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giovedì 19 maggio 2016

Cantuccini al cacao e nocciole

Penso che tutti conoscano InaGarten, la Signora del Barefoot Contessa, una delle più celebri sostenitrici del ‘ricevere facile’ di oltreoceano.
La sua storia è talmente particolare, che potrebbe essere la trama di una di quelle food story che oggi imperversano nelle librerie.
La Signora Garten ha iniziato la sua carriera .. alla Casa Bianca, non in cucina naturalmente ma in un ufficio molto serio che si occupava del bilancio per l’energia nucleare e storie simili. Un giorno vede su un giornale l’annuncio di vendita di una celebre gastronomia, il Barefoot Contessa appunto. L’idea la attrae immediatamente, complice un amore per la cucina e per il ‘ricevere’ nato durante un viaggio in Francia e decide di cambiare vita. Da analista finanziaria alla Casa Bianca alla gestione di un elegante negozio di gastronomia che vendeva cibo di qualità e offriva un servizio di catering. Il sogno di molti, credo, sicuramente il mio. Per quanto con i tempi che corrono lamentarsi del lavoro che facciamo sia assolutamente fuori luogo, è un sogno poter lasciare numeri, libroni, PC e scrivanie per dedicarsi a qualcosa di più creativo.
Dopo aver gestito per anni il Barefoot Contessa, che poi si è ingrandito e trasferito, diventando uno degli emblemi degli Hamptons – ormai chiuso- , adesso la signora Garten ha una sua trasmissione televisiva e scrive libri di cucina che a me piacciono molto. Ne ho più di uno, non tutte le ricette corrispondono ai miei gusti (anche se il suo chowder di pesce è il più buono che abbia sperimentato), ma quello che mi piace sempre tanto è la filosofia che li attraversa tutti: invitare gli amici per una cena il sabato sera, per un ‘panini party’ davanti alla TV o una colazione in tarda mattinata la domenica è una di quelle cose che rendono piacevole la vita e può essere facile, piacevole e una festa anche per chi lo organizza.
Leggete uno dei suoi libri e vi verrà voglia di organizzare una piccola festa, anche solo a due (spesso sono le migliori). Le foto sono molto accattivanti: tavole decorate con ortensie viola intenso e apparecchiate con stoviglie bianche e blu, runner di lino grezzo e piatti arancioni, candele bianchissime e fiori porpora sulle tavole autunnali. Insomma una fonte inesauribile di ispirazione, almeno per me.
E Ina Garten ha una teoria che mi convince moltissimo e continuo ad applicare: se sai fare dieci ricette molto bene… allora puoi riuscire a farne molto bene trenta. La sua teoria-  che io trovo perfetta - è che ogni ricetta che conosciamo applicando piccole varianti può dare origine ad almeno altre due ricette diverse. Una buona minestra di lenticchie può diventare una minestra di piselli secchi, una crema di carote può essere trasformata in una vellutata di zucca…. Questi cantuccini con le mandorle si sono trasformati in cantuccini al cacao con le nocciole. FACILISSIMO!



CANTUCCINI AL CACAO CON NOCCIOLE



Ingredienti per una trentina di biscotti


360 gr di farina ‘00’
40 gr di cacao amaro
180 gr di zucchero semolato
2 uova                       
80 gr burro
150 gr di nocciole sgusciate e private della pellicina     
8 gr di lievito per dolci      
1 pizzico di sale


Accendi il forno a 180 gradi.
Tosta le nocciole in una padellina antiaderente, senza aggiungere alcun condimento.
Appena cominciano a diventare colorite, spengi il fuoco e lasciale raffreddare.
Fondi il burro in una pentolina e lascialo raffreddare.
In una ciotola metti le uova e lo zucchero e mescola con una forchetta fino ad ottenere un composto spumoso.
Aggiungi il burro fuso a temperatura ambiente e amalgama il composto.
A questo punto inserisci la farina setacciata con il lievito e il cacao, il sale e impasta rapidamente in modo da ottenere un composto tipo quello della frolla.
Da ultimo aggiungi le nocciole ormai fredde e tritate grossolanamente in modo che poi sia più facile tagliare i biscotti senza romperli.
Forma con l’impasto due filoncini e sistemali in una teglia coperta di carta da forno.
Cuoci in forno già caldo (180 gradi) per circa trenta minuti; è necessario fare un po’ di attenzione perché il cacao li rende già scuri e si deve sorvegliare che non diventino troppo scuri perché bruciati!
Trascorso il tempo di cottura (non spengere il forno) estrai la teglia, lasciali intiepidire qualche minuto e taglia i filoni in diagonale per ottenere una quindicina di biscotti da ciascuno dei due.
Rimetti i biscotti in forno sulla teglia e falli cuocere ancora 10 minuti a 180 gradi.

Si conservano croccanti per una settimana in un barattolo di vetro a chiusura ermetica


EASY: prepara entrambe le versioni bianchi con le mandorle e questi al cacao e nocciole, disponili in un bel vassoio e servili con il caffè dopo cena.




CHIC: questi non si prestano come la versione tradizionale ad essere accompagnato con il vin santo. In estate però sono ottimi serviti (uno o due a testa) con una coppetta di mousse al cioccolato guarnita da un bel ciuffo di panna. Al posto delle tradizionali cialdine insomma.



venerdì 11 dicembre 2015

Babka al cioccolato (pochissimo)

Anche quest’anno l’8 dicembre è passato in un attimo. Impiego quasi un’intera giornata a fare i miei addobbi. Adesso per casa ci sono le candele, gli angioletti di stoffa che pendono dalle maniglie delle porte, bolle di vetro colorato che scendono lungo le tende appese a invisibili fili di nylon. E naturalmente ci sono la mia ‘città dei Babbo Natale’, l’albero con le palline, le pigne dorate e senza fili d’argento e il presepe, il mio è piccolissimo, fatto di poche statuine e sistemato in un angolo dove normalmente ci sono le cornici con le nostre foto.
Ovunque tutti dicono che anche quest’anno non sarà un Natale ‘vero’, veniamo da una lunga serie di anni difficili. Lo penso anche io, qualunque sia la situazione personale di ciascuno di noi, l’atmosfera che si respira non è serena. E’ una banalità, lo so, dirlo così con tutto quello che succede nel mondo.
Eppure penso che ci siano delle cose che anche in tempi così poco felici possano fare un ‘vero' Natale. Le mie sono queste. Passare un intero pomeriggio a fare biscotti con i bambini, con mamma e sorella, con le amiche: da incartare e regalare, da appendere all’albero o da mettere nel calendario dell’avvento. Organizzare una cena perfetta con una tavola piena di candele  (o un pranzo, dipende dalla tradizione che ciascuno segue, noi festeggiamo il 24 sera) che riunisca tutta la famiglia. Accendere una candela la notte di Natale e affidarle un desiderio, uno solo, per l’anno che sta per arrivare. Preparare qualcosa di speciale per la colazione del 25 mattina, qualunque cosa vi piaccia ma deve essere diverso dal solito perché è un modo, almeno per me, di riconoscere la festa. Io scelgo qualcosa di soffice, di cioccolatoso ma non troppo, in modo da accompagnarlo ad una tazza di cioccolato bollente aromatizzata con la cannella. E perché sia proprio Natale si può aggiungere un cartoncino da nascondere sotto ogni tazza, scritto a mano con una matita a carboncino rosso ‘….che questo Natale sia quello dei tuoi sogni’.   

P.S. Il mio babka non è molto cioccolatoso, e l’effetto ‘swirl’ della girandola di cioccolato è molto ridotto. Questo perché io adoro il cioccolato, ma da mezzogiorno in poi! La mattina a colazione preferisco cose dal sapore meno deciso, il cioccolato ci può stare ma non a pezzettoni insomma. Se lo volete più ‘vero babka con la girandola di cioccolato’ raddoppiate e forse anche triplicate la dose di cioccolato che ho messo io (stessa cosa per lo zucchero della farcitura, mantenete la proporzione con il cioccolato).



BABKA AL CIOCCOLATO  (POCO)




Ingredienti per uno stampo da plum cake di 20 cm:

150 gr di farina ‘00’
100 gr di farina Manitoba
100 ml di latte intero
15 gr di lievito di birra fresco
40 gr di zucchero semolato
1 uovo intero
50 gr di burro morbido a temperatura ambiente
4 gocce di estratto vaniglia
5 gr di sale fino

per la farcitura

15 gr di zucchero semolato
50 gr di cioccolato fondente (per me al 60%) tritato


Per la finitura:
qualche cucchiaio di latte

Io ho utilizzato la planetaria, ma con un po’ di tempo in più il babka si può anche lavorare a mano.
Fai intiepidire il latte in un pentolino.
Metti nella ciotola della planetaria il latte appena tiepido e il lievito di birra sbriciolato.
Mescola in modo da sciogliere il lievito e lascia riposare qualche minuto.
Nel frattempo setaccia insieme le due farine (‘00’ e manitoba).
Aggiungi 50 gr di farina tolti dal totale e aziona la planetaria per far amalgamare farina e latte fino ad ottenere un composto omogeneo (in queste prime fasi si può usare il gancio ‘K’ invece di quello per impastare).
Sbatti leggermente l’uovo in una ciotolina con l’estratto di vaniglia e aggiungilo al composto con la farina. Aggiungi anche lo zucchero e mescola in modo da amalgamare bene tutto.
Quando il composto è omogeneo, lasciando la planetaria in azione alla velocità minima inserisci poco per volta il mix di farine, aggiungendo la dose successiva solo quando la prima è perfettamente amalgamata (eventualmente metti in questa fase il gancio per impastare).
Quando tutta la farina è ben incorporata, aggiungi il burro a pezzetti, anche questo poco alla volta, inserendo il pezzo successivo solo quando il precedente è ben amalgamato al composto.
Quando tutto il burro è stato inserito, aggiungi per ultimo il sale e impasta fino a quando l’impasto è incordato ed è ben amalgamato e morbido.
Terminata la fase di impasto, con le mani infarinate (l’impasto è piuttosto appiccicoso) preleva l’impasto dalla planetaria, mettilo su un piano leggermente infarinato, forma un panetto e mettilo in una ciotola di vetro leggermente unta di olio.
Copri la ciotola con la pellicola e lascia lievitare fino a che avrà raddoppiato di volume (io ho impiegato circa tre ore).
Trascorso il tempo di lievitazione, togli l’impasto dalla ciotola, mettilo su una superficie infarinata e stendilo cercando di dare alla pasta una forma a rettangolo.
Cospargi la superficie del ‘rettangolo’ con lo zucchero semolato e il cioccolato della farcitura e arrotola la pasta formando un cilindro.
Con il cilindro così ottenuto, forma una ciambella unendo le due estremità e avvolgila su se stessa due volte come per formare un doppio otto.
Metti il babka in uno stampo da plum cake rivestito di carta da forno, copri con un canovaccio pulito e lascia lievitare fino a quando raggiunge il bordo dello stampo (io ho impiegato circa due ore).
Accendi il forno a 180 gradi.
Appena il babka è lievitato pennella la superficie con il latte per la finitura e metti in forno già caldo per 40/45 minuti.
Dopo una decina di minuti che era in forno io l’ho coperto con un foglio di alluminio perché stava diventando troppo scuro.
In un sacchetto di carta per il pane si conserva soffice per tre giorni.



EASY: merenda per i bambini nei giorni di festa: tagliato a fette, spalmato con uno strato sottile di ricotta e spolverato di zucchero a velo.




CHIC: per la colazione di natale puoi servirlo con cioccolata calda, un pizzico di cannella e un cucchiaio di panna appena appena montata.

lunedì 3 agosto 2015

Non ricetta # 9 - Cioccogelatini

Qui a Torino c’ è un negozio che vende i cappelli di una famosa modisteria di Firenze. Ed è particolarmente simpatico perché è possibile entrare, guardare e provare con una certa libertà (io vado in crisi con le commesse che appena entri ti chiedono cosa vuoi e se possono aiutare, in genere preferisco prima guardare, farmi un’idea e poi eventualmente chiedere). Non ha molta scelta, ma per ogni stagione sono disponibili una decina di modelli. L’altro giorno avevo un po’ di tempo libero e ho deciso di entrare un attimo per dare un’occhiata. Ne aveva di bellissimi alcuni un po’ strampalati ma tutti .. da comprare. Io adoro i cappelli, anche se non vado oltre una cloche di tessuto impermeabile per la pioggia, un cappellino per evitare il sole nelle gite in montagna ed uno di paglia per il mare. Ecco, quello che cercavo era un cappello per il mare. L’idea era un semplice cappello di paglia ma lì ne avevano di bellissimi ... da vacanza in barca o qualcosa di simile. Fatti di un materiale leggero celeste polvere oppure rosa cipria con una tesa larghissima ma non rigida, un po’ morbida e ondulata. Sono stata a un passo dall’acquisto – sono talmente belli che stanno benne a tutti e uno di questi cappelli ti fa sentire immediatamente adatta a qualsiasi vacanza sotto il sole, dalle più sportive in jeans e t-shirt alle più chic con lunghi prendisoli multicolor e sandali gioiello. Poi ci ho pensato bene – un po’ troppo teatrale forse anche se bellissimo - e con grande rimpianto l’ho lasciato lì.
Però mi è tornata in mente una piccola festa che abbiamo fatto un po’ di anni fa – eravamo ancora … giovani e sciocche – con mia sorella e le nostre amiche. Eravamo in campagna dai nostri genitori, in uno dei quei pomeriggi assolati e caldissimi in cui le idee si confondono un po’. Abbiamo deciso di organizzare per il pomeriggio successivo una ‘festa con cappello’ – ispirate dalle foto di una festa speciale che si era tenuta nei giardini botanici di non solo quale grande città USA dove tutte le signore indossavano bizzarri cappelli. La nostra festa prevedeva queste due regole:
1.      Le partecipanti dovevano essere tutte vestite di bianco – jeans bianchi e t-shirt o polo, prendisole di cotone, pantaloncini e top… qualsiasi cosa purché tutto bianco
2.      Indossare un qualsiasi – se possibile buffo – cappello.
Come ogni festa in giardino che si rispetti prevedeva un tavolo apparecchiato – di bianco! – bevande fredde, dolci, gelati e qualsiasi cosa di buono che ognuna di noi volesse portare. Non lo ricordo di preciso, ma sicuramente ci sarà stata una piramide di cioccolatini ripieni di gelato (tipo quelli che presento oggi) perché il gelataio di un paese vicino ne faceva di buonissimi ed io ne mangiavo in quantità.
Il pomeriggio è stato divertentissimo e naturalmente molto goloso e l’inizio di una serie di ‘feste a tema estive’ che abbiamo replicato fino a qualche anno fa. Poi ci siamo sposate, disperse per l’Italia, partite per vacanze più brevi e lontane e l’estate è diventata un po’ diversa da quelle che facevamo ‘da piccole’.

Poche note: per fare questi dolcetti trovo che siano indispensabili gli stampi di silicone o di policarbonato per i cioccolatini. Più buoni sono il cioccolato e il gelato utilizzati, migliore è il risultato finale. Io non ho temperato il cioccolato, ma l’ho sciolto progressivamente – parte sul fuoco, parte fuori dal fuoco - in modo da non aumentare troppo la temperatura del cioccolato.
Ho utilizzato gelato alla vaniglia perché avevo ospiti che non gradiscono la menta ma a mio parere i migliori si ottengono con gelato artigianale al gusto di menta.


CIOCCOGELATINI



(il numero dei ‘cioccolatini’ che si ottengono con queste dosi, dipende dalla dimensione dello stampo. I miei ‘girasoli’ di silicone hanno un diametro di circa 4 cm ed ho ottenuto 20 cioccolatini)

100 gr di cioccolato fondente al 60%
200 gr di gelato artigianale del gusto che preferito, io ho utilizzato la vaniglia


Trita grossolanamente il cioccolato e mettine una metà a fondere in un pentolino a bagnomaria.
Quando il cioccolato è fuso, aggiungi poco per volta fuori dal fuoco l’altra metà e mescola in modo da fonderlo completamente.
Con il cioccolato fuso rivesti le pareti di uno stampo per cioccolatini aiutandoti con un pennello di silicone.
La quantità di cioccolato da utilizzare per il ‘guscio’ dipende un po’ dai gusti. A me piace che sia abbastanza consistente in modo da fare ‘croc’ quando viene assaggiato, se è troppo sottile si percepisce appena.
Metti lo stampo a raffreddare in frigorifero per 5 ore.
Per riempire con facilità i gusci di cioccolato con il gelato, estrai il gelato dal congelatore almeno un quarto d’ora prima, in modo che sia lavorabile con un cucchiaio.
Quando il gelato è morbido e cremoso, estrai lo stampo dal frigo e riempi i gusci di cioccolato con qualche cucchiaino di gelato.
Livella bene la superficie del gelato all’interno di ogni cioccolatino e metti a raffreddare in congelatore per 4/5 ore.
Prima di servire estrai i cioccolatini dallo stampo e sistemali su un vassoio.



EASY: Puoi preparare i cioccogelatini con gelato di vari gusti: pistacchio, nocciola, crema e vaniglia e servirli per una festa di compleanno estiva dopo la torta.




CHIC: Preparali con gelato alla menta e servili con il caffè al termine di una cena all’aperto. 

martedì 23 dicembre 2014

Non ricetta # 7 - Angioletti di cioccolato al peperoncino

Precipitevolissimevolmente era la parola che quando ero piccola ci insegnavano alle elementari come la parola più lunga del vocabolario italiano. Era una specie di scioglilingua e giocavamo a pronunciarla bene e senza incepparsi mai. Avevamo – o almeno io avevo – solo una vaga idea di cosa volesse dire, l’interesse era tutto nel riuscire a dirla e a scriverla senza sbagliare. Tutti gli anni in questi ultimi giorni che precedono il Natale questa parola mi torna in mente. Come tutti – penso – ho decine di cose da fare e pochissimo tempo ormai per farle. Ed è qui che suddivido la mia onnipresente lista delle cose da fare – ho già detto che sono una maniaca delle liste, ne ho per ogni occasione – in quelle che devo fare per forza e quelle che farò solo se mi avanza il tempo (quest’anno ho già rinunciato all’idea di fare anche una brioscia tipo kringle per la colazione di Natale, non so ancora cos’altro dovrò scartare). Non ricordo un solo anno in cui sono riuscita a fare tutto e a casa sono famosa per arrivare il 24 dai miei genitori all’ora di pranzo con ancora qualche regalo da incartare. Ormai lo faccio quasi apposta, tanto per non smentirmi, perché ci rimarrebbero tutti male se arrivassi e dicessi che sono riuscita a fare proprio tutto.
Nella mia lista delle cose da fare ci sono sempre tantissimi dolci, quasi tutti molto semplici, perché una delle cose che adoro della sera di Natale è preparare per il dopo cena tante ciotoline, coppette e piccole alzate ricche di dolcetti diversi, dai ricciarelli (immancabili a casa nostra) a mini meringhe, biscottini e cioccolatini fatti in casa da gustare quando si chiacchiera, si scartano i regali e si aspetta la mezzanotte. Mia mamma è specializzata nei mendiants (quei dischi di cioccolata cosparsi di frutta secca), io quest’anno ho fatto questi angioletti al peperoncino. Mi sono innamorata di questo stampino e l’espressione di questi buffi pupazzetti di cioccolato si presta perfettamente ad un gusto … pizzichino. Velocissimi da fare come la lista richiede quando il tempo è pochissimo. Precipitevolissimevolmente appunto.

Io non ho temperato il cioccolato, semplicemente ne ho fatto fondere metà e poi ho aggiunto fuori dal fuoco l’altra metà in modo da abbassarne la temperatura.


NON RICETTA # 7 - ANGIOLETTI DI CIOCCOLATO AL PEPERONCINO




(Con questa dose ho ottenuto 18 cioccolatini, dipende però dalla grandezza dello stampino)

200 gr di cioccolato al 65% di ottima qualità
3 peperoncini essiccati


Metti in un piccolo mortaio di marmo i tre peperoncini e sminuzzali finemente con il pestello, in modo da sbriciolarli il più possibile.
Trasferisci i peperoncini sminuzzati in un piccolo colino a maglie finissime e setaccia su un piattino la polvere di peperoncino, facendo attenzione che non passino residui troppo grandi o i semini interni se non sono ben triturati.
Metti da parte.
Fai sciogliere la metà del cioccolato (100 gr) a bagnomaria, facendo attenzione che il fondo della pentola che contiene il cioccolato non tocchi l’acqua che sobbolle.
Quando il cioccolato è sciolto toglilo dal fuoco e aggiungi 50 gr del cioccolato rimanente a pezzettoni.
Mescola con una spatola di silicone fuori dal fuoco fin quando tutto il cioccolato sarà sciolto.
Se la temperatura del cioccolato è scesa molto al di sotto dei 50 gradi, prima di inserire gli ultimi 50 gr di cioccolato metti di nuovo la pentola sul fuoco a bagnomaria.
Riporta la temperatura del cioccolato a 50 gradi, togli dal fuoco e fai sciogliere gli ultimi 50 gr di cioccolato.
Quando è tutto ben sciolto, aggiungi la polvere di peperoncino che hai setacciato in precedenza (se è la prima volta che li fai aggiungila per gradi, assaggiando prima di inserirla tutta, a me piacciono molto ‘pizzicosi’ ma dipende dai gusti).
Versa il cioccolato fuso negli stampini – io ho utilizzato quelli di silicone - e metti in frigo a raffreddare per almeno 4 ore.
Quando sono consolidati toglili dallo stampino e mettili in un contenitore di vetro se non li offri subito.
Si conservano in frigorifero in un contenitore di vetro per 3 giorni.
Prima di servirli lasciali un’oretta a temperatura ambiente, altrimenti sono troppo duri.



EASY: confezionali in semplici sacchetti di cellophane, legali con un nastro dorato e utilizzali come chiudipacco sui regali di Natale (tre cioccolatini per bustina per esempio).



CHIC: adoro l’abitudine di alcuni bar e ristoranti di servire un piccolo cioccolatino di pasticceria con il caffè. Servi così il caffè la sera di Natale, appoggiando un cioccolatino sul piattino di ogni tazza.


venerdì 24 gennaio 2014

Biscotti di grano saraceno e cioccolato di Elle

Le riviste di cucina mi piacciono tutte o quasi. La mia preferita resta quella di Donna Hay, le foto sono bellissime e anche se alcune ricette non incontrano i miei gusti, trovo che sia ricca di spunti e di idee di ogni tipo. Mi diverto, poi, a curiosare dal giornalaio e ogni mese scelgo la rivista che mi attira di più. Una di quelle che acquisto più spesso è Elle à table, bimestrale, francese e molto molto carina, essenziale e al tempo stesso elegante come tutto ciò che è francese (o almeno ai miei occhi è così).
L’acquisto di Elle è legato ad un rito particolare, in genere lo compro .. alla stazione di Firenze, quando vado a trovare i miei genitori a Siena. Scendo dal treno, corro a prendere la corriera per Siena  - .. il pullmann.. noi lo chiamiamo ‘corriera’ –  e nel transito compro Elle. Lo sfoglio rapidamente tra Siena e Firenze e poi lo guardo con calma e attenzione a casa con la mia mamma. In due c’è più gusto!
Quando a novembre è uscito il primo numero della versione italiana di Elle à table, avevo deciso che lo avrei acquistato .. ancora prima di vedere la copertina! L’ho trovato delizioso e speciale come la versione francese. Non solo per le ricette, ma per .. l’atmosfera che si respira tra le pagine, ammesso che di una rivista si possa dire così.
Dal primo numero ho tratto la ricetta di questi biscotti che a noi sono piaciuti molto. Li ho già fatti tante volte perché li trovo perfetti per la colazione della domenica e li ho aggiustati un po’ ai miei gusti apportando piccole variazioni alla ricetta originale. Quella che metto qui sotto è la mia versione, tra parentesi la versione di Elle (ho ridotto burro e cioccolato, tostato le mandorle e utilizzato due tipi di zucchero mentre Elle prevedeva tutto zucchero di canna).


BISCOTTI DI GRANO SARACENO E CIOCCOLATO DI ELLE




 Ingredienti (con queste dosi ottengo una quindicina di biscotti)

150 gr di farina di grano saraceno
100 gr di farina 00
50 ml di latte se necessario, io l’ho messo tutto
70 gr di burro (versione Elle : 80 gr)
60 gr di zucchero di canna (versione Elle 120 gr di zucchero di canna, no zucchero semolato)
60 gr di zucchero semolato
1 uovo
45 gr di gocce di cioccolato fondente (versione Elle 100 gr)
40 gr di mandorle leggermente tostate (versione Elle non sono tostate)
8 gr di lievito per dolci
sale

In una ciotola amalgama il burro spezzettato a temperatura ambiente e i due tipi di zucchero.
Aggiungi l’uovo leggermente sbattuto ed amalgama rapidamente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Aggiungi le farine setacciate con il lievito e un pizzico di sale.
Aggiungi il latte per impastare. Elle dice solo se necessario, a me è servito tutto.
Solo alla fine incorpora le gocce di cioccolato e le mandorle spezzettate grossolanamente (io prima le ho tostate un po’ in una padellina antiaderente e le ho aggiunte quando erano fredde).
Quando l’impasto è compatto e ben amalgamato forma una palla, avvolgila nella pellicola trasparente e lascia riposare in frigo per un’ora e mezzo (Elle dice mezz’ora, a me non basta, non riesco a lavorare bene i biscotti).
Trascorso il tempo di riposo della pasta, accendi il forno a 180 gradi (Elle dice 200 gradi, ma il mio a questa temperatura cuoce troppo e brucia i biscotti).
Con la pasta forma delle palline (tutte dello stesso peso), appoggiale su una teglia foderata di carta da forno e schiacciale leggermente con il palmo della mano.
Distanziale un po’ nella teglia perché cuocendo gonfiano un po’ e si allargano.
Cuoci in forno già caldo a 180 gradi per 13/15 minuti.

EASY:  perfetti per la colazione della domenica (o per la colazione di un giorno speciale anche in settimana) con una tazza di latte caldo.




CHIC: goloso caffè del dopo cena: servili su un vassoio accompagnati da tazze di caffè .. al cioccolato. Per le tazzine di caffè al cioccolato: versa sul fondo di ogni tazza  una piccola quantità di cioccolato fondente fuso, versa il caffè e completa con un ciuffo di panna appena montata.


martedì 7 gennaio 2014

Chocolate pudding del compleanno in ritardo

Ci sono i dolci e ci sono ‘i dolci di Natale’, che si preparano solo nelle vacanze di Natale – ormai finite, questo post dovevo metterlo ieri ma il mio PC faceva i capricci purtroppo – e che sono indissolubilmente legati all’atmosfera di questo periodo. Per me ogni ‘dolce di Natale’ ha il suo ‘ruolo’ e il suo ‘momento tipico’. Il panettone – che pure non mi piace – lo vedo perfetto accompagnato da una morbida crema alla vaniglia e gustato in famiglia al termine della cena del 24 sera, la brioche alla cannella preparata intrecciata con un bel nastro rosso è il dolce della colazione della mattina di Natale, ancora in pigiama, servita con cioccolato caldo; i biscotti speziati sono l’albero di Natale e il tè il pomeriggio del 25 o del 26 in compagnia degli amici più cari. E poi c’è il pudding (uno dei miei dolci preferiti) che è il dolce del relax. Per me è associato all’idea di un momento di tranquillità, a un pigro pomeriggio di queste feste in cui si rimane a casa in pace, comincio a leggere uno dei libri che ho ricevuto in regalo - per me non è Natale se non ho un libro nuovo, se nessuno me lo regala.. me lo compro da sola come ‘auto-regalo’ e anche quest’anno non ha fatto eccezione, il libro è arrivato!
L’ideale sarebbe avere a disposizione un camino acceso (io ovviamente a Torino non lo possiedo), un bel libro, il tè di natale – quei melange molto speziati che si comprano in questo periodo- e un pomeriggio senza programmi, perché le feste sono belle, si, ma dopo un po’ stancano (almeno a me capita così). Il pudding ha una crosta croccante in superficie, ma all’interno rimane morbido, quasi cremoso.
Quest’anno ho scelto un pudding al cioccolato perché voglio dedicare questa ricetta al mio papà che ieri, esattamente il giorno della Befana, ha fatto il compleanno. Lui come me è un super goloso di cioccolata e proprio l’altro giorno parlavamo di quanto sia buona sempre e comunque. Dunque caro papà questo pudding è tutto per te. Purtroppo ieri non ero a Siena per i superfesteggiamenti, ma aspettatemi che arrivo presto!


CHOCOLATE PUDDING




Ingredienti per 5 persone:

110 gr di cioccolato fondente al 65%
50 gr di burro
2 uova intere
90 gr di zucchero superfine tipo Zefiro
3 gr di fior di sale (in mancanza va bene sale marino)

Per decorare:
cacao in polvere


Accendi il forno a 180 gradi.
Taglia a pezzi il cioccolato e il burro e mettili insieme in una pentolina per scioglierli a bagnomaria.
Quando cioccolato e il burro sono fusi, metti da parte e lascia raffreddare.
In una ciotola metti le uova intere, lo zucchero e il fior di sale e montale utilizzando un frullino elettrico fino a quando diventano soffici e chiare.
Quando la miscela di cioccolato e burro è a temperatura ambiente aggiungi nella pentolina un terzo del composto di uova e amalgama con una spatola di silicone in modo da non smontare le uova.
Aggiungi il composto così ottenuto alla uova restanti e mescola con la spatola sempre dall’esterno verso l’interno e lentamente per non smontare le uova.
Quando il composto è ben amalgamato e di color cioccolato uniforme (le uova devono ‘sparire’) distribuiscilo in 5 cocotte di porcellana che possano andare in forno, riempendole per due terzi perché il dolce in forno tende a gonfiare.
Posiziona le cocotte su una teglia e metti in forno già caldo a 180 per 20 minuti.
Il dolce quando è cotto è gonfio e con la crosta croccante che tende a creparsi, all’interno resta un po’ umido.
Servi tiepido spolverato di cacao amaro.
Si conserva in frigorifero per 24 / 36 ore.
Prima di servirlo, in questo caso, è preferibile estrarlo dal frigo con un’ora di anticipo.

  

EASY:  pomeriggio in relax con un tè aromatizzato alla arancia e cannella.



  

CHIC: servilo come dessert a fine cena, decorato con zucchero a velo e chicchi di melagrana.

mercoledì 18 dicembre 2013

Cioccolatoni double face con cranberries

E’ vero, lo so, io a Natale con i dolci esagero. A mio parere sono una componente fondamentale della festa e non è un vero Natale se non c’è un’ampia.. possibilità di scelta! Si comincia con la cena del 24 sera a casa dei miei genitori. Sono una senese ‘atipica’ perché non mi piacciono (per niente, non li assaggio nemmeno per sbaglio) né panforte né ricciarelli, che comunque a casa non mancano mai perché mio papà – giustamente – li considera ‘ i veri dolci di Natale’. Mia mamma li porta in tavola alla fine del pasto insieme ad (almeno) altri due dolci, uno a base di cioccolato per me che ne sono golosissima ed uno senza per mia sorella che è allergica e non mangia cioccolato. Si prosegue la mattina del 25 con qualcosa di speciale per la colazione (in genere lo preparo io e lo porto a Siena dai miei): l’anno scorso ho fatto delle mini brioches alla cannella, quest’anno mi ispirano molto i dolcetti che sono sulla copertina del numero di dicembre de La Cucina Italiana. In genere per la cena di Natale che faccio a casa mia (quasi mai il 25, qualche giorno dopo magari) c’è un dolce al cucchiaio (una bavarese come l’anno scorso oppure panna cotta, crème brulée…) e un mini-panettone comprato, ancora non ho mai provato a farlo in casa.
Ma quello che mi diverte di più è preparare tante piccole golosità da servire e ‘gustare’ lontano dalla tavola: mentre si scartano i regali la sera del 24 aspettando la mezzanotte, il 25 pomeriggio prima di andare al cinema, in una sera qualsiasi con un libro e una tisana per una pausa relax dopo cena.
Purtroppo i miei dolci non sono mai molto belli, penso di poter imparare prima o poi, ma ancora non riesco a dare un aspetto davvero invitante a quelli che faccio. Ma se c’è un periodo per servire dolci fatti in casa, anche se non sono perfetti come quelli che si acquistano, a mio parere è proprio quello delle feste di Natale: piccole meringhe, cioccolatini fatti in casa (o cioccolatoni come quelli che presento oggi), gelatine di frutta, biscottini di Natale speziati e cavallucci (l’unico dolce senese che mi piace davvero e che facciamo in casa con la ricetta di un’amica della mia mamma) e i ‘pallotti’ – li chiamo così - che sono una specie di tartufi che faccio ogni anno solo in questo periodo. Mi piace distribuirli in scatoline di vetro e piccole alzate con la cupola e tenerli sempre sottomano, perché a Natale.. si deve proprio straviziare un po’.  


CIOCCOLATONI DOUBLE FACE CON CRANBERRIES



(il numero dei cioccolatini dipende dalla grandezza dello stampo. Io ho usato uno stampo di silicone con diametro 3,5 cm ed ho ottenuto 12 cioccolatoni)


200 gr di cioccolato fondente al 65%
100 gr di cioccolato bianco
50 gr di cranberries disidratati (o altri frutti rossi)

Per sciogliere il cioccolato ho utilizzato un termometro, che però non è indispensabile. E’ sufficiente fare attenzione che l’acqua del bagnomaria non tocchi la pentolina con il cioccolato e a non inserire tutto insieme il cioccolato da fondere, ma aggiungerlo in rate successive in modo da abbassare un po’ la temperatura.


Spezzetta il cioccolato fondente e mettine due terzi in una pentolina per scioglierlo a bagnomaria, facendo attenzione che l’acqua non tocchi il fondo della pentolina nel quale è inserito il cioccolato.
Mescola il cioccolato con una spatola di silicone e quando la temperatura del cioccolato raggiunge i 50 gradi toglilo dal fuoco.
Aggiungi il cioccolato restante e continua a mescolare lontano dal fuoco fino a quando tutto il cioccolato sarà completamente fuso.
Versa il cioccolato negli stampini di silicone, riempiendoli solo per metà.
Lascia raffreddare completamente e poi metti in frigorifero a solidificare per almeno tre ore.
Quando i cioccolatini nel frigo sono completamente solidi, inizia a lavorare il cioccolato bianco.
Scioglilo a bagnomaria con lo stesso metodo utilizzato per quello nero (prima i due terzi sul fuoco, poi, raggiunti i 50 gradi, togli dal fuoco e inserisci il cioccolato restante mescolando fino a completa fusione).
Quando anche il cioccolato bianco è completamente fuso aggiungi i frutti rossi disidratati mescolando rapidamente.
Versa la miscela di cioccolato bianco e frutta negli stampini sopra lo strato di cioccolato nero.
Lascia raffreddare e metti in frigorifero per almeno tre ore.
Quando sono solidificati estraili delicatamente dallo stampo in silicone.
Si conservano in frigorifero per quattro giorni.
Prima di servirli lasciali una mezz’ora a temperatura ambiente.


EASY: confeziona ogni cioccolatone in una busta di plastica per alimenti trasparente, lega con un nastro natalizio e utilizzalo come segnaposto goloso per il tè di Natale.



 

CHIC: utilizza degli stampini più piccoli di quelli che ho impiegato io, in modo da ottenere delle ‘praline bigusto’ e servile dopo cena con piccole meringhe e gelatine di frutta.

mercoledì 13 novembre 2013

Biscottoni per la colazione al cacao e fior di sale

L’ho già detto e lo ripeto: autunno e inverno sono le mie stagioni preferite. E girando qua e là tra i vari blog, non solo di cucina, ma anche di moda, stili di vita, arredamento..sono talmente tanti quelli che mi piace leggere.. ho visto che è un pensiero condiviso da molte persone. Anzi ho letto in qualche blog liste ricchissime di motivi per i quali vale la pena amare l’autunno e l’inverno. L’idea mi è piaciuta così tanto che ecco la mia lista di nove motivi (seri e meno seri) per i quali io adoro l’autunno.
  1. Si possono indossare gli Hunter - gli stivali di gomma che da piccola avrei chiamato ‘calosce’ e mi sarei rifiutata di mettere, ma che adesso con i calzettoni di lana pesante .. mi sembrano così indispensabili!
  2. Si può andare in giro per i boschi in cerca di   castagne, arrostirle sulla brace e mangiarle lentamente in compagnia, con un bicchiere di vino rosso – sono quasi astemia ma in certe occasioni faccio un’eccezione.
  3. E’ il momento in cui fare progetti e programmi per l’anno che verrà.
  4. Posso mettere i collant di lana pesantissimi, i miei preferiti… che sarebbero perfetti con sottane e vestiti di maglia, ma io porto quasi esclusivamente pantaloni.
  5. Si può cenare davanti al camino acceso. Apparecchiare la tavola vicino al fuoco oppure dimenticare le sedie e accomodarsi sul divano, appoggiando vassoi ben forniti su un tavolino basso proprio davanti al camino.
  6. Ci si può vestire a strati e a me piace moltissimo sovrapporre t-shirt, mini maglioncini, cardigan, sciarpe e cappotto.
  7. Mi piace passeggiare nei boschi e fotografare i bellissimi colori degli alberi e delle foglie in autunno. Il sogno è quello di andare una volta o l’altra nel Vermont, mi dicono che i suoi boschi siano perfetti per osservare il ‘foliage’. Ma sono bellissimi qui nei dintorni anche il parco Pesio e i vigneti delle Langhe.
  8. Adoro trascorrere pigre domeniche pomeriggio con un bel libro e un tè caldo aromatizzato alla cannella. E l’autunno è  la stagione perfetta per farlo, alle 5 è già buio, fuori comincia a fare freddissimo e trovo che non ci sia modo migliore di trascorrere le ultime ore del fine settimana.
  9. Si possono mangiare a colazione golosissimi biscotti al cacao, come quelli che presento oggi. Si preparano magari in un pomeriggio di pioggia e si conservano per la colazione della domenica.


 
BISCOTTONI AL CACAO E FIOR DI SALE




(il numero dei biscotti ottenuti dipende dalla dimensione delle formine che si utilizzano, io con il timbro HOME MADE  ne preparo 15)


180 gr di farina 00
80 gr di burro freddo
80 gr di zucchero a velo
2 tuorli d’uovo
20 gr di cacao amaro
6 gr di fior di sale di Camargue



In una ciotola amalgama con una forchetta lo zucchero e il burro freddo a pezzetti.
Aggiungi i tuorli uno per volta, unendo il secondo solo quando il primo è amalgamato.
Aggiungi la farina setacciata con il cacao e da ultimo il fior di sale.
Impasta rapidamente fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, ma senza scaldare troppo la pasta con le mani.
Togli l’impasto dalla ciotola, forma una palla, avvolgila nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per tre ore.
Trascorso questo tempo, accendi il forno a 180 gradi.
Lascia riposare qualche minuto la pasta fuori dal frigo e stendila dello spessore che preferisci (io faccio dei biscottoni piuttosto spessi).
Forma i biscotti  utilizzando un timbro di silicone o ritagliala con la formina che preferisci.
Mentre il forno raggiunge la temperatura di 180 gradi lascia riposare ancora qualche minuto i biscotti in frigorifero.
Cuoci in forno già caldo per 15 /18 minuti al massimo.
Sforna i biscottoni e lasciali raffreddare su una griglia per dolci.




EASY: a colazione con una tazza di latte bollente (il gusto del caffè con il fior di sale non mi piace molto).




 CHIC: dessert per cena: utilizza delle formine da biscotti molto piccole, prepara dei mini cookies e sistemali in una bella coppa di vetro o di cristallo. Portali in tavola insieme a coppette con gelato alla vaniglia. 

venerdì 13 settembre 2013

Onde di Cioccolato Amaro

Non riesco a partire per le vacanze senza portarmi dietro almeno una decina di libri di vario genere: cucina naturalmente, qualche romanzetto di quelli che io chiamo rilassanti e qualcosa di più impegnativo (io adoro la storia, soprattutto il medioevo e la storia dell’arte.. tutta). Non sto scherzando e non dipende da quanto sono lunghe le ferie, una settimana o un mese, il numero dei libri non cambia e le mie valige pesano sempre .. troppo. Lo sa bene la mia mamma che mi ‘brontola’ sempre perché porto valige troppo pesanti: anche quando vado da loro solo per un fine settimana ho dietro un trolley che è un vero macigno a causa della quantità di libri e riviste che riesco a metterci dentro. Ma non è vera vacanza se non ho con me un po’ dei miei bellissimi libri e la possibilità, se voglio, di leggere un giorno una cosa, il giorno dopo un’altra. Devo ricostruire, ovunque io vada, una mini ‘succursale’ della mia libreria di casa.
Tra i libri che avevo portato quest’estate c’è questo delizioso ricettario di gelati e ice pops, comprato alcuni giorni prima di partire e appena sfogliato. Così ho potuto guardarlo con la giusta attenzione solo quando ero ormai lontana da casa e senza la possibilità di sperimentare nessuna di queste vere delizie. Non amo particolarmente i gelati e ancor meno i ghiaccioli, non possiedo la gelatiera – nessuna delle ricette del libro la richiede -  ma quest’estate girellando su internet avevo visto tanti di questi gelatini-fai-da-te che mi è venuta la voglia di provare a farli anche io. Quando siamo tornati a casa dopo le vacanze a Torino era .. autunno, la prima settimana che ero qui non ha fatto altro che piovere e grandinare, certo non il tempo adatto per mangiare ghiaccioli e gelati.. ed ho dovuto aspettare ancora prima di mettermi finalmente all’opera. E la prima ricetta che ho provato a fare prevede – ovviamente - l’uso del cioccolato.
Il nome di questi gelatini non l’ho inventato io. È il nome della ricetta sul libro che – non a caso – si trova nel capitolo ‘voluttuosi’, direi che panna e cioccolato è quasi il massimo della golosità! Sono molto divertenti e facili da fare e, detto da una che non ama il gelato, davvero buoni. Io non ho gli stampini da ghiaccioli e per farli ho utilizzato dei bicchierini da caffè di carta. L’unica variante che ho apportato alla ricetta del libro è che ho sciolto il cioccolato a bagnomaria invece che direttamente sul fuoco.



ONDE DI CIOCCOLATO AMARO




(con queste dosi si ottengono 8 gelati se si utilizzano gli stampini da ghiaccioli da 100 ml; io utilizzando i bicchierini ne ho ottenuti 12)

Per lo sciroppo di zucchero:

90 gr di zucchero semolato
100 ml di acqua (io ho utilizzato acqua minerale non gassata)
(con la dose indicata si ottengono circa 250 ml di sciroppo)

Per i gelatini:
200 gr di cioccolato amaro (ho utilizzato il Valrhona al 61%)
500 ml di panna fresca da montare
100 ml di sciroppo di zucchero



Prepara lo sciroppo di zucchero. Con la dose indicata se ne ottengono circa 250 ml. Per la ricetta ne servono solo 100, quello che avanza può essere conservato per una settimana in frigorifero in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente.
Metti in una casseruola lo zucchero semolato e l’acqua e fai scaldare a fuoco basso per 8/10 minuti, fino a quando lo zucchero è completamente sciolto.
Alza la fiamma e porta ad ebollizione.
Appena inizia a bollire, riduci di nuovo l’intensità della fiamma e lascia sobbollire a fuoco medio per 3/4 minuti.
Spengi il fuoco, copri e lascia raffreddare completamente (io ho impiegato quasi due ore).
Quando lo sciroppo è completamente freddo inizia a preparare i gelatini.
Metti in una casseruola tutto il cioccolato spezzettato e 100 ml di panna.
Fai sciogliere cioccolato e panna a bagnomaria fino a quando avrai ottenuto un composto perfettamente amalgamato e cremoso.
Togli dal fuoco e lascia raffreddare completamente. E’ importante che cioccolato e sciroppo di zucchero siano completamente freddi – a temperatura ambiente – prima di aggiungerli alla panna.
Quando il cioccolato è ormai a temperatura ambiente, metti la panna rimanente in una ciotola e montala con le fruste, aggiungendo mentre monti lo sciroppo di zucchero a filo.
Continua a montare fino ad ottenere una consistenza media – non deve essere troppo solida.
Distribuisci sulla panna montata il cioccolato fuso, senza mescolare, ma utilizzando uno spiedino di legno per formare delle onde.
Disponi con attenzione  il composto negli stampini che intendi utilizzare (panna e cioccolato non devono amalgamarsi, altrimenti il gusto non cambia, ma non si ottiene l’effetto ‘onde’) e mettili nel congelatore, coperti per una mezz’ora.
Io ho utilizzato i bicchierini di carta e li ho coperti con la carta di alluminio, se hai le forme per i ghiaccioli puoi inserire subito il coperchio con il bastoncino, senza attendere mezz’ora perché si induriscano un po’.
Se non hai potuto inserire subito i bastoncini, dopo mezz’ora estrai i gelatini, inserisci i bastoncini al centro, coprili di nuovo e rimetti nel congelatore per 4/5 ore, fino a completo indurimento.
Prima di servire immergi un attimo le formine in acqua calda ed estrai delicatamente i gelati.
A mio parere sono più buoni se prima di essere serviti si tolgono dal congelatore e si lasciano 10 minuti in frigorifero, diventano più cremosi.



EASY:  servili ai bambini per merenda: disponi un gelato su ogni piattino accompagnato da mezza pesca tagliata a cubetti.
  


CHIC: invece di formare i gelati, disponi la crema panna e cioccolato in mini coppettine di porcellana bianca o vetro e lascia congelare così. Servi i mini gelatini in coppetta dopo cena con il caffè, accompagnati da frollini al cioccolato.


martedì 23 luglio 2013

Cheese cake cioccolato e fior di sale

Ah le chocolat au fleur de sel .. è il cioccolato più buono del mondo deve assolutamente assaggiarlo Mademoiselle!!”. Era una delle prime volte che andavamo in Camargue  e ci eravamo fermati per cena in un minuscolo ristorante sperduto nella campagna. La signora che insieme al marito gestiva il locale voleva convincermi ad assaggiare come dessert una specie di molleux al cioccolato e fior di sale. Nel corso di quella vacanza avevamo scoperto e assaggiato il fior di sale ovunque  - sul pesce appena scottato sulla piastra, su deliziosi crostini di pane con del semplice burro, per insaporire pomodori appena colti – e devo ammettere che eravamo già vittime del fascino di questo magico ingrediente. Però in abbinamento con il cioccolato non me lo sarei mai aspettato. Non ero molto convinta, ma la signora insisteva così tanto che ho accettato, anche perché, se si tratta di cioccolato.. sperimento sempre tutto volentieri. E aveva davvero ragione! L’abbinamento tra cioccolato e fior di sale è uno dei più .. squisiti che abbia assaggiato, in seguito ho scoperto i famosi biscottini di Pierre Hermé, la cioccolata al fior di sale e altri dolcetti che mixano abilmente cioccolato e fiocchi di fior di sale.
Sul fior di sale si potrebbe scrivere un intero libro, immagino. Anche in questo all’inizio della vacanza ero un po’ scettica, mi sembrava impossibile che il sale, un ingrediente che fino a quel momento avevo dato per scontato, potesse avere un gusto e un sapore particolari. Ebbene è così, anche se non sono mai riuscita a stabilire quanto – per quello che mi riguarda -   il gusto straordinario del fior di sale sia legato al fascino del luogo. In quella breve vacanza avevamo visitato la salina di Aigues Mortes che è davvero un posto magico. I turisti vengono caricati a bordo di un trenino che percorre le paludi, ma dimentichi subito di essere pigiato in un ‘barattolino’ di lamiera e ti lasci trasportare dalla bellezza di quello che vedi, l’acqua azzurra, le piramidi di cristalli di sale che cambiano continuamente colore sotto i raggi del sole, dal bianco candido al lilla, uno spettacolo che non si può dimenticare. E qua e là qualche fenicottero rosa. Chiunque da quelle parti è disposto a raccontare qualcosa sul fior di sale, su come viene raccolto ancora a mano dai saunièrs in un periodo molto limitato dell’anno (in estate se non ricordo male), quando i primi cristalli di sale affiorano sull’acqua. Dopo qualche ora trascorsa così ero disposta a giurare che il fior di sale era la cosa più buona che avessi mai assaggiato! Naturalmente ho acquistato la mia confezione di Fleur de Sal e a casa ho iniziato gli esperimenti. A parte utilizzarlo come condimento specialissimo di insalate e pesce, ho provato ad impiegarlo in abbinamento con il cioccolato (ottimi anche dei mini plum cake con il cacao e i cristalli di sale). Dopo vari esperimenti ho ottenuto la ricetta che propongo oggi, una versione ‘ciocco-salata’ del cheese cake che rimane uno dei miei dolci estivi preferiti. Questa è un po’ meno ‘fresca’ della versione base che avevo postato qui, ma a me piace moltissimo anche in piena estate.  
Per la dose del fior di sale.. regolatevi a vostro piacere, con un cucchiaino raso (come previsto nelle dosi sotto) il gusto del sale si sente, ma si percepisce appena.


CHEESE CAKE CIOCCOLATO E FIOR DI SALE




Ingredienti per 5 cheese cake  (io ho usato 5 stampini per muffin in alluminio usa e getta):


Per la base:
50 gr di biscotti secchi (io ho utilizzato gli Oro Saiwa)
30 gr di burro

Per la crema:
200 gr di formaggio cremoso (io utilizzo il Philadelhpia)
75 gr di yogurt bianco intero
15 gr di zucchero a velo
1 uovo
70 gr di zucchero semolato fine tipo Zefiro
65 gr di cioccolato fondente (io ho utilizzato un cioccolato al 65%)
3 cucchiai di latte intero
1 cucchiaino raso di fior di sale di Camargue (circa 5 gr)


Scalda il forno a 160 gradi.
Fai fondere il burro per la base a bagnomaria.
Frulla i biscotti nel mixer fino a ridurli in briciole sottilissime e amalgamali con il burro fuso.
Ricopri con il composto di biscotti il fondo di 5 stampini da muffin in modo da creare in ogni stampino una base.
Metti in frigorifero a solidificare.
Fai sciogliere a bagnomaria il cioccolato con i tre cucchiai di latte.
Togli dal fuoco e  lascia raffreddare, girando di tanto in tanto.
Amalgama lo yogurt con lo zucchero a velo.
Con una spatola amalgama il formaggio con lo zucchero semolato, in modo da ottenere una crema senza grumi.
Quando lo zucchero è ben incorporato, aggiungi l’uovo leggermente battuto e lo yogurt zuccherato.
Mescola ancora in modo da ottenere un composto omogeneo.
Inserisci anche il fior di sale.
A questo punto versa nel composto di formaggio il cioccolato fuso, senza mescolare troppo, ma inserendolo con l’aiuto di una forchetta in modo da ottenere un effetto striato.

Versa il composto di formaggio negli stampini da muffin sulla base di biscotti e metti in forno già caldo per 25  minuti.
Trascorso il tempo di cottura, spengi il forno, socchiudi lo sportello e lascia raffreddare i mini cheese cakes all’interno.
Quando sono freddi, trasferiscili una notte in frigorifero. Sono migliori mangiati dopo alcune ore di frigorifero, meglio, appunto, dopo un’intera notte.

Con questa ricetta partecipo al contest I love cheesecake di Una fetta di paradiso



EASY: nel cestino del pic nic come merenda pomeridiana (adoro i pic nic che durano un’intera giornata).



CHIC: pigra colazione in vacanza: un mini cheese cake, magari da dividere in due se non si vuole esagerare, accompagnato da macedonia di frutta fresca, caffè e latte freddo.

martedì 25 giugno 2013

Crumble di ricotta e cioccolato

Una volta ogni tanto ci capita di andare a Roma nel fine settimana. Di recente ho scoperto un posto delizioso, che ha aperto più o meno un anno fa, una panetteria specializzata in pizza al taglio e –soprattutto – dolcetti casalinghi talmente buoni che è ormai diventata una sosta fissa dei nostri week-end romani. Ci sono biscotti di frolla (squisiti quelli al cioccolato), baci di dama, ciambelloni per la colazione e torte sofficissime disposti così bene in una piccola vetrina che è sempre difficile sceglierne uno solo. Li abbiamo provati più o meno tutti e ho eletto a mio preferito il crumble di ricotta e gocce di cioccolato. Ero diffidente all’inizio perché di solito non amo i dolci molto burrosi, ma questo crumble è tutta un’altra cosa. Sono aperti anche la domenica e in genere prima di partire pranziamo rapidamente lì e non torno mai a Torino senza la mia scatolina di cartone con il crumble ricotta e cioccolato. Il rituale è sempre lo stesso, arriviamo a casa a Torino, lo scarto e lo divido in due piattini. Mio marito lo divora in un attimo, io lo mangio lentamente cercando ogni volta di scoprire che cosa lo rende così buono. In un anno ho fatto decine di esperimenti, variando la combinazione del crumble - all’inizio ho provato a non mettere l’uovo, solo burro farina e zucchero, ma non era .. la strada giusta – mettendo più o meno ricotta, la vaniglia o la cannella… Questi esperimenti alla ricerca della ‘ricetta perfetta’ mi divertono sempre moltissimo anche se a volte i risultati, cambia di qua e aggiusta di là, sono MOLTO deludenti. Questa versione è quella che si avvicina di più a quella specialissima del mio negozietto. Loro lo preparano di tutte le misure, da grande come una torta a piccolo come un mini cupcake. Io di solito scelgo cocotte monoporzione o le pirofile che si vedono nella foto, leggermente più grandi di una monoporzione. Sono più graziose da portare in tavola – tagliare un crumble in modo da ottenere fette carine da servire è un’impresa quasi impossibile! – ed è più facile, per me, individuare il giusto punto di cottura. Ho preferito usare una tavoletta di cioccolato spezzettata invece che le gocce di cioccolato che sono più carine da vedere, ma a mio parere il cioccolato delle tavolette è più buono. A me piace servirlo a temperatura ambiente (né caldo né tiepido) spolverato di zucchero a velo.

Questo dolce è dedicato alla mia specialissima mamma perchè oggi è il suo compleanno.




CRUMBLE DI RICOTTA E CIOCCOLATO






Ingredienti per 4 persone:


350 gr di ricotta vaccina freschissima
100 gr di zucchero semolato superfine (tipo Zefiro)
50 gr di cioccolato fondente (io ho scelto un cioccolato al 65 %)
qualche goccia di estratto di vaniglia

Per il crumble

180 gr di farina ‘00’
1 uovo
50 gr di burro freddo di frigorifero
90 gr di zucchero semolato

Zucchero a velo per servire


Prepara il crumble. In una ciotola mescola lo zucchero con la farina, aggiungi il burro freddo a pezzetti e l’uovo intero leggeremnete battuto.
Impasta rapidamente con le dita in modo da ottenere delle grosse briciole. L’impasto deve rimanere bricioloso e non una ‘palla liscia’.
Metti a riposare in frigo (solo il tempo di preparare la crema).
Accendi il forno a 180 gradi.
Prepara la crema di ricotta. Con un cucchiaio di legno amalgama la ricotta con lo zucchero, l’estratto di vaniglia e la cioccolata spezzettata grossolanamente.
Imburra il fondo delle pirofile che vorrai utilizzare. Rivestile di carta forno e imburra anche la carta forno.
Togli il crumble dal frigo e distribuiscine la metà sul fondo delle pirofile.
Versa la crema di ricotta all’interno delle pirofile sopra il crumble.
Utilizza l’altra metà delle briciole per ricoprire la crema di ricotta in ogni pirofila.
Cuoci in forno già caldo a 180 gradi per 20 minuti, fino a quando le briciole in superficie hanno un bel colore dorato.
Lascia raffreddare e servi cosparso di zucchero a velo. 



EASY: nel cestino da pic nic. Servi ogni crumble cosparso non di zucchero a velo, ma di fragole a pezzettoni che avrai trasportato dentro un barattolo di vetro.


 



CHIC:  dessert dopo cena, accompagnato per i più golosi da cioccolato fuso con panna, servito a parte in una salsiera.