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domenica 14 maggio 2017

Fragole con meringa morbida per la festa della mamma

Quando ero piccola ‘investivo’ la mia paghetta mensile nell’acquisto di un numero speciale dei classici di Topolino. Abitavo a Firenze e c’era un vecchio giornalaio non troppo distante da casa che li aveva proprio tutti, anche quelli usciti quando io non ero ancora nata. Ogni mese mi sedevo di fronte allo scaffale dove li teneva in bell’ordine e ne acquistavo uno. Lo leggevo avidamente in poche ore appena arrivata a casa, cercando di non rovinare le pagine e di non spiegazzarlo troppo. Negli anni ho scelto altre letture, ma mi è rimasta l’abitudine di aspettare la fine del mese, acquistare la rivista favorita del momento e sfogliarla in pace da qualche parte. Le mie preferite adesso sono il magazine di Donna Hay e la rivista Elle. La rivista di Donna Hay la compro a Milano, perché qui a Torino non riesco a trovarla. Me la tiene da parte un giornalaio vicino al posto dove lavoro, resisto alla tentazione di sfogliarla in treno tornando a casa e aspetto di avere un pomeriggio più tranquillo per andare alla mia sala da tè preferita: mi siedo su uno dei divanetti, ordino un tè che arriva accompagnato da un piattino con qualche biscotto di frolla e mi dedico alla lettura.
Non sono una appassionata di moda e riviste del genere ma una delle ragioni per cui continuo a comprare Elle è l’editoriale del suo Direttore. E’ una sola pagina, poche righe scritte con il cuore che valgono decisamente l’acquisto e che conservo in uno speciale quaderno dei ritagli, per rileggerli ogni tanto. Ce n’è uno che mi piace moltissimo, dedicato alla sua mamma, di cui copio qui qualche passo, per dedicarlo alla mia di mamma che è una persona speciale come quella descritta qui:
Lo scettro del comando lo detiene saldamente lei, mia mamma nonna di cinque nipoti, capoclan. Lei ha sempre ragione. […]. Le nonne sanno tutto. Hanno visto molto, studiato a memoria poesie in rima, incipit dell’Iliade e leggi della fisica, non hanno mai delegato numeri e parole a un hard disk e non si sono mai fidate di un “search” su Google. E oggi si ricordano le Guerre Puniche e di Indipendenza, i fiumi più lunghi, i movimenti letterari e quelli pittorici, la geometria dei corpi solidi e la chimica delle particelle. Le nonne sanno fare tutto. Posseggono quella manualità innata e quella fiducia nelle proprie capacità pratiche che io attribuisco a epoche più frugali e meno digitali delle nostre. […] Le nonne invecchiano con eleganza perché non hanno mai pensato che i cinquanta fossero i nuovi trenta […].” (Danda Santini)
Mia mamma è così. Ha studiato latino e greco molti anni prima di me e se li ricorda decisamente meglio di me. Ha chiuso la sua laurea nel cassetto senza nessuna frustrazione ed ha dedicato a me e a mia sorella ogni minuto della sua giornata da quando siamo nate. E’ elegante e sempre perfetta e nessuno sospetterebbe che è un elettricista e un idraulico .. di qualità. Smonta e rimonta qualsiasi cosa, zappa il giardino, consulta le ricette di cucina sul tablet (io affogo nei ritagli) ed è capace di fare collegamenti tra Pc e Tv che io nemmeno me li sogno. Qualche anno fa per Natale ha ricevuto una cassetta degli attrezzi ‘professionale’ e credo che lo consideri uno dei regali più belli che le abbiamo fatto. Ha un e-book dal quale non si separa mai ma adora le vecchie porcellane, i mobili antichi e si rifiuta di accettare che il sushi possa essere una delle prelibatezze del momento. Così come non considera una buona idea che le ‘ragazze’ possano ad un certo punto cambiare colore di capelli e trasformare i loro capelli neri in castani mesciati di biondo (vero mamma??).
A lei è dedicato questo dolce di oggi, tanti auguri mamma! La dedica è naturalmente anche per il mio papà, è un tipo straordinario anche lui, un po’ l’intellettuale pensatore della famiglia.

P.S. Qualche difettuccio lo ha anche la mia mamma. Adora l’ordine e in uno dei suoi frequenti repulisti ha buttato via tutta la mia collezione di Topolini faticosamente messa insieme paghetta dopo paghetta. E’ stato un errore d’accordo, ma intanto l’ha fatto. Non l’ho ancora perdonata.

La ricetta è copiata da un dolce di Csaba della Zorza, che lo prepara in una versione più autunnale – ottima - con le mele e il frutto della passione.

FRAGOLE CON MERINGA MORBIDA



Ingredienti per persone:
Per la meringa:
2 albumi
lo stesso peso degli albumi (45 gr circa) di zucchero a velo
lo stesso peso degli albumi (45 gr circa) di zucchero semolato fine, tipo Zefiro

400 gr di fragole
2 cucchiai di zucchero di canna
4 cucchiai di succo di limone
zucchero a velo per servire


Lava le fragole ancora con il picciolo verde, poi elimina il picciolo.
Tagliale a metà se non sono molto grandi, altrimenti in quattro parti e mettile in una casseruola con lo zucchero di canna e il succo di limone.
Falle cuocere a fiamma bassa fino a quando cominceranno a disfarsi.
Non devono disfarsi completamente, solo ammorbidirsi, quindi toglile dal fuoco appena sono pronte e lasciale raffreddare.
Prepara la meringa.
Mescola i due tipi di zucchero, in modo da ottenere un unico mix.
In una ciotola metti gli albumi e inizia a sbattere con l’aiuto delle fruste elettriche o di una planetaria. Appena iniziano a diventare un po’ spumosi aggiungi il composto di zuccheri in tre fasi successive (un terzo alla volta) senza mai smettere di sbattere e utilizzando le fruste o il mix a velocità elevata.
L’obbiettivo è quello di ottenere una meringa soda e compatta, la prova ‘classica’ è verificare che la meringa rimanga attaccata alla ciotola quando questa viene inclinata… o addirittura capovolta!
Quando la meringa è pronta, trasferiscila in un sac à poche e mettila in frigo fino al momento di utilizzarla.
Accendi il grill del forno a 200 gradi.
Quando le fragole sono completamente raffreddate, distribuiscile in quattro coppette o pirofile monoporzione che possano andare in forno.
Con la meringa fai una cupoletta su ogni ciotolina di fragole in modo da ricoprire completamente.
Disponi le coppette su una teglia e mettile in forno sotto il grill, fino a quando la meringa comincia a diventare dorata (circa 10 minuti).
Servile appena sfornate cosparse di zucchero a velo.

EASY: per una festa di compleanno o una merenda di fine scuola in terrazza.




CHIC: per una cena di inizio estate a buffet, preparale utilizzando frutta diversa alcune con le fragole, altre con pesche oppure albicocche utilizzando come contenitore tazzine da caffè tutte diverse (purchè possano andare in forno), risolvono in una sola portata il problema di servire frutta e dolce. Per riconoscerle spolverizzate la meringa sulle albicocche con il cacao, quella con le pesche con un pizzico di cannella, le fragole con lo zucchero a velo.

domenica 19 febbraio 2017

Composta di frutta cotta e melagrana

Hygge. Da qualche mese questa parola si legge un po’ ovunque: sui blog (di lifestyle, cucina, arredamento e design…), sulle riviste e sui quotidiani, sugli scaffali delle librerie, in cui compaiono di continuo nuovi libri dedicati all’hygge. Hygge, lo dicono tutti lo ripeto anche io è una parola danese difficile da tradurre – a me viene in mente coziness, ma forse non è la stessa cosa – indica una filosofia di vita che spiega perché i danesi sono uno dei popoli più felici della terra – almeno secondo le statistiche. Hygge è la capacità di apprezzare i piccoli piaceri lenti della vita, quelli legati alla sfera della famiglia, della casa, delle amicizie e trovare in questi una fonte di serenità. Tanto per fare qualche esempio: hygge è una cena ben apparecchiata con tante candele accese sulla tavola, hygge è una tazza di tè e un libro in un pomeriggio piovoso, hygge è fare due chiacchiere con un’amica con una fetta di torta e una tazza di cioccolata calda, un pic nic a due sulla riva di un fiume per festeggiare l’inizio della primavera, raccogliere conchiglie passeggiando sulla spiaggia in un pomeriggio ventoso di autunno. Per me hygge è anche impastare il pane o preparare un dolce profumato di vaniglia nel silenzio totale della mia cucina, cosa di cui – il silenzio – ho spesso immenso bisogno quando torno a casa.
Naturalmente un libro sull’hygge (anzi due) l’ho acquistato anche io perché ero curiosa. All’inizio mi sembrava un po’ ingenuo, ricco di immagini di tazze fumanti, plaid soffici dai colori tenui fotografati sui divani, camini accesi in stanze dalle cui finestre si intravedono giardini innevati. Ci sono indicazioni di cose da fare per sentirsi hygge in ogni stagione, addirittura ricette hygge, una specie di manuale della felicità a portata di tutti, in cui, pare, le parole più gettonate sono candele, camino e cioccolata. Poi ci ho pensato bene, al di là di questa apparente ingenuità, c’è davvero qualcosa da imparare. Per come la vedo io non esistono cose o situazioni hygge: di per sé una tazza di tè non è hygge, per quanto deliziosa sia la miscela scelta, hygge è riuscire a vivere quell’attimo del pomeriggio come un momento di pace totale da dedicare a se stessi o da condividere con mamma e sorella o con l’amica del cuore. Certo l’hygge non può essere una via per la felicità – sarebbe troppo facile – ma un suggerimento molto utile per non farsi sopraffare dai problemi della vita quotidiana, ogni tanto rallentare il ritmo, concedersi qualche piacere slow e sentirsi davvero soddisfatti nel farlo. A questa ricetta tutta danese di candele accese (per quanto io le adori!) aggiungerei qualcosa di più mediterraneo come un pizzico di ironia e di spensieratezza, ingredienti a mio parere indispensabili per affrontare la giornata con un po’ di leggerezza.
Naturalmente è hygge qualsiasi comfort food e divertirsi nel cucinarlo, magari in compagnia. Questa composta di frutta è ispirata ad una ricetta di Elle a Tavola che ho adattato ai nostri gusti. La ricetta originale utilizzava ‘frutta antica’ e un po’ di Marsala, niente zucchero. Io ho aggiunto gli alchechengi e le arance pelate al vivo Divertitevi a speziarla con gusti diversi, anice stellato, chiodi di garofano, cardamomo o cannella, da scegliere in base all’umore della giornata o mischiandoli tutti insieme. Trovo che sia molto buona servita tiepida come dessert a fine pasto. Con o senza candele accese.


COMPOSTA DI FRUTTA COTTA E MELAGRANA




Ingredienti per 4 persone:

2 mele renette
2 pere decana
4 arance
20 alchechengi (se piacciono e se li trovate)
2 cucchiaini da caffè di zucchero di canna
2 stecche di cannella
mezza melagrana

Spremi due delle arance e metti il succo filtrato in un pentolino con lo zucchero di canna e le stecche di cannella.
Lava gli alchechengi e privali delle foglie (è un peccato, lo so, sono bellissimi; al limite puoi tenerne qualcuno da non cuocere e aggiungere per la decorazione finale).
Lava e sbuccia le mele e le pere, privale del torsolo e taglia la polpa a pezzi (non troppo piccoli) di dimensioni simili, in modo che cuociano in maniera uniforme.
Sbuccia le altre due arance e pelale al vivo, eliminando tutte le parti bianche i semi e i filamenti. Taglia ogni spicchio in due parti.
Aggiungi tutta la frutta, tranne le arance, nella pentolina con il succo di arancia e fai cuocere coperto per 5 minuti a fuoco basso.
A questo punto aggiungi anche le arance e lascia cuocere a fuoco lento fin quando la frutta sarà tenera (circa 10/15 minuti).
Mentre la composta cuoce preleva i chicchi dalla mezza melagrana.
Quando la frutta è pronta, togli dal fuoco, lascia intiepidire e servila con i chicchi di melagrana.



EASY: mi piace prepararla per la colazione della domenica. Fatta la sera prima e servita tiepida. In questo caso sostituisco la melagrana con qualche prugna essiccata che faccio cuocere con il resto della frutta.




CHIC: servita come dessert a fine pasto, accompagnata da un cucchiaio di crema inglese aromatizzata con la scorza di un limone bio. Servite la frutta nelle coppette e lasciate la crema in una salsiera in modo che ognuno possa aggiungerla a suo gusto.


giovedì 14 luglio 2016

Non Ricetta # 10 - Frutta estiva al forno con gelato

L'estate è così, calda, a volte quasi soffocante, caotica e disordinata. Almeno lo è in città, quando gli impegni sono più o meno quelli delle altre stagioni, al lavoro e a casa, mentre tutto il resto sembra seguire ritmi diversi. I mezzi pubblici hanno orari rallentati, alcuni negozi di generi alimentari cominciano a chiudere o comunque sono molto meno forniti del solito, il giornalaio di fiducia va in ferie e devi fare km per riuscire a trovare le solite riviste o rinunciare a comprarle .. insomma le cose da fare sono quasi le stesse ma gli ostacoli aumentano e le forze diminuiscono, almeno le mie. E, lo dico piano piano, io non amo l’estate e sono contenta quando alla fine d’agosto si riprendono i normali ritmi di vita.
Certo ci sono le vacanze, attese con impazienza. Non importa come si trascorrono, sono sempre speciali: restare in città, andare ospiti da amici in campagna, fare un viaggio lontano o gite al mare da mattina a sera, una passeggiata in montagna per fare fotografie o lunghe soste in giardino in compagnia di un libro e di una caraffa di tè freddo. Le vacanze sono prima di tutto una pausa dalla vita di tutti i giorni: si può prolungare la colazione chiacchierando, dimenticare l’orologio nel cassetto e indossare un prendisole e i sandali anche per una passeggiata in città. Ci si può permettere di non pensare a niente, di non fare programmi per la giornata e io spesso rinuncio anche alla mie abituali liste. Almeno in vacanza, solo per tre settimane, ovunque io sia. Si esce per una passeggiata in città nelle ore fresche, alle sette di sera magari, si improvvisa la cena fermandosi in un piccolo ristorante dove non andavamo da tempo, quello che ha un minuscolo giardino sul retro e i tavolini sistemati sotto gli alberi, un po’ traballanti e illuminati dalla luce delle lanterne che pendono dai rami. Il dolce però lo mangiamo a casa, a mezzanotte, con le finestre spalancate che lasciano entrare l’aria finalmente fresca della sera. Una coppetta di frutta zuccherina e tiepida accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia. Perchè appunto l’estate è così.

P.S. la frutta che ho utilizzato era dolce, ho aggiunto solo una limitata quantità di zucchero. Se preferite zuccherare di più, aumentate in proporzione anche l’acqua. Potete scegliere la frutta che preferite, io ho messo albicocche e ciliegie, ma si possono scegliere pesche e mirtilli, susine e pesche, oppure per una versione super ricca mirtilli pesche ciliegie e albicocche.



FRUTTA ESTIVA AL FORNO CON GELATO



La quantità di frutta può essere aumentata a piacere, le dosi che metto di seguito per me sono risultate due porzioni
(le dosi per lo sciroppo di zucchero sono per 350 gr di frutta già pulita, se aumenta la quantità di frutta è necessario adeguare in proporzione lo sciroppo)


350 gr di frutta estiva a piacere (peso già pulito) io ho messo albicocche e ciliegie; la frutta deve essere matura ma soda
20 gr di zucchero semolato
40 gr di acqua
1 bastoncino di cannella
1 cucchiaino di succo di limone


Per servire:
gelato alla vaniglia, ma anche alla crema, alla menta e allo yogurt.

Prepara la frutta: lavala e asciugala bene con uno strofinaccio pulito o carta da cucina.
Lascia le ciliegie intere e elimina il nocciolo.
Dividi le albicocche a metà oppure in quarti se sono grandi, elimina il nocciolo. Io le lascio con la buccia (invece quando uso le pesche le sbuccio).
Sistema la frutta in una teglia foderata con carta da forno, abbondante perché deve essere poi chiusa a formare un cartoccio.
Prepara lo sciroppo e accendi il forno a 170 gradi.
Metti in una pentolina lo zucchero, l’acqua, il succo di limone e il bastoncino di cannella.
Fai sciogliere lo zucchero su fiamma moderata, non deve caramellare, solo fondere bene in modo da diventare uno sciroppo.
Elimina il bastoncino di cannella e versa lo sciroppo di zucchero sulla frutta. Utilizzando un cucchiaio mescola in modo che lo sciroppo rivesta almeno un po’ la frutta.
Chiudi la carta da forno intorno alla frutta, in modo da formare un cartoccio e metti in forno già caldo (170 gradi) per 15 / 20 minuti.
Il tempo di cottura dipende dal grado di maturazione della frutta e da quanto si desidera morbida, non deve disfarsi. Cuocendo, la frutta sparge un profumo delizioso e forma un succo rosato buonissimo.
Quando la frutta è cotta estraila dal forno, apri il cartoccio e lascia intiepidire.
Servila tiepida o fredda con palline di gelato.
La frutta si conserva in frigo in un contenitore di vetro per due giorni, ma è più buona mangiata subito.

EASY: dessert dopo cena: prepara delle coppette con la frutta sul fondo, palline di gelato sopra, distribuisci su tutto il succo della frutta che si è formato in cottura e scaglie di mandorle tostate.



CHIC: ottima anche a colazione, per preparare una specie di pain perdu: aggiungi la frutta su fette di pan brioche appena tostato, spalmate con un velo sottile di ricotta. Con una tazza di caffè americano (il mio preferito la domenica) e un libro è la colazione perfetta per una mattina di vacanza.



domenica 19 giugno 2016

Fool di fragole crema e ricotta

Qualcuno ha detto che l’ingrediente più importante di un fool è un bel bicchiere e io sono completamente d’accordo. A mio parere qualsiasi dolce o anche solo un insieme di frutta servito in un bel bicchiere di vetro o cristallo, sembra subito un dessert meraviglioso. Io in questo caso ho scelto un semplice tumbler di vetro liscio perché il dolce è già molto colorato, ma naturalmente nella scelta del bicchiere ci si può divertire come si vuole. Un bel calice di cristallo lavorato riempito solo di panna montata e qualche fragola fa un effetto completamente diverso dello stesso dolce servito in una coppetta. Prendete uno di quei bicchieri alti da bibita, mettete all’interno strati di frutta colorata: fragole tagliate in quarti, fettine di kiwi a spicchi, pezzetti regolari di pesche gialle e per concludere qualche lampone, fate scivolare all’interno qualche cucchiaio di crema inglese ed otterrete una macedonia molto più bella e invitante di quella tradizionale presentata nelle coppettine di porcellana. Potete ‘stratificare’ quello che volete: gelato di gusti diversi, alternare come ho fatto io frutta e creme, oppure creare una base da sgranocchiare (meringhe o biscotti secchi sbriciolati) e procedere con strati successivi di consistenze diverse. Otterrete dei bicchieri multicolor facili da preparare e decisamente belli da vedere, immaginatene una decina allineati su un vassoio e pronti per essere serviti come piatto conclusivo di una cena in terrazza. Se poi scegliete di servire il vostro fool in un bicchiere alto da bibita, c’è un altro ‘ingrediente segreto’ che non può mancare: un cucchiaio lungo, quelli da gelato che in genere vengono serviti con i milk shake, così che in un solo assaggio sia possibile arrivare fino all’ultimo strato e gustare tutti insieme i sapori che avrete deciso di utilizzare per il vostro bicchierino goloso.


FOOL DI FRAGOLE CREMA E RICOTTA



 Ingredienti per 4 persone:

400 gr di fragole
qualche cucchiaio di zucchero (io non l’ho messo)

Per la crema gialla:

300 ml di latte intero
1 pizzico di cannella (a me piace molto con le fragole, ma può essere eliminata)
2 tuorli d'uovo
100 gr di zucchero semolato fine tipo Zefiro
30 gr di farina ‘00’

Per la crema rosa:

100 gr di ricotta di mucca
50 gr di zucchero a velo
80 gr di fragole (quindi in tutto le fragole sono 480 gr)

Prepara prima le fragole da mettere in fondo al bicchiere (400 gr).
Lavale quando hanno ancora il picciolo verde attaccato, poi elimina il picciolo, asciugale bene con carta da cucina e tagliale in quarti (o pezzetti più piccoli se sono grandi).
Se vuoi puoi insaporire le fragole con qualche cucchiaio di zucchero, io non l’ho fatto perché il fool è già abbastanza dolce, ma dipende dai gusti.
Disponi le fragole all’interno dei bicchieri e metti da parte.

Prepara la crema gialla.
Metti a scaldare il latte in una casseruola (lasciane da parte mezzo bicchiere) con la cannella se la usi e togli dal fuoco prima che inizi a bollire. Lascia intiepidire.
Intanto, utilizzando una piccola frusta, sbatti i tuorli con lo zucchero.
Quando il composto è spumoso, unisci la farina setacciata. Amalgama con la frusta e aggiungi il latte lasciato freddo da parte, facendo attenzione e non formare grumi.
Quando sarà ben amalgamato aggiungi a filo il resto del latte ormai tiepido e amalgama bene in modo da ottenere un composto privo di grumi.
Versa il composto di latte uova e farina nella casseruola e metti sul fuoco a fiamma dolce continuando a mescolare con la frusta, fino a quando la crema comincia ad addensarsi.
Toglila dal fuoco appena vela il cucchiaio, non deve essere troppo densa perché continuerà ad addensarsi anche lontana dal calore del fuoco.
Io la verso ancora calda nei bicchieri sopra le fragole in modo che la frutta si cuocia un po’.
Metti da parte e prepara la crema rosa.
Lava gli 80 gr di fragole rimasti (sempre con il picciolo), asciugale e tagliale in pezzi grossolani.
Metti la ricotta in un recipiente alto e utilizza le stesse fruste con le quali monteresti la panna per frullarla con lo zucchero a velo. Non monta come la panna ma diventa soffice.
Quando è ben montata, aggiungi anche le fragole in pezzi e frulla di nuovo in modo da ridurle in purea e far diventare la ricotta di un bel rosa.
Metti la ricotta ‘rosa’ da parte e aggiungila al fool solo quando la crema sarà completamente raffreddata.
Si conservano in frigorifero al massimo 4 ore.

EASY: Se la cena prevede solo un piatto unico, servilo come dessert in un bicchiere alto, aggiungendo come quarto strato sotto le fragole una meringa sbriciolata.



CHIC: in mini pozione, in bicchieri molto più piccoli di quelli che ho utilizzato io, puoi servirlo in questa stagione una domenica pomeriggio con il tè al posto dei più tradizionali pasticcini alla frutta.


lunedì 21 settembre 2015

Non ricetta # 10 - Frozen Yogurt alla pesca ispirato a Donna Hay

Sembrava già arrivato l’autunno qui, invece questo fine settimana è tornato il sole, la luce estiva e le temperature sono state più calde e gradevoli. Così ho fatto per l’ennesima volta quello che è stato il dolce tormentone di questa caldissima estate: frozen yogurt, questa volta al gusto di pesca.
Il frozen yogurt non è una ricetta (o ‘non ricetta’ che sia) ma un metodo o forse  - meglio ancora – un’idea. Per quanto mi riguarda, l’idea viene da Donna Hay e dal suo stranoto frozen yogurt al mango e banana pubblicato qui. Io non amo particolarmente le banane né lo yogurt alla vaniglia che lei consiglia e ho riutilizzato il metodo di DH adattandolo ai miei gusti. Perché quello che conta in ricette come questa è l’idea, appunto. L’idea per realizzare un dessert light e goloso al tempo stesso che parli ancora un po’ di estate. Perfetto – a mio parere - per il rientro in città, per quelle sere in cui gli amici passano per vedere le foto delle vacanze e per scambiarsi qualche racconto. Anche quando non c’è tempo per un vero invito a cena, ma solo per una cena un po’ improvvisata: aperitivo con qualche idea veloce (pasta sfoglia già pronta con la quale ottenere tartine golose aggiungendo fichi, formaggio, prosciutto, fettine di pane nero spalmate di gorgonzola e decorate con pere affettate sottili….) un piatto unico magari anche solo tante verdure e cus cus e un dolce light possibilmente fresco e ‘fruttato’. Come il frozen yogurt appunto, da realizzare con la frutta preferita. E per accompagnare il tutto, è probabile che tra i souvenir della vacanza ci sia una bottiglia di vino bianco frizzante comprata proprio lì dove lo producono ancora in poche bottiglie o un rosé assaggiato per caso come aperitivo a cena e acquistato dal produttore prima di tornare a casa.
Dopo vari esperimenti ho messo a punto la mia ricetta di frozen yogurt utilizzando il metodo di Donna Hay (semplicissimo: far congelare la frutta e frullare con lo yogurt prima di servire). Io uso yogurt greco, lo addolcisco con lo zucchero a velo (meglio di quello semolato, anche di quello finissimo tipo lo Zefiro) e aggiungo la frutta fatta congelare qualche ora in frigo. A mio parere il migliore è quello alla albicocca e mango, ma quest’anno trovare albicocche buone è stato impossibile, almeno qui dove abito io ed ho adottato questa versione alla pesca (anche pesca e mango non è male…). Le dosi della ricetta sono indicative, conviene fare qualche esperimento e trovare la combinazione preferita.
Nella ricetta originale non si parla della proporzione tra frutta e yogurt, ho visto che per me funziona questa: per ogni 100 gr di frutta 80 gr di yogurt e un cucchiaio da minestra abbondante di zucchero a velo (possibilmente non vanigliato). Tutto qui. Il risultato dopo qualche ora in freezer è un dolce leggero, al gusto di frutta, sufficientemente cremoso da poter essere considerato un gelato. A mio parere non conviene ricongelarlo, mangiato dopo un solo – piuttosto breve - passaggio in freezer è più buono, altrimenti cristallizza troppo e perde cremosità.


FROZEN YOGURT ALLA PESCA (ISPIRATO A DONNA HAY)




Ingredienti per 4 persone (le dosi sono indicative):


850 gr di pesche (si devono ottenere circa 500 gr di frutta sbucciata e privata dei noccioli)
400 gr di yogurt greco
4 cucchiai da minestra (abbondanti) di zucchero a velo



Lava le pesche, sbucciale, privale del nocciolo e tagliale in pezzi non molto grandi.
Sistema i pezzi di frutta in una busta di plastica di quelle utilizzate per congelare i cibi e mettili nel congelatore. Fai congelare per almeno 4 ore. Io li ho lasciati in freezer per 6 ore.
Una mezz’ora prima di servire il frozen yogurt, estrai le pesche dal freezer e mettile nel bicchiere del frullatore insieme allo yogurt ben freddo e allo zucchero (il procedimento è analogo a quello del frappè, in cui si usano ghiaccio frutta e gelato, in questo caso la frutta è ghiacciatissima e non è necessario aggiungere altro ghiaccio).
Frulla fino a quando la frutta sarà completamente disfatta e il composto assume l’aspetto cremoso del gelato.
Puoi scegliere di servirlo subito dopo un breve passaggio in frigorifero oppure di farlo rapprendere una ventina di minuti - al massimo - ancora in freezer. Dipende dalla consistenza che desideri avere, io lo servo ben freddo, dopo 15/20 minuti di freezer.


EASY: servilo per merenda ai bambini in coppette, come un gelato di frutta, accompagnato da mini biscottini di frolla.


CHIC: dessert dopo cena: servito in coppe di vetro e accompagnato da un coulis di lamponi.



venerdì 5 giugno 2015

Clafoutis di fragole

Questa volta il ponte ce lo siamo proprio concesso. Niente vacanze a Pasqua, né tra 25 aprile e primo maggio, ma stavolta si. Cinque giorni a casa di amici su una collina verdissima di vigneti. Il programma principale prevedeva di stare insieme e chiacchierare tanto, gustando un panorama incantevole e un silenzio che in città non esiste. La casa è deliziosa: mura di pietra grezza, persiane di legno azzurro mare e le finestre che scendono fino a terra incorniciate da rose rampicanti. L’interno è ancora da sistemare, ma la mia amica se la prende – giustamente – comoda. Al piano terra per ora ci sono solo due grandi divani di fronte al camino, un lungo tavolo di legno massiccio e seggioline di fortuna, tutte diverse: da quelle di legno dipinto a quelle modernissime di plexiglass trasparente. Non perché questo mix sia l’idea di un designer, tutt’altro. Il mix serve per riuscire a riunire intorno al tavolo un bel numero di amici, raccogliendo qua e là sedie che altrove avanzavano. Solo la cucina è già completa, anche di planetaria. Non abbiamo fatto niente: volevamo fare qualche gita nei dintorni, la visita a un paio di cantine e una serata all’aperto a sentire musica dal vivo. E invece non siamo andati oltre il cancello. Solo tante chiacchiere e qualche passeggiata lenta tra i vigneti – straordinariamente belli e verdi, chiazzati qua e là da qualche ramo di rose (un giorno mi farò spiegare perché vicino ai vigneti spesso ci sono piante di rose). E non abbiamo rinunciato al lato gourmand della vacanza, anzi, direi che abbiamo esagerato. Quando non eravamo fuori a prendere il fresco eravamo in cucina, anche in questo caso senza programmi. Abbiamo cucinato quello che c’era, verdure fresche, uova, insalate di pasta e tanta frutta, impastato pizza e focacce: la mia amica ne ha preparata una con i pomodori verdi talmente buona che non ha fatto in tempo ad arrivare in tavola. L’abbiamo mangiata appena cotta .. diciamo come aperitivo. Abbiamo chiuso ogni cena con un dessert, in dosi abbondanti; se avanzava qualcosa lo trovavamo la mattina successiva sulla tavola della colazione. Io ho preparato tra gli altri questo clafoutis di fragole, ma abbiamo cotto anche crostate di frutta, montato meringhe – per una pavlova con gelato e albicocche - e infornato biscotti digestive per fingere di amare anche i dolci light.
Di ricette di clafoutis ne esistono a centinaia, è un po’ come con le torte di mele, ognuno ha la sua e sono tutte buone. La pastella si può fare utilizzando farine diverse, aggiungendo aromi che variano dalla vaniglia alla cannella e utilizzando diversi tipi di frutta. I miei preferiti sono quello con le albicocche, la farina di farro e lo zucchero di canna e questo con le fragole. Le fragole in cottura si disfano, formano uno sciroppo denso e profumato che tinge di rosso la pasta e diffonde per la cucina un profumo golosissimo. Il classico dei classici prevede l’uso di ciliegie che però – ahimè – vanno prima snocciolate. Certo, dati i ritmi ultra lenti della vacanza ci saremmo anche potute permettere un’ora di ‘snocciolamento’ ciliegie, ma la pigrizia ha avuto il sopravvento e abbiamo scelto le fragole.

La dose delle fragole è piuttosto indicativa, dipende da quanto vi piace ricco di frutta, io in genere abbondo.


CLAFOUTIS DI FRAGOLE




Ingredienti per sei/otto pirofiline (io ho utilizzato le stesse pirofiline che uso per la crème brulée e con questa dose ne ho riempite otto)

500 gr di fragole
100 gr di mandorle senza buccia (peso senza guscio)
130 gr di farina ‘00’
200 gr di zucchero semolato
2 uova intere
50 gr di burro
500 ml di latte
i semi di mezza bacca di vaniglia

Per decorare:
zucchero a velo

Metti nel frullatore le mandorle e qualche cucchiaio di zucchero tolto dal totale e frulla fino ad ottenere una farina sottile (in alternativa è possibile utilizzare direttamente la farina di mandorle).
Scalda il latte (senza portarlo ad ebollizione) e a fiamma spenta aggiungi i semi della bacca di vaniglia e il burro a pezzetti in modo che con il calore del latte possa sciogliersi. Lascia riposare.
Monta le uova con lo zucchero rimasto fino ad ottenere un composta chiaro e spumoso.
Aggiungi in tre volte la farina setacciata mescolando con una spatola di silicone per non smontare il composto, poi la farina di mandorle.
Quando la pastella è omogena aggiungi al composto il latte a filo - filtrato per eliminare la vaniglia -  e mescola fino ad ottenere una pastella liscia.
Accendi il forno a 180 gradi.
Lava le fragole (ancora con il picciolo, mi hanno detto, altrimenti .. assorbono acqua pare), elimina il picciolo e tagliale in 4 o 6 pezzi se sono grandi, altrimenti a metà.
Tamponale con carta da cucina per eliminare l’umidità  e distribuiscile sul fondo delle pirofiline (io non le imburro, ma è una mia scelta).
Versa sulle fragole la pastella aiutandoti con un mestolo - distribuiscila in modo uniforme tra le 6/8 ciotoline.
Metti in forno già caldo a 180 gradi e fai cuocere per 20/25 minuti.

Servi il clafoutis direttamente nelle pirofile tiepido o a temperatura ambiente, spolverato di zucchero a velo.
Trovo che appena uscito dal forno non dia il meglio di sé, deve riposare un pochino.


EASY: Lo trovo perfetto come dessert per una dopo cena estivo, servito tiepido e accompagnato da una pallina di gelato alla vaniglia o - se siete in vena di esperimenti e preferite un gusto più fresco – gelato al cocco e un pizzico di foglie di menta fresca tritate finissime.




CHIC: A colazione, servito a temperatura ambiente, spolverato da una dose generosa di zucchero a velo e accompagnato da tè verde aromatizzato alla rosa e fragola di bosco.


mercoledì 15 aprile 2015

Marmellata di pompelmi rosa e mele

Non sono un tipo crepuscolare - come si dice oggi – anzi tutt’altro, ma l’autunno e l’inverno sono le mie stagioni preferite e quando si passa alla primavera un po’ mi dispiace. Si è vero, le giornate si allungano, la temperatura diventa più tiepida e i colori diventano brillanti, cielo, prati e alberi sembrano quasi scintillare (in città se ne vedono pochi ma ... si fa quel che si può). E’ vero che la primavera è l’occasione per mangiare il primo cono gelato della stagione e per organizzare il primo pic nic. Si può cominciare a pensare a ricette nuove con piselli freschi, asparagi e altre verdure che non si mangiano ormai da mesi. Ho già iniziato a riprendere in mano le ricette di cake e muffins salati, piccole quiche - da accompagnare con un’insalata fresca e la cena è fatta -  e dolci con le fragole. MA, c’è sempre un ‘ma’, l’inverno ha per me un’atmosfera speciale. Non mi dilungo sul perché mi piace tanto l’inverno, è sempre stato così da quando ero piccola, la primavera mi piace così così e l’estate – so che è strano – la salterei a piè pari. Dell’inverno mi piace l’atmosfera ‘comfy’ non so trovare una parola migliore, ovvero ‘comoda da casa e ciabattine di lana’….In genere primavera è sinonimo di nuova energia e io invece in questa stagione sono sempre un po’ stanca e più affaticata del solito. Per quello che posso, prolungo l’atmosfera invernale con il rito del tè bollente quando torno a casa nel pomeriggio e le colazioni pigre la domenica mattina. E cerco di portare il più avanti possibile alcuni sapori tipici dell’inverno che mi piacciono moltissimo, facendo una mini scorta di barattolini di marmellate di agrumi. Quella di arance che ho già messo qui e questa di pompelmo rosa e mele; ormai i pompelmi rosa si trovano tutto l’anno, ma io la preparo in genere in questo periodo. Non utilizzo la scorza dei frutti anche se è molto aromatica e profumata perché non riesco a trovare pompelmi biologici e allora preferisco evitare. Non metto mai molto zucchero nelle mie marmellate perché mi piace sentire il gusto della frutta e non le amo quando sono molto dolci, per questo ne faccio pochi barattolini alla volta perché temo che con questa dose ridotta di zucchero, anche se ben sterilizzate, non si conservino molto a lungo.
Nella ricetta ho messo le dosi indicative dello zucchero, in quanto la dose da utilizzare è pari ad un terzo del peso della frutta. Per questo è necessario modificare le dosi dello zucchero seil peso della frutta è diverso dagli 850 gr. che ho ottenuto io.
Ho messo una parte di zucchero muscovado perché mi piace il gusto che lascia nella marmellata.



MARMELLATA DI POMPELMI ROSA E MELE



 (con queste dosi ho ottenuto circa 700 ml di marmellata)


1,2kg di pompelmi rosa (per ottenere circa  700 gr. di polpa e succo)
2 mele renette (per ottenere circa 150 gr. di polpa di mela)
200 gr circa di zucchero semolato (ho utilizzato quello superfine tipo Zefiro)
40 gr circa di zucchero di canna muscovado


Pela al vivo i pompelmi eliminando bene tutta la pellicina bianca.
Raccogli tutto il succo e la polpa dei pompelmi tagliata a piccoli pezzi in una ciotola capiente. Conviene, nel pelare la frutta, lavorare sopra una ciotola, così è più facile non ‘perdere’ il succo.
Lava e sbuccia le mele, privale del torsolo e dei semini interni e tagliale in cubetti di piccole dimensioni.
Unisci le mele ai pompelmi.
Pesa la quantità di succo e polpa di frutta che hai ottenuto aggiungi nella ciotola lo zucchero nella proporzione di 30 gr di zucchero ogni 100 di frutta (lo zucchero indicato negli ingredienti potrebbe non servirti tutto, oppure se hai ottenuto più di 850 gr di polpa, dovrai aggiungerne ancora un po’).
Amalgama bene frutta e zucchero e lascia riposare coperto da pellicola in frigorifero per tre ore, mescolando ogni tanto.
Versa il contenuto della ciotola in una casseruola che utilizzerai per cuocere la marmellata.
Metti sul fuoco medio, porta a bollore mescolando spesso (eventualmente elimina la schiuma che si forma in superficie) e lascia cuocere fino a raggiungere la consistenza voluta (io ho impiegato un’ora e un quarto).
Al termine della cottura passa la marmellata utilizzando un passaverdure.
Invasala nei barattolini sterilizzati in precedenza e chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la marmellata al riparo dalla luce.


EASY: è una marmellata dal gusto un po’ amaro. A mio parere è ottima spalmata su una fetta di pane bianco con un sottile velo di burro. Per una colazione ancora più golosa spalmala su biscottini di frolla al farro.





CHIC: un dessert semplicissimo e molto rapido da fare: prepara dei quadratini di pasta sfoglia già pronta cuocili in forno, spalmali poi di uno strato sottile di questa marmellata e aggiungi uno spicchio di frutta fresca, l’ideale è una pesca succosa e dolce (per trovarle … si deve aspettare ancora un po’). Spolvera con zucchero a velo e servi.. quando vuoi.



giovedì 30 ottobre 2014

Confettura di pere e zenzero

L’autunno è iniziato da più di un mese ormai, ma non ho ancora avuto il modo di ‘festeggiare’ adeguatamente l’arrivo di questa stagione che a me piace moltissimo. Mi piace quando le giornate sono fredde e soleggiate, ma anche quando c’è quella pioggia sottile che dà a tutto un’indefinibile aria grigetta. Mi piace perché fa buio presto e posso trascorrere un intero pomeriggio in casa a cucinare senza rimpianti perché fuori c’è un bellissimo sole e potrei andare a passeggiare o in bicicletta. Oppure decido di rimanere in casa tutta la domenica, al caldo con un bel libro e una tazza di tè avendo come unico obiettivo quello di trascorrere un’intera giornata in relax.
Ci sono alcune cose che ‘fanno autunno’ e che sono per me imprescindibili:
1. una passeggiata nel bosco per fotografare alberi e foglie prima che spariscano i colori giallo rosso e arancio che ci sono adesso
2. preparare il pan co’ santi (ricetta qui) da accompagnare al tè nelle prossime feste di inizio novembre
3. utilizzare la zucca .. ovunque: per impastare il pane che diventa di un bellissimo colore giallo, per fare dei dolcetti tipo muffin, nelle minestre e nelle zuppe (qui e qui) e come decorazione in cucina o sulla tavola apparecchiata per la cena
4. andare almeno una volta a raccogliere le castagne, poi a casa si lessano con un pizzico di sale e semi di finocchio. Da noi fatte così si chiamano ‘ballotte’ e sono buonissime dopo cena da sbucciare lentamente chiacchierando al caldo
5. preparare marmellate di pere e mele – da aggiungere ai barattolini messi da parte quest’estate -  che sono tra le mie preferite e si possono profumare in tanti modi diversi.
E così ho fatto, ho dedicato un pomeriggio a questa ‘marmellata’.
Di solito preparo mele e menta oppure pere e vaniglia, quest’anno per cambiare ho scelto pere e zenzero. Io sono abituata a chiamarla marmellata, ma lo so che non va bene. La marmellata è solo quella di agrumi.
Pensavo che una delle differenze tra marmellata e confettura fosse anche nella proporzione tra zucchero e frutta, invece da varie notizie raccolte qua e là sembra di no: l’unica differenza è che la marmellata è necessariamente a base di agrumi, tutte le altre sono confetture. La proporzione tra zucchero e frutta distingue le confetture dalle composte – almeno ho capito così – perché le composte hanno una percentuale di zucchero più ridotta. Quindi a rigore, la mia sarebbe una ‘composta di pere e zenzero’, visto che io utilizzo una quantità di zucchero molto ridotta (300 gr di zucchero per ogni kilo di frutta ‘già pronta’). Questo perché non amo le cose troppo dolci. Così però i miei ‘barattolini’ si conservano per un periodo di tempo meno lungo, preferisco consumarli entro quattro/sei mesi, anche se abbondantemente sterilizzati.


CONFETTURA DI PERE E ZENZERO



Con questa dose ho ottenuto 5 barattolini da 250 ml


2,2 kg di pere Williams
60 gr zucchero di canna
il succo di 2 limoni
550 gr (circa) di zucchero semolato (da verificare con il peso della frutta prima di cuocere)
un pizzico generoso di zenzero macinato (ma dipende dai gusti)


Lava le pere, sbucciale, togli il torsolo e i semini e tagliale a fettine piccole e sottili.
Metti le pere affettate, lo zucchero di canna e il succo dei due limoni in una zuppiera, mescola bene in modo che le pere siano interamente rivestite di succo di limone e copri con pellicola alimentare.
Metti la zuppiera in frigorifero per un’intera notte (circa 10 ore).
Prima di riprendere a preparare la confettura, sterilizza i barattolini che vorrai utilizzare facendoli bollire in acqua per almeno 10 minuti. Poi lasciali asciugare su un canovaccio pulito.
Al termine di questa operazione, preleva dal frigorifero le pere, pesale insieme al loro succo e aggiungi zucchero semolato nella proporzione di 300 gr per ogni kilo di frutta e succo.
Io con questa quantità di pere ho ottenuto 1,9 kg di frutta e ho aggiunto 550 gr di zucchero semolato.
Mescola bene con un cucchiaio di legno in modo che lo zucchero si sciolga.
Metti la frutta con lo zucchero in una casseruola, aggiungi lo zenzero nella quantità che preferisci e fai cuocere la confettura a fuoco basso per circa un’ora, mescolando spesso.
Al termine della cottura, se la frutta non si è disfatta completamente, puoi utlizzare un frullatore a immersione per ottenere la consistenza desiderata.
Invasa la confettura nei barattolini sterilizzati in precedenza. Chiudi con tappi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la confettura al riparo dalla luce per sei mesi al massimo.


EASY: per una colazione un po’ speciale: una fetta di pane integrale leggermente tostata, spalmata con un velo di formaggio cremoso tipo philadelphia e sopra la confettura di pere e zenzero.





CHIC: piccolo regalo goloso per invito inaspettato. Confeziona un barattolino di ‘marmellata’ con un nastro colorato, accompagnalo con biscotti fatti in casa (.. ma anche no se non sono disponibili!) e portalo al posto della solita scatola di cioccolatini ad un’amica che ti ha invitato a cena.
 


mercoledì 4 giugno 2014

Mousse di fragole

E’ passato quasi un mese dall’ultima volta che ho messo una ricetta su Cioccomela. Il mese di maggio è stato un susseguirsi di pasticci vari  e il tempo per scrivere proprio non c’è stato, tanto meno l’ispirazione giusta anche se ho cucinato tanto e fotografato qualcosa. Ma quando l’ispirazione non c’è, non c’è e anche le foto che ho fatto mi piacciono talmente poco che non ho ancora deciso se e quali pubblicare. Potrei sintetizzare il mese di maggio con questo episodio: io sono miope, molto miope e per lavorare porto gli occhiali e non le lenti a contatto.. bene sono riuscita a perdere gli occhiali. Penso non sia necessario aggiungere altro.
E mi dispiace moltissimo non aver pubblicato niente perché il 23 maggio è il compleanno di mia sorella e mi faceva piacere riuscire a dedicarle una ricetta, magari una bella torta di compleanno. Certo scegliere un dolce da dedicare a lei non è affatto semplice, tutto sommato non è una vera golosa, non mangia cioccolato perché è allergica, non le piacciono le classiche torte pan di spagna e crema e anche con quelle di frutta non va molto d’accordo. Quando eravamo piccole la sua torta di compleanno era in genere una bavarese e infatti mia mamma le ha preparato una bavarese due settimane fa – ma alla bavarese dedicherò, spero, un altro post. Avevo pensato di preparare qualcosa a base di gelato, una specie di zuccotto, ma i suoi gusti preferiti, la prendono in giro tutti, sono .. limone e panna. Come si fa? Allora la scelta è caduta su questa mousse di fragole da accompagnare con qualche biscottino di pasta frolla o da trasformare in mini gelati lasciandola riposare mezza giornata nel congelatore.
Io inserisco nella mousse una quantità minima di agar agar per renderla un po’ più .. sostenuta e aggiungo qualche cucchiaio di formaggio cremoso per ‘tagliare’ il gusto della panna.
Anche se in ritardo questi auguri sono tutti per te: Buon Compleanno!!


MOUSSE DI FRAGOLE    




Ingredienti (per 4 porzioni abbondanti  o 6 porzioni più piccole)


300 gr. di fragole
200 gr. di panna fresca
60 gr. di formaggio morbido tipo Philadelphia
120 gr. di zucchero semolato
100 gr di acqua
25 gr. di zucchero a velo
3 gr. di agar agar

Per servire:
biscottini di frolla allo zenzero (ricetta qui)

Lava le fragole, elimina il picciolo verde e tagliale in pezzi.
Mettile in una zuppiera a macerare con 20 gr di zucchero semolato (tolti dai 120 gr totali) per 15- 20 minuti.
Nel frattempo prepara uno sciroppo: in una pentolina versa l’acqua e i restanti 100 gr di zucchero semolato.
Porta ad ebollizione a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto per sciogliere lo zucchero.
Appena lo sciroppo inizia a bollire, fuori dal fuoco aggiungi l’agar agar, mescola per farlo sciogliere e rimetti sul fuoco.
Fai bollire per 3-4 minuti. Spengi e lascia raffreddare, mescolando ogni tanto per evitare che l’agar agar formi una pellicola sottile in superficie.
Frulla le fragole in modo da ottenere una purea.
Ammorbidisci il Philadelphia con un cucchiaio di legno per renderlo ben cremoso, aggiungilo alle fragole frullate e dai un rapido giro di frullatore a questo composto.
Aggiungi lo sciroppo di zucchero al mix fragole e Philadelphia e mescola fino a quando è tutto ben amalgamato.
Da ultimo monta la panna ben fredda con lo zucchero a velo. Non deve essere troppo soda.
Aggiungila al composto di fragole con una spatola di silicone e mescola piano per non smontarla.
Devi ottenere un composto di colore rosa uniforme.
Metti la mousse a raffreddare in frigorifero per almeno 6 ore.
A me piace servita a temperatura ambiente (la tiro fuori dl frigo una mezz’ora prima) e con qualche biscottino di pasta frolla.


EASY: festa per la fine della scuola: riempi con la mousse delle formine da ghiacciolo o dei bicchierini di carta per il caffè, senza dimenticare lo stecchino! Tieni nel congelatore per 4-5 ore e servi i gelatini ai bambini per merenda.





CHIC: dessert dopo cena: servita in bicchieri di vetro con biscotti di frolla o qualche fragole fresca lasciata intera.  

martedì 18 febbraio 2014

Marmellata di arance dolci

L’ho detto tante volte. Mia mamma cucina molto bene, ha tanta fantasia e riesce sempre a preparare piatti diversi, anche perché come me è appassionata di libri e riviste di cucina dalle quali prende sempre nuove idee. Però in famiglia sono rimaste ‘storiche’ alcune ricette ideate – diciamo così … - dal mio papà. A lui capita spesso di mangiare fuori, per lavoro o per esigenze della contrada.. a Siena è così, e ogni tanto torna con il racconto di qualcosa di particolare che ha mangiato e che mia mamma dovrebbe rifare. Poiché mio papà non ha tanto l’animo dello chef, non è sempre facile capire che cosa ha mangiato e come era fatto. E’ rimasta nelle storie della famiglia una frittata di patate di tanti anni fa, che aveva mangiato non so dove. Ancora oggi ogni volta che mia mamma la prepara lui ricorda a tutti che quella è la ‘sua frittata di patate’.
Se non ricordo male, anche la marmellata di arance è stata una sua idea. Io ero ancora piccola, ma se non sbaglio la ricerca di una ricetta di marmellata di arance che fosse ‘proprio come quella’ non era stata affatto facile. Alla fine credo che sia stata un’amica a dare a mia mamma una ricetta davvero buonissima, che prevede l’utilizzo in proporzioni fisse di arance, limone e pompelmo ed ha un procedimento piuttosto complicato (la zuppiera con le fettine di agrumi immerse in acqua e zucchero restava per più giorni sul mobile della cucina). Il risultato finale è ottimo, di un bellissimo colore arancio dorato e con un retrogusto amaro proprio come la vera marmellata inglese di arance amare.
Non sempre ho il tempo di seguire il lungo procedimento della ricetta di mia mamma e poiché la marmellata di arance è una delle mie preferite (e una delle poche che riesco a fare in inverno quando termino le scorte estive) utilizzo spesso questa versione semplificata che è fatta solo con le arance. Sarebbe ottima con le arance amare, ma io qui a Torino non riesco a trovarle. In genere utilizzo le Navel.   




MARMELLATA DI ARANCE DOLCI




(con queste dosi ho ottenuto 3 barattolini da 250 ml)


1,5 kg di arance Navel (per ottenere 1 kg circa di polpa e succo)
300 gr circa di zucchero semolato (ho utilizzato quello superfine tipo Zefiro)
il succo spremuto di un piccolo limone


Pela al vivo le arance eliminando bene tutta la pellicina bianca.
Raccogli tutto il succo e la polpa delle arance tagliata a piccoli pezzi in una ciotola capiente. Conviene, nel pelare le arance, lavorare sopra una ciotola, così è più facile non ‘perdere’ il succo.
Pesa la quantità di succo e polpa ottenuta e aggiungi nella ciotola lo zucchero nella proporzione di 30 gr di zucchero ogni 100 di frutta (lo zucchero indicato negli ingredienti potrebbe non servirti tutto, oppure se hai ottenuto più di un kg di polpa, dovrai aggiungerne ancora un po’ oltre i 300 gr).
Dopo lo zucchero aggiungi anche il succo del limone e mescola in modo da amalgamare bene frutta e zucchero.
Versa il contenuto della ciotola in una casseruola che utilizzerai per cuocere la marmellata.
Metti sul fuoco medio, porta a bollore mescolando spesso (eventualmente elimina la schiuma che si forma in superficie) e lascia cuocere fino a raggiungere la consistenza voluta (io ho impiegato quasi un’ora).
Al termine della cottura passa la marmellata utilizzando un passaverdure.
Invasala nei barattolini sterilizzati in precedenza e chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la marmellata al riparo dalla luce.


EASY:  a colazione, sul pane integrale spalmato di burro.





CHIC: utilizzala per farcire un soffice Pan di Spagna al cioccolato e cospargi la torta di zucchero a velo. Offrila con il tè il pomeriggio o per concludere un pranzo veloce il sabato dopo un piatto unico.




martedì 29 ottobre 2013

La non ricetta - suggerimento goloso # 5 - Crostini chèvre fichi e miele

Mi capita ogni tanto di cenare da sola perché mio marito è fuori per lavoro. In genere in questo caso scelgo tra due possibili soluzioni. La prima: tavola ben apparecchiata, preparo uno dei miei piatti preferiti e mi siedo a tavola con un libro. Lo so che non si dovrebbe leggere mentre si mangia, ma è uno dei miei ‘lussi’ preferiti quando ceno da sola. L’altra possibilità è preparare una certa varietà di ‘stuzzichini’, un piccolo dolce, sistemare tutto su un tavolino basso davanti alla tv e scegliere un DVD. Non amo guardare la TV ma ho alcuni dei miei film ‘cult’ che posso rivedere decine di volte senza stancarmi mai. Niente di particolarmente impegnativo, commedie leggere sul genere di ‘Sliding Doors’, veri classici come ‘Colazione da Tiffany’ o una meravigliosa versione di ‘Orgoglio e Pregiudizio’ ancora in bianco e nero con Laurence Olivier. In entrambi i casi la mia cena dura quasi due ore, sono lenta anzi lentissima, se poi ci ‘abbino’ la lettura o un film posso stare lì anche tutta la serata.
In genere la scelta ‘piatto cucinato più libro’ è quella delle serata più fredde, quando è piacevole mangiare qualcosa di caldo, addirittura fumante (una zuppa cremosa per esempio o una minestra di verdure), mentre la soluzione davanti alla TV è quella che adotto quando sono talmente stanca da non riuscire a concentrarmi su nessun libro, come è successo la settimana scorsa. Avevo del pane fresco, una buona scelta di formaggi, un avanzo di crema catalana e come mini aperitivo mi sono preparata questi crostini con fichi e chèvre che sono tra i miei preferiti. Se volete aggiungere una nota ancora più golosa e croccante si possono completare con dei gherigli di noce lievemente tostati in una padella antiaderente.




CROSTINI CON CHEVRE MIELE E FICHI




Ingredienti per 4 crostini (dosi MOLTO indicative):


Mezza baguette
2 fichi neri
160 gr di buche de chèvre
4 cucchiaini abbondanti di miele di acacia
Una decina di gherigli di noce (se ti piacciono, io non li ho messi)


Lava i fichi, sbucciali e taglia ogni frutto a metà.
Suddividi il formaggio in quattro parti uguali.
Affetta il pane e tostalo leggermente sotto il grill.
Se le usi, tosta anche le noci per qualche minuto sul fuoco in una padella antiaderente.
Componi i crostini disponendo su ogni fetta di pane il formaggio, mezzo fico e un po’ di noci spezzettate grossolanamente (se hai deciso di usarle).
Completa con un cucchiaio abbondante di miele di acacia. Quello che utilizzo io è piuttosto liquido, se non lo fosse scaldalo leggermente prima di distribuirlo sul pane.


EASY: come aperitivo per una cena autunnale.







CHIC:  non preparare i crostini, ma servi a fine pasto al posto dei formaggi un vassoio con fichi già sbucciati e quadrotti di chèvre e aggiungi sulla tavola piccole ciotoline con il miele liquido.   

giovedì 19 settembre 2013

Confettura di susine e chiodi di garofano

Sono abituata a svegliarmi prestissimo, in genere almeno due ore prima di uscire di casa. Così appena sveglia preparo in silenzio il caffè e mi dedico per un’ora (qualche volta un po’ meno) alla lettura. Odio andare di corsa appena sveglia e preferisco alzarmi con MOLTO anticipo per avere il tempo di fare le cose con calma, tutte quelle alle quali sono abituata, inclusa la pausa caffè con un libro e poco prima di uscire la colazione che faccio seduta a tavola, anche solo dieci minuti, con il resto della famiglia. La mia colazione preferita è una tazza (piuttosto gigante devo ammettere) di orzo con pane e marmellata. Il sabato e la domenica posso fare qualche variazione al mio ‘menu-colazione’, aggiungendo un piattino di biscotti, un muffin o una fetta di torta, tanto per riconoscere il giorno festivo, ma durante la settimana non mi muovo da pane e marmellata. Le marmellate confezionate - anzi il termine giusto sarebbe confetture, ma io sono abituata a chiamarle tutte marmellate - proprio non mi piacciono perché non riesco a sentire il gusto vero della frutta. Ne ho provate di ogni tipo, ma non sono riuscita a trovarne nessuna che mi soddisfacesse. Ogni tanto mi faccio attrarre dai barattolini di bellissime confezioni che si trovano in qualche negozio speciale (magari quelli che vendono tè ed hanno scaffali coloratissimi di marmellate e confetture di ogni tipo), ma quando vado ad assaggiare rimango sempre delusa. Per questo ho bisogno di scorte di marmellata home made. Come forse ho già detto l’anno scorso, la mia fornitrice ufficiale è mia mamma che riesce a fare una quantità di barattoli incredibile: pesche, susine, pere, albicocche (che in genere è destinata a mio cognato perché è la sua preferita). Io mi limito ad una decina di barattoli con la frutta estiva  e altrettanti in inverno con mele e arance. Quest’anno oltre alla confettura di melone e pesche che avevo postato qui, ho preparato questa con susine e chiodi di garofano che mentre cuoce riempie la cucina di un profumo delizioso.    


CONFETTURA DI SUSINE AROMATIZZATA CON CHIODI DI GAROFANO




(con queste dosi ho ottenuto 4 barattolini da 250 ml)

1 kg di susine (il peso è quello delle susine già sbucciate e denocciolate)
300 gr di zucchero semolato (ho utilizzato quello superfine tipo Zefiro)
4 chiodi di garofano
il succo spremuto di un piccolo limone



Taglia le susine in quattro se non sono molto grandi, altrimenti in sei spicchietti e mettile in una ciotola di vetro capiente.
Aggiungi tutto lo zucchero e il succo del limone e mescola in modo da distribuire bene lo zucchero.
Lascia riposare in frigo per 12 ore, mescolando ogni tanto,  in modo che lo zucchero si sciolga completamente.
Trascorso questo tempo, versa il contenuto della ciotola in una casseruola che utilizzerai per cuocere la marmellata.
Aggiungi nella pentola i chiodi di garofano chiusi in una piccola garza in modo che poi possano essere eliminati.
Metti sul fuoco medio, porta a bollore mescolando spesso (eventualmente elimina la schiuma che si forma in superficie) e lascia cuocere fino a raggiungere la consistenza voluta (io ho impiegato 45 minuti).
Al termine della cottura la frutta era quasi totalmente disfatta e non ho avuto la necessità di passarla, a me piace che rimanga qualche piccolo pezzetto.
Elimina i chiodi di garofano.
Invasa la confettura nei barattolini sterilizzati in precedenza e chiudi con coperchi nuovi.
Lascia raffreddare i barattolini capovolti.
Esegui una seconda sterilizzazione facendo bollire i barattoli avvolti in canovacci puliti in una pentola piena d’acqua per 45 minuti.
Terminata la sterilizzazione, spengi e lascia raffreddare i barattoli all’interno della pentola.
Conserva la confettura al riparo dalla luce.



EASY: colazione in settimana: spalmata sul pane, si accompagna molto bene al pane di segale.
 



CHIC: colazione della domenica: prepara una macedonia di frutta, lasciando i pezzi piuttosto grandi e accompagnala a yogurt bianco dolcificato con un po’ di questa marmellata.