risultato dopo qualche ora in freezer è un dolce leggero, al gusto di frutta, sufficientemente cremoso da poter essere considerato un gelato. A mio parere non conviene ricongelarlo, mangiato dopo un solo – piuttosto breve - passaggio in freezer è più buono, altrimenti cristallizza troppo e perde cremosità.


FROZEN YOGURT ALLA PESCA (ISPIRATO A DONNA HAY)




Ingredienti per 4 persone (le dosi sono indicative):


850 gr di pesche (si devono ottenere circa 500 gr di frutta sbucciata e privata dei noccioli)
400 gr di yogurt greco
4 cucchiai da minestra (abbondanti) di zucchero a velo



Lava le pesche, sbucciale, privale del nocciolo e tagliale in pezzi non molto grandi.
Sistema i pezzi di frutta in una busta di plastica di quelle utilizzate per congelare i cibi e mettili nel congelatore. Fai congelare per almeno 4 ore. Io li ho lasciati in freezer per 6 ore.
Una mezz’ora prima di servire il frozen yogurt, estrai le pesche dal freezer e mettile nel bicchiere del frullatore insieme allo yogurt ben freddo e allo zucchero (il procedimento è analogo a quello del frappè, in cui si usano ghiaccio frutta e gelato, in questo caso la frutta è ghiacciatissima e non è necessario aggiungere altro ghiaccio).
Frulla fino a quando la frutta sarà completamente disfatta e il composto assume l’aspetto cremoso del gelato.
Puoi scegliere di servirlo subito dopo un breve passaggio in frigorifero oppure di farlo rapprendere una ventina di minuti - al massimo - ancora in freezer. Dipende dalla consistenza che desideri avere, io lo servo ben freddo, dopo 15/20 minuti di freezer.


EASY: servilo per merenda ai bambini in coppette, come un gelato di frutta, accompagnato da mini biscottini di frolla.


CHIC: dessert dopo cena: servito in coppe di vetro e accompagnato da un coulis di lamponi.



lunedì 3 agosto 2015

Non ricetta # 9 - Cioccogelatini

Qui a Torino c’ è un negozio che vende i cappelli di una famosa modisteria di Firenze. Ed è particolarmente simpatico perché è possibile entrare, guardare e provare con una certa libertà (io vado in crisi con le commesse che appena entri ti chiedono cosa vuoi e se possono aiutare, in genere preferisco prima guardare, farmi un’idea e poi eventualmente chiedere). Non ha molta scelta, ma per ogni stagione sono disponibili una decina di modelli. L’altro giorno avevo un po’ di tempo libero e ho deciso di entrare un attimo per dare un’occhiata. Ne aveva di bellissimi alcuni un po’ strampalati ma tutti .. da comprare. Io adoro i cappelli, anche se non vado oltre una cloche di tessuto impermeabile per la pioggia, un cappellino per evitare il sole nelle gite in montagna ed uno di paglia per il mare. Ecco, quello che cercavo era un cappello per il mare. L’idea era un semplice cappello di paglia ma lì ne avevano di bellissimi ... da vacanza in barca o qualcosa di simile. Fatti di un materiale leggero celeste polvere oppure rosa cipria con una tesa larghissima ma non rigida, un po’ morbida e ondulata. Sono stata a un passo dall’acquisto – sono talmente belli che stanno benne a tutti e uno di questi cappelli ti fa sentire immediatamente adatta a qualsiasi vacanza sotto il sole, dalle più sportive in jeans e t-shirt alle più chic con lunghi prendisoli multicolor e sandali gioiello. Poi ci ho pensato bene – un po’ troppo teatrale forse anche se bellissimo - e con grande rimpianto l’ho lasciato lì.
Però mi è tornata in mente una piccola festa che abbiamo fatto un po’ di anni fa – eravamo ancora … giovani e sciocche – con mia sorella e le nostre amiche. Eravamo in campagna dai nostri genitori, in uno dei quei pomeriggi assolati e caldissimi in cui le idee si confondono un po’. Abbiamo deciso di organizzare per il pomeriggio successivo una ‘festa con cappello’ – ispirate dalle foto di una festa speciale che si era tenuta nei giardini botanici di non solo quale grande città USA dove tutte le signore indossavano bizzarri cappelli. La nostra festa prevedeva queste due regole:
1.      Le partecipanti dovevano essere tutte vestite di bianco – jeans bianchi e t-shirt o polo, prendisole di cotone, pantaloncini e top… qualsiasi cosa purché tutto bianco
2.      Indossare un qualsiasi – se possibile buffo – cappello.
Come ogni festa in giardino che si rispetti prevedeva un tavolo apparecchiato – di bianco! – bevande fredde, dolci, gelati e qualsiasi cosa di buono che ognuna di noi volesse portare. Non lo ricordo di preciso, ma sicuramente ci sarà stata una piramide di cioccolatini ripieni di gelato (tipo quelli che presento oggi) perché il gelataio di un paese vicino ne faceva di buonissimi ed io ne mangiavo in quantità.
Il pomeriggio è stato divertentissimo e naturalmente molto goloso e l’inizio di una serie di ‘feste a tema estive’ che abbiamo replicato fino a qualche anno fa. Poi ci siamo sposate, disperse per l’Italia, partite per vacanze più brevi e lontane e l’estate è diventata un po’ diversa da quelle che facevamo ‘da piccole’.

Poche note: per fare questi dolcetti trovo che siano indispensabili gli stampi di silicone o di policarbonato per i cioccolatini. Più buoni sono il cioccolato e il gelato utilizzati, migliore è il risultato finale. Io non ho temperato il cioccolato, ma l’ho sciolto progressivamente – parte sul fuoco, parte fuori dal fuoco - in modo da non aumentare troppo la temperatura del cioccolato.
Ho utilizzato gelato alla vaniglia perché avevo ospiti che non gradiscono la menta ma a mio parere i migliori si ottengono con gelato artigianale al gusto di menta.


CIOCCOGELATINI



(il numero dei ‘cioccolatini’ che si ottengono con queste dosi, dipende dalla dimensione dello stampo. I miei ‘girasoli’ di silicone hanno un diametro di circa 4 cm ed ho ottenuto 20 cioccolatini)

100 gr di cioccolato fondente al 60%
200 gr di gelato artigianale del gusto che preferito, io ho utilizzato la vaniglia


Trita grossolanamente il cioccolato e mettine una metà a fondere in un pentolino a bagnomaria.
Quando il cioccolato è fuso, aggiungi poco per volta fuori dal fuoco l’altra metà e mescola in modo da fonderlo completamente.
Con il cioccolato fuso rivesti le pareti di uno stampo per cioccolatini aiutandoti con un pennello di silicone.
La quantità di cioccolato da utilizzare per il ‘guscio’ dipende un po’ dai gusti. A me piace che sia abbastanza consistente in modo da fare ‘croc’ quando viene assaggiato, se è troppo sottile si percepisce appena.
Metti lo stampo a raffreddare in frigorifero per 5 ore.
Per riempire con facilità i gusci di cioccolato con il gelato, estrai il gelato dal congelatore almeno un quarto d’ora prima, in modo che sia lavorabile con un cucchiaio.
Quando il gelato è morbido e cremoso, estrai lo stampo dal frigo e riempi i gusci di cioccolato con qualche cucchiaino di gelato.
Livella bene la superficie del gelato all’interno di ogni cioccolatino e metti a raffreddare in congelatore per 4/5 ore.
Prima di servire estrai i cioccolatini dallo stampo e sistemali su un vassoio.



EASY: Puoi preparare i cioccogelatini con gelato di vari gusti: pistacchio, nocciola, crema e vaniglia e servirli per una festa di compleanno estiva dopo la torta.




CHIC: Preparali con gelato alla menta e servili con il caffè al termine di una cena all’aperto. 

martedì 2 settembre 2014

Ice cream cheese cake - La mia ricetta numero 100

La centesima ricetta che pubblico su questo blog doveva essere un dolce e in particolare una variante di uno dei miei dolci preferiti: il cheese cake. Continuo a pensare che il miglior cheese cake sia quello – credo di origine inglese – che è davvero una torta al formaggio, non troppo alta e con un retrogusto decisamente salato. Non so se sia quella la versione originale o quella americana: una torta molto alta, soffice, cremosa e dolce, talvolta ricoperta da una lucida gelatina di frutta…. scandalosamente zuccherina. Comunque sia, da qualche anno il cheese cake è molto diffuso anche da noi, pur non essendo – credo – un dolce della nostra tradizione: è nel menu di molti ristoranti, viene spesso offerto come torta di compleanno o come dessert a fine pasto - ne ho mangiato anche uno, bellissimo, preparato come torta di matrimonio a più piani e decorato alla perfezione con confetti e rose di zucchero. Ne esistono decine e decine di versioni, talmente diverse l’una dall’altra da pensare che per essere un cheese cake, un dolce debba avere essenzialmente solo due cose: una base sottile e croccante ed una crema a base di formaggio fresco e cremoso.
E’ un dolce che a me piace tanto perché lo trovo molto versatile. Le versioni che prevedono la cottura in forno (come quelle che ho presentato qui e qui) si prestano ad essere preparate sia in autunno - servite ad esempio con cioccolato fuso ben caldo - che in estate, accompagnate da una salsa alla frutta, un coulis di frutti rossi per esempio o, più particolare, una salsa alle albicocche e zenzero o semplicemente con una macedonia di frutta fresca: fragole, kiwi, pezzettoni di pesca e di albicocca. E poi ci sono le versioni prettamente estive che non prevedono cottura in forno e che sono rese solide dall’utilizzo di gelatina o come in questa mia ricetta da una dose generosa di gelato. Anche questo cheese cake si può decorare e servire in molti modi: la sua superficie liscia e candida consente di dare libero spazio alla fantasia. Io non sono molto brava con le decorazioni e preferisco portarlo in tavola così semplice, magari guarnito solo da una fragola o un rametto di ribes rosso e servire a parte una salsa alla frutta e una coppa di frutta fresca in modo che ciascuno possa decorarlo come preferisce.
Io ho utilizzato un gelato artigianale, il dolce riesce anche con quello in vaschetta, ma risulta meno cremoso.


ICE CREAM CHEESE CAKE



(con questa dose ho riempito due mini tortiere da 15 cm di diametro)


Per la base:
130 gr di frollini al cacao
30 gr di burro + un po’ per imburrare le tortiere

Per la crema:
200 gr di formaggio cremoso tipo Philadelphia
200 gr di ricotta di mucca freschissima
180 gr di zucchero superfine
300 gr di gelato alla vaniglia




Mentre prepari la base estrai il gelato dal congelatore e lascialo a temperatura ambiente, in modo che si ammorbidisca per poterlo lavorare meglio.
Prepara la base di biscotti: fai fondere il burro a bagnomaria e frulla i biscotti nel mixer fino a ridurli in briciole sottilissime.
Amalgama i biscotti sbriciolati con il burro fuso.
Ricopri con questo composto il fondo di 2 tortiere (per me diametro 15 cm) leggermente imburrate in modo da creare una base (circa due centimetri) e metti in frigorifero a solidificare.
Prepara poi la crema.
Amalgama il formaggio Philadelphia con lo zucchero (io ho utilizzato un mixer con le pale di plastica a velocità minima).
Quando lo zucchero è ben incorporato (deve diventare una crema) aggiungi la ricotta e mescola ancora con il mixer.
Quando la crema è liscia e compatta, aggiungi il gelato ormai ammorbidito e mescola con una spatola di silicone in modo da ottenere un composto omogeneo e privo di grumi.
Versa la crema così ottenuta nelle tortiere e fai riposare nel congelatore per 5/6 ore in modo che il composto con il gelato torni solido.
Prima di servire estrai il cheese cake dal congelatore e lascialo in frigorifero una ventina di minuti in modo che si ammorbidisca leggermente.


EASY: servilo per merenda ai bambini in estate al posto del classico gelato.




CHIC: dessert dopo cena, accompagnato da pesche caramellate. Affetta le pesche e falle cuocere in padella antiaderente con qualche cucchiaio di zucchero di canna e una spolverata di zenzero grattugiato. Le pesche cuocendo formano un caramello rosa e dolce con il quale è possibile decorare la superficie del dolce, le fette di pesche si servono a parte.

mercoledì 4 giugno 2014

Mousse di fragole

E’ passato quasi un mese dall’ultima volta che ho messo una ricetta su Cioccomela. Il mese di maggio è stato un susseguirsi di pasticci vari  e il tempo per scrivere proprio non c’è stato, tanto meno l’ispirazione giusta anche se ho cucinato tanto e fotografato qualcosa. Ma quando l’ispirazione non c’è, non c’è e anche le foto che ho fatto mi piacciono talmente poco che non ho ancora deciso se e quali pubblicare. Potrei sintetizzare il mese di maggio con questo episodio: io sono miope, molto miope e per lavorare porto gli occhiali e non le lenti a contatto.. bene sono riuscita a perdere gli occhiali. Penso non sia necessario aggiungere altro.
E mi dispiace moltissimo non aver pubblicato niente perché il 23 maggio è il compleanno di mia sorella e mi faceva piacere riuscire a dedicarle una ricetta, magari una bella torta di compleanno. Certo scegliere un dolce da dedicare a lei non è affatto semplice, tutto sommato non è una vera golosa, non mangia cioccolato perché è allergica, non le piacciono le classiche torte pan di spagna e crema e anche con quelle di frutta non va molto d’accordo. Quando eravamo piccole la sua torta di compleanno era in genere una bavarese e infatti mia mamma le ha preparato una bavarese due settimane fa – ma alla bavarese dedicherò, spero, un altro post. Avevo pensato di preparare qualcosa a base di gelato, una specie di zuccotto, ma i suoi gusti preferiti, la prendono in giro tutti, sono .. limone e panna. Come si fa? Allora la scelta è caduta su questa mousse di fragole da accompagnare con qualche biscottino di pasta frolla o da trasformare in mini gelati lasciandola riposare mezza giornata nel congelatore.
Io inserisco nella mousse una quantità minima di agar agar per renderla un po’ più .. sostenuta e aggiungo qualche cucchiaio di formaggio cremoso per ‘tagliare’ il gusto della panna.
Anche se in ritardo questi auguri sono tutti per te: Buon Compleanno!!


MOUSSE DI FRAGOLE    




Ingredienti (per 4 porzioni abbondanti  o 6 porzioni più piccole)


300 gr. di fragole
200 gr. di panna fresca
60 gr. di formaggio morbido tipo Philadelphia
120 gr. di zucchero semolato
100 gr di acqua
25 gr. di zucchero a velo
3 gr. di agar agar

Per servire:
biscottini di frolla allo zenzero (ricetta qui)

Lava le fragole, elimina il picciolo verde e tagliale in pezzi.
Mettile in una zuppiera a macerare con 20 gr di zucchero semolato (tolti dai 120 gr totali) per 15- 20 minuti.
Nel frattempo prepara uno sciroppo: in una pentolina versa l’acqua e i restanti 100 gr di zucchero semolato.
Porta ad ebollizione a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto per sciogliere lo zucchero.
Appena lo sciroppo inizia a bollire, fuori dal fuoco aggiungi l’agar agar, mescola per farlo sciogliere e rimetti sul fuoco.
Fai bollire per 3-4 minuti. Spengi e lascia raffreddare, mescolando ogni tanto per evitare che l’agar agar formi una pellicola sottile in superficie.
Frulla le fragole in modo da ottenere una purea.
Ammorbidisci il Philadelphia con un cucchiaio di legno per renderlo ben cremoso, aggiungilo alle fragole frullate e dai un rapido giro di frullatore a questo composto.
Aggiungi lo sciroppo di zucchero al mix fragole e Philadelphia e mescola fino a quando è tutto ben amalgamato.
Da ultimo monta la panna ben fredda con lo zucchero a velo. Non deve essere troppo soda.
Aggiungila al composto di fragole con una spatola di silicone e mescola piano per non smontarla.
Devi ottenere un composto di colore rosa uniforme.
Metti la mousse a raffreddare in frigorifero per almeno 6 ore.
A me piace servita a temperatura ambiente (la tiro fuori dl frigo una mezz’ora prima) e con qualche biscottino di pasta frolla.


EASY: festa per la fine della scuola: riempi con la mousse delle formine da ghiacciolo o dei bicchierini di carta per il caffè, senza dimenticare lo stecchino! Tieni nel congelatore per 4-5 ore e servi i gelatini ai bambini per merenda.





CHIC: dessert dopo cena: servita in bicchieri di vetro con biscotti di frolla o qualche fragole fresca lasciata intera.  

venerdì 13 settembre 2013

Onde di Cioccolato Amaro

Non riesco a partire per le vacanze senza portarmi dietro almeno una decina di libri di vario genere: cucina naturalmente, qualche romanzetto di quelli che io chiamo rilassanti e qualcosa di più impegnativo (io adoro la storia, soprattutto il medioevo e la storia dell’arte.. tutta). Non sto scherzando e non dipende da quanto sono lunghe le ferie, una settimana o un mese, il numero dei libri non cambia e le mie valige pesano sempre .. troppo. Lo sa bene la mia mamma che mi ‘brontola’ sempre perché porto valige troppo pesanti: anche quando vado da loro solo per un fine settimana ho dietro un trolley che è un vero macigno a causa della quantità di libri e riviste che riesco a metterci dentro. Ma non è vera vacanza se non ho con me un po’ dei miei bellissimi libri e la possibilità, se voglio, di leggere un giorno una cosa, il giorno dopo un’altra. Devo ricostruire, ovunque io vada, una mini ‘succursale’ della mia libreria di casa.
Tra i libri che avevo portato quest’estate c’è questo delizioso ricettario di gelati e ice pops, comprato alcuni giorni prima di partire e appena sfogliato. Così ho potuto guardarlo con la giusta attenzione solo quando ero ormai lontana da casa e senza la possibilità di sperimentare nessuna di queste vere delizie. Non amo particolarmente i gelati e ancor meno i ghiaccioli, non possiedo la gelatiera – nessuna delle ricette del libro la richiede -  ma quest’estate girellando su internet avevo visto tanti di questi gelatini-fai-da-te che mi è venuta la voglia di provare a farli anche io. Quando siamo tornati a casa dopo le vacanze a Torino era .. autunno, la prima settimana che ero qui non ha fatto altro che piovere e grandinare, certo non il tempo adatto per mangiare ghiaccioli e gelati.. ed ho dovuto aspettare ancora prima di mettermi finalmente all’opera. E la prima ricetta che ho provato a fare prevede – ovviamente - l’uso del cioccolato.
Il nome di questi gelatini non l’ho inventato io. È il nome della ricetta sul libro che – non a caso – si trova nel capitolo ‘voluttuosi’, direi che panna e cioccolato è quasi il massimo della golosità! Sono molto divertenti e facili da fare e, detto da una che non ama il gelato, davvero buoni. Io non ho gli stampini da ghiaccioli e per farli ho utilizzato dei bicchierini da caffè di carta. L’unica variante che ho apportato alla ricetta del libro è che ho sciolto il cioccolato a bagnomaria invece che direttamente sul fuoco.



ONDE DI CIOCCOLATO AMARO




(con queste dosi si ottengono 8 gelati se si utilizzano gli stampini da ghiaccioli da 100 ml; io utilizzando i bicchierini ne ho ottenuti 12)

Per lo sciroppo di zucchero:

90 gr di zucchero semolato
100 ml di acqua (io ho utilizzato acqua minerale non gassata)
(con la dose indicata si ottengono circa 250 ml di sciroppo)

Per i gelatini:
200 gr di cioccolato amaro (ho utilizzato il Valrhona al 61%)
500 ml di panna fresca da montare
100 ml di sciroppo di zucchero



Prepara lo sciroppo di zucchero. Con la dose indicata se ne ottengono circa 250 ml. Per la ricetta ne servono solo 100, quello che avanza può essere conservato per una settimana in frigorifero in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente.
Metti in una casseruola lo zucchero semolato e l’acqua e fai scaldare a fuoco basso per 8/10 minuti, fino a quando lo zucchero è completamente sciolto.
Alza la fiamma e porta ad ebollizione.
Appena inizia a bollire, riduci di nuovo l’intensità della fiamma e lascia sobbollire a fuoco medio per 3/4 minuti.
Spengi il fuoco, copri e lascia raffreddare completamente (io ho impiegato quasi due ore).
Quando lo sciroppo è completamente freddo inizia a preparare i gelatini.
Metti in una casseruola tutto il cioccolato spezzettato e 100 ml di panna.
Fai sciogliere cioccolato e panna a bagnomaria fino a quando avrai ottenuto un composto perfettamente amalgamato e cremoso.
Togli dal fuoco e lascia raffreddare completamente. E’ importante che cioccolato e sciroppo di zucchero siano completamente freddi – a temperatura ambiente – prima di aggiungerli alla panna.
Quando il cioccolato è ormai a temperatura ambiente, metti la panna rimanente in una ciotola e montala con le fruste, aggiungendo mentre monti lo sciroppo di zucchero a filo.
Continua a montare fino ad ottenere una consistenza media – non deve essere troppo solida.
Distribuisci sulla panna montata il cioccolato fuso, senza mescolare, ma utilizzando uno spiedino di legno per formare delle onde.
Disponi con attenzione  il composto negli stampini che intendi utilizzare (panna e cioccolato non devono amalgamarsi, altrimenti il gusto non cambia, ma non si ottiene l’effetto ‘onde’) e mettili nel congelatore, coperti per una mezz’ora.
Io ho utilizzato i bicchierini di carta e li ho coperti con la carta di alluminio, se hai le forme per i ghiaccioli puoi inserire subito il coperchio con il bastoncino, senza attendere mezz’ora perché si induriscano un po’.
Se non hai potuto inserire subito i bastoncini, dopo mezz’ora estrai i gelatini, inserisci i bastoncini al centro, coprili di nuovo e rimetti nel congelatore per 4/5 ore, fino a completo indurimento.
Prima di servire immergi un attimo le formine in acqua calda ed estrai delicatamente i gelati.
A mio parere sono più buoni se prima di essere serviti si tolgono dal congelatore e si lasciano 10 minuti in frigorifero, diventano più cremosi.



EASY:  servili ai bambini per merenda: disponi un gelato su ogni piattino accompagnato da mezza pesca tagliata a cubetti.
  


CHIC: invece di formare i gelati, disponi la crema panna e cioccolato in mini coppettine di porcellana bianca o vetro e lascia congelare così. Servi i mini gelatini in coppetta dopo cena con il caffè, accompagnati da frollini al cioccolato.