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domenica 2 aprile 2017

Tarte au citron meringué

Da quando abitiamo a Torino fare una gita oltre confine in Francia non è poi così difficile. In auto si fa prima ad arrivare in Provenza o nel Luberon che a Roma. Così ogni tanto, approfittando di un fine settimana lungo o di un ponte ci regaliamo un giro nella campagna francese. Evitiamo con cura la Costa Azzurra e procediamo verso le dolci colline francesi, punteggiate di piccoli mas in pietra con le persiane color pastello e illuminate da un cielo di un azzurro speciale. Gli obbiettivi di queste piccole gite sono sempre gli stessi: passeggiare nel verde respirando aria pulita e profumata – Torino è davvero tanto inquinata alla fine dell’inverno, scoprire qualche oggetto vecchio nei mercatini di bric à brac da portare a casa come souvenir, fare tante foto e trovare un posto carino per la cena. Di solito al pranzo non dedichiamo mai troppo tempo, spesso acquistiamo una baguette croccante un sacchetto di olive e formaggio fresco da spalmare sul pane, cercando di non fare troppi pasticci. Ma la cena fatta ‘come si deve’ è parte integrante della vacanza.
Una delle cose che mi stupisce sempre è quanta attenzione dedichino i francesi a fare in modo che mangiare sia un vero piacere anche per gli occhi. Non sono un'appassionata di cucina francese, a mio modestissimo parere il cibo italiano, quando è fatto bene è decisamente migliore, ma in una cosa ritengo i francesi insuperabili: nel modo assolutamente affascinante e curato con cui sanno sistemare la tavola e presentare i loro piatti. Anche nel più piccolo locale sperduto nella campagna si trovano tavole apparecchiate con grazia: magari senza tovaglia, con semplici stoviglie di coccio, ma i bicchieri – ad esempio – non sono mai messi a caso, ma scelti in un colore a contrasto con le stoviglie oppure ci sono fiori freschi in tavola o rametti di erbe profumate legate da un filo di rafia e appoggiate con disinvoltura sui tovaglioli, perfettamente piegati e appoggiati alla sinistra del piatto. Il menu, se previsto è scarabocchiato con il gesso su una lavagna appesa alle pareti, più spesso è recitato a memoria dal cameriere che viene a prendere le ordinazioni. In genere solo pochi piatti, rigorosamente preparati con prodotti del territorio: qualche antipasto, due o tre piatti principali a base di carne o pollo e l’immancabile dessert. I piatti arrivano in tavola sempre ben curati, mi colpisce ogni volta l’attenzione che i francesi dedicano ai particolari, si ha l’impressione che anche nelle cucine di questi piccoli locali a gestione familiare – paragonabili alle nostre trattorie di campagna – ci siano chefs che hanno studiato a Parigi, invece che semplici cuoche di campagna. Le verdure sempre tagliate in pezzi regolari e tutti uguali, se ordinate una vellutata sarà guarnita con un ricciolo di crème fraiche perfettamente riuscito…insomma sono proprio bravi. E danno il meglio nei dessert, per i quali mi sembra perfetta la definizione presa a prestito dagli inglesi di ‘decadent dessert’, in poche parole… irresistibili. La lingua francese sembra fatta apposta per rendere goloso il nome dei dolci ‘molleux au chocolat’ è molto più attraente di ‘morbido al cioccolato’, ‘tarte aux fraises’ suona più croccante e zuccherino di crostata alla fragole e così via. Qualunque cosa ordiniate vi arriverà un piccolo gioiello, da fotografare prima di mangiarlo. Uno dei miei dessert preferiti è questa tarte au citron, in genere la pasta è una brisée leggerissima che scrocchia quando si rompe con il cucchiaino, la crema ha il gusto pungente del limone vero, non dell’essenza di limone e il ciuffo di meringa è talmente perfetto che è quasi un peccato romperlo.

La mia versione di questa torta è fatta con una frolla sottile perché non ho una buona ricetta per fare la pasta brisée, mi viene sempre insipida. Per la crema preferisco usare succo di limone, invece dell’essenza che – mi sembra - dà alla crema un aroma eccessivo e un po’ artificiale, ma qui dipende dai gusti.
Questa tarte è dedicata alla mia amica, quella che abbiamo soprannominato ‘la Principessa’: venerdì 31 era il suo compleanno.



TARTE AU CITRON MERINGUE


Ingredienti per 4 crostatine (diametro degli stampi 8 cm circa):


Per la base di pasta frolla:
90 gr di farina 00
40 gr di burro freddo
40 gr di zucchero a velo non vanigliato
1 tuorlo d’uovo
1 pizzico di zenzero in polvere (pochissimo, la punta di un cucchiaino)


Per la crema al limone:
300 ml di latte intero
2 tuorli d'uovo
100 gr di zucchero semolato fine tipo Zefiro
30 gr di farina ‘00’
1 limone bio (succo e buccia)


Per la meringa:
1 albume
lo stesso peso dell’albume (20 gr circa) di zucchero a velo
lo stesso peso dell’albume (20 gr circa) di zucchero semolato fine, tipo Zefiro

Prepara per prima la pasta.
In una ciotola mescola con un cucchiaio di legno lo zucchero a velo e il burro a pezzetti.
Appena il composto è amalgamato, aggiungi il tuorlo e per ultima la farina setacciata e impasta fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, ma senza scaldare troppo la pasta con le mani.
Togli l’impasto dalla ciotola, forma una palla, avvolgila nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per due ore.
Mentre la pasta riposa prepara la crema.
Metti a scaldare il latte in una casseruola con la scorza del limone, lavata e asciugata e tagliata grossolanamente facendo attenzione non asportare la parte bianca.
Togli dal fuoco prima che inizi a bollire e lascia intiepidire il latte.
Utilizzando una forchetta, sbatti i tuorli con lo zucchero.
Quando il composto è spumoso, unisci la farina setacciata. Amalgama con una frusta. Filtra il latte per eliminare la buccia di limone e aggiungilo a filo al composto di uova, facendo attenzione e non formare grumi.
Versa di nuovo tutto nella pentola e metti sul fuoco a fiamma dolce continuando a mescolare con la frusta, fino a quando la crema comincia ad addensarsi (non deve essere troppo compatta).
Fuori dal fuoco aggiungi 5 o 6 cucchiai di succo di limone (assaggia e regola secondo il tuo gusto), lascia intiepidire la crema e copri con pellicola a contatto, fino al momento di utilizzarla. Appena fredda puoi metterla a riposare in frigorifero.
Prepara la meringa.
Mescola i due tipi di zucchero, in modo da ottenere un unico mix.
In una ciotola metti l’albume  e inizia a sbattere con l’aiuto delle fruste elettriche o di una planetaria. Appena l’albume inizia a diventare un po’ spumoso aggiungi il composto di zuccheri in tre fasi successive (un terzo alla volta) senza mai smettere di sbattere e utilizzando le fruste o il mix a velocità elevata.
L’obbiettivo è quello di ottenere una meringa soda e compatta, la prova ‘classica’ è verificare che la meringa rimanga attaccata alla ciotola quando questa viene inclinata… o addirittura capovolta!
Quando la meringa è pronta, trasferiscila in un sac à poche e mettila in frigo fino al momento di utilizzarla.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, accendi il forno a 160 gradi.
Stendi la pasta tra due fogli di carta da forno e rivesti 4 stampini monoporzione (i miei hanno diametro cm 8).
Bucherella il fondo di pasta con una forchetta e fai cuocere in forno i gusci di pasta per 20 minuti, sfornali e lasciali raffreddare (non toglierli subito dagli stampini perché rischiano di rompersi).
Poco prima di servire, accendi il grill del forno a 200 gradi.
Riempi i gusci di pasta ormai freddi con una dose generosa di crema al limone, completa ogni crostatina con un ciuffo di meringa e passalo sotto il grill per 10 minuti o fino a quando la meringa comincia a prendere un bel colore dorato.
In alternativa all’uso del grill, puoi brunire la meringa con una torcia da pasticcere, quelle che si usano per caramellare lo zucchero.
Servi tiepide o a temperatura ambiente.






EASY: mi piacciono molto servite come dessert per il pranzo di Pasqua, accompagnate da un bel pezzo di cioccolato fondente che proviene dalla apertura dell’uovo di Pasqua.


CHIC: uno dei miei pasticceri torinesi preferiti le fa piccole come friandises, sono un’idea carina per il tè del pomeriggio di pasquetta, se piove e si è costretti a stare in casa (e per qualsiasi altro pomeriggio di tè in primavera).


martedì 2 settembre 2014

Ice cream cheese cake - La mia ricetta numero 100

La centesima ricetta che pubblico su questo blog doveva essere un dolce e in particolare una variante di uno dei miei dolci preferiti: il cheese cake. Continuo a pensare che il miglior cheese cake sia quello – credo di origine inglese – che è davvero una torta al formaggio, non troppo alta e con un retrogusto decisamente salato. Non so se sia quella la versione originale o quella americana: una torta molto alta, soffice, cremosa e dolce, talvolta ricoperta da una lucida gelatina di frutta…. scandalosamente zuccherina. Comunque sia, da qualche anno il cheese cake è molto diffuso anche da noi, pur non essendo – credo – un dolce della nostra tradizione: è nel menu di molti ristoranti, viene spesso offerto come torta di compleanno o come dessert a fine pasto - ne ho mangiato anche uno, bellissimo, preparato come torta di matrimonio a più piani e decorato alla perfezione con confetti e rose di zucchero. Ne esistono decine e decine di versioni, talmente diverse l’una dall’altra da pensare che per essere un cheese cake, un dolce debba avere essenzialmente solo due cose: una base sottile e croccante ed una crema a base di formaggio fresco e cremoso.
E’ un dolce che a me piace tanto perché lo trovo molto versatile. Le versioni che prevedono la cottura in forno (come quelle che ho presentato qui e qui) si prestano ad essere preparate sia in autunno - servite ad esempio con cioccolato fuso ben caldo - che in estate, accompagnate da una salsa alla frutta, un coulis di frutti rossi per esempio o, più particolare, una salsa alle albicocche e zenzero o semplicemente con una macedonia di frutta fresca: fragole, kiwi, pezzettoni di pesca e di albicocca. E poi ci sono le versioni prettamente estive che non prevedono cottura in forno e che sono rese solide dall’utilizzo di gelatina o come in questa mia ricetta da una dose generosa di gelato. Anche questo cheese cake si può decorare e servire in molti modi: la sua superficie liscia e candida consente di dare libero spazio alla fantasia. Io non sono molto brava con le decorazioni e preferisco portarlo in tavola così semplice, magari guarnito solo da una fragola o un rametto di ribes rosso e servire a parte una salsa alla frutta e una coppa di frutta fresca in modo che ciascuno possa decorarlo come preferisce.
Io ho utilizzato un gelato artigianale, il dolce riesce anche con quello in vaschetta, ma risulta meno cremoso.


ICE CREAM CHEESE CAKE



(con questa dose ho riempito due mini tortiere da 15 cm di diametro)


Per la base:
130 gr di frollini al cacao
30 gr di burro + un po’ per imburrare le tortiere

Per la crema:
200 gr di formaggio cremoso tipo Philadelphia
200 gr di ricotta di mucca freschissima
180 gr di zucchero superfine
300 gr di gelato alla vaniglia




Mentre prepari la base estrai il gelato dal congelatore e lascialo a temperatura ambiente, in modo che si ammorbidisca per poterlo lavorare meglio.
Prepara la base di biscotti: fai fondere il burro a bagnomaria e frulla i biscotti nel mixer fino a ridurli in briciole sottilissime.
Amalgama i biscotti sbriciolati con il burro fuso.
Ricopri con questo composto il fondo di 2 tortiere (per me diametro 15 cm) leggermente imburrate in modo da creare una base (circa due centimetri) e metti in frigorifero a solidificare.
Prepara poi la crema.
Amalgama il formaggio Philadelphia con lo zucchero (io ho utilizzato un mixer con le pale di plastica a velocità minima).
Quando lo zucchero è ben incorporato (deve diventare una crema) aggiungi la ricotta e mescola ancora con il mixer.
Quando la crema è liscia e compatta, aggiungi il gelato ormai ammorbidito e mescola con una spatola di silicone in modo da ottenere un composto omogeneo e privo di grumi.
Versa la crema così ottenuta nelle tortiere e fai riposare nel congelatore per 5/6 ore in modo che il composto con il gelato torni solido.
Prima di servire estrai il cheese cake dal congelatore e lascialo in frigorifero una ventina di minuti in modo che si ammorbidisca leggermente.


EASY: servilo per merenda ai bambini in estate al posto del classico gelato.




CHIC: dessert dopo cena, accompagnato da pesche caramellate. Affetta le pesche e falle cuocere in padella antiaderente con qualche cucchiaio di zucchero di canna e una spolverata di zenzero grattugiato. Le pesche cuocendo formano un caramello rosa e dolce con il quale è possibile decorare la superficie del dolce, le fette di pesche si servono a parte.

martedì 8 aprile 2014

Torta quasi quattro quarti alle mele

Sono in super ritardo, tanto per cambiare. Il 31 marzo, ovvero più di una settimana fa è il compleanno di una delle mie amiche. Noi l’abbiamo soprannominata la PRINCIPESSA (tutto maiuscolo). Perché ha un bel caratterino. E’ piuttosto testarda, addirittura cocciuta in certe occasioni, molto conservatrice, viziata e un po’ capricciosa. L’anno scorso le abbiamo regalato il charm a forma di corona da aggiungere al suo braccialetto Pandora, pensando di prenderla un po’ in giro: non si è scomposta neanche un po’, lo ha considerato un giusto omaggio alla sua ‘principessitudine’. Per quanto strampalata, le vogliamo bene e la teniamo... così com’è. Io ho tante passioni in comune con lei e andiamo molto d’accordo – beh.. non sempre. Tutte e due amiamo la pittura, mostre e musei di qualsiasi tipo, cucinare e impastare, leggere libri complicati e prendere il tè al pomeriggio, ogni tanto insieme, più spesso ognuna a casa propria mentre prepariamo la cena e aspettiamo che il resto della famiglia rientri a casa.
Quando eravamo più piccole ci divertivamo a guardare tutte, ma proprio tutte le vetrine di scarpe e borse e avevamo una passione un po’ assurda per le ultime novità in profumeria, qualsiasi cosa, dagli smalti agli ombretti luccicosissimi. Adesso nei rari pomeriggi in cui abbiamo il tempo per una passeggiata in centro andiamo da Eataly, in libreria o da Zara Home a curiosare, tra bicchieri, ciotoline e piatti decorati.
Non è molto golosa ed è piuttosto difficile trovare un dolce che le piaccia. Le sue torte preferite sono la crostata di ricotta, quella di fragole e la torta di mele. Con quella di ricotta ha festeggiato ‘ufficialmente’ il suo compleanno, le fragole qui ancora tanto buone non sono e allora le dedico questa semplicissima torta di mele.
E’ quasi una quattro quarti, una delle torte ‘classiche’, semplici e buone, in cui tutti gli ingredienti (uova farina zucchero e burro) hanno lo stesso peso. Si parte dal peso delle uova e si dosano di conseguenza tutti gli altri ingredienti. Io non amo molto il sapore del burro e la mia versione è una ‘quasi quattro quarti’ perché la dose del burro è metà rispetto a quella delle uova e per l’altra metà metto il latte. Viene un po’ meno soffice ma a me piace di più.


TORTA QUASI QUATTRO QUARTI ALLE MELE




Ingredienti per una teglia rotonda del diametro di 18 cm:
(per torte più grandi aumenta la dose delle uova, pesale e adegua il peso degli altri ingredienti)


2 uova (le mie senza guscio pesavano 110 gr)
110 gr di farina ‘00’ (la dose della farina e degli ingredienti che seguono è indicativa, devi aggiustare in base al peso delle uova)
110 gr di zucchero semolato
55 gr di burro
55 gr di latte
2 mele renette
1 limone bio
8 gr di lievito per torte

Per servire:

zucchero a velo


Imburra e infarina lo stampo che vorrai utilizzare.
Accendi il forno a 180 gradi.
Fai fondere il burro a bagnomaria e lascialo raffreddare.
Grattugia la buccia del limone e mettila da parte.
Rompi le uova separando i tuorli dagli albumi e metti da parte gli albumi.
Monta i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno ben spumosi.
Setaccia la farina con il lievito e aggiungila al composto di tuorli e zucchero. Mescola con una spatola in silicone senza smontare le uova.
Appena il burro è a temperatura ambiente, uniscilo al latte e aggiungi burro e latte al composto con la farina, sempre mescolando piano.
Aggiungi anche la scorza di limone grattata.
Monta gli albumi a neve ferma (senza esagerare, non devono essere sodi come quelli della meringa) e aggiungili in tre volte successive alla torta, incorporandoli con una spatola di silicone e facendo attenzione a mescolare piano per non smontare la preparazione.
Versa il composto nella tortiera imburrata e infarinata.
Lava la mela, sbucciala e tagliala a fettine sottili.
Disponili sulla superficie della torta, affondandole poco nell’impasto.
Cuoci in forno a 180 gradi per 30 minuti (fai la prova stecchino prima di estrarla dal forno).
Servi tiepida o a temperatura ambiente spolverata di zucchero a velo.


Con questa ricetta partecipo al contest di Aria OLD FASHIONED SWEETNESS 






EASY: a colazione con una tazza di caffellatte o un bicchiere di latte caldo.





CHIC: servila il pomeriggio della domenica con un tè nero melange all’arancia e un cucchiaio di crema inglese.




martedì 23 luglio 2013

Cheese cake cioccolato e fior di sale

Ah le chocolat au fleur de sel .. è il cioccolato più buono del mondo deve assolutamente assaggiarlo Mademoiselle!!”. Era una delle prime volte che andavamo in Camargue  e ci eravamo fermati per cena in un minuscolo ristorante sperduto nella campagna. La signora che insieme al marito gestiva il locale voleva convincermi ad assaggiare come dessert una specie di molleux al cioccolato e fior di sale. Nel corso di quella vacanza avevamo scoperto e assaggiato il fior di sale ovunque  - sul pesce appena scottato sulla piastra, su deliziosi crostini di pane con del semplice burro, per insaporire pomodori appena colti – e devo ammettere che eravamo già vittime del fascino di questo magico ingrediente. Però in abbinamento con il cioccolato non me lo sarei mai aspettato. Non ero molto convinta, ma la signora insisteva così tanto che ho accettato, anche perché, se si tratta di cioccolato.. sperimento sempre tutto volentieri. E aveva davvero ragione! L’abbinamento tra cioccolato e fior di sale è uno dei più .. squisiti che abbia assaggiato, in seguito ho scoperto i famosi biscottini di Pierre Hermé, la cioccolata al fior di sale e altri dolcetti che mixano abilmente cioccolato e fiocchi di fior di sale.
Sul fior di sale si potrebbe scrivere un intero libro, immagino. Anche in questo all’inizio della vacanza ero un po’ scettica, mi sembrava impossibile che il sale, un ingrediente che fino a quel momento avevo dato per scontato, potesse avere un gusto e un sapore particolari. Ebbene è così, anche se non sono mai riuscita a stabilire quanto – per quello che mi riguarda -   il gusto straordinario del fior di sale sia legato al fascino del luogo. In quella breve vacanza avevamo visitato la salina di Aigues Mortes che è davvero un posto magico. I turisti vengono caricati a bordo di un trenino che percorre le paludi, ma dimentichi subito di essere pigiato in un ‘barattolino’ di lamiera e ti lasci trasportare dalla bellezza di quello che vedi, l’acqua azzurra, le piramidi di cristalli di sale che cambiano continuamente colore sotto i raggi del sole, dal bianco candido al lilla, uno spettacolo che non si può dimenticare. E qua e là qualche fenicottero rosa. Chiunque da quelle parti è disposto a raccontare qualcosa sul fior di sale, su come viene raccolto ancora a mano dai saunièrs in un periodo molto limitato dell’anno (in estate se non ricordo male), quando i primi cristalli di sale affiorano sull’acqua. Dopo qualche ora trascorsa così ero disposta a giurare che il fior di sale era la cosa più buona che avessi mai assaggiato! Naturalmente ho acquistato la mia confezione di Fleur de Sal e a casa ho iniziato gli esperimenti. A parte utilizzarlo come condimento specialissimo di insalate e pesce, ho provato ad impiegarlo in abbinamento con il cioccolato (ottimi anche dei mini plum cake con il cacao e i cristalli di sale). Dopo vari esperimenti ho ottenuto la ricetta che propongo oggi, una versione ‘ciocco-salata’ del cheese cake che rimane uno dei miei dolci estivi preferiti. Questa è un po’ meno ‘fresca’ della versione base che avevo postato qui, ma a me piace moltissimo anche in piena estate.  
Per la dose del fior di sale.. regolatevi a vostro piacere, con un cucchiaino raso (come previsto nelle dosi sotto) il gusto del sale si sente, ma si percepisce appena.


CHEESE CAKE CIOCCOLATO E FIOR DI SALE




Ingredienti per 5 cheese cake  (io ho usato 5 stampini per muffin in alluminio usa e getta):


Per la base:
50 gr di biscotti secchi (io ho utilizzato gli Oro Saiwa)
30 gr di burro

Per la crema:
200 gr di formaggio cremoso (io utilizzo il Philadelhpia)
75 gr di yogurt bianco intero
15 gr di zucchero a velo
1 uovo
70 gr di zucchero semolato fine tipo Zefiro
65 gr di cioccolato fondente (io ho utilizzato un cioccolato al 65%)
3 cucchiai di latte intero
1 cucchiaino raso di fior di sale di Camargue (circa 5 gr)


Scalda il forno a 160 gradi.
Fai fondere il burro per la base a bagnomaria.
Frulla i biscotti nel mixer fino a ridurli in briciole sottilissime e amalgamali con il burro fuso.
Ricopri con il composto di biscotti il fondo di 5 stampini da muffin in modo da creare in ogni stampino una base.
Metti in frigorifero a solidificare.
Fai sciogliere a bagnomaria il cioccolato con i tre cucchiai di latte.
Togli dal fuoco e  lascia raffreddare, girando di tanto in tanto.
Amalgama lo yogurt con lo zucchero a velo.
Con una spatola amalgama il formaggio con lo zucchero semolato, in modo da ottenere una crema senza grumi.
Quando lo zucchero è ben incorporato, aggiungi l’uovo leggermente battuto e lo yogurt zuccherato.
Mescola ancora in modo da ottenere un composto omogeneo.
Inserisci anche il fior di sale.
A questo punto versa nel composto di formaggio il cioccolato fuso, senza mescolare troppo, ma inserendolo con l’aiuto di una forchetta in modo da ottenere un effetto striato.

Versa il composto di formaggio negli stampini da muffin sulla base di biscotti e metti in forno già caldo per 25  minuti.
Trascorso il tempo di cottura, spengi il forno, socchiudi lo sportello e lascia raffreddare i mini cheese cakes all’interno.
Quando sono freddi, trasferiscili una notte in frigorifero. Sono migliori mangiati dopo alcune ore di frigorifero, meglio, appunto, dopo un’intera notte.

Con questa ricetta partecipo al contest I love cheesecake di Una fetta di paradiso



EASY: nel cestino del pic nic come merenda pomeridiana (adoro i pic nic che durano un’intera giornata).



CHIC: pigra colazione in vacanza: un mini cheese cake, magari da dividere in due se non si vuole esagerare, accompagnato da macedonia di frutta fresca, caffè e latte freddo.

lunedì 15 luglio 2013

Torta Magica

Raramente mi capita di acquistare qualcosa – vestiti, scarpe, borse – solo perché ‘va di moda’. Non sono una fashion victim, non lo ero a vent’anni, figuriamoci adesso. Ho la mia lista di ‘negozi che hanno cose carine e che mi stanno bene’ e finisco per acquistare più o meno sempre le stesse cose negli stessi posti. Anche perché, per una serie di motivi che non mi metto a spiegare, la combinazione ‘mi piace e mi sta bene’ è cosa piuttosto difficile da realizzare. Vedo cose in vetrina che mi piacciono tantissimo, le provo e .. beh lasciamo perdere o viceversa ci sono delle cose che mi stanno bene ma sono talmente insignificanti che perfino io rinuncio all’acquisto. Se invece parliamo di cucina e cibo.. allora il discorso cambia. Non sono nemmeno in questo caso una irriducibile seguace della moda per la moda, nessuno mi convincerà mai a mangiare il Kebab, anche se – a quanto mi dicono – va per la maggiore anche tra bambini piuttosto piccoli, né ad assaggiare gli esiti della ‘cucina del sifone’, ammesso che vada ancora di moda, o tanto meno i piatti cucinati nella lavastoviglie (ho letto che fanno anche questo). Ma per altre cose mi trasformo in una food fashion victim, se si può dire così, ovvero: sentendo ripetutamente parlare di qualcosa non resisto alla tentazione di provarla anche io, anche se non rientra del tutto nei miei gusti ma solo perché..se ne parla. Non amo particolarmente carne e pesce eppure il sushi che non solo è pesce, ma addirittura crudo, mi attira tantissimo, forse perché se fatto a regola d’arte è così bello e perfetto, bocconcini dall’apparenza deliziosa. Non vado matta per i dolcetti troppo zuccherosi ma non ho resistito alla tentazione dei Macarons di Ladurée che vengono confezionati in scatoline talmente belle che è quasi un peccato aprirle e disfare la magia del pacchetto. E se in qualche viaggio mi capita di incontrare un locale di Starbucks cedo immediatamente e un bicchierone di caffelatte e un muffin gigante al doppio cioccolato non me lo toglie nessuno, anche se, ammetto, non c’è molto di genuino. Ma anche lì è il fascino del posto, la possibilità di stare seduti su comodi divani e poltrone a sorseggiare caffè, leggere un libro o scrivere – nel mio caso – una pagina del quaderno dei viaggi. E così è stato anche per questa ‘torta magica’. L’ho vista per la prima volta qui e poi rifatta e ripetuta in tanti blog, perfino un pasticcere vicino a casa ha in vetrina i suoi bei quadrotti di ‘torta magica’. E allora ho dovuto provare anche io, anche se la lista degli ingredienti non è per me particolarmente invitante. Volevo vedere se era davvero ‘magica’, se cioè da un solo tipo di impasto si riusciva ad ottenere una torta che in cottura assume tre consistenze diverse: crema solida alla base, al centro uno strato di crema compatta ma soffice e per chiudere un strato spugnoso, quasi un sottile pan di spagna. Ebbene è vero, è riuscita anche a me al primo tentativo. Ho seguito scrupolosamente le loro istruzioni e ‘la magia’ si è verificata. Il gusto è un po’ quello che mi aspettavo, ovvero a me questa torta di sapore non piace tantissimo, ma è davvero divertente da fare. A mio parere migliora se prima di mangiarla si fa riposare un’intera giornata nel frigorifero e se accompagnata da un coulis di frutti rossi o una pallina di gelato di cioccolato fondente, qualcosa insomma di leggermente acido o molto amaro che ne contrasti un po’ il sapore per me un po’ troppo burroso e dolce.   

  

TORTA MAGICA



Ingredienti per uno stampo quadrato di 20 cm di lato:


113 gr. di burro più quello per lo stampo
480 ml di latte intero
4 uova a temperatura ambiente
150 gr di zucchero semolato (io ho utilizzato lo Zefiro superfine)
15 ml di acqua (un cucchiaio da minestra)
115 gr di farina 00
1 cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia

Per servire:
zucchero a velo

Accendi il forno a 160 gradi.
Imburra uno stampo quadrate (cm 20 di lato) nel quale cucocerai la torta.
Fondi il burro a bagnomaria e mettilo da parte in modo che possa raffreddare completamente.
Scalda il latte in una casseruola, deve essere leggermente tiepido e mettilo da parte.
Separa i tuorli dagli albumi e monta i quattro tuorli con lo zucchero semolato fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Aggiungi ai tuorli il burro lasciato raffreddare, il cucchiaio di acqua e monta per altri due minuti o fino a quando il burro sarà completamente incorporato.
Aggiungi al composto la farina setacciata e mescola per amalgamarla completamente.
Aggiungi il latte un po’ alla volta, continuando a mescolare piano in modo da non smontare il composto e quando il latte è completamente incorporato, inserisci l’estratto di vaniglia.
Monta gli albumi a neve, non deve essere troppo ferma (non come per le meringhe).
Inserisci gli albumi montati nel composto in tre volte successive, mescolando piano per non smontarli e aggiungendo la successiva solo quando la parte aggiunta sarà completamente incorporata.
Versa il composto ottenuto nella tortiera che hai imburrato e mettilo in forno già caldo per 45 minuti / un’ora fino a quando la superficie della torta è dorata (io ho impiegato 50 minuti, ma dipende dal forno).
Lascia raffreddare il dolce nello stampo, poi sformalo e, a mio parere, conservalo un’intera giornata in frigorifero prima di servirlo spolverato con una dose abbondante di zucchero a velo.


EASY: tè pomeridiano d’estate: servi la torta tagliata a strisce rettangolari o con un taglia biscotti (invece dei classici quadrotti) accompagnata da una salsa di mirtilli e da un tè verde aromatizzato ai frutti rossi.



CHIC: dessert per una cena in piedi: taglia la torta in quadrotti piuttosto piccoli (circa 3 centimetri di lato) e componi degli spiedini dolci alternando su uno stecchino di legno 2 quadrotti di torta e 2 fragole. Spolvera con zucchero a velo e sistema nei vassoi. E’ un dessert che si mangia facilmente anche in piedi. 

martedì 25 giugno 2013

Crumble di ricotta e cioccolato

Una volta ogni tanto ci capita di andare a Roma nel fine settimana. Di recente ho scoperto un posto delizioso, che ha aperto più o meno un anno fa, una panetteria specializzata in pizza al taglio e –soprattutto – dolcetti casalinghi talmente buoni che è ormai diventata una sosta fissa dei nostri week-end romani. Ci sono biscotti di frolla (squisiti quelli al cioccolato), baci di dama, ciambelloni per la colazione e torte sofficissime disposti così bene in una piccola vetrina che è sempre difficile sceglierne uno solo. Li abbiamo provati più o meno tutti e ho eletto a mio preferito il crumble di ricotta e gocce di cioccolato. Ero diffidente all’inizio perché di solito non amo i dolci molto burrosi, ma questo crumble è tutta un’altra cosa. Sono aperti anche la domenica e in genere prima di partire pranziamo rapidamente lì e non torno mai a Torino senza la mia scatolina di cartone con il crumble ricotta e cioccolato. Il rituale è sempre lo stesso, arriviamo a casa a Torino, lo scarto e lo divido in due piattini. Mio marito lo divora in un attimo, io lo mangio lentamente cercando ogni volta di scoprire che cosa lo rende così buono. In un anno ho fatto decine di esperimenti, variando la combinazione del crumble - all’inizio ho provato a non mettere l’uovo, solo burro farina e zucchero, ma non era .. la strada giusta – mettendo più o meno ricotta, la vaniglia o la cannella… Questi esperimenti alla ricerca della ‘ricetta perfetta’ mi divertono sempre moltissimo anche se a volte i risultati, cambia di qua e aggiusta di là, sono MOLTO deludenti. Questa versione è quella che si avvicina di più a quella specialissima del mio negozietto. Loro lo preparano di tutte le misure, da grande come una torta a piccolo come un mini cupcake. Io di solito scelgo cocotte monoporzione o le pirofile che si vedono nella foto, leggermente più grandi di una monoporzione. Sono più graziose da portare in tavola – tagliare un crumble in modo da ottenere fette carine da servire è un’impresa quasi impossibile! – ed è più facile, per me, individuare il giusto punto di cottura. Ho preferito usare una tavoletta di cioccolato spezzettata invece che le gocce di cioccolato che sono più carine da vedere, ma a mio parere il cioccolato delle tavolette è più buono. A me piace servirlo a temperatura ambiente (né caldo né tiepido) spolverato di zucchero a velo.

Questo dolce è dedicato alla mia specialissima mamma perchè oggi è il suo compleanno.




CRUMBLE DI RICOTTA E CIOCCOLATO






Ingredienti per 4 persone:


350 gr di ricotta vaccina freschissima
100 gr di zucchero semolato superfine (tipo Zefiro)
50 gr di cioccolato fondente (io ho scelto un cioccolato al 65 %)
qualche goccia di estratto di vaniglia

Per il crumble

180 gr di farina ‘00’
1 uovo
50 gr di burro freddo di frigorifero
90 gr di zucchero semolato

Zucchero a velo per servire


Prepara il crumble. In una ciotola mescola lo zucchero con la farina, aggiungi il burro freddo a pezzetti e l’uovo intero leggeremnete battuto.
Impasta rapidamente con le dita in modo da ottenere delle grosse briciole. L’impasto deve rimanere bricioloso e non una ‘palla liscia’.
Metti a riposare in frigo (solo il tempo di preparare la crema).
Accendi il forno a 180 gradi.
Prepara la crema di ricotta. Con un cucchiaio di legno amalgama la ricotta con lo zucchero, l’estratto di vaniglia e la cioccolata spezzettata grossolanamente.
Imburra il fondo delle pirofile che vorrai utilizzare. Rivestile di carta forno e imburra anche la carta forno.
Togli il crumble dal frigo e distribuiscine la metà sul fondo delle pirofile.
Versa la crema di ricotta all’interno delle pirofile sopra il crumble.
Utilizza l’altra metà delle briciole per ricoprire la crema di ricotta in ogni pirofila.
Cuoci in forno già caldo a 180 gradi per 20 minuti, fino a quando le briciole in superficie hanno un bel colore dorato.
Lascia raffreddare e servi cosparso di zucchero a velo. 



EASY: nel cestino da pic nic. Servi ogni crumble cosparso non di zucchero a velo, ma di fragole a pezzettoni che avrai trasportato dentro un barattolo di vetro.


 



CHIC:  dessert dopo cena, accompagnato per i più golosi da cioccolato fuso con panna, servito a parte in una salsiera.

giovedì 2 maggio 2013

Strawberry Pie

Da piccola ero una grande lettrice di Topolino. Le mie storie preferite erano quelle dei Paperi, adoravo Paperinik e le avventure .. beh quasi sempre disavventure di Paperino. Del ‘mondo papero’ mi piaceva tutto, le storie e le ambientazioni: dalla casetta con giardino di Paperino, al deposito di Paperone straboccante di trilioni e di monete d’oro in cui lui nuotava come se fossero liquide come il mare. Mi divertivano le scenate isteriche di Rockerduck e le idee strampalate di Brigitta per conquistare Paperone. Quando lasciavano Paperopoli per una gita in campagna da Nonna Papera si portavano dietro cestoni da pic nic straboccanti di golosità. La cosa strana è che non ero una bambina golosa e facevo una quantità assurda di capricci per mangiare qualsiasi cosa, eppure ricordo perfettamente che se c’era qualcosa che proprio mi attirava erano le torte di Nonna Papera, guardavo incantata il disegno e mi sembrava quasi di sentirne il sapore. Come ho detto altre volte, già da piccola ero una ‘food lover’.. disappetente magari, ma pur sempre ‘food lover’.
Credo di aver copiato mille volte il disegno della casetta di Nonna Papera che aveva sempre pronta sulla finestra a raffreddare una gigantesca ‘pie’. Una tortona che dal disegno si intuiva deliziosa e fumante, una bella cupolotta di pastafrolla che racchiudeva all’interno un ripieno di frutta. Come molti bambini – almeno credo – che leggevano Topolino sono cresciuta con due ‘dolci mitici’: le pies di Nonna Papera (anche se solo qualche anno più tardi ho saputo che quelle torte magiche si chiamavano ‘pie’) e le frittelle belle soffici e gialle della colazione che Paperino, quando proprio era in vena, preparava spadellando allegramente per i nipotini. Le faceva saltare sulla padella come se fossero di gomma e questa cosa mi affascinava tantissimo.
Non vado matta per i pancakes a colazione (anche se ogni tanto la domenica sono un piacevole diversivo, magari accompagnati da frutta fresca, lo sciroppo di acero proprio non mi piace), ma le torte di pasta frolla e frutta tipo Nonna Papera mi piacciono moltissimo. Sono buone in ogni stagione, con le mele e la cannella in autunno, le albicocche e le mandorle in estate e questa con le fragole è la mia versione primaverile. Sperimentata per caso solo qualche anno fa, adesso è una delle mie preferite.
Le foto purtroppo le ho fatte ancora una volta io. Devo trovare il modo di costringere mio marito a riprendere con più costanza la sua attività di collaboratore del blog.



STRAWBERRY PIE



Ingredienti per 4 pies monoporzione (diametro degli stampini 7 cm):
(per una torta grande, diametro 20 cm raddoppia le dosi)

Per la pasta frolla:
180 gr di farina 00
80 gr di burro freddo + altro per imburrare gli stampi
80 gr di zucchero a velo
2 tuorli d’uovo
un limone bio non trattato (la buccia la userai per la pasta, il succo per le fragole)
un pizzico di zenzero in polvere


Per il ripieno:
150 gr di fragole (peso della frutta giù pulito)
75 gr di zucche a velo

Prepara per prima la pasta.
In una ciotola mescola con un cucchiaio di legno lo zucchero e il burro a pezzetti.
Aggiungi i tuorli uno per volta, unendo il secondo solo quando il primo è ben amalgamato.
Per ultima aggiungi la farina setacciata, la buccia grattugiata di mezzo limone e il pizzico di zenzero.
Impasta rapidamente fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, senza scaldare troppo la pasta con le mani.
Togli l’impasto dalla ciotola, forma una palla, avvolgila nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per tre ore.
Mentre la pasta riposa prepara le fragole.
Togli il picciolo e lavale.
Tagliale a fette non troppo sottili e mettile in una ciotola di vetro con lo zucchero a velo e 3 cucchiai di succo di limone).
Mescola rapidamente e lascia riposare le fragole nel loro sugo per tutto il tempo di riposo della pasta.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, accendi il forno a 170 gradi e imburra generosamente gli stampi da crostata che vorrai utilizzare.
Stendi la pasta tra due fogli di carta da forno.
Ricava dalla pasta 4 cerchi con un diametro maggiore di quello degli stampi che vuoi utilizzare (solo uno se scegli la versione ‘torta grande’) e 4 cerchi del diametro identico a quello degli stampini (uno anche in questo caso per la torta grande).
Fodera con i cerchi più grandi gli stampini, lasciando che la pasta in eccesso rimanga all’esterno.
Ricopri il fondo di ogni tortina con qualche cucchiaio di fragole (più abbondante è la dose di fragole, più è carino l’effetto ‘cupola’ della torta, ma non esagerare altrimenti il fondo di pasta frolla rimane troppo umido).
Copri le fragole con uno dei cerchi di pasta più piccoli e rovescia verso l’interno la pasta in eccesso del cerchio più grande, in modo da sigillare il bordo.
Fai sulla superficie della torta qualche taglio leggero e metti in forno per 25 minuti.
Se la superficie delle torte tende a scurirsi troppo, dopo i primi 15 minuti copri le tortine.
Una volta cotte, estrai le tortine dal forno e appena si sono un po’ raffreddate, toglile dagli stampi e mettile su una griglia di raffreddamento.
Sono buone sia tiepide che a temperatura ambiente.

 Con questa ricetta partecipo al contest I LOVE PIE di Una fetta di Paradiso



EASY: nella versione ‘torta grande’ può essere utilizzata come torta per una festa di bambini e resa più golosa da una pallina di gelato alla vaniglia appoggiata su ogni fetta.

 



CHIC: sul vassoio della colazione della domenica accompagnate da una coppetta di panna montata, da una tazza di tè verde alla menta e dalla propria rivista preferita, perché per una colazione così merita che ci si conceda un po’ di calma.

venerdì 15 febbraio 2013

Mini tortine di mele e cioccolato

Da sempre la torta di mele è uno dei miei dolci preferiti. E’ uno dei primi dolci che ricordo di aver mangiato con gusto ed ero piccolissima, penso intorno ai cinque anni. Non ero golosa da bambina, anzi non mangiavo quasi niente e riuscire a farmi mandare giù qualcosa di zuccheroso era quasi un miracolo. Ma mia mamma fa una torta di mele .. superlativa! Anzi, visto che lei legge sempre il mio blog (come tutte le mamme adora tutto quello che facciamo io e mia sorella..anche quando non ce lo meritiamo per niente!) approfitto : ’mamma me la fai la prossima volta che vengo’? Saranno anni che non mangio la ‘torta di mele di mamma’. Eppure è uno dei miei primi ricordi in cucina. Mia mamma la preparava spesso, in una teglia rettangolare, mi ricordo le fette di mela che affondavano nell’impasto e il profumo meravigliso che c’era in cucina quando cuoceva. Non ho molti ricordi di quando ero piccolina, ma la teglia rettangolare con la torta di mele appoggiata sul tavolo di cucina (avevamo una parete giallissima e un tavolo color legno) è ben stampata nella mia memoria. Si vede che già allora pur rifiutandomi di mangiare quasi tutto.. ero affascinata da teglie luccicanti e  impasti vellutati!
Le tortine di oggi non hanno niente a che vedere con la torta morbida e burrosa che fa mia mamma. Tra le decine di ricette di torta di mele che ho sperimentato (mi piacciono tutte: con le mandorle, con la cannella, mele e pere, con le noci e allo yogurt..) quelle di oggi sono .. tortine da Quaresima (se si perdona il cioccolato che volendo si può eliminare): leggere, monoporzioni, da servire a colazione la domenica o ai bambini per merenda.

P.S. Foto mie purtroppo.

MINI TORTINE DI MELE E CIOCCOLATO




Ingredienti per 6 tortine (ho utilizzato stampini da crostata del diametro di 7 cm):

1 mela renetta (peso  della frutta già sbucciata e privata del torsolo150 gr)
1 cucchiaio da tavola di zucchero di canna
1 uovo
80 gr di zucchero semolato
80 gr di farina
80 gr di latte
2 gocce di estratto di vaniglia
6 gr di lievito per dolci
15 gr di olio di semi (ho utilizzato un olio di girasole bio)
35 gr di cioccolato fondente al 60%
burro e farina per gli stampini


Imburra e infarina gli stampini da crostata.
Accendi il forno a 180 gradi.
Metti in una ciotola l’uovo intero e lo zucchero semolato e con un frullino montali fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Setaccia sul composto di uova e zucchero la farina con il lievito e amalgama lentamente con una spatola, in modo da non smontare il composto (si ottiene un impasto piuttosto solido).
In una caraffa mescola il latte, l’olio e l’estratto di vaniglia e versandolo a filo, incorpora lentamente questo composto a quello con la farina.
Amalgama fino ad ottenere un composto liscio.
Aggiungi il cioccolato ridotto in scaglie.
Taglia la mela in 4 spicchi ed ogni spicchio in fettine molto sottili. Cospargi le fette di mela con lo zucchero di canna.
Metti sul fondo di ogni stampino alcune fettine di mela, in modo da ricoprirlo interamente, poi versa sulle mele qualche cucchiaio di impasto. Non deve arrivare al bordo dello stampino perché in cottura si gonfia un po’.
Cuoci le tortine  in forno già caldo per 20 minuti coprendole con un foglio di alluminio.
Togli l’allumino e lasci cuocere ancora 10 minuti fino a quando le tortine saranno dorate.
Sono migliori mangiate tiepide.
Si possono servire spolverate di zucchero a velo.


EASY: pausa pranzo in ufficio il venerdì per concludere.. ‘in dolcezza’ la settimana: una mini tortina (anche senza cioccolata!) accompagnata da un vasetto di yogurt bianco intero.





CHIC: sul vassoio della colazione la domenica mattina, servita in un piattino con un cucchiaio di panna montata, cosparsa di zucchero a velo e cannella e accompagnata da una tazza di cioccolata calda.

giovedì 18 ottobre 2012

Plum cake pistacchi e mirtilli

Ho il blocco dello scrittore.. beh non esageriamo, diciamo il panico da foglio bianco. Ho alcune ricette pronte, in attesa di essere postate, ma non riesco a trovare l’ispirazione neppure per scrivere due righe di introduzione alla ricetta. E’ vero che le ultime settimane sono state piuttosto difficili e non ho la concentrazione per fare (quasi) niente, troppi pensieri ‘altri’ per la testa. E comunque quando l’ispirazione non c’è, non c’è. Punto. Eppure, mi è sempre piaciuto scrivere, tantissimo, fin da piccola. A dire il vero con i temi a scuola non me la cavavo molto bene. Sono troppo timida  e l’idea di scrivere qualcosa di personale che poi sarebbe stato letto dalla maestra - o professore che fosse - .. mi terrorizzava (sul blog mi faccio coraggio perché solo pochissime persone che conosco sanno che questo blog è mio). Quando potevo, sceglievo il tema di storia o di letteratura, così potevo limitarmi a mettere per iscritto quello che avevo studiato, senza aggiungere niente di mio. Scrivevo per me: non ho mai tenuto un diario, ma ho sempre riempito agende e quaderni di annotazioni, pensieri e idee più o meno strampalate. Naturalmente come tutti quelli che si divertono a scrivere pensavo che prima o poi avrei scritto un libro: alle medie leggevo dei simpatici gialli da bambini e avevo iniziato a scrivere un giallo tutto mio. Da più grande l’intenzione era quella di scrivere – nientemeno- un libro su due dei miei pittori preferiti Turner e Monet. Ho ancora l’indice che avevo preparato, alcune pagine fitte di considerazioni – ero molto convinta! -  e un elenco di libri che avevo letto per .. affrontare l’argomento. Messo da parte Monet (rimandato alla pensione, quando avrò più tempo!), ero decisa a scrivere un romanzo divertente sul genere della chic-lit che riesce a mettermi di buon umore anche nelle giornate più pestifere. E’ evidente che non sono riuscita a fare niente di tutto ciò (almeno fino ad ora.. mai dire mai) e le mie pretese si sono molto ridimensionate, crescendo si acquisisce consapevolezza dei propri limiti e ci si abitua a conviverci.
Ormai la mia attività di ‘scrittrice’ si limita a questo blog, a una quantità di appunti di ogni tipo e – quando ci riesco – a lunghissime lettere che scrivo per mia mamma e mio papà. Siamo lontani, purtroppo e tutto quello che non riesco a dire per telefono cerco di raccontarlo nelle lettere.  Eppure ultimamente, quando si tratta di postare una ricetta non mi vengono idee carine, niente di cui valga la pena di parlare. Guardo la mia pagina word completamente vuota e rimango lì. Così questo cake è pronto dalla fine di agosto, ma è rimasto ad aspettare, non riuscivo a trovare una storia ‘adatta a lui’. Adesso finalmente mi sono decisa a pubblicarlo, ormai i mirtilli cominciano a scarseggiare anche nei negozi più forniti. Ancora qualche giorno di incertezza e sarei stata costretta a tenerlo ‘in archivio’ fino al prossimo agosto.

PLUM CAKE PISTACCHI E MIRTILLI




Ingredienti:

300 gr di farina 00
220 gr di zucchero semolato
2 uova
1 yogurt bianco intero
100 ml di latte
20 ml di olio di semi (io ho utilizzato un olio di semi di girasole bio)
150 gr di mirtilli
75 gr di pistacchi di Bronte (peso senza guscio)
8 gr di lievito per dolci


Imburra e infarina uno stampo da plum cake.
Accendi il forno a 175 gradi.
Lava e asciuga i mirtilli tamponandoli con carta da cucina.
Metti a bollire in un piccola casseruola un po’ di acqua. Appena bolle, togli dal fuoco, metti i pistacchi a bagno per pochi minuti in modo da poter eliminare la pellicina scura con facilità.
Frulla grossolanamente i pistacchi spellati con due cucchiaio di zucchero.
In una ciotola monta le 2 uova con lo zucchero rimasto, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Versa a filo il latte nel composto di uova, mescolando in modo da amalgamare bene.
Inserisci nel composto lo yogurt.
Setaccia la farina con il lievito e aggiungila a cucchiaiate nel composto di uova e latte. Amalgama bene. Il composto deve risultare liscio e privo di grumi.
Aggiungi i pistacchi frullati e da ultimo, a filo, l’olio di semi.
Versa l’impasto nello stampo da plum cake e cospargi con i mirtilli (affonderanno in cottura).
Cuoci in forno già caldo a 175 gradi per 40 minuti.
A cottura ultimata, lascia raffreddare prima di sformare il dolce.


Con questa ricetta partecipo al Contest Il pistacchio di Bronte di Le torte di Gessica



EASY:  merenda per bambini: prepara dei mini plumcake utilizzando degli stampini monoporzione, invece che lo stampo grande. Servili a merenda cosparsi di zucchero a velo e per i più grandi con un cucchiaio di mirtilli freschi.





CHIC: pausa pranzo 'diversa' in ufficio: due fette di cake al pistacchio, una macedonia di frutta fresca con lo yogurt e una tazza di tè nero melange ai frutti di bosco.

lunedì 25 giugno 2012

Cheese cake numero uno: il mio cheese cake 'base'


Ho mangiato il cheese cake per la prima volta una decina di anni fa. Il primo assaggio mi lasciò piuttosto .. interdetta.. aveva un deciso retrogusto salato. Mi avevano servito una fetta molto invitante di questo bel dolce, alto, soffice, di un bianco quasi candido e con una deliziosa salsa al cioccolato. Tutto mi aspettavo, fuori che il gusto fosse salato. Dopo la perplessità del primo assaggio, i cucchiaini successivi mi piacquero sempre di più e mi scoprii ad apprezzare pienamente quel mix dolce salato.
In seguito ho mangiato così tanti cheese cakes (mi ostino a dire ‘il’ cheese cake, anche se molti dicono ‘la’ cheese cake) che non li ricordo più nemmeno tutti. Il migliore, fino ad ora, un piccolo cake marmorizzato cioccolato e vaniglia mangiato in pieno inverno in un posto delizioso mentre fuori c’era una pioggia torrenziale. Ne ho mangiati ancora salati e altri davvero dolci: penso che ci siano due scuole di pensiero - ma è un’idea mia, tutta da verificare -  una british per la quale il retrogusto salato è onnipresente (in definitiva è un dolce a base di formaggio!) ed una più americana che invece prevede cheese cakes perfettamente dolci.
Io lo preparo in entrambi i modi,  dolce, ma anche lievemente salato, anzi uno di quelli che mi riesce meglio è cioccolato e fior di sale ispirato ai famosi biscottini di Pierre Hermé.
Questo è il mio cheese cake base (da qui il titolo del post, sarà il primo di una lunga serie….sembra una minaccia!) semplicissimo, con pochi ingredienti e cotto in forno. Molte delle mie ricette sono davvero semplici direi quasi banali, sicuramente questa lo è, ma soprattutto per i dolci preferisco preparazioni semplici. In questo ’mini-cheese’ l’unico particolare goloso è la base di biscotti. Non mi piacciono i biscotti tipo ‘digestive’ e trovo le classiche ‘marie’ un po’ troppo asciutte e insipide. Per questo faccio la base con biscotti burrosi (in genere tipo krumiri) e aggiungo solo una dose minima di burro per compattarli.
Questa ricetta è dedicata a una persona super, la mia mamma, perché oggi è il suo compleanno!! AUGURISSIMI!!

Con questa ricetta partecipo per il mese di Luglio al calendario del blog Ammodomio




MINI CHEESE CAKE CON FRAGOLE





Ingredienti per 5 dolcetti (ho usato 5 stampini per muffin in alluminio, per una torta grande del diametro di 20 cm triplica le dosi) :

100 gr di biscotti al burro (ho utilizzato i krumiri)
30 gr di burro
200 gr di formaggio cremoso (io utilizzo il Philadelhpia)
1 uovo
100 gr di zucchero semolato fine tipo Zefiro
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Per decorare
300 gr di fragole
Zucchero a velo

Scalda il forno a 160 gradi.
Fai fondere il burro a bagnomaria.
Frulla i biscotti nel mixer fino a ridurli in briciole sottilissime e amalgamali con il burro fuso.
Ricopri con il composto di biscotti il fondo di 5 stampini da muffin in modo da creare in ogni stampino una base (circa due centimetri) e metti in frigorifero a solidificare.
Amalgama il formaggio con lo zucchero.
Quando lo zucchero è ben incorporato (deve diventare una crema) aggiungi l’uovo e l’estratto di vaniglia e mescola ancora con un cucchiaio di legno in modo da ottenere un composto omogeneo.
Versa il composto di formaggio negli stampini da muffin sulla base di biscotti e metti in forno per 20 minuti.
Lascia raffreddare i mini cheese cakes, poi falli riposare in frigorifero per almeno due ore, meglio se tutta la notte.
Prima di servire, sformali, decora con le fragole pulite e lavate e con una spolverata di zucchero a velo.


EASY: per una festa di compleanno estiva, prepara una torta grande triplicando le dosi e ricopri interamente la superficie di fragole e qua e là qualche pasticca di cioccolato fondente.






CHIC:  servili come dessert dopo cena, portando in tavola un vassoio di mini cheese cakes ancora bianchi, una salsiera con una salsa al cioccolato, un’altra con un coulis di lamponi e una coppa di fragole già lavate, così che ciascuno possa creare il proprio dolce come vuole.