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domenica 5 febbraio 2017

Cavolfiore gratinato con olive

E’ facile, basta guardare qui, poco più in basso a destra, per leggere che nel 2016 ho inserito su questo blog solo 24 ricette. Pochissime, davvero troppo poche, almeno rispetto a quanto mi piacerebbe fare. L’anno scorso ho avuto poco tempo da dedicare a questo piccolo hobby, presa in altre cose troppo impegnative e assai poco soddisfacenti. Questo non mi ha impedito di cucinare e di fare svariati esperimenti. Abbiamo gustato torte farcite con una soffice crema al cioccolato (ne ho fatte tante….dovevo trovare la formula giusta), nuovi biscotti con uno strano mix di farine, crackers e grissini fatti in casa, zuppe vellutate per cena e insalate preparate con frutta, verdura, formaggi e quadrotti di pane croccante. Ogni tanto abbiamo aperto una bottiglia di vino per brindare al fine settimana e pranzato qualche domenica con tagliatelle fatte in casa, spesse come piacciono a noi, condite con gli ingredienti di stagione: pomodorini profumati appena saltati in padella con un filo di olio e basilico in estate, una salsa vellutata con i funghi ad autunno inoltrato. Ma non ho avuto il tempo di fotografare niente (o quasi) né tantomeno l’ispirazione giusta per scrivere due righe da mettere sul blog. Perché, chi legge lo sa meglio di me, ci vuole tempo per trasformare una pietanza preparata per cena in qualcosa da mettere qui. Serve il tempo per fotografare, rifotografare, scrivere e rileggere, serve l’idea giusta o almeno quella che ti sembra essere quella giusta
E pensando a tutto questo ho capito che non è stata solo mancanza di tempo. In parte la colpa è di quello che ho chiamato il ‘blocco-da-pinterest’. Pinterest è una miniera di immagini bellissime: case da sogno, abiti da principessa e una quantità di foto di ricette creative, nuove, presentate in modo perfetto. Così ogni volta che guardavo un mio piatto pensavo che, si, magari era buono da mangiare – o almeno a noi è piaciuto – ma come potevo mettere la ricetta qui? Troppo semplice, troppo vista, foto bruttina, piatto confezionato malissimo.. insomma ce n’era sempre una. Ma possibile che mi devo stressare anche per questo che dovrebbe essere solo puro divertimento? A me piace cucinare scrivere e fotografare, questo è un bel modo di impiegare un po’ del tempo libero e allora..pazienza se non è tutto perfetto e bello come vorrei. La ricetta che segue infatti ha ben poco di originale, il classico cavolfiore gratinato con l’aggiunta di una manciata di olive nere e qualche fettina di groviera. Si può preparare con il cavolfiore bianco o mettendo insieme quello bianco e il cavolfiore viola, che ha un colore meraviglioso. Quello che avevo acquistato era talmente bello che.. l’ho usato come centrotavola, sistemato su un sottopiatto di vetro e accompagnato da fresie bianche e una manciata di foglie verdi.  


CAVOLFIORE GRATINATO




Ingredienti per 4 persone:

1 cavolfiore bianco (oppure mezzo bianco e mezzo viola) di circa 500 gr
200 gr di olive (io ho usato le taggiasche, ma sono perfette anche quelle greche)
50 gr di groviera
Sale

Per la besciamella:
40 gr di burro
40 gr di farina 00
500 ml di latte intero
20 gr di parmigiano grattugiato
Sale
Noce moscata

Per finire:
Olio extra vergine di oliva
Pangrattato


Pulisci il cavolo privandolo delle foglie e lavalo.
Suddividilo in cimette e mettilo a cuocere in acqua bollente leggermente salata per circa 10 minuti.
Il cavolo si deve lessare ma deve rimanere croccante quindi controlla con una forchetta per capire quando è pronto: il cavolo deve essere morbido abbastanza da poter essere ‘inforchettato’ facilmente ma non si deve disfare.
Se i pezzetti che hai fatto sono piuttosto piccoli impiegherà poco a cuocere restando più saporito.
Mentre il cavolo cuoce inizia a preparare la besciamella.
In un pentolino fai scaldare il latte con un pizzico di sale. Non deve bollire.
In un’altra casseruola metti il burro e lascialo fondere a fuoco bassissimo, facendo attenzione che non inizi a friggere. Appena il burro è sciolto unisci la farina e fai tostare il mix di farina e burro sul fuoco, mescolando in modo che il composto non si attacchi al fondo della pentola.
Quando hai ottenuto una pastella solida e compatta togli dal fuoco e aggiungi qualche cucchiaio di latte tiepido in modo da diluire il composto, quindi aggiungi in una volta sola il latte restante, unisci una grattata di noce moscata (se la usi) e rimetti tutto sul fuoco – moderato – mescolando continuamente con una frusta e facendo attenzione a non formare grumi.
Fai cuocere la besciamella sul fuoco, deve addensarsi ma non diventare troppo compatta. E’ pronta quando vela il cucchiaio come una crema.
Fuori dal fuoco aggiungi il parmigiano grattugiato e aggiusta di sale se necessario.
Accendi il forno a 180 gradi.
Quando anche il cavolo è pronto scolalo e mettilo in una ciotola. Condiscilo con le olive snocciolate e tagliate in pezzi (se sono grosse) e il groviera grattugiato grossolanamente.
Copri il fondo di una pirofila o di una teglia che possa andare in forno con qualche cucchiaio di besciamella e aggiungi la restante al cavolo. Mescola bene e versa il composto all’interno della pirofila.
Metti sul cavolo una spolverata di pangrattato, condisci con un filo di olio e metti in forno caldo per 30 minuti.



EASY: per una cena veloce: accompagnalo con un’insalata di radicchio rosso valeriana e pezzetti di pera. E per concludere quadretti di cioccolata fondente e pane croccante per dessert.




CHIC: è un piatto piuttosto rustico e può essere ingentilito preparandolo in porzioni individuali utilizzando cocotte di coccio da portare direttamente in tavola. Magari aggiungendo una bottiglia di buon vino rosso e un po’ di riso pilaf al posto del pane. 


domenica 29 maggio 2016

Pomodorini Confit

Quando arriva la bella stagione a casa nostra compaiono sulla tavola i dolci con le fragole e i pomodorini confit. Si, è vero, ormai i pomodori ci sono tutto l’anno, ma – ho provato – utilizzare pomodorini coltivati in serra per questa ricetta a mio parere non funziona. E’ talmente semplice, di fatto c’è un solo ingrediente, che se i pomodori non sono davvero gustosi dolci e maturati al sole …. non è proprio la stessa cosa. Meglio aspettare un intero anno e ricominciare a prepararli quando è il momento giusto. Del resto ognuno ha il proprio modo di dare il benvenuto alla bella stagione. C’è:
- chi festeggia concedendosi una coppa di gelato gigante (la prima della stagione) pigramente seduto ai tavolini di una gelateria del centro, all’aperto tra le sette e le nove di sera, l’ora più bella in queste giornate che sono lunghissime con la luce che rimane fino a tardi
- chi arrotola appena appena i jeans e fa la prima passeggiata a piedi nudi sulla spiaggia, evitando di farsi raggiungere dalle onde perché l’acqua è ancora gelida
- chi compra un nuovo paio di occhiali da sole e un cappello di paglia – ne ho visto uno bellissimo a Firenze la settimana scorsa – da utilizzare ogni fine settimana da qui a settembre
- chi aspetta che torni la primavera per cucinare quei piatti che si fanno solo adesso utilizzando fragole, asparagi, piselli freschi e pomodori appena raccolti.
Trovo che i pomodori preparati in questo modo siano davvero speciali e molto versatili. Si forse un po’ lunghi da preparare, non una di quelle cose che si fanno all’ultimo momento, ma il lavoro maggiore consiste nel sistemarli ordinatamente in una teglia e spennellarli con olio e aceto, poi possono essere ‘dimenticati’ nel forno per quasi tre ore. Una volta pronti, hanno un gusto speciale e possono essere utilizzati in mille modi: per condire un piatto di pasta integrale con olive nere e formaggio tipo feta, per accompagnare sformatini di ricotta come questi, come contorno di un’insalata di pollo, a volte un po’ ‘anemica’ o da soli, così come sono, insieme ad una ciotolina di mandorle salate e una birra ghiacciata come aperitivo il venerdì sera. Senza fretta, in terrazza, aspettando che il sole sia tramontato per iniziare la cena.

POMODORINI CONFIT (le dosi sono del tutto a piacere)



 Ingredienti:

500 gr di pomodori tipo ciliegino
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva + 1 per la teglia
2 cucchiai di aceto balsamico
1 cucchiaino di zucchero semolato (io non l’ho messo perché i pomodori erano già dolci)
Origano fresco o secco (io ho usato un mazzetto di origano proveniente dalla Sicilia)
Sale fino

Accendi il forno a 130 gradi.
Lava i pomodori, elimina il picciolo, le foglie e le altre parti verdi.
Asciugali e tagliali a metà.
Fodera con la carta da forno una teglia larga, va bene anche la leccarda del forno e spennella la carta con un cucchiaio di olio.
Disponi i pomodori sulla teglia con il taglio rivolto verso l’alto.
Prepara a parte un’emulsione con i tre cucchiai di olio e l’aceto balsamico. Aggiungi in questa fase lo zucchero se necessario.
Emulsiona bene (io metto tutto dentro un piccolo barattolo a chiusura ermetica e sbatto bene una volta chiuso) e con l’aiuto di un pennellino ungi la superficie di tutti i pomodori. Si, lo so è un po’ lungo, ma a mio parere è il modo migliore per condire in modo uniforme tutti i pomodori.
Non aggiungere il sale adesso.
Cospargi i pomodori con l’origano e metti in forno già caldo.
Devono cuocere per due ore (nel mio forno anche due ore e mezzo) a 130 gradi. Trascorso questo tempo, spengi il forno, aggiungi il sale sui pomodori e rimetti la teglia nel foro spento fino a quando sarà freddo (circa 45 minuti).
A questo punto sono pronti.
Sono buonissimi tiepidi e a temperatura ambiente. Si conservano tre/quattro giorni in frigorifero in un recipiente di vetro chiuso ermeticamente.


EASY: per preparare un facile antipasto: fai tostare delle fette di pane nero, spalma con un formaggio morbido tipo philadelphia, macina sopra qualche fiocco di sale nero e aggiungi su tutto i pomodorini.



CHIC: se la cena che hai preparato prevede un’insalata come contorno, metti in tavola delle ciotoline con i pomodori confit e altre con semi di girasole e zucca appena tostati, in modo che chi vuole possa aggiungerli alla sua insalata per renderla più gustosa e croccante.


domenica 28 febbraio 2016

Carciofi fritti alla toscana

Finalmente la pioggia. Dopo l’inverno più strano che io ricordi, in cui non c’è stato nemmeno un fiocco di neve qui a Torino, le temperature sono state relativamente miti (un autunno prolungato più che un vero inverno) e le giornate sempre asciutte, finalmente è piovuto per tutto il fine settimana. Non che io sia una fan della pioggia, anzi, ma questa volta ci voleva proprio. Per tentare di riportare la situazione alla normalità. Per togliere la polvere dalle nostre strade, abbassare l’inquinamento e dare un po’ di respiro a noi e alle piante.
E’ da ieri mattina che passo davanti alle finestre, scosto leggermente le tende e guardo fuori, si è vero sta piovendo. Certo il cielo è grigissimo, alle 5 era già buio e ormai ci sono pozze che sembrano laghi, ma va bene così. E’ stata la scusa per trascorrere in casa tutto il fine settimana e ogni tanto anche questo ci vuole.
Devo dire che l’anno è iniziato un po’…. difficile, soprattutto a causa di una serie infinita di pasticci nel mio lavoro vero che mi hanno impedito di concentrarmi su qualsiasi altra cosa, tanto che in due mesi ho messo qui una sola ricetta. Ho approfittato di questo fine settimana di pioggia continuata per riposarmi, rilassarmi e fare quelle cose che diventano piccoli lussi quando il tempo scarseggia. Sperimentare un dolce che richiede due ore di preparazione (bigné craquelin, ma ancora non ho visto il risultato finale), sedersi senza misurare il tempo a leggere un libro, tagliare vecchie riviste accumulate da mesi. E friggere. Non amo farlo, friggo un paio di volte l’anno tre al massimo, non di più. Per carnevale (i cenci, li ho fatti anche quest’anno in un ritaglio di tempo tra le dieci e le undici di sera, non scherzo), per un tradizionale pranzo di fine autunno che facciamo in campagna con alcuni amici e poche altre volte. Non siamo grandi appassionati di fritto ma qualche mese fa abbiamo trascorso un fine settimana in Maremma e per cena ci hanno servito come antipasto dei deliziosi carciofi fritti, ne volevamo un’altra porzione ma erano finiti e ci siamo rimasti malissimo! Ho chiesto la ricetta a mia mamma che li fa buonissimi (al contrario di me frigge spesso e le riesce tutto molto bene) e l’intenzione era di rifarli subito. Sono passati tre mesi, ma alla fine eccoli qua. La ricetta è semplicissima, carciofi infarinati, passati nell'uovo e fritti. 

P.S. Le dosi sono indicative, dipende da quanto siete golosi, noi tanto.
Io per friggere utilizzo l’olio di semi di arachide, lo preferisco a quello di oliva, ma ognuno ha le proprie abitudini  


CARCIOFI FRITTI ALLA TOSCANA


 Ingredienti:

4 carciofi (io ho usato quelli sardi con le spine che qui sono i più facili da trovare)
qualche cucchiaio di farina 00
2 uova
Sale

Per friggere:
1 litro di olio di semi di arachide

Pulisci i carciofi, togli le foglie esterne più dure, la parte con le spine e pela il gambo. Tagliali a metà ed elimina la parte centrale con la ‘barba’, quindi suddividili in spicchi piuttosto grossi (da un carciofo medio ne faccio 4, se molto grande 6 oppure 8).
Appena li tagli, metti gli spicchi di carciofo a bagno in una ciotola piena di acqua con qualche cucchiaio di farina per non farli annerire. Preferisco la farina al limone, perché li lascia ugualmente verdi, senza dare alcun sapore.
Quando i carciofi sono pronti, scolali dalla ciotola, passali sotto l’acqua e tamponali con carta da cucina in modo da eliminare l’acqua in eccesso.
Metti qualche cucchiaio di farina in una busta di carta (quella per il pane va benissimo) metti dentro i carciofi e scuoti in modo da farli infarinare completamente.
In una ciotolina sbatti le uova con un pizzico di sale, togli i carciofi dalla busta scuotendo via la farina in eccesso e versali nella ciotola con le uova in modo da rivestirli bene.
Scalda l’olio in una pentola a bordi alti.
Appena arriva in temperatura friggi i carciofi 4 spicchi alla volta in modo da non raffreddare troppo l’olio. Estraili appena sono dorati e metili a scolare su carta gialla.
Metti il sale solo alla fine.
Servi subito. Restano croccanti e gustosi fuori e lievemente burrosi all’interno.



EASY: sono un contorno goloso per pollo arrosto, filetto alla griglia e petti di pollo al limone.



CHIC: servili come antipasto, accompagnati se vuoi da una salsina fresca fatta con yogurt greco, qualche goccia di succo di limone e erba cipollina.

lunedì 16 marzo 2015

Non ricetta # 8 - Insalata di finocchi arance e olive taggiasche

Vietato calpestare i sogni. Non è certo una frase che ho inventato io – anche se la condivido pienamente – è ricamata con un sottile filo argentato su un runner di lino celeste polvere che ho acquistato alcuni giorni fa. Sono passata davanti alla vetrina del negozio in cui era esposto decine di volte e non mi decidevo mai a comprarlo perché ho una quantità di runner spaventosa, ma alla fine… era troppo carino per lasciarlo lì. E poi – questo nel tentativo di dare una giustificazione all’acquisto dell’ennesimo ‘pezzo di stoffa ricamata’ – un runner può risolvere brillantemente una cena.
Ci sono giornate in cui arrivo a casa tardissimo e il tempo per cucinare è davvero ridotto al minimo, sono quelle in cui servono comode ‘non ricette’, un minimo di improvvisazione (cosa di cui purtroppo non sono molto capace) e un’apparecchiatura speciale. Per ‘non ricette’ non intendo mozzarella e pomodoro, che alla fine di una giornata trascorsa fuori di casa mi mette un po’ tristezza, ma piatti che, pur essendo semplici, hanno l’apparenza di essere studiati e appena appena sofisticati ma sono in realtà rapidissimi da fare. Un paio di piatti così, un runner di lino ricamato, una bottiglia di vino aperta per l’occasione e una candela accesa sulla tavola. Chi potrebbe pensare che non c’era tempo per preparare una cena vera?
L’insalata finocchi e arance di oggi – si, lo so che è super vista e presente un po’ ovunque, ma piaceva metterla anche a me - è a pieno titolo una ‘non ricetta’: si prepara in un attimo e non è la solita ‘insalata verde’. Accompagnatela con un piatto di salmone affumicato, un carpaccio di polipo (tutte cose che si acquistano già pronte e che fa comodo avere in frigorifero) alcune fette di focaccia home made congelata e riscaldata un attimo nel tostapane. Il dessert si prepara velocemente con mele e pere caramellate in poco burro e zucchero accompagnate da una pallina di gelato alla vaniglia e un pizzico di cannella. Non sembrerà una cena rimediata all’ultimo momento per mancanza di tempo. E quanto ai sogni.. non calpestateli, nemmeno quelli semplicissimi come una cena con una candela sulla tavola e un bellissimo runner ricamato.

In questo caso le dosi sono del tutto indicative e dipendono un po’ dai gusti. Io preferisco che i finocchi siano la parte principale poi le arance e in ultimo una manciatina di olive taggiasche.



INSALATA DI FINOCCHI ARANCE E OLIVE TAGGIASCHE




Ingredienti per 4 persone:


4 finocchi
2 arance tarocco
100 gr di olive taggiasche con il nocciol
Olio extra vergine di oliva
Sale



Pela al vivo le arance, nel fare questa operazione lavora sopra una ciotolina, nella quale raccoglierai il succo.
Dividi in due o tre parti ogni spicchio di arancia.
Lava i finocchi, elimina le foglie esterne più spesse e tagliali in fettine molto sottili, tenendo da parte un pochino della ‘barbetta’.
In una ciotola unisci le fettine di finocchio, gli spicci di arance e le olive.
Fai un’emulsione con qualche cucchiaio di succo di arancia, olio extravergine di oliva (secondo i tuoi gusti, io condisco sempre troppo poco.. mi dicono), sale e un pochino della barbetta dei finocchi finemente tagliuzzata.
Prima di servire condisci l’insalata con questa emulsione.




EASY: servi questa insalata a cena come contorno a pollo alla griglia, salmone affumicato o un filetto di pesce passato in padella con limone e prezzemolo.





CHIC: come aperitivo servita in ciotoline individuali e accompagnata da piccole focacce al rosmarino.

giovedì 24 luglio 2014

Tarte Tatin di pomodori datterini

Piove piove non smette mai! Che strana estate quest’anno: cielo grigio nuvole sparse e qualche raro raggio di sole – nella migliore delle ipotesi – oppure piove per ore e l’aria è fresca come in autunno. Qui a Torino il sole per ora si è visto poco, spesso l’aria è così ..incolore che guardare il cielo mette quasi tristezza. E sembra che lo faccia apposta: le giornate più cupe sono quasi sempre nel fine settimana. A volte decidiamo di andare ugualmente in montagna, partiamo il sabato mattina con una scorta di libri e riviste da leggere mentre fuori piove e torniamo la domenica sera. Pazienza se piove quasi sempre, almeno si respira aria pulita e lontani dalla città è possibile sentirsi quasi in vacanza, anche se le ferie sono ancora lontane.
Se restiamo a Torino, il programma è quello delle domeniche d’inverno in cui non abbiamo voglia di fare niente, ovvero una ‘gita’ in libreria di .. qualche ora. A volte mi stupisco da sola di quanto tempo riesco a restare in una libreria a curiosare nei miei reparti preferiti. Di solito dò un rapido sguardo alle ultime novità e ai ‘consigli del libraio’, preferisco scoprire da sola quello che mi può piacere. Ammetto che, se non cerco qualcosa di preciso, quello che mi spinge a prendere in mano un libro e a sfogliarlo è quasi sempre la copertina, più raramente il titolo. Inseguendo copertine che mi sono piaciute ho trovato libri bellissimi a volte di autori quasi sconosciti – almeno per me -  che si sono rivelati straordinarie sorprese. E’ così anche per i libri di cucina, ho i miei autori preferiti – dei quali cerco di non perdere nemmeno un libro – ma se devo scegliere tra qualcosa di ‘mai provato’, quello che mi attrae sono le copertine e le foto all’interno.. ancora prima delle ricette, paradossale no? E’ abbastanza difficile che esca da una libreria senza aver acquistato niente, i libri mi affascinano; i libri, proprio quelli di carta, non gli e-reader e gli e-book (mia mamma è molto più .. avanti di me, lei ormai legge quasi solo .. elettronico!). E nell’ultima gita in libreria domenica scorsa sono riuscita a trovare un libro che cercavo da tanto, quello di Michele Cranston che avevo sfogliato a lungo qualche mese fa a casa di una mia amica e sapevo che era ricchissimo di ricette che mi piacciono. Da quel libro è tratta questa tarte  Tatin salata – ho solo sostituito la mozzarella di bufala della ricetta originaria con un semplice fiordilatte perché lo preferisco ed ho utilizzato lo zucchero di canna per caramellare i pomodori invece dello zucchero normale. E’ una torta facile da fare, che a mio parere si presenta molto bene ed ha dei colori e un profumo che sanno proprio di estate. E visto che il sole non aiuta, mi convinco che è estate apparecchiando con tovaglia bianca e piatti azzurro mare  - o viceversa – e portando in tavola piatti colorati e freschi.

Ho parlato di libri e voglio segnalare questa bellissima iniziativa di Ely sui libri da portare in vacanza:




TARTE TATIN DI POMODORI CON MOZZARELLA



Ingredienti per una torta grande (diametro 22 cm) o 8/10 tortine monoporzione:


1 rotolo di pasta sfoglia già stesa
Una trentina di pomodori datterini (dipende dalla grandezza, devono essere in numero sufficiente a ricoprire il fondo della teglia utilizzata
1 mozzarella fiordilatte (circa 150 gr.)
2 cucchiai da minestra di aceto balsamico
2 cucchiaini da caffè di zucchero di canna
Timo fresco
Sale marino macinato al momento
Olio extra vergine di oliva

Accendi il forno a 200 gradi.
Lava e asciuga i pomodorini ma non tagliarli, lasciali interi.
In una larga padella (meglio se antiaderente) metti l’aceto balsamico e lo zucchero di canna e fai scaldare a fiamma bassa fino a quando lo zucchero sarà sciolto (2/3 minuti).
Aggiungi nella padella i pomodori e le foglie di timo lavate, abbassa la fiamma al minimo e lascia cuocere coperto per una decina di minuti, i pomodori non devono disfarsi ma solo ammorbidirsi e ricoprirsi dello sciroppo dolce.
Lascia raffreddare i pomodori nella padella.
Quando sono a temperatura ambiente, trasferiscili nella teglia che vuoi utilizzare e ricopri completamente il fondo mettendo i pomodori uno accanto all’altro.
Ungi con poco olio extravergine di oliva il bordo della tortiera e ricopri con la pasta sfoglia i pomodori. Inserisci la pasta tra i pomodori e il bordo della tortiera in modo da chiudere la torta.
Metti in forno già caldo per 20-25 minuti (un po’ meno se fai delle monoporzioni) fino a quando la pasta sarà di un bel colore dorato.
Quando la torta è pronta, appoggia sulla pasta un grande piatto e gira la torta, in modo da servirla con i pomodorini verso l’alto.
Quando è ancora calda, aggiungi sui pomodori la mozzarella tagliata a pezzetti e condisci con sale marino macinato al momento (il sale fino ad ora non è stato aggiunto).
Servi calda o tiepida con un filo di olio extravergine di oliva (io non l'ho messo).

EASY: pranzo per due: una torta divisa in due e accompagnata da un’insalata mista con radicchio, insalata riccia, carote grattate e qualche oliva taggiasca.





CHIC: prepara delle monoporzioni, piccole negli stampini dei muffin e servile con vino bianco frizzante come aperitivo in piedi prima di cena.

mercoledì 11 giugno 2014

Pomodori ripieni di riso

I ‘pomodori di riso’ – così li chiamavo da piccola e questo è rimasto il loro nome in famiglia – sono una delle ricette immancabili dell’estate. I pomodori si trovano tutto l’anno e il riso è sempre disponibile, ovviamente, eppure per me sono un piatto tipico dell’estate e li faccio solo in questa stagione. Forse perché mi piacciono a temperatura ambiente e non caldi, tanto meno appena usciti dal forno o forse perché – più probabile – mi ricordano le vacanze di quando eravamo piccoli. Finiva la scuola e avevamo davanti un bel po’ di tempo per riposare giocare e stare in libertà. Il giorno in cui partivamo per le vacanze, insieme alle valigie e qualche giocattolo c’era sempre in macchina il pranzo pronto, così appena arrivati a destinazione, si apparecchiava con le prime cose che erano a portata di mano e ci si metteva a tavola. Di solito queste pietanze ‘trasportabili’ erano polpette con piselli, zucchine o altre verdure ripiene di carne o – tra i miei preferiti – i pomodori di riso.
Si passava dalla città alla campagna, dai giochi in casa con le bambole o sedute al tavolino a disegnare ai giochi all’aria aperta, in giardino e in bicicletta, si pasticciava con la terra e con l’acqua, si costruivano ’capanne’ con vecchi plaid e bastoni di legno. Si rientrava dal giardino in casa solo per mangiare: pranzo merenda e cena. Basta. Era proprio cambiare vita. Si, ogni tanto nei pomeriggi di pioggia si rimaneva in casa, avevamo i compiti da fare, i libri da leggere, ma era tutto diverso, appena spioveva, di nuovo tutti fuori a giocare.

Se li preparo come antipasto o come primo leggero seguito da un secondo piatto ne calcolo uno a testa. Se invece li considero un piatto unico ne servo almeno due a persona.
A Roma – dove ho vissuto per un po’ di anni – li accompagnano sempre con patate al forno, che vengono cotte nella stessa teglia in cui si cuociono i pomodori. Vero piatto unico per le domeniche – pigre – di piena estate.


POMODORI RIPIENI DI RISO




Ingredienti (per 4 porzioni abbondanti  o 8 porzioni più piccole)


8 pomodori a grappolo di media grandezza
200 gr di riso – io uso la varietà parboiled
una ventina di olive taggiasche
Basilico fresco
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva + quello per ungere la teglia
uno spicchio di aglio – se piace io di solito non lo metto
Sale



Accendi il forno a 180 gradi.
Lava i pomodori conservando se possibile il picciolo verde. Saranno più graziosi una volta cotti.
Taglia ad ogni pomodoro la calottina e mettila da parte.
Scava all’interno i pomodori in modo da eliminare la polpa che devi raccogliere in una ciotolina e metti da parte i ‘gusci’ così ottenuti.
Metti a bollire l’acqua per il riso.
Quando bolle sala e metti a cuocere il riso.
Scolalo quando è ancora un po’ al dente.
Nel frattempo frulla la polpa dei pomodori con il basilico e se lo usi la metà dello spicchio di aglio.
Condisci il sugo così ottenuto – che resta piuttosto liquido -  con quattro cucchiai di olio extra vergine di oliva e il sale.
Appena il riso è pronto scolalo e condiscilo con questa salsa e le olive taggiasche private del nocciolo.
Metti un pizzico di sale all’interno di ogni pomodoro, riempi con il riso – a me piace riempirli ben bene, ma dipende dai gusti – e copri ogni pomodoro con la propria calottina tenuta da parte.
Sistema i pomodori in una teglia leggermente unta di olio.
Con un pennello di silicone ungi leggermente anche la superficie esterna dei pomodori e le calottine.
Aggiungi nella teglia un po’ di acqua (deve appena coprire il fondo e un centimetro di altezza dei pomodori) e inforna a 180 gradi per 20 minuti.
Sono pronti quando la buccia dei pomodori comincia a diventare un po’ rugosa.    
Io li preferisco serviti freddi, a temperatura ambiente.




EASY: ben impacchettati in un contenitore ermetico puoi metterli nel cestino del pic nic.




CHIC: piatto unico per il pranzo della domenica in terrazza, preceduti da un antipasto leggero a base di pesce e seguiti da pesche caramellate al miele accompagnate da una pallina di gelato al pistacchio 


venerdì 18 aprile 2014

Mini quiche agli asparagi

Ogni volta che si avvicina un periodo di festa (Natale, Pasqua ma anche il carnevale) faccio una lunga lista di ricette che vorrei mettere su Cioccomela, interi menu dall’antipasto al dolce, immagino le foto, scelgo le combinazioni di pietanze e poi.. non ho mai il tempo di realizzare niente. Anche per questa Pasqua è andata così. Le giornate scorrono velocissime – non ricordo dove ho letto questa frase molto.. da meditare  ‘la vita è quello che ti succede mentre stai facendo altri programmi’ -,  le cose da fare sono sempre tante e per il mio blog (uffa) a volte restano solo i ritagli di tempo. Perché non basta cucinare, serve il tempo per fare le foto, per scrivere qualche riga e poi a volte quello che cucino..non è molto fotogenico, magari buono ma certo non adatto a essere messo qui. O ancora peggio.. non è nemmeno buono.
Avrei voluto mettere almeno quattro ricette in queste due ultime settimane prima di Pasqua e invece siamo a Venerdì e sono riuscita a fotografare solo questa quiche, che – nel programma che avevo preparato – doveva essere l’antipasto per il pranzo di Pasqua … ma va benissimo anche per il pic nic di Pasquetta se il tempo ci consentirà di farlo. Qui a Torino oggi è talmente grigio e freddino che sembra più autunno che pimavera.
La quiche dovrebbe essere fatte con la pasta brisée, ma io non la amo molto, o forse non sono riuscita ancora a trovare la ricetta giusta per farla, a me viene sempre un po’ troppo croccante e quasi insapore, ma sto continuando gli esperimenti. Preferisco allora utilizzare la pasta sfoglia (comprata! Non ho ancora mai provato a farla in casa) e per fare la crema – quello che chiamano appareil - mi piace usare la robiola al posto della panna. E poi non possono mancare le erbe aromatiche, che sanno proprio di primavera. Ho qualche minuscola piantina nel mio mini balcone e tra queste ho scelto la maggiorana che è una delle mie preferite.


MINI QUICHE AGLI ASPARAGI



(con questa dose ho ottenuto 12 quiche utilizzando lo stampino ovale che si vede nella foto e 6 utilizzando quello tondo più grande)


2 fogli di pasta sfoglia (io uso quella rotonda che si trova già stesa nel banco frigo)
400 gr di asparagi
120 gr di robiola
1 uovo intero
50 gr di albumi
5 cucchiai di latte
40 gr di parmigiano grattugiato
Sale
Maggiorana
Olio extravergine di oliva


Pulire e lavare gli asparagi, privando il gambo della parte legnosa.
Separare il gambo dalla punta (devono cuocere separatamente).
Mettere i gambi degli asparagi in una casseruola con acqua salata, portare a ebollizione e lasciar cuocere 20 minuti (o fino a quando saranno teneri, dipende da quanto sono grandi).
A parte lessare in acqua salata le punte, che dovranno cuocere una decina di minuti (verificare, devono rimanere croccanti).

Mentre gli asparagi cuociono accendere il forno a 180 gradi.
Ungere con olio di oliva gli stampini da utilizzare per le quiche.
Tagliare la pasta in modo da foderare il fondo e le pareti degli stampini.
Bucherellare il fondo con una forchetta e cuocere in forno già caldo per 8 minuti.
Togliere dal forno appena la pasta inizia a dorarsi.

Intanto preparare l’appareil.
In una ciotola sbattere l’uovo intero e gli albumi con un pizzico di sale, aggiungere le foglie di maggiorana lavate, la robiola schiacciata con una forchetta, il latte e il parmigiano.
Amalgamare bene fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi. Aggiustare di sale.
Appena gli asparagi sono pronti, scolare i gambi, scolare le punte e tenerle in caldo (servono solo per la decorazione).
Tagliare i gambi a tocchetti e aggiungerli alla crema di uova e robiola.
Con l’aiuto di un mestolino riempire con questa crema i gusci di pasta sfoglia e infornare sempre a 180 gradi per 12 minuti se le quiche sono piccole come quelle ovali, 16 minuti per quelle tonde più grandi.
A fine cottura decorare le quiche con le punte di asparagi tenute in caldo, condire con un filo di olio e ancora qualche foglia di maggiorana e servire.

Sono buone sia calde che a temperatura ambiente.


EASY: per il pic nic di Pasquetta, preparate negli stampi tondi più grandi e accompagnate da piselli freschi stufati in padella con un cipollotto fresco e timo.




CHIC: servi le mini quiche ovali come antipasto per il pranzo di Pasqua, accompagnandole con un’insalatina fresca.









martedì 25 marzo 2014

La non ricetta # 6 - Salade de chèvre chaud

La prima volta che sono andata a Parigi ero in vacanza con i miei genitori. Abbastanza grande da apprezzare il fascino della città e adorare il Louvre e il Musée d’Orsay, le Ninfee di Monet all’Orangerie, le stradine dell’ile de Saint Louis, alcuni angoli nascosti nel quartiere Latino, l’atmosfera della libreria  Shakespeare & Company. E abbastanza piccola, difficile e noiosa per essere diffidente nei confronti della cucina francese che non mi piaceva per niente (poi mi sono ricreduta  negli anni successivi). Per fortuna – mia e della mia mamma che per mangiare è complicata almeno quanto me -  c’erano le insalate! In tutti i ristoranti e bistro c’era almeno un’insalata nel menu – spesso molte di più -  da ordinare ‘comme entrée’ , un piccolo assaggio servito come antipasto, oppure come piatto principale. In questo caso spesso le quantità erano davvero esagerate, grandi piatti nei quali le verdure erano disposte con una tale grazia e abilità che era un peccato .. rovinare la composizione. Ne abbiamo provate tante, di sole verdure  crude, con l’uovo sodo e le alici (tipo la nicoise), insalate con asparagi, fagiolini e piccolissime patatine lesse , quelle con il roquefort e naturalmente la salade de chèvre chaud che era, ed è tuttora, una delle mie preferite.
Non credo che esista ‘la ricetta’ di questa insalata – preferisco il nome francese alla traduzione ‘insalata con il formaggio di capra caldo’ … un po’ deludente - ne ho mangiate decine di versioni diverse e credo che l’unica cosa davvero indispensabile siano le fettine di baguette con lo chèvre fuso sopra. Tutto il resto è a piacere: insalatine miste, olive nere, pomodorini, noci o mandorle, con i ‘lardons’ e ne ho mangiata una versione anche con champignon affettati sottilissimi e quadrotti di sedano. La mia è semplicissima: solo insalata qualche pomodorino e noci. Io la condisco – non tanto alla francese – con una semplice vinaigrette di olio, aceto balsamico e sale di Cervia, ma le scelte sono infinite: limone al posto dell’aceto,  con il miele di acacia – ci sta benissimo soprattutto se nel mix ci sono noci o mandorle - oppure un po’ di senape, grani di sale marino e, perché no, per chi lo ama – io non tanto – un pizzico di pepe nero appena macinato.



SALADE DE CHEVRE CHAUD





Ingredienti per 4 persone:

(le dosi sono del tutto indicative)


8 fettine di baguette
200 gr di formaggio di capra (tipo buche de chèvre)
320 gr di insalata miste
16 pomodorini varietà ‘ciliegino’
50 gr di noci (peso già sgusciate)
Olio extra vergine di oliva
Sale di Cervia
Aceto balsamico

Accendi il grill del forno a 200 gradi.
Lava l’insalata e i pomodorini.
Taglia i pomodori a metà ed elimina un po’ dei semini all’interno.
Tosta le noci in una padellina antiaderente per alcuni minuti, fino a quando diventano dorate.
Con un pennellino ungi con poco olio extra vergine di oliva le fette di baguette e appoggiale su una teglia foderata di carta da forno.
Disponi un pezzetto di chèvre su ogni fetta di pane e metti in forno a grigliare fino a quando il formaggio comincia a fondere.
Intanto prepara la vinaigrette mescolando in un barattolino olio, aceto balsamico e sale.
Componi l’insalata – io non riesco a farlo in modo così ‘artistico’ come in Francia – disponendo nel piatto l’insalata, i mezzi pomodorini una manciata di noci.
Condisci con la vinaigrette e da ultimo aggiungi le fette di baguette con il formaggio.
Servi subito, il formaggio deve essere tiepido e ancora fuso.


EASY: pranzo rapido del sabato. Si prepara in un attimo e si può completare servendo come dessert una porzione fragole e panna, proprio come a Parigi.





CHIC: Servila come antipasto, disponendo l’insalata in piccole coppette in ognuna delle quali ci sarà spazio per una sola fetta di baguette. Metti a tavola in un vassoio: altre fette di baguette, ciotoline con olive nere, mandorle e noci tostate, foglie di rucola. Così ognuno può arricchire come vuole la propria ‘salade’.




martedì 11 marzo 2014

Fette con il cavolo .. ricche

Non so se il cavolo nero si trovi facilmente dappertutto (se non ricordo male quando abitavamo a Roma mia mamma lo trovava con difficoltà) ma in Toscana è molto comune in questa stagione e anche qui a Torino il mio verduraio ne ha sempre in abbondanza. Bene, perché a me piace molto.
In genere da noi si utilizza per due piatti speciali: la ‘ribollita’ e le ‘fette con il cavolo’, due piatti invernali, vero comfort food nelle serate freddissime, che idealmente dovrebbero essere gustati di fronte ad un bel camino acceso. La ribollita è una zuppa di verdure – indispensabili nella ricetta della mia famiglia sono i fagioli, meglio se zolfini e il cavolo nero – che viene servita con sottilissime fette di pane tostato. Le fette con il cavolo (che da noi si chiamano anche ‘fette unte’ .. non troppo allettante come nome, lo so) sono .. queste o meglio questa è una versione arricchita per niente ortodossa (le vere fette con il cavolo non prevedono l’uovo sopra) ma a me piace molto così. E’ una ricetta povera e semplicissima e per questo è importante che il cavolo sia davvero buono e che il pane sia quello toscano vero, senza sale, con la crosta croccante e la mollica soffice e gustosissima anche se ‘sciocca’,  che ha proprio il sapore del pane.
Tra l’altro al cavolo nero è legato uno dei miei primi ricordi di cucina (ho già detto altre volte che da bambina ero una ‘food lover’ inconsapevole, ancora prima di sapere che cosa volesse dire):  quando mia mamma lo lavava sotto l’acqua corrente io e mia sorella ci divertivamo a vedere ‘le perline’, quelle bolle di acqua trasparente che si formano nelle fossette delle foglie. Chissà perché è una di quelle cose che mi è rimasta ben impressa nella memoria.
Tornando a queste fette, in assenza del camino acceso, una bella candela sulla tavola può comunque creare l’atmosfera giusta. A me piacciono i portacandele a stelo oppure le ampie palle di vetro, la candela può essere bianca candida,  giallo ocra o verde bosco.



FETTE CON IL CAVOLO NERO E L’UOVO



Ingredienti per 4 persone:


(le dosi sono indicative)


4 fette di pane toscano sciocco (non salato)
400 gr di cavolo nero
4 uova
Olio extra vergine di oliva toscano
Sale fino
Sale nero di Cipro
1 spicchio di aglio (se piace)

Lava il cavolo nero e puliscilo privandolo delle coste più dure.
Metti il cavolo nero in una pentola con acqua fredda aggiungi il sale e fai bollire fino a quando le foglie saranno tenere (io ho impiegato circa mezz’ora).
Quando il cavolo è pronto scolalo bene, se rimane l’acqua bagnerà il pane (anche se c'è chi le preferisce con il cavolo poco scolato e il pane reso morbido dall'acqua) e mettilo da parte.
Tosta le fette di pane sotto il grill in modo che siano croccanti ma non troppo scure.
Se ti piace (io non l’ho messo), insaporisci il pane sfregandolo con uno spicchio di aglio sbucciato e lavato.
Condisci ogni fetta con olio extra vergine di oliva e un pizzico di sale nero.
Prepara le uova così: metti a scaldare una padella antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva. Per ogni uovo separa l’albume dal tuorlo (che deve rimane intero) e appena l’olio è caldo metti l’ albume in padella. Quando inizia a rapprendersi aggiungi al centro il tuorlo, un pizzico di sale e fai cuocere solo un minuto in modo che il tuorlo rimanga liquido.
Componi ogni fetta aggiungendo sul pane - già condito con olio sale e aglio - un po’ di cavolo nero e un uovo. Se vuoi completa ancora con un filo di olio extra vergine di oliva.
Servi caldo.


EASY: per una cena davanti al camino (.. o con una piccola candela). Da noi quelle senza uovo si mangiano come primo piatto, questa versione arricchita può essere servita come secondo, preceduta da una crema di verdure (carote e patate per esempio). Per finire un mix di frutta (pere mele e arance) speziata e cotta al cartoccio in forno.







CHIC: Per una versione più graziosa da servire come antipasto : sostituisci il pane toscano con fettine di baguette e utilizza uova di quaglia, in modo da ottenere una specie di crostini da servire comunque caldissimi.


  

martedì 8 ottobre 2013

Peperoni ripieni di cuscus

Ho preparato questi peperoni che sanno ancora d’estate una decina di giorni fa, quando qui a Torino il tempo era ancora soleggiato e lievemente estivo. Non ho avuto il tempo di pubblicarli fino ad oggi e ora con questa pioggia, il cielo grigio e l’aria già autunnale sono un po’ fuori tema: il cuscus mi piace moltissimo, ma, non so per quale ragione, lo utilizzo quasi esclusivamente in estate.
A fine Agosto una mia amica ha organizzato una ‘cena a tema’. E’ una sua abitudine molto carina: ogni tanto invita amiche e amici appassionati di cucina, propone il tema della serata ed ogni ‘invitato’ deve portare un piatto che sia in linea.. con l’argomento del giorno. E’ un modo simpatico di ritrovarsi insieme ogni tanto e di scoprire come utilizzare in modo nuovo e fantasioso uno stesso ingrediente. Abbiamo già fatto la ‘cena spagnola’ – qualcuno aveva portato una crema catalana degna del migliore ristorante di Barcellona- un dopocena tutto cioccolato e la serata solo pizza. Nella cena di fine Agosto il tema era appunto il cuscus. E’ stata una delle più divertenti perché il cuscus è talmente versatile che c’era davvero di tutto: piatti a base di sole verdure, un ottimo cuscus di pesce e anche un golosissimo dolce, bicchierini di cuscus zuccherato e condito con pistacchi, mandorle, buccia di limone grattugiata e spezie varie (appena riesco ad avere la ricetta proverò a rifarlo, era davvero molto buono e particolare).
Io avevo preparato questi peperoni utilizzando dei peperoncini piccoli (quelli che di solito si mettono sott’olio ripieni di tonno o altro) ed ho ottenuto una versione ‘mignon’  da aperitivo.
Ci sono piaciuti e li ho rifatti una decina di giorni fa per cena.


PEPERONI RIPIENI DI CUSCUS



4 peperoni grandi o 10 peperoni piccoli
180 gr di cuscus precotto
400 gr di pomodori ciliegini
2 cetrioli
1 limone bio
Tabasco
basilico fresco
sale
olio extravergine di oliva

Porta a ebollizione 300 gr di acqua.
Quando l’acqua bolle, toglila dal fuoco e aggiungi due cucchiai di olio extra vergine di oliva, un cucchiaino di sale, qualche goccia di Tabasco, tre cucchiai di succo di limone e un cucchiaino da caffè di buccia di limone grattata.
Versa a pioggia il cuscus nell’acqua bollente così ‘condita’ e sgranalo con una forchetta.
Copri e lascia riposare coperto fino a quando il cuscus avrà assorbito tutto il liquido (circa 20 minuti).
Trascorso questo tempo, aggiusta di sale e  trasferisci il cuscus sgranato in un ampio piatto di portata.
Accendi il forno a 180 gradi.
Lava i peperoni, togli la calotta senza buttarla via ed elimina i filamenti bianchi all’interno facendo attenzione a non rompere i peperoni.
Spennella l’esterno dei peperoni e le calotte con olio extra vergine di oliva.
Disponi i peperoni insieme alle calotte capovolti su una teglia foderata di carta da forno. Salali leggermente e mettili in forno già caldo per una ventina di minuti (30/35 minuti se hai scelto i pomodori grandi).
Lava i pomodorini e dividili in due se sono piccoli, in quattro pezzi se sono un po’ più grandi.
Sbuccia, lava e taglia a cubetti i due cetrioli. Condisci con poco olio extra vergine di oliva e un pizzico di sale.
Quando il cuscus è pronto e ben sgranato condiscilo con i cubetti di cetriolo e i pomodorini. Aggiusta di sale (i pomodori non sono stati ancora salati) e aggiungi alcune foglie di basilico tritato finemente e – se ti piace- ancora un cucchiaino della buccia grattata del limone.
Appena i peperoni cominciano ad ammorbidirsi, toglili dal forno e lasciali raffreddare.
Quando i peperoni sono tiepidi, riempili con il cuscus e condisci con un filo di olio extravergine di oliva. Servi i peperoni coperti con la loro calottina.


EASY: quasi un piatto unico. Utilizza i peperoni grandi e servili tiepidi per pranzo accompagnati da insalata fresca.



CHIC: se utilizzi i peperoni piccoli, puoi servirli come antipasto insieme a cubetti di formaggio primo sale.




domenica 23 dicembre 2012

Insalata con melagrana chèvre e mandorle e tanti auguri

Non posso dire che la melagrana sia un ingrediente sempre presente nel mio menu di Natale. Le compro ogni anno, ma soprattutto per utilizzarle come ‘arredo natalizio’ sulla tavola e mangiarle al termine delle feste semplicemente come frutta, magari accompagnate da una pallina di gelato alla vaniglia. Devo ammettere che mi attira più la forma così deliziosamente rossa e tondeggiante che non il gusto, leggermente acidulo, dei chicchi. Che, però, sono bellissimi da vedere e danno ad un piatto anche semplice un ‘look’ subito speciale e molto festoso. Per questo ogni tanto non mi dispiace utilizzarla anche in cucina, aggiungendo a piatti dolci o salati (secondo me va bene sia con gli uni che con gli altri) un po’ di queste ‘palline’ rosse e lucide. Quest’anno ho visto delle meravigliose pavlove guarnite da una cascata di chicchi di melagrana: bianco e rosso, proprio i colori del Natale. Forse ne preparerò una per la fine d’anno, ma ancora non ho deciso - e certo non metterò qui la ricetta, ce ne sono talmente tante così belle che la mia non potrebbe aggiungere niente! Preferisco invece proporre una ricetta salata, un’insalata con formaggio, mandorle e melagrana che si presta, secondo me, ad essere utilizzata sia con gli antipasti sia come contorno. E’ rapidissima da fare e molto carina da vedere sulla tavola. Si può condire semplicemente con olio sale e aceto balsamico (pochissimo) oppure, soprattutto se utilizzata tra gli antipasti, con una vinaigrette di olio sale aceto balsamico e una piccola quantità di mostarda di Digione.  
Foto: Insalata mia, melagrana mio marito.  

                          
                                  TANTI AUGURI A TUTTI PER UN NATALE SERENO


INSALATA CON MELAGRANA CHEVRE E MANDORLE




Ingredienti (le dosi sono indicative) per 4 persone:


1 cestino di indivia belga
1 cestino di radicchio rosso di Chioggia
40 gr di mandorle spellate
80 gr di formaggio chèvre
i chicchi di mezza melagrana
olio extravergine di oliva
aceto balsamico
sale
mostarda di Digione (facoltativa)



Taglia a metà le mandorle e falle abbrustolire in una padellina antiaderente.
Taglia a cubetti il formaggio.
Pulisci e lava le insalate. Tamponale con carta da cucina per eliminare l’umidità.
Affetta le insalate a strisce non troppo sottili.
Disponi le insalate in un vassoio: fai la ‘base’ con l’indivia e il radicchio, aggiungi i cubetti di chèvre, le mandorle tostate e da ultimo i chicchi d melagrana.
Prepara un’emulsione con olio extra vergine di oliva, sale, un cucchiaino di aceto balsamico e, se vuoi, anche un cucchiaino di mostarda.
Condisci l’insalata con l’emulsione preparata solo al momento di portarla in tavola.



EASY: servila come contorno ad un piatto di carne riducendo la quantità di formaggio o eliminandolo del tutto.


  
CHIC: proponila con l’antipasto insieme a sottili fette di bresaola condite con scaglie di parmigiano e poco succo di limone.

mercoledì 21 novembre 2012

Peperoni in agrodolce con pistacchi

Mio marito adora il pesce, ma la carne.. così così, non la mangia più di una volta alla settimana. Io quando posso (mamma non leggere!) evito sia carne che pesce, o comunque li mangio a settimane alterne. Così quando la domenica mattina mi siedo davanti alla mia tazzina di caffè con quaderno e lapis per fare i menu della settimana .. la verdura è l’unica voce fissa di ogni cena. Come ho già detto tante volte, sono una maniaca delle liste e non mi può mancare quella delle cene da fare in settimana. Questa più che una mania è una vera esigenza, visto che il tempo che ho a disposizione ogni giorno per fare la spesa e cucinare è davvero poco e avere una lista già fatta mi aiuta a risparmiare tempo in inutili ‘tentennamenti’. Io sono un po’ così: se non ho una routine precisa da seguire mi perdo in mille fantasie e indecisioni e finisco per non combinare niente. Poiché mi conosco, mi ‘imbriglio’ all’interno di una rigorosa tabella di marcia, altrimenti.. adieu! Sono capace di restare mezz’ora davanti al frigo aperto a pensare a cosa mettere in tavola. Invece la domenica mattina, quando in casa c’è ancora silenzio ed ho a disposizione un’oretta tutta per me, preparo il menu per le cene della settimana che sta per cominciare e non è affatto semplice tener conto delle esigenze di tutti: carne si ma poca, uova non più di una volta alla settimana, pollo, ma solo se non abbiamo mangiato carne, i formaggi magari la domenica.. ma che stress!! Per fortuna ci sono le verdure, quelle non hanno limitazioni (.. beh non è vero, mio marito odia ‘le foglie’, l’insalata proprio non gli va). Il problema con le verdure è che mi piacciono tutte, tantissimo, ma ho poca fantasia nel cucinarle e in questa stagione – diciamolo - anche guardare i banchi del fruttivendolo non aiuta. Le  verdure sono poche e nemmeno troppo belle (almeno qui). Non siamo ancora in pieno inverno e in qualche modo l’autunno è già finito. Frutta e verdura sembrano quasi risentire di questa indeterminatezza della stagione e per ora non c’è niente di particolarmente allettante. Così: scarsa fantasia + poca scelta = una combinazione pestifera per i miei menu e la domenica penso, penso, alla ricerca di qualche idea carina da inserire tra le pietanze della cena. Quando qualche domenica fa su un vecchio giornale di cucina ho visto questi peperoni .. non ho saputo resistere! I peperoni non sono esattamente di questa stagione (anche se a dire il vero dal verduraio li trovo ancora belli e croccanti), ma ho infranto la regola del ‘cibo solo di stagione’, perché ero proprio a corto di idee e di ispirazione. Ho ceduto alla tentazione ed ho preparato questo piatto, non proprio invernale, ma dopo tutto siamo ancora in autunno! La ricetta ‘base’ era di Sale e Pepe, ma io l’ho un po’ rivisitata a modo mio. 




PEPERONI IN AGRODOLCE CON PISTACCHI





Ingredienti per 4 persone:


3 peperoni (per me due rossi e uno giallo)
30 gr di mandorle a lamelle
50 gr di pistacchi di Bronte già privati della pellicina scura
1 cucchiaio da tavola di miele di acacia
2 cucchiai da tavola di aceto di mele
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
sale



Lava i peperoni, elimina il picciolo, i semi e i filamenti e tagliale a strisce.
In una casseruola fai scaldare 3 cucchiai di olio e lo spicchio di aglio.
Prima che l’aglio prenda colore, aggiungi i filetti di peperone e fai insaporire per qualche minuto a fuoco basso.
Diluisci il miele con l’aceto e versalo sui peperoni.
Aggiungi il sale, copri e lascia cuocere a fuoco bassissimo per 20 minuti.
Nel frattempo metti mandorle e pistacchi in una padellina antiaderente, condisci con un  pizzico di sale e fai rosolare a fiamma dolce qualche minuto, in modo da abbrustolirli leggermente.
Quando i peperoni sono pronti, aggiungi mandorle e pistacchi, mescola rapidamente e lascia sul fuoco ancora qualche minuto.
Servili a temperatura ambiente.


Con questa ricetta partecipo al Contest Il pistacchio di Bronte di Le torte di Gessica


EASY: cena ‘country’ con gli amici. Usa i peperoni per preparare delle mini bruschette con fette di pane toscano leggermente abbrustolite e qualche falda di peperone. Servi le bruschettine come antipasto, accompagnate da un’insalata di radicchio rosso tagliato a strisce sottilissime



CHIC: sul tavolo del buffet per una cena in piedi (in questo caso tagliali a piccole strisce in modo che non sia necessario usare il coltello): si accompagnano molto bene ad un piatto di formaggi morbidi, tipo caprini e tomini freschi.