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mercoledì 16 settembre 2015

Confettura di fichi e uva

Ogni anno le nostre vacanze si concludono con un fine settimana lungo in campagna dai miei genitori. Per varie ragioni nei mesi estivi ci vediamo molto poco, quindi prima che ciascuno riprenda le proprie attività ci troviamo tutti insieme lì. Nelle ultime due estati il tempo era stato tremendo: l’anno scorso era già freddo e pieno autunno, abbiamo acceso il camino e fatto finta che fosse novembre. Non siamo riusciti a fare una sola passeggiata, né ad andare a cercare i funghi (da quelle parti se ne trovano di solito), né a fare una qualsiasi attività all’aperto. E’ piovuto sempre: si, va bene,  è molto simpatico e romantico apparecchiare davanti al camino mentre fuori piove a dirotto, stare lì fino alla sera tardi a leggere e chiacchierare, ma non a fine agosto, quando invece vorresti stenderti pigramente al sole e gustare le ultime giornate soleggiate prima del rientro in città.
Quest’anno finalmente c’era il sole, le giornate sono state calde e brillanti di luce. In giardino si stava bene fin dalle prime ore del mattino, abbiamo potuto fare colazione all’aperto, pranzare sotto gli alberi che ci riparavano nelle ore più calde e restare all’aria aperta fino a tardi. Io che qui a Torino non ho nemmeno un piccolo balcone, apprezzo tantissimo la possibilità di mangiare fuori, di apparecchiare sul prato e fare colazione .. con gli occhiali da sole perché la luce è troppo forte!  Abbiamo raccolto l’ultima frutta matura prima di chiudere tutto e andare via e mia mamma ha prodotto come sempre una quantità incredibile di vasetti di marmellata. Io quest’anno ho voluto provare questa nuova ricetta che ho trovato sull’ultimo numero di una rivista francese (Saveurs): confettura di fichi ed uva, anche se l’uva l’ho acquistata lì nei dintorni e non è ‘produzione propria’. L’ispirazione l’ho presa dalla rivista, ma ho modificato le dosi dello zucchero e del limone secondo i miei gusti (tra parentesi nella ricetta riporto le quantità originali della rivista). Non amo le marmellate troppo dolci, perché mi piace che si senta il sapore della frutta e di solito metto pochissimo zucchero, in genere 300 gr per chilo di frutta, in questo caso ho ulteriormente ridotto le dosi perché sia i fichi che l’uva erano davvero dolcissimi.
E’ un pochino noioso eliminare i semini dagli acini d’uva (ma conviene farlo per evitare che la confettura diventi amara e ‘tannica’), ma il risultato finale ripaga appieno della fatica: la confettura è profumatissima, molto gustosa, alcuni acini non si disfano completamente e danno una piacevole consistenza e un colore rosso rubino che di prima mattina a colazione mette decisamente di buon umore.




CONFETTURA DI FICHI ED UVA (ispirata ad una ricetta di Saveurs di Settembre 2015)





(con questa dose di frutta ho ottenuto circa 750 ml di confettura)


500 gr di fichi maturi
500 gr di uva nera da tavola (io ho usato un Moscato di Amburgo)
280 gr di zucchero semolato (io ho usato lo Zefiro superfine) (800 gr nella ricetta originale)
Mezzo limone bio (2 limoni nella ricetta originale)


Lava l’uva preleva tutti gli acini dai grappoli e dividili in due per eliminare i semini interni.
Lava i fichi sbucciali e dividili in quattro spicchi o in sei se sono piuttosto grandi.
Raccogli tutta la frutta in una ciotola di vetro, aggiungi il succo del mezzo limone spremuto (nella ricetta originale si mettevano anche le zeste dei limoni tritate finemente io non le ho messe perché temevo che dessero un gusto troppo accentuato).
Aggiungi anche lo zucchero, mescola bene e metti in frigorifero per due ore coperto da pellicola.
Trascorso il tempo di riposo, versa il contenuto della ciotola in una casseruola che utilizzerai per cuocere la marmellata.
Metti sul fuoco medio, porta a bollore mescolando spesso (eventualmente elimina la schiuma che si forma in superficie) e lascia cuocere fino a raggiungere la consistenza voluta (io ho impiegato 40 minuti).
Al termine della cottura invasa la confettura nei barattolini sterilizzati in precedenza e chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la confettura al riparo dalla luce.


EASY: A colazione: l’ho trovata molto buona su una fetta di pane integrale lievemente tostata, spalmata di uno strato sottile di burro salato. Mi piace accompagnare con tè nero.






CHIC: Verrina dolce per una cena (ancora) estiva: uno strato di frollini sbriciolati grossolanamente (o granola home made), poca confettura di fichi e uva, uno strato abbondante di yogurt greco molto cremoso e su tutto mezzo fico maturo sbucciato e succoso. E’ molto carina da vedere se gli strati sono disposti con precisione e golosa da mangiare, gustando con un cucchiaino i tre strati tutti insieme. 

mercoledì 15 aprile 2015

Marmellata di pompelmi rosa e mele

Non sono un tipo crepuscolare - come si dice oggi – anzi tutt’altro, ma l’autunno e l’inverno sono le mie stagioni preferite e quando si passa alla primavera un po’ mi dispiace. Si è vero, le giornate si allungano, la temperatura diventa più tiepida e i colori diventano brillanti, cielo, prati e alberi sembrano quasi scintillare (in città se ne vedono pochi ma ... si fa quel che si può). E’ vero che la primavera è l’occasione per mangiare il primo cono gelato della stagione e per organizzare il primo pic nic. Si può cominciare a pensare a ricette nuove con piselli freschi, asparagi e altre verdure che non si mangiano ormai da mesi. Ho già iniziato a riprendere in mano le ricette di cake e muffins salati, piccole quiche - da accompagnare con un’insalata fresca e la cena è fatta -  e dolci con le fragole. MA, c’è sempre un ‘ma’, l’inverno ha per me un’atmosfera speciale. Non mi dilungo sul perché mi piace tanto l’inverno, è sempre stato così da quando ero piccola, la primavera mi piace così così e l’estate – so che è strano – la salterei a piè pari. Dell’inverno mi piace l’atmosfera ‘comfy’ non so trovare una parola migliore, ovvero ‘comoda da casa e ciabattine di lana’….In genere primavera è sinonimo di nuova energia e io invece in questa stagione sono sempre un po’ stanca e più affaticata del solito. Per quello che posso, prolungo l’atmosfera invernale con il rito del tè bollente quando torno a casa nel pomeriggio e le colazioni pigre la domenica mattina. E cerco di portare il più avanti possibile alcuni sapori tipici dell’inverno che mi piacciono moltissimo, facendo una mini scorta di barattolini di marmellate di agrumi. Quella di arance che ho già messo qui e questa di pompelmo rosa e mele; ormai i pompelmi rosa si trovano tutto l’anno, ma io la preparo in genere in questo periodo. Non utilizzo la scorza dei frutti anche se è molto aromatica e profumata perché non riesco a trovare pompelmi biologici e allora preferisco evitare. Non metto mai molto zucchero nelle mie marmellate perché mi piace sentire il gusto della frutta e non le amo quando sono molto dolci, per questo ne faccio pochi barattolini alla volta perché temo che con questa dose ridotta di zucchero, anche se ben sterilizzate, non si conservino molto a lungo.
Nella ricetta ho messo le dosi indicative dello zucchero, in quanto la dose da utilizzare è pari ad un terzo del peso della frutta. Per questo è necessario modificare le dosi dello zucchero seil peso della frutta è diverso dagli 850 gr. che ho ottenuto io.
Ho messo una parte di zucchero muscovado perché mi piace il gusto che lascia nella marmellata.



MARMELLATA DI POMPELMI ROSA E MELE



 (con queste dosi ho ottenuto circa 700 ml di marmellata)


1,2kg di pompelmi rosa (per ottenere circa  700 gr. di polpa e succo)
2 mele renette (per ottenere circa 150 gr. di polpa di mela)
200 gr circa di zucchero semolato (ho utilizzato quello superfine tipo Zefiro)
40 gr circa di zucchero di canna muscovado


Pela al vivo i pompelmi eliminando bene tutta la pellicina bianca.
Raccogli tutto il succo e la polpa dei pompelmi tagliata a piccoli pezzi in una ciotola capiente. Conviene, nel pelare la frutta, lavorare sopra una ciotola, così è più facile non ‘perdere’ il succo.
Lava e sbuccia le mele, privale del torsolo e dei semini interni e tagliale in cubetti di piccole dimensioni.
Unisci le mele ai pompelmi.
Pesa la quantità di succo e polpa di frutta che hai ottenuto aggiungi nella ciotola lo zucchero nella proporzione di 30 gr di zucchero ogni 100 di frutta (lo zucchero indicato negli ingredienti potrebbe non servirti tutto, oppure se hai ottenuto più di 850 gr di polpa, dovrai aggiungerne ancora un po’).
Amalgama bene frutta e zucchero e lascia riposare coperto da pellicola in frigorifero per tre ore, mescolando ogni tanto.
Versa il contenuto della ciotola in una casseruola che utilizzerai per cuocere la marmellata.
Metti sul fuoco medio, porta a bollore mescolando spesso (eventualmente elimina la schiuma che si forma in superficie) e lascia cuocere fino a raggiungere la consistenza voluta (io ho impiegato un’ora e un quarto).
Al termine della cottura passa la marmellata utilizzando un passaverdure.
Invasala nei barattolini sterilizzati in precedenza e chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la marmellata al riparo dalla luce.


EASY: è una marmellata dal gusto un po’ amaro. A mio parere è ottima spalmata su una fetta di pane bianco con un sottile velo di burro. Per una colazione ancora più golosa spalmala su biscottini di frolla al farro.





CHIC: un dessert semplicissimo e molto rapido da fare: prepara dei quadratini di pasta sfoglia già pronta cuocili in forno, spalmali poi di uno strato sottile di questa marmellata e aggiungi uno spicchio di frutta fresca, l’ideale è una pesca succosa e dolce (per trovarle … si deve aspettare ancora un po’). Spolvera con zucchero a velo e servi.. quando vuoi.



giovedì 30 ottobre 2014

Confettura di pere e zenzero

L’autunno è iniziato da più di un mese ormai, ma non ho ancora avuto il modo di ‘festeggiare’ adeguatamente l’arrivo di questa stagione che a me piace moltissimo. Mi piace quando le giornate sono fredde e soleggiate, ma anche quando c’è quella pioggia sottile che dà a tutto un’indefinibile aria grigetta. Mi piace perché fa buio presto e posso trascorrere un intero pomeriggio in casa a cucinare senza rimpianti perché fuori c’è un bellissimo sole e potrei andare a passeggiare o in bicicletta. Oppure decido di rimanere in casa tutta la domenica, al caldo con un bel libro e una tazza di tè avendo come unico obiettivo quello di trascorrere un’intera giornata in relax.
Ci sono alcune cose che ‘fanno autunno’ e che sono per me imprescindibili:
1. una passeggiata nel bosco per fotografare alberi e foglie prima che spariscano i colori giallo rosso e arancio che ci sono adesso
2. preparare il pan co’ santi (ricetta qui) da accompagnare al tè nelle prossime feste di inizio novembre
3. utilizzare la zucca .. ovunque: per impastare il pane che diventa di un bellissimo colore giallo, per fare dei dolcetti tipo muffin, nelle minestre e nelle zuppe (qui e qui) e come decorazione in cucina o sulla tavola apparecchiata per la cena
4. andare almeno una volta a raccogliere le castagne, poi a casa si lessano con un pizzico di sale e semi di finocchio. Da noi fatte così si chiamano ‘ballotte’ e sono buonissime dopo cena da sbucciare lentamente chiacchierando al caldo
5. preparare marmellate di pere e mele – da aggiungere ai barattolini messi da parte quest’estate -  che sono tra le mie preferite e si possono profumare in tanti modi diversi.
E così ho fatto, ho dedicato un pomeriggio a questa ‘marmellata’.
Di solito preparo mele e menta oppure pere e vaniglia, quest’anno per cambiare ho scelto pere e zenzero. Io sono abituata a chiamarla marmellata, ma lo so che non va bene. La marmellata è solo quella di agrumi.
Pensavo che una delle differenze tra marmellata e confettura fosse anche nella proporzione tra zucchero e frutta, invece da varie notizie raccolte qua e là sembra di no: l’unica differenza è che la marmellata è necessariamente a base di agrumi, tutte le altre sono confetture. La proporzione tra zucchero e frutta distingue le confetture dalle composte – almeno ho capito così – perché le composte hanno una percentuale di zucchero più ridotta. Quindi a rigore, la mia sarebbe una ‘composta di pere e zenzero’, visto che io utilizzo una quantità di zucchero molto ridotta (300 gr di zucchero per ogni kilo di frutta ‘già pronta’). Questo perché non amo le cose troppo dolci. Così però i miei ‘barattolini’ si conservano per un periodo di tempo meno lungo, preferisco consumarli entro quattro/sei mesi, anche se abbondantemente sterilizzati.


CONFETTURA DI PERE E ZENZERO



Con questa dose ho ottenuto 5 barattolini da 250 ml


2,2 kg di pere Williams
60 gr zucchero di canna
il succo di 2 limoni
550 gr (circa) di zucchero semolato (da verificare con il peso della frutta prima di cuocere)
un pizzico generoso di zenzero macinato (ma dipende dai gusti)


Lava le pere, sbucciale, togli il torsolo e i semini e tagliale a fettine piccole e sottili.
Metti le pere affettate, lo zucchero di canna e il succo dei due limoni in una zuppiera, mescola bene in modo che le pere siano interamente rivestite di succo di limone e copri con pellicola alimentare.
Metti la zuppiera in frigorifero per un’intera notte (circa 10 ore).
Prima di riprendere a preparare la confettura, sterilizza i barattolini che vorrai utilizzare facendoli bollire in acqua per almeno 10 minuti. Poi lasciali asciugare su un canovaccio pulito.
Al termine di questa operazione, preleva dal frigorifero le pere, pesale insieme al loro succo e aggiungi zucchero semolato nella proporzione di 300 gr per ogni kilo di frutta e succo.
Io con questa quantità di pere ho ottenuto 1,9 kg di frutta e ho aggiunto 550 gr di zucchero semolato.
Mescola bene con un cucchiaio di legno in modo che lo zucchero si sciolga.
Metti la frutta con lo zucchero in una casseruola, aggiungi lo zenzero nella quantità che preferisci e fai cuocere la confettura a fuoco basso per circa un’ora, mescolando spesso.
Al termine della cottura, se la frutta non si è disfatta completamente, puoi utlizzare un frullatore a immersione per ottenere la consistenza desiderata.
Invasa la confettura nei barattolini sterilizzati in precedenza. Chiudi con tappi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la confettura al riparo dalla luce per sei mesi al massimo.


EASY: per una colazione un po’ speciale: una fetta di pane integrale leggermente tostata, spalmata con un velo di formaggio cremoso tipo philadelphia e sopra la confettura di pere e zenzero.





CHIC: piccolo regalo goloso per invito inaspettato. Confeziona un barattolino di ‘marmellata’ con un nastro colorato, accompagnalo con biscotti fatti in casa (.. ma anche no se non sono disponibili!) e portalo al posto della solita scatola di cioccolatini ad un’amica che ti ha invitato a cena.
 


martedì 18 febbraio 2014

Marmellata di arance dolci

L’ho detto tante volte. Mia mamma cucina molto bene, ha tanta fantasia e riesce sempre a preparare piatti diversi, anche perché come me è appassionata di libri e riviste di cucina dalle quali prende sempre nuove idee. Però in famiglia sono rimaste ‘storiche’ alcune ricette ideate – diciamo così … - dal mio papà. A lui capita spesso di mangiare fuori, per lavoro o per esigenze della contrada.. a Siena è così, e ogni tanto torna con il racconto di qualcosa di particolare che ha mangiato e che mia mamma dovrebbe rifare. Poiché mio papà non ha tanto l’animo dello chef, non è sempre facile capire che cosa ha mangiato e come era fatto. E’ rimasta nelle storie della famiglia una frittata di patate di tanti anni fa, che aveva mangiato non so dove. Ancora oggi ogni volta che mia mamma la prepara lui ricorda a tutti che quella è la ‘sua frittata di patate’.
Se non ricordo male, anche la marmellata di arance è stata una sua idea. Io ero ancora piccola, ma se non sbaglio la ricerca di una ricetta di marmellata di arance che fosse ‘proprio come quella’ non era stata affatto facile. Alla fine credo che sia stata un’amica a dare a mia mamma una ricetta davvero buonissima, che prevede l’utilizzo in proporzioni fisse di arance, limone e pompelmo ed ha un procedimento piuttosto complicato (la zuppiera con le fettine di agrumi immerse in acqua e zucchero restava per più giorni sul mobile della cucina). Il risultato finale è ottimo, di un bellissimo colore arancio dorato e con un retrogusto amaro proprio come la vera marmellata inglese di arance amare.
Non sempre ho il tempo di seguire il lungo procedimento della ricetta di mia mamma e poiché la marmellata di arance è una delle mie preferite (e una delle poche che riesco a fare in inverno quando termino le scorte estive) utilizzo spesso questa versione semplificata che è fatta solo con le arance. Sarebbe ottima con le arance amare, ma io qui a Torino non riesco a trovarle. In genere utilizzo le Navel.   




MARMELLATA DI ARANCE DOLCI




(con queste dosi ho ottenuto 3 barattolini da 250 ml)


1,5 kg di arance Navel (per ottenere 1 kg circa di polpa e succo)
300 gr circa di zucchero semolato (ho utilizzato quello superfine tipo Zefiro)
il succo spremuto di un piccolo limone


Pela al vivo le arance eliminando bene tutta la pellicina bianca.
Raccogli tutto il succo e la polpa delle arance tagliata a piccoli pezzi in una ciotola capiente. Conviene, nel pelare le arance, lavorare sopra una ciotola, così è più facile non ‘perdere’ il succo.
Pesa la quantità di succo e polpa ottenuta e aggiungi nella ciotola lo zucchero nella proporzione di 30 gr di zucchero ogni 100 di frutta (lo zucchero indicato negli ingredienti potrebbe non servirti tutto, oppure se hai ottenuto più di un kg di polpa, dovrai aggiungerne ancora un po’ oltre i 300 gr).
Dopo lo zucchero aggiungi anche il succo del limone e mescola in modo da amalgamare bene frutta e zucchero.
Versa il contenuto della ciotola in una casseruola che utilizzerai per cuocere la marmellata.
Metti sul fuoco medio, porta a bollore mescolando spesso (eventualmente elimina la schiuma che si forma in superficie) e lascia cuocere fino a raggiungere la consistenza voluta (io ho impiegato quasi un’ora).
Al termine della cottura passa la marmellata utilizzando un passaverdure.
Invasala nei barattolini sterilizzati in precedenza e chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la marmellata al riparo dalla luce.


EASY:  a colazione, sul pane integrale spalmato di burro.





CHIC: utilizzala per farcire un soffice Pan di Spagna al cioccolato e cospargi la torta di zucchero a velo. Offrila con il tè il pomeriggio o per concludere un pranzo veloce il sabato dopo un piatto unico.




giovedì 19 settembre 2013

Confettura di susine e chiodi di garofano

Sono abituata a svegliarmi prestissimo, in genere almeno due ore prima di uscire di casa. Così appena sveglia preparo in silenzio il caffè e mi dedico per un’ora (qualche volta un po’ meno) alla lettura. Odio andare di corsa appena sveglia e preferisco alzarmi con MOLTO anticipo per avere il tempo di fare le cose con calma, tutte quelle alle quali sono abituata, inclusa la pausa caffè con un libro e poco prima di uscire la colazione che faccio seduta a tavola, anche solo dieci minuti, con il resto della famiglia. La mia colazione preferita è una tazza (piuttosto gigante devo ammettere) di orzo con pane e marmellata. Il sabato e la domenica posso fare qualche variazione al mio ‘menu-colazione’, aggiungendo un piattino di biscotti, un muffin o una fetta di torta, tanto per riconoscere il giorno festivo, ma durante la settimana non mi muovo da pane e marmellata. Le marmellate confezionate - anzi il termine giusto sarebbe confetture, ma io sono abituata a chiamarle tutte marmellate - proprio non mi piacciono perché non riesco a sentire il gusto vero della frutta. Ne ho provate di ogni tipo, ma non sono riuscita a trovarne nessuna che mi soddisfacesse. Ogni tanto mi faccio attrarre dai barattolini di bellissime confezioni che si trovano in qualche negozio speciale (magari quelli che vendono tè ed hanno scaffali coloratissimi di marmellate e confetture di ogni tipo), ma quando vado ad assaggiare rimango sempre delusa. Per questo ho bisogno di scorte di marmellata home made. Come forse ho già detto l’anno scorso, la mia fornitrice ufficiale è mia mamma che riesce a fare una quantità di barattoli incredibile: pesche, susine, pere, albicocche (che in genere è destinata a mio cognato perché è la sua preferita). Io mi limito ad una decina di barattoli con la frutta estiva  e altrettanti in inverno con mele e arance. Quest’anno oltre alla confettura di melone e pesche che avevo postato qui, ho preparato questa con susine e chiodi di garofano che mentre cuoce riempie la cucina di un profumo delizioso.    


CONFETTURA DI SUSINE AROMATIZZATA CON CHIODI DI GAROFANO




(con queste dosi ho ottenuto 4 barattolini da 250 ml)

1 kg di susine (il peso è quello delle susine già sbucciate e denocciolate)
300 gr di zucchero semolato (ho utilizzato quello superfine tipo Zefiro)
4 chiodi di garofano
il succo spremuto di un piccolo limone



Taglia le susine in quattro se non sono molto grandi, altrimenti in sei spicchietti e mettile in una ciotola di vetro capiente.
Aggiungi tutto lo zucchero e il succo del limone e mescola in modo da distribuire bene lo zucchero.
Lascia riposare in frigo per 12 ore, mescolando ogni tanto,  in modo che lo zucchero si sciolga completamente.
Trascorso questo tempo, versa il contenuto della ciotola in una casseruola che utilizzerai per cuocere la marmellata.
Aggiungi nella pentola i chiodi di garofano chiusi in una piccola garza in modo che poi possano essere eliminati.
Metti sul fuoco medio, porta a bollore mescolando spesso (eventualmente elimina la schiuma che si forma in superficie) e lascia cuocere fino a raggiungere la consistenza voluta (io ho impiegato 45 minuti).
Al termine della cottura la frutta era quasi totalmente disfatta e non ho avuto la necessità di passarla, a me piace che rimanga qualche piccolo pezzetto.
Elimina i chiodi di garofano.
Invasa la confettura nei barattolini sterilizzati in precedenza e chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la confettura al riparo dalla luce.



EASY: colazione in settimana: spalmata sul pane, si accompagna molto bene al pane di segale.
 



CHIC: colazione della domenica: prepara una macedonia di frutta, lasciando i pezzi piuttosto grandi e accompagnala a yogurt bianco dolcificato con un po’ di questa marmellata.


mercoledì 14 novembre 2012

Cotognata

Quando alcuni anni fa ci siamo trasferiti da Milano a Torino.. beh non ero molto contenta. Torino non mi piaceva. Io ho un mio metodo per stabilire se una città mi si ‘adatta’ oppure no e Torino aveva ottenuto nella mia personale classifica un punteggio decisamente .. bassino, almeno rispetto a Milano, città che io adoro. Per svariati motivi. 1) Le librerie. A Milano ci sono librerie fantastiche, alcune grandi e molto fornite, altre monotematiche (una, specialissima, interamente dedicata ai libri di cucina), altre ancora più raccolte, con librai ‘vecchio stile’ che ti conoscono e ti propongono sempre qualcosa che sanno ti piacerà. 2) La possibilità di coltivare le proprie passioni (qualunque esse siano.. per quello che ho potuto vedere io, c’è tutto per tutti). Come ho già detto, mi piace moltissimo la pittura, tutta, dai graffiti preistorici alle tele solo blu di Klein. A Milano riuscivo a fare qualcosa ogni settimana, la visita ad una nuova mostra, una mini conferenza, lezioni di storia dell’arte nei musei. Mi sono divertita tantissimo e ho imparato tante cose nuove… Per non parlare dei corsi di cucina, tanti, ovunque, bellissimi. 3) Le vetrine dei negozi. Non sono una maniaca dello shopping, tutt’altro, ma mi piace moltissimo guardare, prendere idee e ispirazione.... Beh la mia lista dei motivi per amare Milano è infinita. Torino appena arrivata mi sembrava decisamente sconsolante. Poi ho cominciato a conoscerla meglio e ad apprezzarla al punto che adesso vorrei stare qui per sempre (anche perché è vicinissima a Milano e mi permette frequenti gite milanesi)! Mi piace l’atmosfera tranquilla e a volte sonnolenta, i lunghi portici sotto i quali passeggiare quando piove e la possibilità di camminare nel verde lungo il Po. L’aria un po’ demodé di alcuni negozi, i caffè eleganti e il rito della cioccolata calda da sorseggiare lentamente con mini biscottini. Ed ho scoperto una cosa in cui Torino si merita un punteggio MOLTO più alto di quello di Milano: pasticcerie e cioccolaterie. Non solo quasi ovunque si trovano dolci ottimi, cioccolatini prelibati ed ogni altra golosità, ma quello che incanta davvero sono le vetrine di alcuni pasticceri. Dispongono i loro ‘tesori’ con cura come se fossero gioielli scintillanti; io e mio marito le guardiamo affascinati come bambini di fronte alla montagna di zucchero filato delle fiabe. Ebbene proprio una vetrina di qualche settimana fa ha ispirato questa cotognata: due alte piramidi fatte di cubettini dorati e zuccherosi, così belli che sono tornata a casa pensando ‘devo fare la cotognata’. Anche se io non la mangio perché per me è davvero troppo dolce.  Il procedimento è piuttosto lungo, ma alla fine dà soddisfazione! Io ho fatto i classici cubetti, ma c’è chi la taglia a cuore o a fiore utilizzando degli stampini da biscotti, viene davvero carina.


COTOGNATA



Ingredienti:

1kg di mele cotogne (peso delle mele già pulite e sbucciate)
600 gr di zucchero semolato più quello necessario per guarnire i cubetti di cotognata
3 gocce di estratto di vaniglia
il succo di un limone

Lava le mele, sbucciale e privale dei semi e del torsolo.
Tagliale in cubetti piuttosto piccoli, mettendo i pezzetti di mela in una ciotola con acqua acidulata con il succo del limone in modo che non anneriscano.
In una casseruola versa 300 gr di zucchero e 200 gr di acqua, metti la casseruola sul fuoco basso e quando lo zucchero è completamente sciolto aggiungi l’estratto di vaniglia.
Porta a bollore lo sciroppo e allontanalo dal fuoco.
Scola le mele dall’acqua e mettile nella casseruola con lo sciroppo di zucchero.
Porta di nuovo a bollore, lascia sobbollire piano qualche minuto e togli dal fuoco.
Metti le mele e il loro succo in una ciotola di vetro e quando si saranno raffreddate lasciale riposare in frigorifero per 12 ore.
Trascorso questo tempo, rimetti le mele in una casseruola e lasciale cuocere a fuoco basso, mescolando spesso con un cucchiaio di legno, fino a quando saranno completamente disfatte (io ho impiegato un’ora).
Se ti fermi a questo punto hai la marmellata di mele cotogne che può essere invasata e sterilizzata.
Per la cotognata.. prosegui.
Passa con un passaverdura le mele in modo da ottenere una purea liscia e aggiungi altri 300 gr di zucchero.
Rimetti sul fuoco basso, continuando a mescolare fino a quando il composto si addensa completamente (ho impiegato ancora 30 minuti). 
A questo punto versa la cotognata in una teglia rettangolare, formando un panetto di circa 2 cm di altezza. Lascia asciugare così una giornata intera.
Trascorso questo tempo, gira il panetto e lascialo asciugare dall’altra parte ancora 12 ore.
A questo punto la cotognata è pronta per essere tagliata a cubetti, che poi vengono rotolati nello zucchero semolato.
Si conserva in un barattolo di vetro.


EASY:  piccola indulgenza (se piace) prima di andare a dormire: un cubetto di cotognata da gustare insieme alla tisana (per quanto mi riguarda, preferisco un quadretto di cioccolato fondente!)





CHIC: utilizza la cotognata per comporre dei centrotavola.. da gustare a fine pasto. Sistema i cubetti di cotognata in piccole alzate di vetro, insieme a violette candite o zuccherini argentati. Disponi le alzate come centrotavola e a fine pasto servi la cotognata con il caffè.  

giovedì 11 ottobre 2012

Passata di pomodoro Home made

Beh quest’anno ho veramente esagerato! Mi piace arrivare alla fine dell’estate con la dispensa ben fornita di ‘barattoli colorati’: marmellate (..confetture) di gusti diversi, passata di pomodoro, qualche verdura sott’olio o sott’aceto, qualche anno fa mia mamma ha fatto una gelatina di uva da accompagnare ai formaggi.. insomma una mini-scorta di delizie da utilizzare in inverno quando si comincia ad avere nostalgia dei colori e dei sapori dell’estate. Si, ma quest’anno ho troppi barattoli, non so più dove metterli! Ho riempito il ripiano della dispensa dedicato alle ‘conserve dell’estate’, portato qualche  barattolo in cantina (.. ma mi dispiace un po’, non li vedo e perdo una parte del divertimento e poi i miei barattoli lucidi e nuovi diventano subito tutti polverosi), sparpagliato vasetti nei posti più improbabili.. sarà una sorpresa ritrovarli dove e quando meno te lo aspetti. Gli ultimi arrivati, questi barattoli di passata di pomodoro, hanno occupato l’ultimo spazio disponibile. E ora, i prossimi dove li metto? Devo ancora fare delle cipolline sott’aceto che spero di preparare, assaggiare e postare una delle prossime settimane e soprattutto devo andare a  Siena a ritirare la mia razione di ‘delizie della mamma’ (altra marmellata e chissà cos’altro di buonissimo). Certo, lo spazio nella mia cucina non è moltissimo, dico sempre a mio marito che, se ci dovessimo trasferire ancora e cambiare di nuovo casa (ormai siamo degli habitués), vorrei .. una casa con una cucina gigante! Un grande tavolo al centro, di un bel legno che si possa apparecchiare anche solo con i runner e senza la tovaglia, perché ‘è già bello di suo’. Intorno scaffali e armadi a muro di colore chiaro, un grande forno, mensole per i miei libri, il posto per una brocca di coccio piena di fiori, e tanto spazio per tutti gli aggeggi che continuo ad acquistare: due tazze un po’ speciali per la colazione, quella coppia di bicchieri con il bordo smerlato ai quali proprio non potevo rinunciare..E poi se la mia cucina gigante avesse anche una porta finestra che si affaccia in un minuscolo giardino, dove mettere i miei vasetti di erbe aromatiche e dove fare colazione la matttina in estate.. sarebbe proprio il massimo! Naturalmente questi sono solo sogni, ma come ha detto qualcuno ‘un grande sogno è una grande opportunità’. 
La mia ricetta della passata di pomodoro è talmente semplice (non c’è nemmeno il sale) che ci vuole un po’ di coraggio a farne l’oggetto di un post, ma tant’è.. eccola qui di seguito.


PASSATA DI POMODORO HOME MADE




Ingredienti per 3 barattoli da 500 gr :

3 Kg di pomodori maturi (io ho utilizzato 1kg di cuore di bue molto maturi e 2 kg di pomodori perini)
un bel mazzo di basilico fresco



Lava i pomodori e togli le estremità.
Taglia in due ogni pomodoro ed elimina i semi all’interno.
Sistema i pomodori in una grande casseruola che li contenga comodamente.
Cuoci a fiamma bassa, coperto, per 45 minuti, girando ogni tanto con un mestolo di legno.
Trascorso questo tempo, lascia raffreddare la salsa una decina di minuti e passala utilizzando un passaverdura per eliminare le bucce.
Versa la passata di pomodoro nei vasetti precedentemente sterilizzati, inserisci in ogni vasetto alcune foglie di basilico lavate e asciugate e chiudi utilizzando coperchi nuovi.
Sterilizza i barattoli facendoli bollire avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
La passata si conserva al riparo dalla luce fino a 12 mesi.
Il barattolo aperto va conservato in frigo e consumato entro due giorni.




EASY:  utilizza la passata per preparare la salsa di pomodoro per la pasta, aggiungendo sale, un filo di olio extra vergine di oliva, ancora basilico fresco (se è ancora la stagione) e, se lo usi, uno spicchio di aglio. Fai bollire pochi minuti e condisci la pasta, aggiungendo una spolverata di parmigiano grattugiato.




CHIC: è una buona base per la preparazione della tomato soup, una zuppa calda di pomodoro molto autunnale, da servire in cocotte di porcellana bianca, chiuse da un ‘tappo’ di pasta sfoglia che farai dorare qualche minuto sotto il grill del forno.

martedì 2 ottobre 2012

Confettura di pesche melone e mandorle

Mi piace quando facciamo un piccolo viaggio o una mini vacanza (dovunque essa sia) portare a casa un ricordo dei posti che ho visitato. Ultimamente i souvenirs che acquisto sono quasi sempre libri, soprattutto, neanche a dirlo, libri di cucina (.. del resto, lo sapete meglio di me, essere food blogger è impegnativo e servono sempre nuove idee!!). Mi diverte moltissimo curiosare negli scaffali delle librerie alla ricerca di qualcosa di nuovo: adesso, poi, la cucina è davvero ‘di moda’ e i reparti food delle librerie sono sempre più ampi, più forniti e più divertenti da esplorare. Così mi è capitato di acquistare dei .. veri e propri soprammobili.. dispiace dirlo ma è così, ovvero dei libri perfettamente inutili, dai quali non riuscirò mai a riprendere – nemmeno come lontana ispirazione – nessuna ricetta: un libro di dolcetti vittoriani per il té in cui ogni ricetta ha quantità strepitose di burro canditi e uvetta, ma ha delle illustrazioni old fashion così deliziose che non potevo proprio lasciarlo lì. Oppure una raccolta di ‘ricette per le feste’, peccato che siano le ricette della tradizione anglosassone, dove la cosa più semplice è il tacchino con i marroni accompagnato da un’orribile salsa gravy o altrettanto immangiabili (almeno per noi) pudding natalizi. Però ci sono delle foto di tavole apparecchiate e festose che sono un sogno! Proprio ieri parlava di questo al telefono con la mia mamma: in queste foto utilizzano stoviglie, tovaglie, arredi per la tavola così belli.. che è impossibile riuscire a replicarli in una casa normale, ma è un po’ come guardare le sfilate di alta moda.. bellissime e inavvicinabili. Ma per fortuna non acquisto solo ‘libri soprammobile’ (non so perché anche se inutili mi affascinano sempre), ce ne sono altri che sono invece dei veri e propri tesori, come questo minuscolo quadernetto, acquistato un po’ di tempo fa: una trentina di ricette di marmellate e confetture per tutte le stagioni e tutte da rifare. La marmellata (beh, si, confettura a dire il vero) che presento oggi è tratta appunto da questo libro, almeno come ispirazione. Infatti, rispetto alla ricetta originaria ho variato le proporzioni della frutta, aumentando un po’ la quantità di melone rispetto alle pesche, perché mi piaceva accentuarne il gusto e riducendo la dose dello zucchero perché non amo le marmellate molto dolci. Il risultato a noi è piaciuto molto, tra l’altro ha un colore dorato che parla davvero di estate .. sarà bellissimo aprire questi barattolini in pieno inverno.

P.S. Con questo post faccio gli auguri a due persone speciali che hanno festeggiato ieri!!
CONFETTURA DI PESCHE MELONE E MANDORLE




Ingredienti per 6 vasetti da 250 gr :


800 gr di pesche gialle (il peso è quello delle pesche già sbucciate e denocciolate)
300 gr di polpa di melone (già pulita e privata di semi e buccia)
350 gr di zucchero semolato (ho utilizzato quello superfine tipo Zefiro)
50 gr di mandorle a filetti
il succo spremuto di un piccolo limone


Taglia la polpa dl melone in piccoli cubetti e le pesche già lavate e sbucciate in pezzetti di dimensioni simili a quelli del melone.
In una ciotola di vetro capiente unisci i due tipi di frutta e mescola con tutto lo zucchero e il succo del limone.
Lascia riposare in frigo per 12 ore, mescolando ogni tanto,  in modo che lo zucchero si sciolga completamente.
Trascorso questo tempo, versa il contenuto della ciotola in un colino e lascia scolare il succo nella casseruola che utilizzerai per cuocere la marmellata.
Tieni da parte la frutta e metti sul fuoco (basso) la casseruola con lo sciroppo.
Quando lo sciroppo raggiunge la temperatura di 105 gradi, togli la pentola dal fuoco e aggiungi allo sciroppo la frutta (ho utilizzato un termometro da zucchero, ma si può fare anche senza, in questo caso togli dal fuoco quando lo sciroppo inizia a fare piccole bolle).
Rimetti la casseruola con sciroppo e frutta sul fuoco basso, porta a bollore mescolando spesso (eventualmente elimina la schiuma che si forma in superficie) e lascia cuocere fino a raggiungere la consistenza voluta (io ho impiegato 35 minuti).
Al termine della cottura ho passato la confettura perché i pezzetti di frutta non si erano disfatti completamente come avrei voluto.
Aggiungi le mandorle a filetti, mescola e rimetti sul fuoco due minuti.
Invasa la confettura nei barattolini sterilizzati in precedenza. Chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la confettura al riparo dalla luce.

Con questa ricetta partecip al Contest Le golose conserve di Aboutfood





EASY:  utilizzala a colazione sul pane leggermente tostato e spalmato, se ti piace, con una noce di burro.






CHIC:  prepara con l’impasto della meringa delle piccole pavlove, metti un cucchiaino di marmellata all’interno e decora la superficie con una spolverata di cacao e zucchero a velo. Servile come dessert dopo cena.

martedì 10 luglio 2012

Confettura di albicocche e cardamomo


Una delle cose che adoro dell’estate è la frutta:  pesche, albicocche, susine, ciliegie.. mi piacciono tutte tantissimo. Forse le mie preferite sono le albicocche, ma è davvero una scelta difficile. Ebbene le marmellate di frutta fatte in casa (nella mia famiglia si chiamano marmellate anche quelle che, come questa, tecnicamente sarebbero confetture) sono il modo migliore che conosco per prolungare il gusto dell’estate per qualche mese in più. Quando in inverno le mattinate sono buie e nebbiose è bellissimo trovare sul vassoio della colazione una piccola coppetta di marmellata dorata e profumata che parla d’estate.
La mania della marmellata fatta in casa me l’ha trasmessa la mia mamma. Da quando ero piccola ho il ricordo di queste pentole che nei pomeriggi di estate bollivano per ore diffondendo per casa un profumo dolcissimo. Poi c’era quello strano rituale dei barattolini messi a testa in giù e quindi .. fatti bollire in altre pentole ancora più grandi. Sarà che avevo l’impressione che giocasse e si divertisse un mondo a fare tutti questi profumi e queste strane alchimie, che non ho visto l’ora di poterlo fare anche io!
Credo che la passione per la cucina me l’abbia in gran parte trasmessa lei non solo perché è molto brava, ma appunto perché sembra che si diverta (anzi sono sicura che si diverte come mi diverto io) e ci ha passato l’idea che cucinare può essere un gioco meraviglioso.
Tuttora è lei la mia fornitrice ufficiale di marmellata per l’inverno, io non riesco a produrne in quantità ‘industriale’ come fa lei. Così quando termino le mie piccole ‘scorte personali’ (ne faccio al massimo una decina di barattoli a stagione, di più è impossibile), vado a rifornirmi nella sua dispensa. Ognuno in famiglia ha le sue preferenze: la preferita di mio papà è una marmellata invernale di arance amare, mia sorella mangia solo quella di more (possibilmente senza semi, grazie!) e mio cognato, se gli altri glielo concedono, requisisce volentieri tutti i barattoli di albicocche.
Quelle che faccio io hanno sempre qualche spezia insieme alla frutta (in questo caso cardamomo) e poco zucchero perché a me piace che il gusto dolce non sovrasti il sapore della frutta. Così le devo sterilizzare a lungo, perché avendo poco zucchero rischiano di deteriorarsi con più facilità. Perché la confettura mantenga un bel colore, faccio bollire prima la frutta da sola e aggiungo lo zucchero solo in un secondo momento.
Mi piace la marmellata un po’ liquida che si spalma morbidamente o si scioglie nello yogurt. La mia è meno adatta ad essere utilizzata per fare le classiche crostate - ma va benissimo per farcire i muffin, io ne verso un cucchiaino al centro dei muffins ancora crudi prima di metterli in forno.


CONFETTURA DI ALBICOCCHE E CARDAMOMO  



Ingredienti (con questa dose ho ottenuto 2 barattolini da 250 gr e uno da 500 gr):
  
1,2  kg di albicocche già denocciolate e sbucciate (preferisco eliminare la buccia)
300 gr di zucchero Zefiro
2 cucchiai di succo di limone
6 bacche di cardamomo

Sterilizza i barattolini di vetro che utilizzerai.
Metti in una pentola capiente e dal fondo spesso le albicocche lavate e tagliate grossolanamente.
Fai sobbollire a fuoco lento fino a quando avranno prodotto e assorbito la loro acqua di vegetazione (io ho impiegato circa un’ora), girando spesso con un mestolo di legno.
Quando la purea di albicocche è pronta, aggiungi fuori dal fuoco lo zucchero e mescola con un cucchiaio di legno.
Schiaccia appena le bacche di cardamomo e chiudile in una garza.
Aggiungi il cardamomo e il succo di limone alle albicocche, rimetti sul fuoco e fai cuocere a fuoco lento ancora per una mezz’ora, mescolando spesso.
Trascorso questo tempo, la confettura risulta piuttosto morbida, se preferisci una consistenza più densa fai sobbollire ancora qualche minuto.
Quando hai ottenuto la consistenza che preferisci, elimina le bacche di cardamomo e invasa la confettura nei barattolini sterilizzati in precedenza. Chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterlizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la confettura al riparo dalla luce.




EASY: utilizzala per farcire una torta allo yogurt. Taglia la torta a quadrettoni e servila ai bambini per merenda.



CHIC: se ci sono anche le mamme, prepara un vassoio di scones, un thè nero aromatizzato al cioccolato e distribuisci la marmellata (anche di gusti diversi) in coppette di vetro. Ognuna potrà farcire il suo scone secondo il proprio gusto.