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domenica 3 settembre 2017

Baked Alaska

Erano tanti anni che non trascorrevo il Ferragosto in città. Ne conservavo un ricordo…quasi incantato, la possibilità di vivere una città silenziosa e tranquilla, di girare in bicicletta senza traffico, di mangiare qualcosa in uno di quei posti dove normalmente senza prenotazione non riesci ad entrare. Beh non è stato esattamente così. Torino è una città che a Ferragosto chiude per ferie, tutto o quasi è immobile, chiuso. Il centro più che silenzioso sembrava una città fantasma, anche le caffetterie storiche, i locali più carini avevano la saracinesca abbassata. Le vie della città ribollivano di sole caldissimo e solo sotto i portici, all’ombra, sembrava di trovare un po’ di refrigerio. Però a sorpresa i musei erano tutti aperti e la giornata si è rivelata ugualmente piacevole. Ho fatto colazione a casa con molta calma e rinunciato ad un pranzo a base di sushi che avevo in programma (ristorante chiuso). Ho optato per il ‘piano B’, visto che uno dei pochi locali aperti era una delle mie pasticcerie/caffetterie preferite: non troppo distante da casa, con un piccolo spazio all’aperto (qui li chiamano dehors) arredato con tavolini bassi e tante piante verdi. Non era esattamente l’ora di pranzo quando ho deciso di fermarmi, poco più di mezzogiorno. Ho ordinato un caffè americano, un tramezzino con uovo e insalata (fresco e delicato) e due minuscoli pasticcini al cocco, due palline perfettamente sferiche al gusto di cioccolato cocco e mandorle. Il ‘caffè americano’ merita due parole in più, almeno per come lo servono qui: una bella tazza da tè di quelle rotonde un pochino retrò con all’interno due caffè espressi piuttosto lunghi, sullo stesso vassoio portano zollette di zucchero, una lattiera e un bricco con acqua bollente… per trasformare i due espressi lunghi in un caffè lunghissimo, appunto all’americana. Da completare con zucchero di canna e latte a piacere. La prima volta ho trovato questa combinazione acqua + caffè un po’.. scioccante, adesso mi piace moltissimo ed è quello che ordino sempre quando vado lì.
La mia meta era il Museo di Arte Orientale (MAO). Torino è celebre per il Museo Egizio visitato da milioni di turisti ogni anno, ma il MAO è a mio parere ancora più bello, più particolare e ricco di suggestioni. L’arte orientale è spesso silenziosa, ispirata e molto intensa. Il museo è vario, le collezioni comprendono statue di Buddha del Gandhara solenni e umane al tempo stesso, bassorilievi e sculture indiani ricchi di complicati ritmi lineari, porcellane cinesi e deliziose damine Tang, costumi da samurai che un certo timore lo incutono. E ancora delicate stampe giapponesi dell’Ukyo-e, pannelli di seta dipinti con immagini lievi e ceramiche islamiche dai colori smaltati e brillanti… volendo guardare tutto con attenzione non basta un intero pomeriggio.
Sono rientrata a casa proprio per l’ora di cena e nonostante il caldo ho acceso 5 minuti (basta davvero pochissimo) il forno per completare la decorazione del dessert che avevo scelto di preparare per cena: baked alaska, ovvero uno zuccotto di gelato con una base soffice (in genere pan di Spagna, ma io preferisco utilizzare la pasta biscuit) rivestito di meringa morbida e passato un attimo in forno per ‘sbruciacchiare’ al meringa. Preceduto da un piccolo antipasto e da un cus cus con tante verdure; cena in sala con le finestre aperte per far entrare un vento leggero che alle 9 di sera agitava delicatamente le tende e ha finalmente reso la giornata un po’ più fresca.

P.S. Io non ho la gelatiera, quindi per fare l’Alaska utilizzo gelato artigianale, ma con quello fatto in casa è ancora più buono. E’ un dolce a mio parere buonissimo e molto facile, lo zuccotto di gelato con la sua base di pasta biscuit si può preparare in anticipo, anche il giorno prima, la meringa può essere preparata qualche ora prima di servire e lasciata in frigo in un sac à poche. Si può assemblare tutto dieci minuti prima di portarlo in tavola, passarlo in forno e terminare la ‘coloritura’ della meringa con una torcia da pasticcere. Poiché è piuttosto dolce io in genere utilizzo gusti di gelato non troppo zuccherosi, in questo caso ho scelto un cioccolato amaro extrafondente e pistacchio, che un gelataio qui vicino fa davvero buonissimo, con un retrogusto quasi salato.

BAKED ALASKA





Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta biscuit (io uso una teglia rettangolare 30 x 40):

3 uova intere
80 gr di zucchero semolato
80 gr di farina 00
Un pizzico di bicarbonato (la punta di un cucchiaino da caffè)

Per evitare che si attacchi in cottura:

Una noce di burro
Un cucchiaio di farina
Due cucchiai di zucchero semolato (dopo la cottura)


Per la meringa:
2 albumi
lo stesso peso degli albumi (55 gr circa) di zucchero a velo
lo stesso peso degli albumi (55 gr circa) di zucchero semolato fine, tipo Zefiro

Per lo zuccotto:
500 gr di gelato artigianale (io ho utilizzato 250 gr di cioccolato e 250 gr di pistacchio)

Prepara la pasta biscuit (anche il giorno prima)

Prepara la teglia per cuocerla: metti su una teglia un foglio di carta da forno, imburralo con la noce di burro molto bene e cospargi di farina, scuotendo via l’eccesso.
Separa i tuorli dagli albumi. Metti da parte gli albumi e metti i tuorli in una ciotola insieme allo zucchero.
Io per montare i tuorli uso la planetaria, vanno bene anche le fruste ma devono essere montati molto a lungo fino a quando diventano chiari e spumosi (con la planetaria 12 minuti).
Mentre i tuorli montano accendi il forno a 180 gradi.
A parte monta gli albumi a neve ferma (io lo faccio con le fruste mentre la planetaria lavora i tuorli).
Quando i tuorli sono montati, aggiungi al composto la farina setacciata con il bicarbonato in tre volte successive, continuando dopo ogni aggiunta di farina a lavorare brevemente l’impasto con le fruste elettriche o con la planetaria.
Dopo aver incorporato tutta la farina aggiungi gli albumi montati a neve ferma.
Anche gli albumi non vanno aggiunti tutti insieme ma in quattro volte successive, mescolando ogni volta a mano con una spatola di silicone dal basso verso l’alto e dall’esterno verso l’interno, come quando si fanno le meringhe facendo attenzione a non smontare il composto.
Procedi con l’aggiunta successiva, solo quando il composto è ben amalgamato.
Quando l’impasto è pronto versalo nella teglia già preparata livellandolo delicatamente con la spatola in modo che sia ben distribuito ai lati e al centro per ottenere un biscuit di spessore uniforme.
Cuoci in forno già caldo per 10 minuti.
Mentre la pasta cuoce nel forno, prepara un canovaccio pulito e cospargilo con i due cucchiai di zucchero semolato.
Terminata la cottura (il biscuit deve essere dorato) estrai la pasta dal forno e rovesciala sul canovaccio, in modo che il lato con la carta da forno rimanga verso l’alto e l’altro appoggi sul canovaccio ‘zuccherato’.
Stacca la carta da forno delicatamente (se è ben imburrata è facile), copri con un altro canovaccio pulito e lasci raffreddare la pasta.

Prepara lo zuccotto di gelato (anche questo può essere fatto il giorno prima), per essere lavorato il gelato deve essere un po’ morbido, quindi meglio tirarlo fuori dal congelatore un attimo prima.
Fodera uno stampo di metallo ci forma semisferica (per uno zuccotto appunto) con la pellicola trasparente, ricoprilo totalmente e lascia che la pellicola sia abbondante e fuoriesca dallo stampo, servirà per facilitare l’estrazione dello zuccotto gelato dallo stampo.
Metti il gelato all’interno dello stampo, un gusto alla volta, livellandolo bene io ho usato due gusti diversi, ma la scelta è tua. Chiudi con altra pellicola alimentare  e metti nel congelatore per alemo 8 ore.
Prima di servire (al massimo due ore) prepara la meringa.
Mescola i due tipi di zucchero, in modo da ottenere un unico mix.
In una ciotola metti gli albumi e inizia a sbattere con l’aiuto delle fruste elettriche o di una planetaria. Appena iniziano a diventare un po’ spumosi aggiungi il composto di zuccheri in tre fasi successive (un terzo alla volta) senza mai smettere di sbattere e utilizzando le fruste o il mix a velocità elevata.
L’obbiettivo è quello di ottenere una meringa soda e compatta, la prova ‘classica’ è verificare che la meringa rimanga attaccata alla ciotola quando questa viene inclinata… o addirittura capovolta!
Quando la meringa è pronta, trasferiscila in un sac à poche e mettila in frigo fino al momento di utilizzarla.

Poco prima di servire prepara l’Alaska.
Accendi il grill del forno a 200 gradi.
Ritaglia nella pasta biscuit un disco dello stesso perimetro dello stampo che hai utilizzato per il gelato.
Appoggia il disco di pasta su una teglia foderata di carta da forno.
Preleva il gelato dal congelatore ed estrai lo zuccotto dallo stampo aiutandoti con la pellicola che hai lasciato fuori.
Appoggia lo zuccotto gelato sulla base di pasta e ritagliala a misura se non fosse precisa.
Con l’aiuto di una spatola o del sac à poche rivesti completamente lo zuccotto con la meringa morbida e forma dei picchi di meringa con il dorso di un cucchiaio (serve solo a rendere il dolce più grazioso).
Metti l’Alaska in forno per solo 5 minuti, la meringa deve ‘scottarsi’ e colorire appena appena.
Termina la doratura della meringa fuori dal forno con una torcia da pasticcere e servi subito.


EASY: per una merenda ricca in giardino accompagnato da una tazza di thè nero, ad esempio un melange di fiori e frutti.

CHIC: è un po’ più laborioso ma per una cena puoi preparare dei piccoli Alaska monoporzione. Trovo che per un dessert dopocena sia perfetto utilizzare gelato al caffè (solo un gusto per le monoporzioni) e magari fare la pasta biscuit al cioccolato sostituendo 15 gr di farina con 15 gr di cacao amaro.


domenica 14 maggio 2017

Fragole con meringa morbida per la festa della mamma

Quando ero piccola ‘investivo’ la mia paghetta mensile nell’acquisto di un numero speciale dei classici di Topolino. Abitavo a Firenze e c’era un vecchio giornalaio non troppo distante da casa che li aveva proprio tutti, anche quelli usciti quando io non ero ancora nata. Ogni mese mi sedevo di fronte allo scaffale dove li teneva in bell’ordine e ne acquistavo uno. Lo leggevo avidamente in poche ore appena arrivata a casa, cercando di non rovinare le pagine e di non spiegazzarlo troppo. Negli anni ho scelto altre letture, ma mi è rimasta l’abitudine di aspettare la fine del mese, acquistare la rivista favorita del momento e sfogliarla in pace da qualche parte. Le mie preferite adesso sono il magazine di Donna Hay e la rivista Elle. La rivista di Donna Hay la compro a Milano, perché qui a Torino non riesco a trovarla. Me la tiene da parte un giornalaio vicino al posto dove lavoro, resisto alla tentazione di sfogliarla in treno tornando a casa e aspetto di avere un pomeriggio più tranquillo per andare alla mia sala da tè preferita: mi siedo su uno dei divanetti, ordino un tè che arriva accompagnato da un piattino con qualche biscotto di frolla e mi dedico alla lettura.
Non sono una appassionata di moda e riviste del genere ma una delle ragioni per cui continuo a comprare Elle è l’editoriale del suo Direttore. E’ una sola pagina, poche righe scritte con il cuore che valgono decisamente l’acquisto e che conservo in uno speciale quaderno dei ritagli, per rileggerli ogni tanto. Ce n’è uno che mi piace moltissimo, dedicato alla sua mamma, di cui copio qui qualche passo, per dedicarlo alla mia di mamma che è una persona speciale come quella descritta qui:
Lo scettro del comando lo detiene saldamente lei, mia mamma nonna di cinque nipoti, capoclan. Lei ha sempre ragione. […]. Le nonne sanno tutto. Hanno visto molto, studiato a memoria poesie in rima, incipit dell’Iliade e leggi della fisica, non hanno mai delegato numeri e parole a un hard disk e non si sono mai fidate di un “search” su Google. E oggi si ricordano le Guerre Puniche e di Indipendenza, i fiumi più lunghi, i movimenti letterari e quelli pittorici, la geometria dei corpi solidi e la chimica delle particelle. Le nonne sanno fare tutto. Posseggono quella manualità innata e quella fiducia nelle proprie capacità pratiche che io attribuisco a epoche più frugali e meno digitali delle nostre. […] Le nonne invecchiano con eleganza perché non hanno mai pensato che i cinquanta fossero i nuovi trenta […].” (Danda Santini)
Mia mamma è così. Ha studiato latino e greco molti anni prima di me e se li ricorda decisamente meglio di me. Ha chiuso la sua laurea nel cassetto senza nessuna frustrazione ed ha dedicato a me e a mia sorella ogni minuto della sua giornata da quando siamo nate. E’ elegante e sempre perfetta e nessuno sospetterebbe che è un elettricista e un idraulico .. di qualità. Smonta e rimonta qualsiasi cosa, zappa il giardino, consulta le ricette di cucina sul tablet (io affogo nei ritagli) ed è capace di fare collegamenti tra Pc e Tv che io nemmeno me li sogno. Qualche anno fa per Natale ha ricevuto una cassetta degli attrezzi ‘professionale’ e credo che lo consideri uno dei regali più belli che le abbiamo fatto. Ha un e-book dal quale non si separa mai ma adora le vecchie porcellane, i mobili antichi e si rifiuta di accettare che il sushi possa essere una delle prelibatezze del momento. Così come non considera una buona idea che le ‘ragazze’ possano ad un certo punto cambiare colore di capelli e trasformare i loro capelli neri in castani mesciati di biondo (vero mamma??).
A lei è dedicato questo dolce di oggi, tanti auguri mamma! La dedica è naturalmente anche per il mio papà, è un tipo straordinario anche lui, un po’ l’intellettuale pensatore della famiglia.

P.S. Qualche difettuccio lo ha anche la mia mamma. Adora l’ordine e in uno dei suoi frequenti repulisti ha buttato via tutta la mia collezione di Topolini faticosamente messa insieme paghetta dopo paghetta. E’ stato un errore d’accordo, ma intanto l’ha fatto. Non l’ho ancora perdonata.

La ricetta è copiata da un dolce di Csaba della Zorza, che lo prepara in una versione più autunnale – ottima - con le mele e il frutto della passione.

FRAGOLE CON MERINGA MORBIDA



Ingredienti per persone:
Per la meringa:
2 albumi
lo stesso peso degli albumi (45 gr circa) di zucchero a velo
lo stesso peso degli albumi (45 gr circa) di zucchero semolato fine, tipo Zefiro

400 gr di fragole
2 cucchiai di zucchero di canna
4 cucchiai di succo di limone
zucchero a velo per servire


Lava le fragole ancora con il picciolo verde, poi elimina il picciolo.
Tagliale a metà se non sono molto grandi, altrimenti in quattro parti e mettile in una casseruola con lo zucchero di canna e il succo di limone.
Falle cuocere a fiamma bassa fino a quando cominceranno a disfarsi.
Non devono disfarsi completamente, solo ammorbidirsi, quindi toglile dal fuoco appena sono pronte e lasciale raffreddare.
Prepara la meringa.
Mescola i due tipi di zucchero, in modo da ottenere un unico mix.
In una ciotola metti gli albumi e inizia a sbattere con l’aiuto delle fruste elettriche o di una planetaria. Appena iniziano a diventare un po’ spumosi aggiungi il composto di zuccheri in tre fasi successive (un terzo alla volta) senza mai smettere di sbattere e utilizzando le fruste o il mix a velocità elevata.
L’obbiettivo è quello di ottenere una meringa soda e compatta, la prova ‘classica’ è verificare che la meringa rimanga attaccata alla ciotola quando questa viene inclinata… o addirittura capovolta!
Quando la meringa è pronta, trasferiscila in un sac à poche e mettila in frigo fino al momento di utilizzarla.
Accendi il grill del forno a 200 gradi.
Quando le fragole sono completamente raffreddate, distribuiscile in quattro coppette o pirofile monoporzione che possano andare in forno.
Con la meringa fai una cupoletta su ogni ciotolina di fragole in modo da ricoprire completamente.
Disponi le coppette su una teglia e mettile in forno sotto il grill, fino a quando la meringa comincia a diventare dorata (circa 10 minuti).
Servile appena sfornate cosparse di zucchero a velo.

EASY: per una festa di compleanno o una merenda di fine scuola in terrazza.




CHIC: per una cena di inizio estate a buffet, preparale utilizzando frutta diversa alcune con le fragole, altre con pesche oppure albicocche utilizzando come contenitore tazzine da caffè tutte diverse (purchè possano andare in forno), risolvono in una sola portata il problema di servire frutta e dolce. Per riconoscerle spolverizzate la meringa sulle albicocche con il cacao, quella con le pesche con un pizzico di cannella, le fragole con lo zucchero a velo.

mercoledì 7 ottobre 2015

Mini pizze per l'aperitivo

Noi eravamo quelli delle vacanze in movimento. Belle, certo, ma riposanti proprio no. Non vacanze ‘zaino in spalla’ perché io non ho quello spirito di sacrificio, non l'ho mai avuto nemmeno a vent’anni, ma comunque vacanze agitate. Lunghi trekking in montagna, viaggi in cui difficilmente si è due sere consecutive nello stesso posto, si vedono tante cose belle, ma forse manca l’attimo di relax per apprezzare in pieno l’atmosfera di un posto, per cogliere quello che gli occhi non consentono di vedere immediatamente ma che devi capire soffermandoti un po’ più a lungo. Con calma. Non abbiamo mai fatto le classiche vacanze ‘sotto l’ombrellone’ a gustare il sole, il profumo del mare e il proverbiale dolce far niente.
Quest’anno però abbiamo detto basta. L’inverno è stato troppo lungo e faticoso per avere anche solo l’energia per progettare una vacanza così. Abbiamo scelto un posto, UNO SOLO, preparato le valige con più libri che vestiti e ci siamo trasferiti lì. A fare niente, solo ammirare il verde dei prati, gustare il ritmo slow delle giornate e a recuperare un po’ di pace. E così abbiamo scoperto un nuovo modo di fare le ferie, senza programmi, senza scadenze da rispettare e senza orari. Abbiamo fatto quello che non ci era mai capitato di fare: seduti alle sei di pomeriggio ad un tavolino lungo la strada con un calice di vino bianco ad osservare i passanti in attesa dell’ora di cena, colazioni di due ore con un libro, una brioche e un succo di frutta che non finiva mai nel giardino di un minuscolo caffè al riparo dal sole, cena tardissimo, tanto non c’è bisogno di svegliarsi presto, non dobbiamo andare da nessuna parte. Abbiamo un po’ stravolto i ritmi della giornata vacanziera rispetto al solito: colazione abbondante e in tarda mattinata, a pranzo solo frutta o poco più e cena tardi, anche alle nove e mezzo. E prima di cena un aperitivo, magari verso le sette. Era la scelta più ‘impegnativa’ della giornata, trovare un posto carino dove soggiornare pigramente prima di cena insieme ad un succo di frutta con una ciotolina di olive oppure un cartoccio di anelli di calamaro fritti con un mini assaggio di vino bianco e frizzante. E questo rito dell’aperitivo prima di cena che fa ancora vacanza ce lo siamo portati a casa. Da ripetere ogni tanto il venerdì sera magari per anticipare l’arrivo del fine settimana o la domenica per prolungare il ritmo vacanziero del week end. In questi casi serve qualcosa di gustoso da preparare in fretta e smangiucchiare chiacchierando prima che la cena sia pronta (oppure da preparare in anticipo come queste pizzette e servire.. quando serve). Quasi come essere ancora in ferie, nelle nostre nuove ‘ferie lente’.


MINI PIZZE PER L’APERITIVO






Ingredienti per una trentina di pizzette:

Per l’impasto:

250 gr di farina 00
140 gr di acqua a temperatura ambiente
5 gr di lievito di birra fresco
20 gr di burro a temperatura ambiente
5 gr di zucchero
5 gr di sale

Per il condimento:

150 gr di passata di pomodoro (per me home made, vedi qui)
1 mozzarella fiordilatte
Origano (se piace io non l'ho messo)
Sale
Olio extravergine di oliva



Per prima cosa metti a scolare la mozzarella in un colino in modo che rilasci l’acqua e non bagni le pizzette.
Sciogli in una piccola ciotola il lievito di birra con la metà dell’acqua e lascia riposare coperto per 15 minuti.
Intanto in una ciotola più grande metti la farina e lo zucchero.
Trascorso il tempo di riposo del lievito, aggiungi alla farina l’acqua con il lievito e inizia ad impastare inserendo gradualmente il resto dell’acqua (potrebbe non servire tutta, l’impasto deve diventare elastico e morbido).
Aggiungi il sale e lavora ancora un po’ l’impasto in modo da farlo assorbire.
Da ultimo aggiungi il burro in piccoli pezzetti e continua ad impastare per una decina di minuti fino a quando la pasta sarà liscia ed omogenea.
Forma una palla, mettila in una ciotola pulita leggermente unta di olio e lascia lievitare fino al raddoppio coperto con pellicola trasparente (io ho impiegato circa due ore).
Quando l’impasto è lievitato accendi il forno a 200 gradi.
Preleva l’impasto dalla ciotola e stendilo prima a mano poi – lievemente – con un mattarello. Per lo spessore della pasta devi fare un po’ di prove, dipende da quanto ‘alte’ vuoi le mini pizze. A me piacciono quando non sono troppo sottili e lascio l’impasto spesso circa mezzo cm.
Con un taglia pasta rotondo ritaglia le pizzette e sistemale su una teglia foderata di carta da forno (lievitano ancora un po’, quindi non metterle troppo ravvicinate).
Su ogni mini pizza metti un cucchiaino di passata di pomodoro e un pizzico di sale e di origano, infine un filo di olio extra vergine di oliva.
Lascia riposare le pizzette coperte da un canovaccio pulito fin quando il forno è in temperatura, quindi inforna per 5/7 minuti (devono gonfiare e colorirsi appena appena).
Nel frattempo taglia la mozzarella a dadini.
Estrai la teglia dal forno, aggiungi su ogni mini pizza una dadino di mozzarella e rimetti in forno per pochi minuti, il tempo per far fondere la mozzarella.
Sono molto buone sia tiepide che fredde.
Si possono congelare da cotte (meglio senza mozzarella) e riscaldare in forno quando serve aggiungendo prima di infornare la mozzarella.

EASY: servile con succo di frutta il pomeriggio per un compleanno o per una merenda …. tra un compito e l’altro.


CHIC: le trovo perfette per un aperitivo con birra artigianale servita freddissima.



martedì 6 gennaio 2015

Rotolo dolce con panna e crema di marroni

Oggi un post molto veloce, ma indispensabile per fare gli auguri di buon compleanno al mio papà. La scelta della ricetta era obbligata visto che lui è il più goloso della famiglia. Poi prometto che per un po’ smetto di proporre ricette di dolci. Quella di oggi è una versione semplificata del tronchetto di natale, il bûche de Noël che mi affascina sin da quando ero piccola.
Ricordo di averne fatto uno … un certo numero di anni fa, andavo ancora al liceo: impiegai un intero pomeriggio a farlo, farcirlo con una specie di ganache, rivestirlo di cioccolata e rigarlo lentamente con una forchetta per simulare la corteccia dell’albero. Poi l’avevo decorato con bacche rosse e foglie di pungitopo, se non ricordo male e spolverato di zucchero a velo. Alla fine il risultato era un po’ barocco e non esattamente ‘bello ed essenziale’, penso di avere da qualche parte ancora una fotografia - la passione di fotografare tavole apparecchiate, pietanze e dolci ce l'ho sempre avuta, ancora prima di sapere cosa era un blog e spesso con risultati deludenti, ma il ricordo è rimasto ed è quello che conta.
Quella di oggi è una versione senza cioccolata perché in questo periodo ne ho mangiata davvero troppa, un semplice rotolo farcito con panna crema di marroni e marrons glacés. Sufficientemente dolce, spero, per piacere a mio papà (anche se è un assaggio solo virtuale il suo, visto che ad andare a Siena proprio non ce l’ho fatta) e con un aspetto ancora vagamente natalizio per concludere questo periodo di festa. Domani smonto l’albero, ripongo le decorazioni e torno a vivere in una casa ‘normale’ senza balocchi qua e là e questo un po’ mi dispiace.
A mio parere è migliore se viene lasciato riposare in frigorifero qualche ora, anche mezza giornata. Spolveratelo di zucchero a velo solo prima di servirlo, abbondante quanto una nevicata di quelle vere, quelle che da queste parti da tempo non si vedono più.
Buon compleanno papà !!


ROTOLO DOLCE CON PANNA E CREMA DI MARRONI



Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta biscuit (io uso una teglia rettangolare 30 x 40):

3 uova intere
80 gr di zucchero semolato
80 gr di farina 00
Un pizzico di bicarbonato (la punta di un cucchiaino da caffè)

Per evitare che si attacchi in cottura:

Una noce di burro
Un cucchiaio di farina
Due cucchiai di zucchero semolato (dopo la cottura)

Per la farcitura:

200 ml di panna fresca
15 gr di zucchero a velo
125 gr di crema di marroni
50-75 gr di marrons galcés (io ne metto solo 50 perché per me è già troppo dolce, ma dipende dai gusti personali)

Per servire:
zucchero a velo q.b.

Prepara la teglia per cuocere il rotolo: metti sulla teglia un foglio di carta da forno, imburralo con la noce di burro molto bene e cospargi di farina, scuotendo via l’eccesso.
Separa i tuorli dagli albumi. Metti da parte gli albumi e metti i tuorli in una ciotola insieme allo zucchero.
Io per montare i tuorli uso la planetaria, vanno bene anche le fruste ma devono essere montati molto a lungo fino a quando diventano chiari e spumose (con la planetaria 12 minuti).
Mentre i tuorli montano accendi il forno a 180 gradi.
A parte monta gli albumi a neve ferma (io lo faccio con le fruste mentre la planetaria lavora i tuorli).
Quando i tuorli sono montati, aggiungi al composto la farina setacciata con il bicarbonato in tre volte successive, continuando dopo ogni aggiunta di farina a lavorare brevemente l’impasto con le fruste elettriche o con la planetaria.
Dopo aver incorporato tutta la farina aggiungi gli albumi montati a neve ferma.
Anche gli albumi non vanno aggiunti tutti insieme ma in quattro volte successive, mescolando ogni volta a mano con una spatola di silicone dal basso verso l’alto e dall’esterno verso l’interno, come quando si fanno le meringhe facendo attenzione a non smontare il composto.
Procedi con l’aggiunta successiva, solo quando il composto è ben amalgamato.
Quando l’impasto è pronto versalo nella teglia già preparata livellandolo delicatamente con la spatola in modo che sia ben distribuito ai lati e al centro per ottenere un biscuit di spessore uniforme.
Cuoci in forno già caldo per 10 minuti.
Mentre la pasta cuoce nel forno, prepara un canovaccio pulito e cospargilo con i due cucchiai di zucchero semolato.
Metti in frigo la ciotola e le fruste che userai per montare la panna.
Estrai la pasta dal forno e rovesciala sul canovaccio, in modo che il lato con la carta da forno rimanga verso l’alto e l’altro appoggi sul canovaccio ‘zuccherato’.
Stacca la carta da forno delicatamente (se è ben imburrata è facile) e con l’aiuto del canovaccio arrotola la pasta formando il rotolo.
Lascialo raffreddare così.
Mentre raffredda (è sufficiente un quarto d’ora/venti minuti) prepara la farcitura.
Monta la panna ben fredda con fruste e ciotola ben fredde, aggiungendo lo zucchero a velo.
Quando la panna è ben montata aggiungi la crema di marroni mescolando delicatamente con una spatola di silicone.
Da ultimo inserisci i marrons glacés spezzettati.
Se la pasta si è raffreddata, srotola delicatamente il canovaccio, farcisci con la panna evitando di arrivare fino ai bordi e trasferisci tutto su un foglio di carta da forno pulito.
Con l’aiuto della carta arrotola la pasta con al sua farcitura formando un salamino.
Chiudi a caramella gli estremi della carta e metti in frigo a raffreddare per almeno due ore.
Prima di servire cospargi abbondantemente con zucchero a velo.


EASY: a merenda per i bambini accompagnato da una piccola tazzina di cioccolata calda.


CHIC: dessert dopo cena: servi ogni fetta su un piattino accompagnata da una violetta candita e una dose generosa di zucchero a velo.

mercoledì 4 giugno 2014

Mousse di fragole

E’ passato quasi un mese dall’ultima volta che ho messo una ricetta su Cioccomela. Il mese di maggio è stato un susseguirsi di pasticci vari  e il tempo per scrivere proprio non c’è stato, tanto meno l’ispirazione giusta anche se ho cucinato tanto e fotografato qualcosa. Ma quando l’ispirazione non c’è, non c’è e anche le foto che ho fatto mi piacciono talmente poco che non ho ancora deciso se e quali pubblicare. Potrei sintetizzare il mese di maggio con questo episodio: io sono miope, molto miope e per lavorare porto gli occhiali e non le lenti a contatto.. bene sono riuscita a perdere gli occhiali. Penso non sia necessario aggiungere altro.
E mi dispiace moltissimo non aver pubblicato niente perché il 23 maggio è il compleanno di mia sorella e mi faceva piacere riuscire a dedicarle una ricetta, magari una bella torta di compleanno. Certo scegliere un dolce da dedicare a lei non è affatto semplice, tutto sommato non è una vera golosa, non mangia cioccolato perché è allergica, non le piacciono le classiche torte pan di spagna e crema e anche con quelle di frutta non va molto d’accordo. Quando eravamo piccole la sua torta di compleanno era in genere una bavarese e infatti mia mamma le ha preparato una bavarese due settimane fa – ma alla bavarese dedicherò, spero, un altro post. Avevo pensato di preparare qualcosa a base di gelato, una specie di zuccotto, ma i suoi gusti preferiti, la prendono in giro tutti, sono .. limone e panna. Come si fa? Allora la scelta è caduta su questa mousse di fragole da accompagnare con qualche biscottino di pasta frolla o da trasformare in mini gelati lasciandola riposare mezza giornata nel congelatore.
Io inserisco nella mousse una quantità minima di agar agar per renderla un po’ più .. sostenuta e aggiungo qualche cucchiaio di formaggio cremoso per ‘tagliare’ il gusto della panna.
Anche se in ritardo questi auguri sono tutti per te: Buon Compleanno!!


MOUSSE DI FRAGOLE    




Ingredienti (per 4 porzioni abbondanti  o 6 porzioni più piccole)


300 gr. di fragole
200 gr. di panna fresca
60 gr. di formaggio morbido tipo Philadelphia
120 gr. di zucchero semolato
100 gr di acqua
25 gr. di zucchero a velo
3 gr. di agar agar

Per servire:
biscottini di frolla allo zenzero (ricetta qui)

Lava le fragole, elimina il picciolo verde e tagliale in pezzi.
Mettile in una zuppiera a macerare con 20 gr di zucchero semolato (tolti dai 120 gr totali) per 15- 20 minuti.
Nel frattempo prepara uno sciroppo: in una pentolina versa l’acqua e i restanti 100 gr di zucchero semolato.
Porta ad ebollizione a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto per sciogliere lo zucchero.
Appena lo sciroppo inizia a bollire, fuori dal fuoco aggiungi l’agar agar, mescola per farlo sciogliere e rimetti sul fuoco.
Fai bollire per 3-4 minuti. Spengi e lascia raffreddare, mescolando ogni tanto per evitare che l’agar agar formi una pellicola sottile in superficie.
Frulla le fragole in modo da ottenere una purea.
Ammorbidisci il Philadelphia con un cucchiaio di legno per renderlo ben cremoso, aggiungilo alle fragole frullate e dai un rapido giro di frullatore a questo composto.
Aggiungi lo sciroppo di zucchero al mix fragole e Philadelphia e mescola fino a quando è tutto ben amalgamato.
Da ultimo monta la panna ben fredda con lo zucchero a velo. Non deve essere troppo soda.
Aggiungila al composto di fragole con una spatola di silicone e mescola piano per non smontarla.
Devi ottenere un composto di colore rosa uniforme.
Metti la mousse a raffreddare in frigorifero per almeno 6 ore.
A me piace servita a temperatura ambiente (la tiro fuori dl frigo una mezz’ora prima) e con qualche biscottino di pasta frolla.


EASY: festa per la fine della scuola: riempi con la mousse delle formine da ghiacciolo o dei bicchierini di carta per il caffè, senza dimenticare lo stecchino! Tieni nel congelatore per 4-5 ore e servi i gelatini ai bambini per merenda.





CHIC: dessert dopo cena: servita in bicchieri di vetro con biscotti di frolla o qualche fragole fresca lasciata intera.  

martedì 8 aprile 2014

Torta quasi quattro quarti alle mele

Sono in super ritardo, tanto per cambiare. Il 31 marzo, ovvero più di una settimana fa è il compleanno di una delle mie amiche. Noi l’abbiamo soprannominata la PRINCIPESSA (tutto maiuscolo). Perché ha un bel caratterino. E’ piuttosto testarda, addirittura cocciuta in certe occasioni, molto conservatrice, viziata e un po’ capricciosa. L’anno scorso le abbiamo regalato il charm a forma di corona da aggiungere al suo braccialetto Pandora, pensando di prenderla un po’ in giro: non si è scomposta neanche un po’, lo ha considerato un giusto omaggio alla sua ‘principessitudine’. Per quanto strampalata, le vogliamo bene e la teniamo... così com’è. Io ho tante passioni in comune con lei e andiamo molto d’accordo – beh.. non sempre. Tutte e due amiamo la pittura, mostre e musei di qualsiasi tipo, cucinare e impastare, leggere libri complicati e prendere il tè al pomeriggio, ogni tanto insieme, più spesso ognuna a casa propria mentre prepariamo la cena e aspettiamo che il resto della famiglia rientri a casa.
Quando eravamo più piccole ci divertivamo a guardare tutte, ma proprio tutte le vetrine di scarpe e borse e avevamo una passione un po’ assurda per le ultime novità in profumeria, qualsiasi cosa, dagli smalti agli ombretti luccicosissimi. Adesso nei rari pomeriggi in cui abbiamo il tempo per una passeggiata in centro andiamo da Eataly, in libreria o da Zara Home a curiosare, tra bicchieri, ciotoline e piatti decorati.
Non è molto golosa ed è piuttosto difficile trovare un dolce che le piaccia. Le sue torte preferite sono la crostata di ricotta, quella di fragole e la torta di mele. Con quella di ricotta ha festeggiato ‘ufficialmente’ il suo compleanno, le fragole qui ancora tanto buone non sono e allora le dedico questa semplicissima torta di mele.
E’ quasi una quattro quarti, una delle torte ‘classiche’, semplici e buone, in cui tutti gli ingredienti (uova farina zucchero e burro) hanno lo stesso peso. Si parte dal peso delle uova e si dosano di conseguenza tutti gli altri ingredienti. Io non amo molto il sapore del burro e la mia versione è una ‘quasi quattro quarti’ perché la dose del burro è metà rispetto a quella delle uova e per l’altra metà metto il latte. Viene un po’ meno soffice ma a me piace di più.


TORTA QUASI QUATTRO QUARTI ALLE MELE




Ingredienti per una teglia rotonda del diametro di 18 cm:
(per torte più grandi aumenta la dose delle uova, pesale e adegua il peso degli altri ingredienti)


2 uova (le mie senza guscio pesavano 110 gr)
110 gr di farina ‘00’ (la dose della farina e degli ingredienti che seguono è indicativa, devi aggiustare in base al peso delle uova)
110 gr di zucchero semolato
55 gr di burro
55 gr di latte
2 mele renette
1 limone bio
8 gr di lievito per torte

Per servire:

zucchero a velo


Imburra e infarina lo stampo che vorrai utilizzare.
Accendi il forno a 180 gradi.
Fai fondere il burro a bagnomaria e lascialo raffreddare.
Grattugia la buccia del limone e mettila da parte.
Rompi le uova separando i tuorli dagli albumi e metti da parte gli albumi.
Monta i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno ben spumosi.
Setaccia la farina con il lievito e aggiungila al composto di tuorli e zucchero. Mescola con una spatola in silicone senza smontare le uova.
Appena il burro è a temperatura ambiente, uniscilo al latte e aggiungi burro e latte al composto con la farina, sempre mescolando piano.
Aggiungi anche la scorza di limone grattata.
Monta gli albumi a neve ferma (senza esagerare, non devono essere sodi come quelli della meringa) e aggiungili in tre volte successive alla torta, incorporandoli con una spatola di silicone e facendo attenzione a mescolare piano per non smontare la preparazione.
Versa il composto nella tortiera imburrata e infarinata.
Lava la mela, sbucciala e tagliala a fettine sottili.
Disponili sulla superficie della torta, affondandole poco nell’impasto.
Cuoci in forno a 180 gradi per 30 minuti (fai la prova stecchino prima di estrarla dal forno).
Servi tiepida o a temperatura ambiente spolverata di zucchero a velo.


Con questa ricetta partecipo al contest di Aria OLD FASHIONED SWEETNESS 






EASY: a colazione con una tazza di caffellatte o un bicchiere di latte caldo.





CHIC: servila il pomeriggio della domenica con un tè nero melange all’arancia e un cucchiaio di crema inglese.




venerdì 13 settembre 2013

Onde di Cioccolato Amaro

Non riesco a partire per le vacanze senza portarmi dietro almeno una decina di libri di vario genere: cucina naturalmente, qualche romanzetto di quelli che io chiamo rilassanti e qualcosa di più impegnativo (io adoro la storia, soprattutto il medioevo e la storia dell’arte.. tutta). Non sto scherzando e non dipende da quanto sono lunghe le ferie, una settimana o un mese, il numero dei libri non cambia e le mie valige pesano sempre .. troppo. Lo sa bene la mia mamma che mi ‘brontola’ sempre perché porto valige troppo pesanti: anche quando vado da loro solo per un fine settimana ho dietro un trolley che è un vero macigno a causa della quantità di libri e riviste che riesco a metterci dentro. Ma non è vera vacanza se non ho con me un po’ dei miei bellissimi libri e la possibilità, se voglio, di leggere un giorno una cosa, il giorno dopo un’altra. Devo ricostruire, ovunque io vada, una mini ‘succursale’ della mia libreria di casa.
Tra i libri che avevo portato quest’estate c’è questo delizioso ricettario di gelati e ice pops, comprato alcuni giorni prima di partire e appena sfogliato. Così ho potuto guardarlo con la giusta attenzione solo quando ero ormai lontana da casa e senza la possibilità di sperimentare nessuna di queste vere delizie. Non amo particolarmente i gelati e ancor meno i ghiaccioli, non possiedo la gelatiera – nessuna delle ricette del libro la richiede -  ma quest’estate girellando su internet avevo visto tanti di questi gelatini-fai-da-te che mi è venuta la voglia di provare a farli anche io. Quando siamo tornati a casa dopo le vacanze a Torino era .. autunno, la prima settimana che ero qui non ha fatto altro che piovere e grandinare, certo non il tempo adatto per mangiare ghiaccioli e gelati.. ed ho dovuto aspettare ancora prima di mettermi finalmente all’opera. E la prima ricetta che ho provato a fare prevede – ovviamente - l’uso del cioccolato.
Il nome di questi gelatini non l’ho inventato io. È il nome della ricetta sul libro che – non a caso – si trova nel capitolo ‘voluttuosi’, direi che panna e cioccolato è quasi il massimo della golosità! Sono molto divertenti e facili da fare e, detto da una che non ama il gelato, davvero buoni. Io non ho gli stampini da ghiaccioli e per farli ho utilizzato dei bicchierini da caffè di carta. L’unica variante che ho apportato alla ricetta del libro è che ho sciolto il cioccolato a bagnomaria invece che direttamente sul fuoco.



ONDE DI CIOCCOLATO AMARO




(con queste dosi si ottengono 8 gelati se si utilizzano gli stampini da ghiaccioli da 100 ml; io utilizzando i bicchierini ne ho ottenuti 12)

Per lo sciroppo di zucchero:

90 gr di zucchero semolato
100 ml di acqua (io ho utilizzato acqua minerale non gassata)
(con la dose indicata si ottengono circa 250 ml di sciroppo)

Per i gelatini:
200 gr di cioccolato amaro (ho utilizzato il Valrhona al 61%)
500 ml di panna fresca da montare
100 ml di sciroppo di zucchero



Prepara lo sciroppo di zucchero. Con la dose indicata se ne ottengono circa 250 ml. Per la ricetta ne servono solo 100, quello che avanza può essere conservato per una settimana in frigorifero in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente.
Metti in una casseruola lo zucchero semolato e l’acqua e fai scaldare a fuoco basso per 8/10 minuti, fino a quando lo zucchero è completamente sciolto.
Alza la fiamma e porta ad ebollizione.
Appena inizia a bollire, riduci di nuovo l’intensità della fiamma e lascia sobbollire a fuoco medio per 3/4 minuti.
Spengi il fuoco, copri e lascia raffreddare completamente (io ho impiegato quasi due ore).
Quando lo sciroppo è completamente freddo inizia a preparare i gelatini.
Metti in una casseruola tutto il cioccolato spezzettato e 100 ml di panna.
Fai sciogliere cioccolato e panna a bagnomaria fino a quando avrai ottenuto un composto perfettamente amalgamato e cremoso.
Togli dal fuoco e lascia raffreddare completamente. E’ importante che cioccolato e sciroppo di zucchero siano completamente freddi – a temperatura ambiente – prima di aggiungerli alla panna.
Quando il cioccolato è ormai a temperatura ambiente, metti la panna rimanente in una ciotola e montala con le fruste, aggiungendo mentre monti lo sciroppo di zucchero a filo.
Continua a montare fino ad ottenere una consistenza media – non deve essere troppo solida.
Distribuisci sulla panna montata il cioccolato fuso, senza mescolare, ma utilizzando uno spiedino di legno per formare delle onde.
Disponi con attenzione  il composto negli stampini che intendi utilizzare (panna e cioccolato non devono amalgamarsi, altrimenti il gusto non cambia, ma non si ottiene l’effetto ‘onde’) e mettili nel congelatore, coperti per una mezz’ora.
Io ho utilizzato i bicchierini di carta e li ho coperti con la carta di alluminio, se hai le forme per i ghiaccioli puoi inserire subito il coperchio con il bastoncino, senza attendere mezz’ora perché si induriscano un po’.
Se non hai potuto inserire subito i bastoncini, dopo mezz’ora estrai i gelatini, inserisci i bastoncini al centro, coprili di nuovo e rimetti nel congelatore per 4/5 ore, fino a completo indurimento.
Prima di servire immergi un attimo le formine in acqua calda ed estrai delicatamente i gelati.
A mio parere sono più buoni se prima di essere serviti si tolgono dal congelatore e si lasciano 10 minuti in frigorifero, diventano più cremosi.



EASY:  servili ai bambini per merenda: disponi un gelato su ogni piattino accompagnato da mezza pesca tagliata a cubetti.
  


CHIC: invece di formare i gelati, disponi la crema panna e cioccolato in mini coppettine di porcellana bianca o vetro e lascia congelare così. Servi i mini gelatini in coppetta dopo cena con il caffè, accompagnati da frollini al cioccolato.


giovedì 2 maggio 2013

Strawberry Pie

Da piccola ero una grande lettrice di Topolino. Le mie storie preferite erano quelle dei Paperi, adoravo Paperinik e le avventure .. beh quasi sempre disavventure di Paperino. Del ‘mondo papero’ mi piaceva tutto, le storie e le ambientazioni: dalla casetta con giardino di Paperino, al deposito di Paperone straboccante di trilioni e di monete d’oro in cui lui nuotava come se fossero liquide come il mare. Mi divertivano le scenate isteriche di Rockerduck e le idee strampalate di Brigitta per conquistare Paperone. Quando lasciavano Paperopoli per una gita in campagna da Nonna Papera si portavano dietro cestoni da pic nic straboccanti di golosità. La cosa strana è che non ero una bambina golosa e facevo una quantità assurda di capricci per mangiare qualsiasi cosa, eppure ricordo perfettamente che se c’era qualcosa che proprio mi attirava erano le torte di Nonna Papera, guardavo incantata il disegno e mi sembrava quasi di sentirne il sapore. Come ho detto altre volte, già da piccola ero una ‘food lover’.. disappetente magari, ma pur sempre ‘food lover’.
Credo di aver copiato mille volte il disegno della casetta di Nonna Papera che aveva sempre pronta sulla finestra a raffreddare una gigantesca ‘pie’. Una tortona che dal disegno si intuiva deliziosa e fumante, una bella cupolotta di pastafrolla che racchiudeva all’interno un ripieno di frutta. Come molti bambini – almeno credo – che leggevano Topolino sono cresciuta con due ‘dolci mitici’: le pies di Nonna Papera (anche se solo qualche anno più tardi ho saputo che quelle torte magiche si chiamavano ‘pie’) e le frittelle belle soffici e gialle della colazione che Paperino, quando proprio era in vena, preparava spadellando allegramente per i nipotini. Le faceva saltare sulla padella come se fossero di gomma e questa cosa mi affascinava tantissimo.
Non vado matta per i pancakes a colazione (anche se ogni tanto la domenica sono un piacevole diversivo, magari accompagnati da frutta fresca, lo sciroppo di acero proprio non mi piace), ma le torte di pasta frolla e frutta tipo Nonna Papera mi piacciono moltissimo. Sono buone in ogni stagione, con le mele e la cannella in autunno, le albicocche e le mandorle in estate e questa con le fragole è la mia versione primaverile. Sperimentata per caso solo qualche anno fa, adesso è una delle mie preferite.
Le foto purtroppo le ho fatte ancora una volta io. Devo trovare il modo di costringere mio marito a riprendere con più costanza la sua attività di collaboratore del blog.



STRAWBERRY PIE



Ingredienti per 4 pies monoporzione (diametro degli stampini 7 cm):
(per una torta grande, diametro 20 cm raddoppia le dosi)

Per la pasta frolla:
180 gr di farina 00
80 gr di burro freddo + altro per imburrare gli stampi
80 gr di zucchero a velo
2 tuorli d’uovo
un limone bio non trattato (la buccia la userai per la pasta, il succo per le fragole)
un pizzico di zenzero in polvere


Per il ripieno:
150 gr di fragole (peso della frutta giù pulito)
75 gr di zucche a velo

Prepara per prima la pasta.
In una ciotola mescola con un cucchiaio di legno lo zucchero e il burro a pezzetti.
Aggiungi i tuorli uno per volta, unendo il secondo solo quando il primo è ben amalgamato.
Per ultima aggiungi la farina setacciata, la buccia grattugiata di mezzo limone e il pizzico di zenzero.
Impasta rapidamente fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, senza scaldare troppo la pasta con le mani.
Togli l’impasto dalla ciotola, forma una palla, avvolgila nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per tre ore.
Mentre la pasta riposa prepara le fragole.
Togli il picciolo e lavale.
Tagliale a fette non troppo sottili e mettile in una ciotola di vetro con lo zucchero a velo e 3 cucchiai di succo di limone).
Mescola rapidamente e lascia riposare le fragole nel loro sugo per tutto il tempo di riposo della pasta.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, accendi il forno a 170 gradi e imburra generosamente gli stampi da crostata che vorrai utilizzare.
Stendi la pasta tra due fogli di carta da forno.
Ricava dalla pasta 4 cerchi con un diametro maggiore di quello degli stampi che vuoi utilizzare (solo uno se scegli la versione ‘torta grande’) e 4 cerchi del diametro identico a quello degli stampini (uno anche in questo caso per la torta grande).
Fodera con i cerchi più grandi gli stampini, lasciando che la pasta in eccesso rimanga all’esterno.
Ricopri il fondo di ogni tortina con qualche cucchiaio di fragole (più abbondante è la dose di fragole, più è carino l’effetto ‘cupola’ della torta, ma non esagerare altrimenti il fondo di pasta frolla rimane troppo umido).
Copri le fragole con uno dei cerchi di pasta più piccoli e rovescia verso l’interno la pasta in eccesso del cerchio più grande, in modo da sigillare il bordo.
Fai sulla superficie della torta qualche taglio leggero e metti in forno per 25 minuti.
Se la superficie delle torte tende a scurirsi troppo, dopo i primi 15 minuti copri le tortine.
Una volta cotte, estrai le tortine dal forno e appena si sono un po’ raffreddate, toglile dagli stampi e mettile su una griglia di raffreddamento.
Sono buone sia tiepide che a temperatura ambiente.

 Con questa ricetta partecipo al contest I LOVE PIE di Una fetta di Paradiso



EASY: nella versione ‘torta grande’ può essere utilizzata come torta per una festa di bambini e resa più golosa da una pallina di gelato alla vaniglia appoggiata su ogni fetta.

 



CHIC: sul vassoio della colazione della domenica accompagnate da una coppetta di panna montata, da una tazza di tè verde alla menta e dalla propria rivista preferita, perché per una colazione così merita che ci si conceda un po’ di calma.

lunedì 29 aprile 2013

Pain au chocolat

Ho già detto molte volte che adoro la Francia, almeno alcune zone che qui da Torino si raggiungono abbastanza facilmente: Provenza, Camargue e Luberon (se dovessi scegliere un posto nel quale andare a vivere quando sarò grande grande grande.. sceglierei proprio il Luberon e una piccola casa di pietra con le persiane lilla, ma questo è un altro discorso). Questo pain au chocolat è la ricetta-souvenir di uno dei primi viaggi che abbiamo fatto da quelle parti alcuni anni fa. Penso che tutti quelli che si divertono a cucinare ogni volta che fanno una piccola vacanza tornino a casa con qualche ricetta-ricordo e la voglia di provare a rifarla, cercando di farla assomigliare il più possibile al piatto assaggiato fuori. Io sono una che scrive tanto, liste e appunti non mi abbandonano mai e così anche quando andiamo fuori qualche giorno – anche solo per una gita di sabato o domenica nei dintorni – ho con me un piccolo quaderno, dedicato a ‘food & company’ dove annoto quello che ho mangiato, come potrei provare a rifarlo a casa, ma anche una tavola apparecchiata in modo carino, se mi capita di vederla da qualche parte – tanto per prendere ispirazione!- o oggetti per cucina e stoviglie varie visti nei negozi… mi piacciono tutti.
La ‘vacanza del pain au chocolat’, risale a qualche anno fa. Eravamo andati in Provenza, era la fine di giugno e volevamo fotografare i campi di lavanda in fiore, davvero una meraviglia: diventano dei tappeti viola intenso che compaiono all’improvviso dietro la curva di una stradina di campagna o si intravedono in lontananza come bellissime macchie di colore in mezzo ai prati verdi. Avevamo scelto come punto di partenza delle nostre escursioni un paesino con poche case e un alberghetto delizioso che affittava le biciclette. Ogni mattina partivamo da lì per un giro in bici alla ricerca di campi viola da fotografare – mio marito – e chiesette romaniche in pietra sconosciute – io. Facevamo colazione nel piccolo giardino dell’albergo su un tavolo di ferro battuto che ogni mattina era apparecchiato in modo perfetto, con una tovaglia bianchissima, il bricco del caffè e quello del latte, baguette fresca e croccante, burro e marmellate fatte in casa e un cestino pieno di .. pain au chocolat. Li conoscevo già, ma non ne avevo mai mangiati di così buoni. Di solito quelli che si trovano in vendita nelle varie ‘boulangerie’ sono una specie di croissant al cioccolato, sono di forma rettangolare, ma la pasta è più simile alla pasta brioche ‘sfogliata’ e tanto burrosa che non a quella di un pane dolce. Buoni, ma niente di nuovo. Quelli invece erano …. diversi, sicuramente fatti con il burro ma senza uova e con un cuore di cioccolato fondente delizioso. La signora li metteva nel cestino ancora tiepidi e coperti da un piccolo tovagliolo, così il cioccolato dentro era ancora sciolto. Ho fatto decine e decine di esperimenti, cercando ricette su libri e riviste e mettendone insieme più di una; questi sono quelli che si avvicinano di più. Hanno solo una controindicazione: un procedimento piuttosto lungo perché devono lievitare quattro volte, la tipica ricetta da fare in una domenica di pioggia (e in questo periodo almeno qui a Torino .. non mancano). Sono buoni mangiati tiepidi e comunque il giorno stesso in cui vengono preparati. Se avanzano, è meglio congelarli e scongelarli un’ora prima della colazione, passandoli un attimo in forno già caldo a 80-100 gradi prima di servirli per la colazione, così il cioccolato all’interno si fonde.


 

PAIN AU CHOCOLAT



Ingredienti per 6 ‘panini’ grandi o 8 medi:

250 gr di farina ‘00’
15 gr di lievito di birra fresco
30 gr di zucchero + un cucchiaio da minestra
185 gr di latte intero
60 gr di burro
5 gr di sale
60 gr di cioccolato fondente al 60% (sulla dose del cioccolato puoi andare a tuo gusto)

Per la finitura:
1 tuorlo d’uovo
3 cucchiai di latte

Scalda il latte in una casseruola, deve essere solo tiepido.
Preleva una piccola quantità di latte tiepido e mettila in un bicchiere insieme al lievito sbriciolato e il cucchiaio di zucchero in più.
Mescola in modo da far sciogliere il lievito e lascia riposare dieci minuti. Diventerà schiumoso.
Nella ciotola della planetaria (se la usi) metti la farina con lo zucchero restante, il sale e il latte rimasto. Mescola rapidamente e poi aggiungi il composto di latte e lievito.
Impasta circa 10 minuti, a mano almeno un quarto d’ora, fino ad ottenere un impasto morbido, liscio e ben amalgamato.
Fai una palla e mettila a lievitare per due ore in una ciotola leggermente unta di olio e coperta da pellicola alimentare.
Trascorso il tempo della prima lievitazione, riprendi l’impasto, appoggialo su un piano infarinato e impastalo ancora a mano per una decina di minuti.
Riforma la palla e fai lievitare ancora coperto per un’ora e mezzo. Deve raddoppiare di volume.
Trascorso anche il tempo della seconda lievitazione, riprendi stendi l’impasto con un mattarello in un lungo rettangolo su un piano infarinato (la pasta deve rimanere alta almeno un  centimetro).
Estrai il burro dal frigorifero solo a questo punto, deve essere ben freddo.
Suddividilo in tre parti e metti il primo terzo al centro del rettangolo di pasta. Ripiega la pasta verso il centro da entrambi i lati, in modo che il burro rimanga all’interno e stendi di nuovo con il mattarello.
Continua a lavorare la pasta fino a quando il burro sarà completamente assorbito, lavorando sempre con delicatezza.
Procedi nello stesso modo anche per le due parti rimanenti di burro, incorporandole una alla volta (stendi la pasta in un rettangolo, metti il burro al centro, fai le pieghe e lavora delicatamente con il mattarello fino ad assorbire completamente il burro).
Quando tutto il burro sarà stato ‘assorbito’, prepara con la pasta un panetto rettangolare, avvolgilo nella pellicola e mettilo a riposare in frigorifero per un’ora e mezzo.
Preleva il panetto dal frigorifero, riportalo a temperatura ambiente, impasta brevemente e stendilo di nuovo con il mattarello su un piano infarinato.
Dividi la pasta in sei/otto rettangoli delle stesse dimensioni.
Disponi al centro di ogni rettangolo una parte del cioccolato e avvolgi intorno la pasta in modo da ottenere i pain au chocolat.
Metti i panini su una teglia da forno con il fondo ricoperto di carta da forno, copri con un telo pulito e lascia lievitare ancora per un’ora.
Accendi il forno a 190 gradi.
Sbatti il tuorlo con i tre cucchiai di latte e utilizzalo per spennellare i ‘pain au chocolat’ prima di metterli in forno.
Cuoci in forno già caldo a 190 gradi per venti minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest VIAGGIO NEL GUSTO del Blog SQUISITO


EASY:  a colazione con il caffellate, a merenda con una tazza di tè.




CHIC: insoliti dolcetti per una festa di compleanno dei bambini. Al posto del più tradizionale pane e Nutella: preparane in quantità almeno doppia rispetto al numero dei piccoli invitati. Incarta ogni panino in un foglio di carta velina colorata (prima magari nella carta di alluminio per non lasciare la velina direttamente a contatto con i panini) formando una specie di caramella e disponi le ‘caramelle’ colorate in una piramide su un vassoio al centro del tavolo della merenda.