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giovedì 14 luglio 2016

Non Ricetta # 10 - Frutta estiva al forno con gelato

L'estate è così, calda, a volte quasi soffocante, caotica e disordinata. Almeno lo è in città, quando gli impegni sono più o meno quelli delle altre stagioni, al lavoro e a casa, mentre tutto il resto sembra seguire ritmi diversi. I mezzi pubblici hanno orari rallentati, alcuni negozi di generi alimentari cominciano a chiudere o comunque sono molto meno forniti del solito, il giornalaio di fiducia va in ferie e devi fare km per riuscire a trovare le solite riviste o rinunciare a comprarle .. insomma le cose da fare sono quasi le stesse ma gli ostacoli aumentano e le forze diminuiscono, almeno le mie. E, lo dico piano piano, io non amo l’estate e sono contenta quando alla fine d’agosto si riprendono i normali ritmi di vita.
Certo ci sono le vacanze, attese con impazienza. Non importa come si trascorrono, sono sempre speciali: restare in città, andare ospiti da amici in campagna, fare un viaggio lontano o gite al mare da mattina a sera, una passeggiata in montagna per fare fotografie o lunghe soste in giardino in compagnia di un libro e di una caraffa di tè freddo. Le vacanze sono prima di tutto una pausa dalla vita di tutti i giorni: si può prolungare la colazione chiacchierando, dimenticare l’orologio nel cassetto e indossare un prendisole e i sandali anche per una passeggiata in città. Ci si può permettere di non pensare a niente, di non fare programmi per la giornata e io spesso rinuncio anche alla mie abituali liste. Almeno in vacanza, solo per tre settimane, ovunque io sia. Si esce per una passeggiata in città nelle ore fresche, alle sette di sera magari, si improvvisa la cena fermandosi in un piccolo ristorante dove non andavamo da tempo, quello che ha un minuscolo giardino sul retro e i tavolini sistemati sotto gli alberi, un po’ traballanti e illuminati dalla luce delle lanterne che pendono dai rami. Il dolce però lo mangiamo a casa, a mezzanotte, con le finestre spalancate che lasciano entrare l’aria finalmente fresca della sera. Una coppetta di frutta zuccherina e tiepida accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia. Perchè appunto l’estate è così.

P.S. la frutta che ho utilizzato era dolce, ho aggiunto solo una limitata quantità di zucchero. Se preferite zuccherare di più, aumentate in proporzione anche l’acqua. Potete scegliere la frutta che preferite, io ho messo albicocche e ciliegie, ma si possono scegliere pesche e mirtilli, susine e pesche, oppure per una versione super ricca mirtilli pesche ciliegie e albicocche.



FRUTTA ESTIVA AL FORNO CON GELATO



La quantità di frutta può essere aumentata a piacere, le dosi che metto di seguito per me sono risultate due porzioni
(le dosi per lo sciroppo di zucchero sono per 350 gr di frutta già pulita, se aumenta la quantità di frutta è necessario adeguare in proporzione lo sciroppo)


350 gr di frutta estiva a piacere (peso già pulito) io ho messo albicocche e ciliegie; la frutta deve essere matura ma soda
20 gr di zucchero semolato
40 gr di acqua
1 bastoncino di cannella
1 cucchiaino di succo di limone


Per servire:
gelato alla vaniglia, ma anche alla crema, alla menta e allo yogurt.

Prepara la frutta: lavala e asciugala bene con uno strofinaccio pulito o carta da cucina.
Lascia le ciliegie intere e elimina il nocciolo.
Dividi le albicocche a metà oppure in quarti se sono grandi, elimina il nocciolo. Io le lascio con la buccia (invece quando uso le pesche le sbuccio).
Sistema la frutta in una teglia foderata con carta da forno, abbondante perché deve essere poi chiusa a formare un cartoccio.
Prepara lo sciroppo e accendi il forno a 170 gradi.
Metti in una pentolina lo zucchero, l’acqua, il succo di limone e il bastoncino di cannella.
Fai sciogliere lo zucchero su fiamma moderata, non deve caramellare, solo fondere bene in modo da diventare uno sciroppo.
Elimina il bastoncino di cannella e versa lo sciroppo di zucchero sulla frutta. Utilizzando un cucchiaio mescola in modo che lo sciroppo rivesta almeno un po’ la frutta.
Chiudi la carta da forno intorno alla frutta, in modo da formare un cartoccio e metti in forno già caldo (170 gradi) per 15 / 20 minuti.
Il tempo di cottura dipende dal grado di maturazione della frutta e da quanto si desidera morbida, non deve disfarsi. Cuocendo, la frutta sparge un profumo delizioso e forma un succo rosato buonissimo.
Quando la frutta è cotta estraila dal forno, apri il cartoccio e lascia intiepidire.
Servila tiepida o fredda con palline di gelato.
La frutta si conserva in frigo in un contenitore di vetro per due giorni, ma è più buona mangiata subito.

EASY: dessert dopo cena: prepara delle coppette con la frutta sul fondo, palline di gelato sopra, distribuisci su tutto il succo della frutta che si è formato in cottura e scaglie di mandorle tostate.



CHIC: ottima anche a colazione, per preparare una specie di pain perdu: aggiungi la frutta su fette di pan brioche appena tostato, spalmate con un velo sottile di ricotta. Con una tazza di caffè americano (il mio preferito la domenica) e un libro è la colazione perfetta per una mattina di vacanza.



lunedì 3 agosto 2015

Non ricetta # 9 - Cioccogelatini

Qui a Torino c’ è un negozio che vende i cappelli di una famosa modisteria di Firenze. Ed è particolarmente simpatico perché è possibile entrare, guardare e provare con una certa libertà (io vado in crisi con le commesse che appena entri ti chiedono cosa vuoi e se possono aiutare, in genere preferisco prima guardare, farmi un’idea e poi eventualmente chiedere). Non ha molta scelta, ma per ogni stagione sono disponibili una decina di modelli. L’altro giorno avevo un po’ di tempo libero e ho deciso di entrare un attimo per dare un’occhiata. Ne aveva di bellissimi alcuni un po’ strampalati ma tutti .. da comprare. Io adoro i cappelli, anche se non vado oltre una cloche di tessuto impermeabile per la pioggia, un cappellino per evitare il sole nelle gite in montagna ed uno di paglia per il mare. Ecco, quello che cercavo era un cappello per il mare. L’idea era un semplice cappello di paglia ma lì ne avevano di bellissimi ... da vacanza in barca o qualcosa di simile. Fatti di un materiale leggero celeste polvere oppure rosa cipria con una tesa larghissima ma non rigida, un po’ morbida e ondulata. Sono stata a un passo dall’acquisto – sono talmente belli che stanno benne a tutti e uno di questi cappelli ti fa sentire immediatamente adatta a qualsiasi vacanza sotto il sole, dalle più sportive in jeans e t-shirt alle più chic con lunghi prendisoli multicolor e sandali gioiello. Poi ci ho pensato bene – un po’ troppo teatrale forse anche se bellissimo - e con grande rimpianto l’ho lasciato lì.
Però mi è tornata in mente una piccola festa che abbiamo fatto un po’ di anni fa – eravamo ancora … giovani e sciocche – con mia sorella e le nostre amiche. Eravamo in campagna dai nostri genitori, in uno dei quei pomeriggi assolati e caldissimi in cui le idee si confondono un po’. Abbiamo deciso di organizzare per il pomeriggio successivo una ‘festa con cappello’ – ispirate dalle foto di una festa speciale che si era tenuta nei giardini botanici di non solo quale grande città USA dove tutte le signore indossavano bizzarri cappelli. La nostra festa prevedeva queste due regole:
1.      Le partecipanti dovevano essere tutte vestite di bianco – jeans bianchi e t-shirt o polo, prendisole di cotone, pantaloncini e top… qualsiasi cosa purché tutto bianco
2.      Indossare un qualsiasi – se possibile buffo – cappello.
Come ogni festa in giardino che si rispetti prevedeva un tavolo apparecchiato – di bianco! – bevande fredde, dolci, gelati e qualsiasi cosa di buono che ognuna di noi volesse portare. Non lo ricordo di preciso, ma sicuramente ci sarà stata una piramide di cioccolatini ripieni di gelato (tipo quelli che presento oggi) perché il gelataio di un paese vicino ne faceva di buonissimi ed io ne mangiavo in quantità.
Il pomeriggio è stato divertentissimo e naturalmente molto goloso e l’inizio di una serie di ‘feste a tema estive’ che abbiamo replicato fino a qualche anno fa. Poi ci siamo sposate, disperse per l’Italia, partite per vacanze più brevi e lontane e l’estate è diventata un po’ diversa da quelle che facevamo ‘da piccole’.

Poche note: per fare questi dolcetti trovo che siano indispensabili gli stampi di silicone o di policarbonato per i cioccolatini. Più buoni sono il cioccolato e il gelato utilizzati, migliore è il risultato finale. Io non ho temperato il cioccolato, ma l’ho sciolto progressivamente – parte sul fuoco, parte fuori dal fuoco - in modo da non aumentare troppo la temperatura del cioccolato.
Ho utilizzato gelato alla vaniglia perché avevo ospiti che non gradiscono la menta ma a mio parere i migliori si ottengono con gelato artigianale al gusto di menta.


CIOCCOGELATINI



(il numero dei ‘cioccolatini’ che si ottengono con queste dosi, dipende dalla dimensione dello stampo. I miei ‘girasoli’ di silicone hanno un diametro di circa 4 cm ed ho ottenuto 20 cioccolatini)

100 gr di cioccolato fondente al 60%
200 gr di gelato artigianale del gusto che preferito, io ho utilizzato la vaniglia


Trita grossolanamente il cioccolato e mettine una metà a fondere in un pentolino a bagnomaria.
Quando il cioccolato è fuso, aggiungi poco per volta fuori dal fuoco l’altra metà e mescola in modo da fonderlo completamente.
Con il cioccolato fuso rivesti le pareti di uno stampo per cioccolatini aiutandoti con un pennello di silicone.
La quantità di cioccolato da utilizzare per il ‘guscio’ dipende un po’ dai gusti. A me piace che sia abbastanza consistente in modo da fare ‘croc’ quando viene assaggiato, se è troppo sottile si percepisce appena.
Metti lo stampo a raffreddare in frigorifero per 5 ore.
Per riempire con facilità i gusci di cioccolato con il gelato, estrai il gelato dal congelatore almeno un quarto d’ora prima, in modo che sia lavorabile con un cucchiaio.
Quando il gelato è morbido e cremoso, estrai lo stampo dal frigo e riempi i gusci di cioccolato con qualche cucchiaino di gelato.
Livella bene la superficie del gelato all’interno di ogni cioccolatino e metti a raffreddare in congelatore per 4/5 ore.
Prima di servire estrai i cioccolatini dallo stampo e sistemali su un vassoio.



EASY: Puoi preparare i cioccogelatini con gelato di vari gusti: pistacchio, nocciola, crema e vaniglia e servirli per una festa di compleanno estiva dopo la torta.




CHIC: Preparali con gelato alla menta e servili con il caffè al termine di una cena all’aperto. 

martedì 23 dicembre 2014

Non ricetta # 7 - Angioletti di cioccolato al peperoncino

Precipitevolissimevolmente era la parola che quando ero piccola ci insegnavano alle elementari come la parola più lunga del vocabolario italiano. Era una specie di scioglilingua e giocavamo a pronunciarla bene e senza incepparsi mai. Avevamo – o almeno io avevo – solo una vaga idea di cosa volesse dire, l’interesse era tutto nel riuscire a dirla e a scriverla senza sbagliare. Tutti gli anni in questi ultimi giorni che precedono il Natale questa parola mi torna in mente. Come tutti – penso – ho decine di cose da fare e pochissimo tempo ormai per farle. Ed è qui che suddivido la mia onnipresente lista delle cose da fare – ho già detto che sono una maniaca delle liste, ne ho per ogni occasione – in quelle che devo fare per forza e quelle che farò solo se mi avanza il tempo (quest’anno ho già rinunciato all’idea di fare anche una brioscia tipo kringle per la colazione di Natale, non so ancora cos’altro dovrò scartare). Non ricordo un solo anno in cui sono riuscita a fare tutto e a casa sono famosa per arrivare il 24 dai miei genitori all’ora di pranzo con ancora qualche regalo da incartare. Ormai lo faccio quasi apposta, tanto per non smentirmi, perché ci rimarrebbero tutti male se arrivassi e dicessi che sono riuscita a fare proprio tutto.
Nella mia lista delle cose da fare ci sono sempre tantissimi dolci, quasi tutti molto semplici, perché una delle cose che adoro della sera di Natale è preparare per il dopo cena tante ciotoline, coppette e piccole alzate ricche di dolcetti diversi, dai ricciarelli (immancabili a casa nostra) a mini meringhe, biscottini e cioccolatini fatti in casa da gustare quando si chiacchiera, si scartano i regali e si aspetta la mezzanotte. Mia mamma è specializzata nei mendiants (quei dischi di cioccolata cosparsi di frutta secca), io quest’anno ho fatto questi angioletti al peperoncino. Mi sono innamorata di questo stampino e l’espressione di questi buffi pupazzetti di cioccolato si presta perfettamente ad un gusto … pizzichino. Velocissimi da fare come la lista richiede quando il tempo è pochissimo. Precipitevolissimevolmente appunto.

Io non ho temperato il cioccolato, semplicemente ne ho fatto fondere metà e poi ho aggiunto fuori dal fuoco l’altra metà in modo da abbassarne la temperatura.


NON RICETTA # 7 - ANGIOLETTI DI CIOCCOLATO AL PEPERONCINO




(Con questa dose ho ottenuto 18 cioccolatini, dipende però dalla grandezza dello stampino)

200 gr di cioccolato al 65% di ottima qualità
3 peperoncini essiccati


Metti in un piccolo mortaio di marmo i tre peperoncini e sminuzzali finemente con il pestello, in modo da sbriciolarli il più possibile.
Trasferisci i peperoncini sminuzzati in un piccolo colino a maglie finissime e setaccia su un piattino la polvere di peperoncino, facendo attenzione che non passino residui troppo grandi o i semini interni se non sono ben triturati.
Metti da parte.
Fai sciogliere la metà del cioccolato (100 gr) a bagnomaria, facendo attenzione che il fondo della pentola che contiene il cioccolato non tocchi l’acqua che sobbolle.
Quando il cioccolato è sciolto toglilo dal fuoco e aggiungi 50 gr del cioccolato rimanente a pezzettoni.
Mescola con una spatola di silicone fuori dal fuoco fin quando tutto il cioccolato sarà sciolto.
Se la temperatura del cioccolato è scesa molto al di sotto dei 50 gradi, prima di inserire gli ultimi 50 gr di cioccolato metti di nuovo la pentola sul fuoco a bagnomaria.
Riporta la temperatura del cioccolato a 50 gradi, togli dal fuoco e fai sciogliere gli ultimi 50 gr di cioccolato.
Quando è tutto ben sciolto, aggiungi la polvere di peperoncino che hai setacciato in precedenza (se è la prima volta che li fai aggiungila per gradi, assaggiando prima di inserirla tutta, a me piacciono molto ‘pizzicosi’ ma dipende dai gusti).
Versa il cioccolato fuso negli stampini – io ho utilizzato quelli di silicone - e metti in frigo a raffreddare per almeno 4 ore.
Quando sono consolidati toglili dallo stampino e mettili in un contenitore di vetro se non li offri subito.
Si conservano in frigorifero in un contenitore di vetro per 3 giorni.
Prima di servirli lasciali un’oretta a temperatura ambiente, altrimenti sono troppo duri.



EASY: confezionali in semplici sacchetti di cellophane, legali con un nastro dorato e utilizzali come chiudipacco sui regali di Natale (tre cioccolatini per bustina per esempio).



CHIC: adoro l’abitudine di alcuni bar e ristoranti di servire un piccolo cioccolatino di pasticceria con il caffè. Servi così il caffè la sera di Natale, appoggiando un cioccolatino sul piattino di ogni tazza.


lunedì 22 settembre 2014

Non ricetta # 6 - Mandorle salate home made

Sono molto abitudinaria, ho una ‘collezione’ di piccole abitudini – alcuni sono veri e propri vizi! – che cerco di conservare a tutti i costi. Una di queste è il tè al pomeriggio: qualunque sia l’ora in cui arrivo a casa non rinuncio a preparare una tazza di tè, magari non ho il tempo di prenderlo seduta comodamente, ma lo faccio sempre e lo bevo come posso, preparando la cena o facendo altri lavori .. necessari. Un’altra di queste abitudini-vizio è il relax goloso del dopo cena. E’ uno dei momenti più piacevoli della giornata: ho finito di fare tutto, cena, sistemazione cucina e tutto il resto e mi posso finalmente fermare. Il mio dopocena ideale è leggere uno dei miei tanti libri accoccolata sul divano con una tisana (bollente anche in piena estate.. mi piace così) e una mini golosità: un tartufo di coccolato o anche un semplice quadretto di cioccolata fondente, un piccolo pasticcino alla frutta.. poco più di un boccone insomma, qualcosa con cui concludere in bellezza la giornata, perché a mio parere una ‘coccola’ a fine giornata ci vuole sempre. Ultimamente mi sono ‘fissata’ con le mandorle salate – anche perché dopo gli stravizi estivi è meglio evitare per un po’ il dolce. Ne vado matta fin da quando ero piccola e da quando ho imparato a farle da sola (sono facilissime, specialmente se si acquistano mandorle già sgusciate e spellate) in casa non mancano mai. Sono d’aiuto nel caso in cui si debba preparare un aperitivo all’ultimo momento, tritate in modo grossolano possono insaporire un piatto di pasta, aggiunte ad una crema di formaggi si possono spalmare su pane integrale per comporre semplici tartine e sono ottime anche come golosità del dopo cena. Provare per credere!
Le quantità sono indicative, metto le dosi per 100 gr di mandorle, ma si possono fare più o meno salate a proprio gusto, si devono fare un po' di prove per ottenere 'il livello di salato' che piace di più. Io ho utilizzato un sale di Camargue a grana non troppo fine, ma solo perché mi piace ‘giocare’ con i diversi tipi di sale, va bene anche il sale fino.. certo più particolare è il sale che si sceglie di utilizzare, più buono è il gusto delle mandorle. 


MANDORLE SALATE HOME MADE




Ingredienti :

100 gr di mandorle già private del guscio e della pellicina scura
1 albume di uovo
4 cucchiaini di sale di Camargue (o altro sale a scelta)




Se le mandorle non sono già prive della pellicina scura, è necessario gettarle per qualche minuto in acqua bollente, scolarle e procedere (con pazienza!) alla eliminazione della buccia esterna. Io ho utilizzato mandorle già pelate.
Accendi il forno con la funzione grill a 160 gradi.
Copri con carta da forno una teglia, metti in teglia le mandorle già pelate in modo che non si sovrappongano e mettile in forno già caldo per 5 minuti per farle abbrustolire.
Trascorsi 5 minuti estrai la teglia, gira le mandorle in modo da farle abbrustolire anche dall’altra parte e rimetti in forno per 3 minuti.
Nel frattempo batti leggermente l’albume d’uovo, non deve diventare schiumoso solo appena emulsionato.
Estrai le mandorle dal forno, lasciale raffreddare qualche minuto in modo da poterle toccare con le mani e versale nell’albume sbattuto.
Mescola rapidamente con un cucchiaio per rivestirle bene di albume, quindi rimettile sulla stessa teglia, sempre non sovrapposte e passandole rapidamente tra le mani in modo da eliminare l’albume in eccesso (che altrimenti forma una sorta di glassatura bianca).
Spolvera le mandorle con il sale e rimetti sotto il grill (sempre a 160 gradi) per 6/7 minuti (dipende dal forno).
Sono pronte quando assumono un bel colore dorato e lucido.
Falle raffreddare prima di servire, sono molto più buone.
Si conservano anche una settimana in un barattolo di vetro.



EASY: basta un bicchiere di vino bianco frizzante e una dose generosa di mandorle salate per improvvisare un aperitivo all’ultimo momento.







CHIC:  puoi utilizzare questo sugo per condire delle penne integrali: pomodoro fresco tipo San Marzano pelato e frullato con olio extra vergine di oliva, abbondante basilico e un pizzico di peperoncino. Aggiungi alla salsa così ottenuta una manciata di mandorle salate tritate grossolanamente, aggiusta di sale e condisci la pasta. E’ buona anche fredda.

martedì 25 marzo 2014

La non ricetta # 6 - Salade de chèvre chaud

La prima volta che sono andata a Parigi ero in vacanza con i miei genitori. Abbastanza grande da apprezzare il fascino della città e adorare il Louvre e il Musée d’Orsay, le Ninfee di Monet all’Orangerie, le stradine dell’ile de Saint Louis, alcuni angoli nascosti nel quartiere Latino, l’atmosfera della libreria  Shakespeare & Company. E abbastanza piccola, difficile e noiosa per essere diffidente nei confronti della cucina francese che non mi piaceva per niente (poi mi sono ricreduta  negli anni successivi). Per fortuna – mia e della mia mamma che per mangiare è complicata almeno quanto me -  c’erano le insalate! In tutti i ristoranti e bistro c’era almeno un’insalata nel menu – spesso molte di più -  da ordinare ‘comme entrée’ , un piccolo assaggio servito come antipasto, oppure come piatto principale. In questo caso spesso le quantità erano davvero esagerate, grandi piatti nei quali le verdure erano disposte con una tale grazia e abilità che era un peccato .. rovinare la composizione. Ne abbiamo provate tante, di sole verdure  crude, con l’uovo sodo e le alici (tipo la nicoise), insalate con asparagi, fagiolini e piccolissime patatine lesse , quelle con il roquefort e naturalmente la salade de chèvre chaud che era, ed è tuttora, una delle mie preferite.
Non credo che esista ‘la ricetta’ di questa insalata – preferisco il nome francese alla traduzione ‘insalata con il formaggio di capra caldo’ … un po’ deludente - ne ho mangiate decine di versioni diverse e credo che l’unica cosa davvero indispensabile siano le fettine di baguette con lo chèvre fuso sopra. Tutto il resto è a piacere: insalatine miste, olive nere, pomodorini, noci o mandorle, con i ‘lardons’ e ne ho mangiata una versione anche con champignon affettati sottilissimi e quadrotti di sedano. La mia è semplicissima: solo insalata qualche pomodorino e noci. Io la condisco – non tanto alla francese – con una semplice vinaigrette di olio, aceto balsamico e sale di Cervia, ma le scelte sono infinite: limone al posto dell’aceto,  con il miele di acacia – ci sta benissimo soprattutto se nel mix ci sono noci o mandorle - oppure un po’ di senape, grani di sale marino e, perché no, per chi lo ama – io non tanto – un pizzico di pepe nero appena macinato.



SALADE DE CHEVRE CHAUD





Ingredienti per 4 persone:

(le dosi sono del tutto indicative)


8 fettine di baguette
200 gr di formaggio di capra (tipo buche de chèvre)
320 gr di insalata miste
16 pomodorini varietà ‘ciliegino’
50 gr di noci (peso già sgusciate)
Olio extra vergine di oliva
Sale di Cervia
Aceto balsamico

Accendi il grill del forno a 200 gradi.
Lava l’insalata e i pomodorini.
Taglia i pomodori a metà ed elimina un po’ dei semini all’interno.
Tosta le noci in una padellina antiaderente per alcuni minuti, fino a quando diventano dorate.
Con un pennellino ungi con poco olio extra vergine di oliva le fette di baguette e appoggiale su una teglia foderata di carta da forno.
Disponi un pezzetto di chèvre su ogni fetta di pane e metti in forno a grigliare fino a quando il formaggio comincia a fondere.
Intanto prepara la vinaigrette mescolando in un barattolino olio, aceto balsamico e sale.
Componi l’insalata – io non riesco a farlo in modo così ‘artistico’ come in Francia – disponendo nel piatto l’insalata, i mezzi pomodorini una manciata di noci.
Condisci con la vinaigrette e da ultimo aggiungi le fette di baguette con il formaggio.
Servi subito, il formaggio deve essere tiepido e ancora fuso.


EASY: pranzo rapido del sabato. Si prepara in un attimo e si può completare servendo come dessert una porzione fragole e panna, proprio come a Parigi.





CHIC: Servila come antipasto, disponendo l’insalata in piccole coppette in ognuna delle quali ci sarà spazio per una sola fetta di baguette. Metti a tavola in un vassoio: altre fette di baguette, ciotoline con olive nere, mandorle e noci tostate, foglie di rucola. Così ognuno può arricchire come vuole la propria ‘salade’.




martedì 29 ottobre 2013

La non ricetta - suggerimento goloso # 5 - Crostini chèvre fichi e miele

Mi capita ogni tanto di cenare da sola perché mio marito è fuori per lavoro. In genere in questo caso scelgo tra due possibili soluzioni. La prima: tavola ben apparecchiata, preparo uno dei miei piatti preferiti e mi siedo a tavola con un libro. Lo so che non si dovrebbe leggere mentre si mangia, ma è uno dei miei ‘lussi’ preferiti quando ceno da sola. L’altra possibilità è preparare una certa varietà di ‘stuzzichini’, un piccolo dolce, sistemare tutto su un tavolino basso davanti alla tv e scegliere un DVD. Non amo guardare la TV ma ho alcuni dei miei film ‘cult’ che posso rivedere decine di volte senza stancarmi mai. Niente di particolarmente impegnativo, commedie leggere sul genere di ‘Sliding Doors’, veri classici come ‘Colazione da Tiffany’ o una meravigliosa versione di ‘Orgoglio e Pregiudizio’ ancora in bianco e nero con Laurence Olivier. In entrambi i casi la mia cena dura quasi due ore, sono lenta anzi lentissima, se poi ci ‘abbino’ la lettura o un film posso stare lì anche tutta la serata.
In genere la scelta ‘piatto cucinato più libro’ è quella delle serata più fredde, quando è piacevole mangiare qualcosa di caldo, addirittura fumante (una zuppa cremosa per esempio o una minestra di verdure), mentre la soluzione davanti alla TV è quella che adotto quando sono talmente stanca da non riuscire a concentrarmi su nessun libro, come è successo la settimana scorsa. Avevo del pane fresco, una buona scelta di formaggi, un avanzo di crema catalana e come mini aperitivo mi sono preparata questi crostini con fichi e chèvre che sono tra i miei preferiti. Se volete aggiungere una nota ancora più golosa e croccante si possono completare con dei gherigli di noce lievemente tostati in una padella antiaderente.




CROSTINI CON CHEVRE MIELE E FICHI




Ingredienti per 4 crostini (dosi MOLTO indicative):


Mezza baguette
2 fichi neri
160 gr di buche de chèvre
4 cucchiaini abbondanti di miele di acacia
Una decina di gherigli di noce (se ti piacciono, io non li ho messi)


Lava i fichi, sbucciali e taglia ogni frutto a metà.
Suddividi il formaggio in quattro parti uguali.
Affetta il pane e tostalo leggermente sotto il grill.
Se le usi, tosta anche le noci per qualche minuto sul fuoco in una padella antiaderente.
Componi i crostini disponendo su ogni fetta di pane il formaggio, mezzo fico e un po’ di noci spezzettate grossolanamente (se hai deciso di usarle).
Completa con un cucchiaio abbondante di miele di acacia. Quello che utilizzo io è piuttosto liquido, se non lo fosse scaldalo leggermente prima di distribuirlo sul pane.


EASY: come aperitivo per una cena autunnale.







CHIC:  non preparare i crostini, ma servi a fine pasto al posto dei formaggi un vassoio con fichi già sbucciati e quadrotti di chèvre e aggiungi sulla tavola piccole ciotoline con il miele liquido.   

mercoledì 5 giugno 2013

La Non Ricetta - suggerimento goloso # 4 - Eton Mess

Avrei dovuto postare questa ricetta ieri, ma come mi capita spesso ultimamente, non riesco a rispettare nessun programma (o quasi). Questo semplicissimo dolce, molto goloso, si chiama Eton Mess perché, secondo la tradizione viene servito proprio il 4 giugno in occasione della partita di cricket tra gli studenti di Eton e quelli della Harrow School. C’è una liaison particolare in Gran Bretagna tra fragole e sport perché anche a Wimbledon ( la notizia arriva da fonte certa!) durante le partite di tennis si servono agli spettatori fragole e panna. Quello che mi ha sempre affascinato del mondo inglese è l’attaccamento alle tradizioni. Per una come me, molto abitudinaria, che fa fatica a cambiare anche di pochissimo la sua routine giornaliera l’abitudine inglese di perpetuare all’infinito usi e tradizioni particolari ha davvero un fascino speciale. Da più grande mi sono ‘innamorata’ della Francia, della sua cultura e del modo di vivere (e mangiare!) di alcune regioni (Provenza, Bretagna e Luberon tra tutte), ma quando ero piccola la mia passione era l’Inghilterra, forse perché tutte le bambine sono affascinate da castelli, Principi, Principesse e aristocratici eleganti e gentili (o almeno io lo ero). Avrò letto decine di volte i romanzi di Jane Austen, tutt’ora Orgoglio e Pregiudizio è il mio romanzo preferito, che rileggo almeno una volta l’anno e Mr Darcy il personaggio più affascinante che io abbia mai ‘incontrato’ in un libro. Mi piaceva immergermi nel mondo leggero dei piccoli villaggi della campagna inglese con le casette di pietra, i giardini ben curati, il rito immancabile del tè delle 5. Adoro Wodehouse, i suoi aristocratici un po’ .. storditi e pasticcioni sempre impegnati in faccende di pochissimo conto (risse nei loro clubs esclusivi, roseti da curare e porcelli da mettere all’ingrasso per le gare di campagna) che vivono in castelli circondati da immensi parchi, dove succedono solo cose buffe e piacevoli e tutto naturalmente si risolve SEMPRE per il meglio.
Tornando all’Eton Mess, la mia è la versione più semplice, cercando su Internet ne ho trovate decine di varianti, con frutta diversa dalle fragole, liquore, gelato invece della panna....Il mio è solo meringhe (poche, perché altrimenti per i miei gusti diventa troppo zuccheroso), fragole al naturale e panna poco dolcificata. E’ un Eton Mess poco dolce, insomma e chiedo scusa a chi in famiglia ama invece le cose super super dolci !!
La cosa più ‘difficile’ in questo dolce, almeno per me, che non sono molto brava a fare piatti ‘belli da vedere’ è riuscire a comporre gli ingredienti uno sull’altro dando al bicchiere un aspetto gradevole . Al di là del suo nome ‘Mess’, appunto, a me piace quando i bicchierini che si ottengono sono ordinati e carini da vedere.   




ETON MESS



Ingredienti per 4 persone (le dosi sono indicative):

8 piccole meringhe o 4 meringhe grandi (per la ricetta delle meringhe vedi qui e qui)
600 gr di fragole
200 gr di panna fresca
30 gr di zucchero a velo + 1 cucchiaio


Lava e asciuga le fragole, tamponandole con carta da cucina (è importante asciugarle perché non bagnino la meringa) e tagliale in quarti se non sono troppo grandi, altrimenti in 6 oppure 8 pezzi.
Monta la panna ben fredda con 30 grammi di zucchero a velo.
Componi gli Eton Mess mettendo sul fondo di ogni bicchiere nel quale vorrai servirli una meringa sbriciolata (due se hai quelle piccole) e sopra una abbondante dose di fragole.
Spolvera le fragole con poco zucchero a velo (utilizzando il cucchiaio di zucchero in più) e concludi con un ciuffo di panna montata che puoi decidere di far scendere dal cucchiaio oppure utilizzare un sac à poche per un effetto più decorativo.


EASY:  dopocena estivo in terrazza con gli amici. Se in questa stagione capitano a casa amici dopo cena è un dessert molto facile da preparare anche all’ultimo momento. Servi gli Eton Mess su un vassoio accompagnati da biscotti semplici tipo lingue di gatto o mini frollini al cioccolato.  

 


 
CHIC:  Tè della domenica pomeriggio. Prepara gli Eton Mess in porzioni molto piccole nelle tazzine da caffè e servile la domenica pomeriggio alle amiche con il tè (a me piace in questo caso preparare un tè alla menta).

martedì 7 maggio 2013

La non ricetta - suggerimento goloso # 3 - Sfogliatina alle pere e taleggio

Ogni tanto compro la rivista di Donna Hay. Si lo so, può sembrare strano che in Italia si acquistino riviste di cucina australiane, ma la sua è una rivista speciale. Chiunque ne abbia avuta una copia tra le mani sa che le foto sono bellissime, le ricette forse per noi non sono tutte fattibili (almeno per i miei gusti) però sono una fonte di ispirazione continua e poi quello che davvero mi piace tanto è la sua ‘filosofia di cucina’. Spesso facile, veloce e di grande effetto. Ovvero come cucinare qualcosa che sia carino da vedere, gustoso da mangiare senza necessariamente trascorrere le ore in cucina. Io adoro cucinare (come molti di quelli che passano di qui, penso) e potrei passare un’intera giornata a cucinare e impastare senza accorgermi che il tempo passa. Purtroppo però.. nella vita vera le cose vanno in modo diverso e credo che mi sia successo si e no una decina di volte negli ultimi cinque anni di avere a disposizione un’intera giornata per cucinare E BASTA (ma forse sono anche meno di dieci!). Così sono sempre alla ricerca di ricette che si possano fare in breve tempo, ma non siano troppo banali. Ricette da usare quando invito gli amici all’ultimo momento o quando ho davvero pochissimo tempo e mi rifiuto di fare la cena aprendo un barattolo di tonno sott’olio.
Per questo ho una collezione di quelle che chiamo ‘non ricette’ e che inserisco ogni tanto in questa rubrica di Cioccomela. Mi vergogno un po’ a chiamarle ricette per quanto sono semplici e facilissime da fare, però a me sono utili per preparare qualcosa di diverso in un tempo brevissimo. Questa sfogliatina di pere l’ho provata per caso qualche settimana fa e da allora l’ho già fatta almeno quattro volte in occasioni diverse.
Tornando a Donna Hay, in uno degli ultimi numeri che ho acquistato - dedicato a ricevere gli amici - lei scrive che invitare qualcuno a cena non deve essere fonte di stress, ma un momento piacevole da condividere in cui la voglia di stare insieme deve essere ancora più importante del cibo che si mette in tavola. Se chi si incarica di cucinare è sempre affaccendata dietro alle pentole o arriva al momento della cena stanchissima per il troppo lavorare e non riesce a gustare la compagnia dei propri ospiti .. che divertimento c’è? Non posso che condividere pienamente e nel mio piccolo cerco di applicare questa, a mio avviso, splendida idea di vita.




SFOGLIATINA ALLE PERE E TALEGGIO

 



Ingredienti per 4 sfogliatine (io ho utilizzato stampini di porcellana bianca da crostata diametro cm 11):

1 rotolo di pasta sfoglia già pronta
1 pera decana
200 gr di taleggio
un mazzetto di rucola
pepe nero macinato al momento (se lo usi)

Scalda il forno a 180 gradi.
Ricava dalla pasta sfoglia quattro dischi leggermente più grandi degli stampini che vorrai utilizzare.
Rivesti gli stampini da crostata con carta da forno e adagia su ciascuno di essi un disco di pasta sfoglia.
Lava e sbuccia la pera. Privala del torsolo e dei semi e tagliala in fettine piuttosto sottili (più sono sottili, più si disferanno in cottura, rendendo il ripieno della sfogliatina più gustoso).
Disponi su ciascuna sfogliatina delle fettine di pera, avvicinandole le une alle altre in modo da coprire tutta la superficie della tortina.
Condisci le fettine di pera se lo usi, con pochissimo pepe nero macinato al momento.
Completa ogni tortina con pezzetti di taleggio (privato della crosta).
Metti in forno già caldo per 15 / 18 minuti, fino a quando le sfogliatine saranno dorate e il formaggio in superficie completamente fuso.
Mentre le tortine cuociono lava e asciuga la rucola.
Prima di servirle aggiungi su ciascuna qualche foglia di rucola (io non aggiungo né sale né olio).
Servi le sfogliatine tiepide.

  

EASY:  nel cestino da pic nic. In questo caso evita la rucola che rischia di arrivare a destinazione non .. in perfetta forma.

 
 



CHIC:  per cena come antipasto, accompagnata da un’insalata di valeriana, quando il primo piatto è una crema di verdure.

mercoledì 27 marzo 2013

La non ricetta - suggerimento goloso # 2: Bruschetta al pomodoro

Avrei voluto mettere qualche ricetta un po’ più elaborata da preparare per il pranzo di Pasqua, ma fino ad oggi non sono riuscita a trovare il tempo per cucinare e fotografare niente di adatto. E’ un periodo un po’.. così.
Ho deciso allora di postare la seconda ricetta della rubrica ‘non ricette’, una semplicissima bruschetta al pomodoro, che è uno dei miei antipasti preferiti.
Ho abitato un po’ di anni a Roma, dove ogni pizzeria propone tra gli antipasti la bruschetta ed è molto piacevole, mentre si aspetta la pizza, sgranocchiare queste fettine di pane croccantissime e molto ben condite. La bruschetta al pomodoro c’è proprio sempre, nei menu più articolati si trovano anche quella alle olive, ai carciofi e formaggio.. ma per me la bruschetta è questa, semplicissima: pane leggermente abbrustolito, pomodoro, basilico e se piace (io non lo metto) pochissimo aglio. Mi piace moltissimo forse perché mi ricorda la merenda che facevo da bambina in estate: una fetta di pane toscano rigorosamente ‘sciocco’ (ovvero senza sale), pomodoro strusciato sopra (non a pezzi come nella bruschetta, proprio strofinato sulla fetta di pane che diventava bella rossa), olio e sale. Il pane non era abbrustolito, ma tagliato lì per lì e ovviamente non si chiamava ‘bruschetta’ ma ‘pane olio e pomodoro’. Era la merenda dell’estate in campagna: si correva in casa, si faceva fatica ad aspettare che la mamma ci preparasse la merenda perchè avevamo fretta di tornare a giocare e ci precipitavamo di nuovo fuori a correre.

P.S. Le foto le ho fatte io, mio marito al momento .. si è dimesso dal blog.
  


BRUSCHETTA AL POMODORO



Ingredienti per 4 persone (dosi MOLTO indicative):


4 fette di pane toscano non salato
2 pomodori costoluti maturi
1 spicchio di aglio (se piace)
basilico fresco
sale marino macinato al momento
olio extra vergine di oliva  

La bruschetta è più buona se il condimento viene preparato in anticipo e tenuto un’ora in frigorifero ad insaporire.
Lava i pomodori e affettali a dadini, mettili in un recipiente e condisci con olio extra vergine di oliva e basilico spezzettato (non aggiungere sale adesso, altrimenti i pomodori rilasciano l’acqua).
Lascia riposare in frigorifero un’ora.
Prima di servire, fai abbrustolire le fette di pane sotto il grill del forno o in un tostapane.
Se lo usi, strofinale con uno spicchio di aglio sbucciato, in modo da profumarle, aggiungi su ogni fetta di pane il condimento di pomodoro e termina con sale marinato macinato al momento e ancora qualche foglia di basilico.

Con questa ricetta partecipo al contest Quick & Easy di Love cooking
  


 
EASY:  per cena, al posto del primo piatto.




 
CHIC: per ‘ingentilire’ un po’ questo antipasto rustico, invece delle fette di pane toscano prepara dei crostini con delle fette di baguette e servi come aperitivo con vino rosso frizzante.

mercoledì 23 gennaio 2013

La non ricetta - suggerimento goloso # 1 : Tomino aperitivo

Ci sono ricette e ‘non ricette’. Io chiamo ‘non ricette’ quelle che richiedono solo un piccolo impegno in cucina, ma una dispensa abbastanza ben fornita, perché per improvvisare .. serve un minimo di organizzazione! Certo le ‘non ricette’ non possono risolvere un pranzo o una cena, ma sono molto utili, a mio parere, per servire un aperitivo ‘last minute’ ad amici che passano prima di cena senza preavviso, una merenda ai bambini che si fermano a giocare, o a tamponare momentaneamente la fame della famiglia (quella di mio marito per esempio!) quando si rientra da una lunga passeggiata in montagna ed è necessario aspettare almeno mezz’ora prima di mettersi a tavola con una vera cena. Ma possono anche essere, perché no, un suggerimento per un pranzo leggero in ufficio, rapido da preparare prima di uscire di casa la mattina.
Lo so che può sembrare un po’ banale mettere sulle pagine di questo blog (che dovrebbe essere un diario di ricette) delle preparazioni così semplici come quella di oggi, che non richiedono altro se non ‘assemblare’ pochi ingredienti nel modo giusto. D’altra parte chi ogni tanto passa di qui, sa che sono una sostenitrice della cucina ‘easy and chic’, ovvero facile da preparare ma che non sembri troppo improvvisata o poco curata (specialmente in settimana quando il tempo è poco, ma è un peccato rinunciare a piatti carini). Certo le ‘non ricette’ sono solo soluzioni di emergenza, ma a me fanno molto comodo e mi fa piacere condividerle con voi, senza la pretesa di considerarle dei veri piatti ma solo ‘semplici suggerimenti golosi’. Potrebbe anche diventare una nuova rubrica di Cioccomela… ancora non so.


TOMINO APERITIVO




Ingredienti per 4 persone:

4 fette di baguette
4 tomini freschi
Sale nero di Cipro
Olio extravergine di oliva
Origano


Tosta leggermente le fette di pane.
Poni su ognuna di esse un tomino e schiaccialo leggermente con il dorso di un cucchiaio (senza spalmare il formaggio sul pane).
Condisci il tomino con sale nero macinato al momento, un pizzico di origano e un filo di olio.
Servi subito.

EASY: cene senza orario: sistema su un vassoio i tomini, in un cestino le fette di pane già abbrustolite e appoggia sullo stesso tavolo l’olio e i condimenti. Lascia che ciascuno si serva il proprio tomino-aperitivo mentre .. si prepara la cena in compagnia.


   

CHIC: cena a buffet: disponi i crostini già pronti sul tavolo degli aperitivi, accompagnati da pomodorini confit e vino bianco frizzante.