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lunedì 8 maggio 2017

Farinata di ceci

Qualche giorno fa ero con una mia amica, seduta alle panchine di un giardino vicino a casa. Lei ha due bambine piccole, 5 e 7 anni, loro dondolavano sull’altalena, noi con maglione pesante a collo alto e un piumino sottile le sorvegliavamo da lontano. In questa ‘primavera autunnale’ non è possibile adottare un abbigliamento più leggero, non si può rinunciare a calze di lana, scarpe chiuse e giubbotti impermeabili. Gli occhiali da sole servono solo per brevi momenti ed è utile avere un paio di guanti di lana (sottili, d’accordo ma sempre di lana) in borsa.
La mia amica è uno spirito romantico, di quelle che hanno sempre un po’ la testa tra le nuvole e da ragazza credeva nel mondo perfetto. Chiacchieravamo guardando le bambine dondolarsi, senza nemmeno concentrarsi molto sulle parole ma lasciandole cadere nel vento che in questi giorni non si ferma mai. Mi diceva che vorrebbe che le bambine non assomigliassero a lei, ma fossero più concrete e decise nei confronti della vita. Lei si coccola con i ricordi di quando era piccola e ha la testa piena di sogni più o meno realizzabili, in sostanza non vive mai nel presente, è sempre sospesa tra passato e futuro. Io lì per lì le ho dato ragione, in fondo non sono molto diversa da lei e capisco che a volte siamo lontane dalla realtà, col rischio di non capire dove stiamo andando. Poi ci ho ripensato, comunque vadano le cose non potrei mai rinunciare ai miei sogni piccoli e grandi, sono convinta che i sogni e i progetti (a volte irrealizzabili) siano parte di me e per qualche strana alchimia rendano la vita più bella. Smettere di sognare vuol dire diventare improvvisamente vecchi, anche a 20 anni. Quindi auguro alle sue bambine di avere sogni grandi e grandi progetti, che diano un senso alla loro vita perché senza sogni… non si va da nessuna parte.

Come dicevo, dato il tempo che fa qui, la farinata è ancora un piatto molto gradito. Ci sono tantissimi modi di farla, modificando le proporzioni tra acqua e farina. Questa è la mia ricetta, a me piace non troppo sottile, poco unta e dalla consistenza un po’ morbida. Se la preferite più croccante aumentate l’acqua (anche fino a 4 volte la quantità di farina) e fatela più sottile. Qualunque sia la proporzione tra acqua e farina è molto importante far riposare a lungo la pastella, almeno 3/ 4 ore. Quando la faccio per pranzo la domenica la preparo la mattina prestissimo (intorno alle 7) e la cuocio all’una subito prima di andare a tavola,
In genere la farinata si gusta con una generosa quantità di pepe nero macinato al momento. Io non amo molto il pepe e lo sostituisco con sale nero, per mantenere lo stesso ‘effetto colore’.
E’ molto buona servita caldissima con una piccola burrata sopra o per una versione più light qualche fetta di primo sale. 



FARINATA DI CECI



Ingredienti per una teglia diametro 28 cm:

200 gr di farina di ceci
400 gr di acqua
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Sale

Per servire:
sale nero macinato al momento
burrata o primo sale (ma anche lardo di Colonnata)


Metti la farina di ceci in una ciotola e versa sopra lentamente tutta l’acqua, mescolando continuamente.
Fai attenzione a non formare grumi; in ogni caso, lasciando riposare la pasta e mescolando spesso, i grumi poco a poco spariscono da soli (sembra incredibile ma è così).
Lascia riposare la pastella per almeno 3 / 4 ore, mescolando ogni tanto (almeno ogni 20 minuti) per ottenere alla fine una pastella densa e vellutata. In ogni caso più riposa, meglio è.
E’ un piatto da fare nelle domeniche di pioggia, quando si trascorre la mattinata in casa in modo da avere il tempo di .. seguirla un po’.
Trascorso il tempo di riposo della pastella accendi il forno a 200.
Aggiungi alla pastella l’olio extra vergine di oliva, un cucchiaino di sale fino e amalgama bene.
Io non ho la teglia in rame necessaria per la farinata, ne uso una di acciaio foderata di carta da forno, ammetto che non sia la stessa cosa, se la teglia è di rame, la farinata è certo più autentica.
Versa la pastella nella teglia eventualmente foderata di carta da forno e cuoci in forno già caldo per 30 minuti. Con questa dose e una teglia di 28 cm di diametro si ottiene una farinata piuttosto spessa, se piace più sottile, si possono fare due teglie da 18 cm.
La farinata è pronta quando la superficie è di colore dorato e lievemente scura ai bordi.
Servi calda, tagliata a fette con sale nero (o pepe) macinato al momento. Si accompagna molto bene con burrata o lardo di Colonnata.


EASY: per un pranzo leggero di domenica, servita molto calda con una burrata e un’insalatina fresca.

CHIC: preparala come antipasto per una cena tra amici, servila tagliata a piccoli spicchi e metti in tavola ciotoline con fette di lardo di Colonnata, fettine di primosale, patè di olive e una buona qualità di olio extravergine di oliva, in modo che ognuno possa scegliere il condimento che preferisce, anche solo olio e pepe.


mercoledì 7 ottobre 2015

Mini pizze per l'aperitivo

Noi eravamo quelli delle vacanze in movimento. Belle, certo, ma riposanti proprio no. Non vacanze ‘zaino in spalla’ perché io non ho quello spirito di sacrificio, non l'ho mai avuto nemmeno a vent’anni, ma comunque vacanze agitate. Lunghi trekking in montagna, viaggi in cui difficilmente si è due sere consecutive nello stesso posto, si vedono tante cose belle, ma forse manca l’attimo di relax per apprezzare in pieno l’atmosfera di un posto, per cogliere quello che gli occhi non consentono di vedere immediatamente ma che devi capire soffermandoti un po’ più a lungo. Con calma. Non abbiamo mai fatto le classiche vacanze ‘sotto l’ombrellone’ a gustare il sole, il profumo del mare e il proverbiale dolce far niente.
Quest’anno però abbiamo detto basta. L’inverno è stato troppo lungo e faticoso per avere anche solo l’energia per progettare una vacanza così. Abbiamo scelto un posto, UNO SOLO, preparato le valige con più libri che vestiti e ci siamo trasferiti lì. A fare niente, solo ammirare il verde dei prati, gustare il ritmo slow delle giornate e a recuperare un po’ di pace. E così abbiamo scoperto un nuovo modo di fare le ferie, senza programmi, senza scadenze da rispettare e senza orari. Abbiamo fatto quello che non ci era mai capitato di fare: seduti alle sei di pomeriggio ad un tavolino lungo la strada con un calice di vino bianco ad osservare i passanti in attesa dell’ora di cena, colazioni di due ore con un libro, una brioche e un succo di frutta che non finiva mai nel giardino di un minuscolo caffè al riparo dal sole, cena tardissimo, tanto non c’è bisogno di svegliarsi presto, non dobbiamo andare da nessuna parte. Abbiamo un po’ stravolto i ritmi della giornata vacanziera rispetto al solito: colazione abbondante e in tarda mattinata, a pranzo solo frutta o poco più e cena tardi, anche alle nove e mezzo. E prima di cena un aperitivo, magari verso le sette. Era la scelta più ‘impegnativa’ della giornata, trovare un posto carino dove soggiornare pigramente prima di cena insieme ad un succo di frutta con una ciotolina di olive oppure un cartoccio di anelli di calamaro fritti con un mini assaggio di vino bianco e frizzante. E questo rito dell’aperitivo prima di cena che fa ancora vacanza ce lo siamo portati a casa. Da ripetere ogni tanto il venerdì sera magari per anticipare l’arrivo del fine settimana o la domenica per prolungare il ritmo vacanziero del week end. In questi casi serve qualcosa di gustoso da preparare in fretta e smangiucchiare chiacchierando prima che la cena sia pronta (oppure da preparare in anticipo come queste pizzette e servire.. quando serve). Quasi come essere ancora in ferie, nelle nostre nuove ‘ferie lente’.


MINI PIZZE PER L’APERITIVO






Ingredienti per una trentina di pizzette:

Per l’impasto:

250 gr di farina 00
140 gr di acqua a temperatura ambiente
5 gr di lievito di birra fresco
20 gr di burro a temperatura ambiente
5 gr di zucchero
5 gr di sale

Per il condimento:

150 gr di passata di pomodoro (per me home made, vedi qui)
1 mozzarella fiordilatte
Origano (se piace io non l'ho messo)
Sale
Olio extravergine di oliva



Per prima cosa metti a scolare la mozzarella in un colino in modo che rilasci l’acqua e non bagni le pizzette.
Sciogli in una piccola ciotola il lievito di birra con la metà dell’acqua e lascia riposare coperto per 15 minuti.
Intanto in una ciotola più grande metti la farina e lo zucchero.
Trascorso il tempo di riposo del lievito, aggiungi alla farina l’acqua con il lievito e inizia ad impastare inserendo gradualmente il resto dell’acqua (potrebbe non servire tutta, l’impasto deve diventare elastico e morbido).
Aggiungi il sale e lavora ancora un po’ l’impasto in modo da farlo assorbire.
Da ultimo aggiungi il burro in piccoli pezzetti e continua ad impastare per una decina di minuti fino a quando la pasta sarà liscia ed omogenea.
Forma una palla, mettila in una ciotola pulita leggermente unta di olio e lascia lievitare fino al raddoppio coperto con pellicola trasparente (io ho impiegato circa due ore).
Quando l’impasto è lievitato accendi il forno a 200 gradi.
Preleva l’impasto dalla ciotola e stendilo prima a mano poi – lievemente – con un mattarello. Per lo spessore della pasta devi fare un po’ di prove, dipende da quanto ‘alte’ vuoi le mini pizze. A me piacciono quando non sono troppo sottili e lascio l’impasto spesso circa mezzo cm.
Con un taglia pasta rotondo ritaglia le pizzette e sistemale su una teglia foderata di carta da forno (lievitano ancora un po’, quindi non metterle troppo ravvicinate).
Su ogni mini pizza metti un cucchiaino di passata di pomodoro e un pizzico di sale e di origano, infine un filo di olio extra vergine di oliva.
Lascia riposare le pizzette coperte da un canovaccio pulito fin quando il forno è in temperatura, quindi inforna per 5/7 minuti (devono gonfiare e colorirsi appena appena).
Nel frattempo taglia la mozzarella a dadini.
Estrai la teglia dal forno, aggiungi su ogni mini pizza una dadino di mozzarella e rimetti in forno per pochi minuti, il tempo per far fondere la mozzarella.
Sono molto buone sia tiepide che fredde.
Si possono congelare da cotte (meglio senza mozzarella) e riscaldare in forno quando serve aggiungendo prima di infornare la mozzarella.

EASY: servile con succo di frutta il pomeriggio per un compleanno o per una merenda …. tra un compito e l’altro.


CHIC: le trovo perfette per un aperitivo con birra artigianale servita freddissima.



mercoledì 25 giugno 2014

Pizzette stracchino e rucola

Non capisco niente di calcio, ma davvero niente – ieri mio marito ha tentato di spiegarmi per l’ennesima volta cosa vuol dire ‘fuori gioco’ e anche lui è tutt’altro che calciofilo! Però mi dispiace che l’Italia sia uscita dal campionato mondiale perché le partite dei mondiali sono l’occasione per delle cene un po’ fuori dall’ordinario. Non si mangia a tavola ma comodamente seduti sui divani e si apparecchia un tavolino basso davanti alla TV. Tutte le pietanze sono sistemate sul tavolino e ciascuno prende quello che vuole nell’ordine che preferisce. E’ l’occasione per preparare qualcosa che non sia proprio ‘una cena’ ma una specie di lungo aperitivo soprattutto se, come ieri, la partita è nel tardo pomeriggio. Ieri io avevo preparato queste pizzette, altre classiche condite con pomodoro e mozzarella e ne avevo lasciate alcune completamente scondite da mangiare con salmone affumicato e verdure alla griglia. Una mia amica si era occupata dei dolci – aveva fatto delle piccole crostatine di frutta talmente belle che è stato un peccato mangiarle, con una morbida crema di ricotta e panna e i frutti rossi - ed un’altra ha portato macedonia di frutta e verdure al forno. Immancabile l’amico single arrivato con qualche bottiglia di birra – artigianale e ottima, piaciuta anche a me che non sono affatto un’intenditrice.
Io davanti alla tv amo la pizza, è una tradizione che mi porto dietro fin da quando ero piccola; non mi è mai piaciuta la televisione - tuttora la guardo pochissimo - ma se capitava che ci fosse qualcosa di carino allora ‘si festeggiava’ la novità con la pizza. Mia mamma preparava la classica margherita e quello che a Siena si chiama ‘ciaccino’ ovvero una specie di pizza bianca, non alta come la focaccia, sottile e buonissima. Io e mia sorella fin dal pomeriggio ‘pregustavamo’ la cena speciale che ci aspettava e lo spettacolo in TV diventava una specie di festa. E alla mia mamma dedico questa ricetta visto che oggi è il suo compleanno e lei tanto golosa non è – meglio la pizza che la torta vero? TANTI AUGURI TANTI AUGURI MAMMA!


PIZZETTE STRACCHINO E RUCOLA



Ingredienti (con questa dose ho ottenuto 12 pizzette del diametro di circa 10 cm)

Per l’impasto delle pizzette:

450 gr di farina 00
150 gr di semola di grano duro rimacinata
10 gr di lievito di birra fresco
360 gr di acqua
8 gr di sale fino

Per condire:

300 gr di stracchino
un mazzetto di rucola
sale di Camargue macinato al momento
olio extra vergine di oliva

Metti in una ciotola le due farine setacciate e sciogli il lievito in 250 gr di acqua (tolta dal peso totale).
Lascia riposare la miscela di acqua e lievito una decina di minuti, poi aggiungila alle farine, mescolando con una forchetta.
Inizia ad impastare (io l’ho fatto a mano ma la planetaria è perfetta) e aggiungi altra acqua fino ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile (l’acqua potrebbe non servirti tutta).
Impasta a mano una decina di minuti (se usi la planetaria fino a quando la pasta inizia ad incordare e avvolgersi intorno al gancio), poi aggiungi il sale e impasta ancora per una decina di minuti, fino a quando l’impasto sarà liscio e compatto.
Mettilo in una ciotola pulita leggermente unta di olio, copri con pellicola e lascia lievitare fino al raddoppio (io ho impiegato circa tre ore).
Trascorso il tempo di lievitazione, rovescia la pasta su un piano infarinato e stendila con le mani fino ad ottenere un disco di pasta di un cm di spessore (più o meno!).
Ritaglia dei cerchi nella pasta utilizzando un tagliapasta rotondo della dimensione che preferisci e metti le pizzette così ottenute su una teglia coperta di carta da forno.
Copri con un canovaccio pulito e lascia lievitare ancora mezz’ora.
Nel frattempo accendi il forno a 250 gradi.
Lava la rucola e spezzetta le foglie più grandi eliminando i gambi più spessi.
Trascorsa la mezz’ora di lievitazione, schiaccia leggermente le pizzette con la punta delle dita, condisci con poco sale di Camargue macinato al momento e inforna per 10/12 minuti nella parte bassa del forno in modo che si cuociano bene sotto.
Estrai le pizzette dal forno, aggiungi su ognuna una po’ di stracchino – dipende dai gusti, io non le faccio molto ‘cariche’- e inforna ancora per qualche minuto (fino a quando lo stracchino inizia a fondersi) sistemando la teglia nella parte centrale del forno.
Estrai le pizzette del forno e finisci di condirle con qualche foglia di rucola lavata e asciugata, sale macinato al momento e un filo di olio extravergine di oliva – se piace, io non l’ho messo.


EASY: pizza party in settimana davanti alla TV, precedute in estate da una zuppa fredda tipo gazpacho. Per finire frutta fresca e uno zuccotto gelato.



CHIC: prepara delle pizzette più piccole di quelle che ho fatto io, poco più grandi di un biscotto e servile come aperitivo con vino bianco ben freddo prima di sedersi a tavola per cena. In questo caso riduci il tempo di cottura della pizzette (per il primo passaggio in forno saranno sufficienti 5 minuti). 


mercoledì 7 maggio 2014

Focaccine farcite di verdure

Come ho già detto troppo volte sono da sempre molto timida. Come a tutte le ‘ragazze’ mi piace chiacchierare, ma parlo tanto solo quando sono in famiglia, con amici fidati o con le mie amiche di sempre. Con persone che conosco poco o niente tendo a diventare silenziosa e .. anche piuttosto scontrosa. Lo so che è un grave difetto e dovrei proprio correggermi, ma per quanto ci provi è più forte di me. Quando mi trovo in mezzo ad estranei mi blocco e più numerosa è la compagnia, peggio è. Per questo quando vengo invitata ad una cena  dove non conosco – quasi – nessuno apprezzo molto se prima di sedersi a tavola viene servito un aperitivo in piedi. Così ho la possibilità di ‘iniziare a socializzare’ e fare qualche parola prima di trovarmi seduta a tavola bloccata tra persone che non ho mai visto e alle quali proprio non saprei che dire. Lo so che è una cosa un po’ sciocca, ma per me è così: preferisco avere la possibilità di rompere il ghiaccio.. quando non sono intrappolata a tavola. Certo non divento lo stesso molto loquace, ma almeno cerco di evitare di sembrare completamente asociale. Non so se in giro esistano altre persone come me, ma penso di si, così quando capita a me di invitare persone che si conoscono poco tra loro, applico sempre la ‘regola dell’aperitivo in piedi’: prima di mettersi a tavola dò la possibilità a qualcuno che fosse super timido come me di sentirsi un po’ più a proprio agio, cominciando a conoscere qualcuno prima che la cena inizi.
Se la cena che segue è abbondante e non ho avuto il tempo di fare molte altre cose mi limito a preparare per l’aperitivo vino bianco (o prosecco)  con nocciole tostate e mandorle salate – io le adoro. Se invece mi è rimasto del tempo per preparare qualcosa in più, in genere scelgo delle piccole tartine o mini focacce come quelle di oggi farcite in modo vario. Quelle che presento qui le ho fatte piccole, quadrate – per cambiare un po’, invece delle solite focaccine tonde – e riempite solo con verdure, ma naturalmente è solo un’idea e ciascuno può divertirsi a farcirle come vuole.


FOCACCINE FARCITE DI VERDURE




Ingredienti (con questa dose ho ottenuto 16 focaccine piccole):

Per le focaccine:
300 gr di farina 1 macinata a pietra
150 gr di acqua
5 gr di lievito di birra fresco
8 gr di sale
5 gr di zucchero
Olio extra vergine di oliva q.b. (per ungere le focaccine prima della cottura)

Per la farcitura:
16 pomodori varietà ciliegino
1 piccola melanzana
una manciata di insalatina fresca
qualche foglia di valeriana
Origano fresco
Sale
Olio

Sciogliere il lievito in un po’ di acqua (una parte dei 150 gr totali). Lasciar riposare qualche minuto.
Mettere la farina in una ciotola, aggiungere l’acqua con il lievito, lo zucchero e piano piano il resto dell’acqua.
Iniziare a impastare (a mano o con la planetaria), si deve ottenere una pasta morbida e lavorabile a mano. L’acqua potrebbe non servire tutta o, viceversa, potrebbe essere necessaria un po’ di acqua in più, dipende da quanta ne assorbe la farina.
Quando la pasta comincia ad incordare aggiungere il sale e continuare a lavorare ancora qualche minuto.
Mettere l’impasto in una ciotola con le pareti unte di olio, coprire con pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio (io ho impiegato circa 3 ore).
Nel frattempo preparare le verdure per la farcitura.
Accendere il forno con la funzione grill a 200 gradi.
Lavare la melanzana, eliminare la calotta e il picciolo e tagliarla a fette piuttosto sottili.
Coprire una teglia con carta da forno e spennellare la carta con olio extravergine di oliva, disporre le fette di melanzana sulla teglia, con l’aiuto di un pennello ungerle ancora con olio e salarle.
Metterle sotto il grill fino a quando risulteranno morbide e leggermente abbrustolite.
Estrarre la teglia dal forno e far grigliare le fette di melanzana dall’altra parte dopo averle di nuovo spennellate con poco olio (ma niente sale).
Quando le fette di melanzana sono pronte toglierle dal forno e lasciarle raffreddare.
Lavare i pomodorini, tagliarli a metà, condirli solo con qualche foglia di origano fresco e metterli da parte.
Lavare e asciugare insalata e valeriana e mettere da parte.
Quando la pasta è lievitata, prelevarla dalla ciotola e stenderla con le mai su un piano di lavoro leggermente infarinato.
Dare alle focaccine la forma che si preferisce (io ho usato un piccolo tagliapasta quadrato) e disporle in una teglia foderata di carta da forno.
Con un  pennellino ungere con olio extra vergine di oliva la superficie delle focaccine e lasciar lievitare ancora 30 minuti.
Cuocere le focaccine in forno già caldo a 180 gradi fino a quando diventano gonfie e dorate in superficie. Il tempo di cottura dipende da quanto sono grandi, le mie erano piuttosto piccole e sono stati sufficienti 6 minuti.
Sfornare e lasciar intiepidire le focaccine, quindi aprirle a metà e farcirle con gli strati di verdura: mezzo pomodorino, una fetta di melanzana (per me piegata in quattro data la dimensione delle mie focacce), qualche foglia di insalata e valeriana, un pizzico di sale e l’altra metà del pomodorino. Condire con un filo di olio e chiudere la focaccina, tenendola ferma con l’aiuto di uno spiedino di legno.

 Con questa ricetta partecipo al contest di Alice de La cucina di Esme 'Nel cesto del pic nic'.




EASY: nel cesto del pic nic: prepara delle focacce della dimensione di un panino, farcisci con le verdure e legale con dei fili sottili di rafia in modo da tenerle ben chiuse.





CHIC: prima di cena: preparale piccole, fermale con piccoli spiedini di legno e servile per l’aperitivo con vino bianco frizzante.  

venerdì 31 maggio 2013

Focaccine integrali di Sara Papa

Penso di aver detto qui almeno una decina di volte che il mio luogo-relax ideale è .. una libreria. Se mi devo distrarre da qualche pensiero poco piacevole o se in settimana ho a disposizione un’ora di tempo da dedicarmi.. è quasi certo che la utilizzo girellando tra scaffali pieni di libri. Un giretto in libreria è una tappa imprescindibile del fine settimana se restiamo a Torino. Ovviamente ho i miei reparti preferiti che sono quello di arte, di storia e di cucina e – lo ammetto – se non sto cercando qualcosa di preciso ma voglio solo curiosare la prima cosa che mi attira di un libro è .. la copertina! Mi piace moltissimo leggere e posso trascorrere qualche ora in una libreria senza accorgermi che il tempo è passato, sfogliando tutti i libri che mi capitano sottomano. Ne esco sempre con una ‘lista dei desideri’ lunghissima.
A Milano una delle mie librerie preferite si trova in pieno centro e vende esclusivamente libri di cucina, un vero paradiso! E’ lì che l’anno scorso ho trovato e acquistato questo libro di Sara Papa, che mi ha conquistato per la semplicità con la quale sono spiegate le ricette, per le immagini .. golose e perché la prima ricetta che ho visto aprendo a caso il libro sono state queste focaccine. Che mi hanno immediatamente ricordato un periodo molto piacevole della mia vita, quando ero ancora piccola e studiavo. Mi chiudevo in camera tutta la mattina (e buona parte del pomeriggio!) immersa nei libroni, ma intorno alle undici facevo una breve pausa-ricreazione. Aspettavo che la mia mamma rientrasse dal giro di spesa e commissioni varie e insieme ci mettevamo sedute in cucina, con una tazza di caffè per lei e di té per me e una focaccina integrale identica a queste – che il panificio dove si serviva mia mamma (abitavamo a Roma in quegli anni) chiamava ‘cruschelle’. La mangiavo così, senza niente dentro, chiacchierando piacevolmente e dopo una ventina di minuti tornavamo alle nostre occupazioni. Ecco perché questa è stata la prima ricetta di questo libro che ho sperimentato (anzi ne approfitto per dire a mia mamma di farle.. sono identiche a quelle che compravi!). Non ho cambiato niente della ricetta originale, ho usato il lievito di birra perché non mi sono ancora decisa a sperimentare il lievito madre.. ma lo farò presto ed ho impastato a mano perché se non sono di corsa lo trovo molto più divertente che usare la planetaria. Sono davvero ottime, riescono sempre come del resto tutte le ricette del libro che ho provato a fare, seguendo alla lettera le indicazioni.  




FOCACCINE INTEGRALI DI SARA PAPA

 




Ingredienti per 6/8 focaccine (le dosi sono la metà rispetto a quelle indicate nel libro)


325 gr di farina integrale
6 gr di lievito di birra (oppure 75 gr di lievito madre)
150/180 gr di acqua (la quantità di acqua necessaria dipende da quanta ne assorbe la farina)
25 gr di miele (io ho utilizzato un miele bio di acacia)
15 gr di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di sale


In una brocca sciogli il lievito di birra con 150 gr di acqua e il miele.
Lascia riposare qualche minuto.
Metti la farina in una ciotola (non occorre setacciarla), versa l’acqua con il lievito e inizia ad impastare.
Aggiungi il sale sciolto in qualche cucchiaio di acqua, lascialo assorbire, inserisci da ultimo l’olio e continua a lavorare la pasta, aggiungendo se necessario ancora un po’ di acqua fino ad ottenere una pasta liscia e compatta.
Mettila a lievitare in una ciotola lievemente unta di olio, copri con la pellicola e lascia riposare fino a quando raddoppia di volume (io ho impiegato circa 4 ore).
Quando la pasta è lievitata, rovesciala su un piano infarinato e allarga e distendi l’impasto con le mani (l’impasto è morbido e facile da lavorare, non occorre il mattarello per stenderlo).
Ritaglia le focaccine con un tagliapasta (io ne ho usato uno rotondo di 7 cm di diametro ed ho ottenuto 8 focaccine).
Metti le focaccine su una teglia rivestita di carta da forno, copri con un canovaccio e lascia lievitare ancora 20 minuti.
Mentre le focaccine lievitano accendi il forno a 190 gradi.
Cuoci in forno già caldo a 190 gradi per 20 minuti.
 


EASY:  per un pic nic (se prima o poi quest’anno l’inverno finisce) farcite come preferisci, mozzarella-pomodoro, salmone-philadelphia-rucola, insalata riccia-pomodori ciliegino-uovo sodo…

 


 
CHIC:  nel cestino del pane per cena insieme a pezzetti di focaccia e panini all’olio.

venerdì 20 luglio 2012

Focaccia con fiori di zucca e 'cene senza orario'


A me piace che ogni stagione abbia le sue tradizioni, qualcosa che si fa (o si mangia) solo in un certo periodo dell’anno e poi .. devi aspettare l’anno successivo. I cenci fritti (penso che in italiano si chiamino chiacchiere o frappe, non saprei) si mangiano solo a carnevale, le ciambelline all’anice solo in quaresima, la crostata di uva si prepara in settembre e .. le ‘cene senza orario’ sono riservate alle serate estive.
Le ‘cene senza orario’ sarebbero in teoria delle cene normali, con amici o in famiglia (in campagna dai miei genitori vengono benissimo!). Ci incontriamo nel tardo pomeriggio e l’obiettivo è quello di cucinare qualcosa tutti insieme e poi cenare – diciamo sempre ‘solo una cena leggera, tanto per stare in compagnia’. Il menu in genere prevede una pasta fredda, pesce alla griglia e un dolce leggero (magari a base di frutta) oppure insalate di vario genere, carne e verdura cotta sul barbeque e l’immancabile dessert. Succede sempre: mentre i ’ragazzi’ si occupano del fuoco, della brace o altro e le ‘ragazze’ preparano le altre pietanze ci viene in mente che sarebbe carino avere qualcosa da mangiucchiare in attesa della cena vera (.. e siamo solo alle sei del pomeriggio o poco oltre!), qualunque cosa, anche delle semplici fette di pane arrostite e condite con olio e pomodoro. Questo significa che iniziamo a mangiare alle sei e finiamo … a sera inoltrata. Ormai lo sappiamo che finisce così, quindi ogni volta che c’è in previsione una ‘cena senza orario’ mi piace preparare qualcosa che possa funzionare da mini aperitivo mentre si cucina. Piccole pizze, fette di focaccia, semplici tramezzini. Questa focaccia con i fiori di zucca è una delle mie preferite perché quando mi riesce bene è anche molto carina da vedere e poi è possibile farla solo per poche settimane l’anno, quando si trovano i fiori e quindi si adatta pienamente alla mia idea di ‘cibo della tradizione’.



FOCACCIA CON FIORI DI ZUCCA (dose per una focaccia tonda di 30 cm di diametro)





Ingredienti :

200 gr di farina 00
200 gr di farina 0 (tipo Manitoba)
1 cucchiaino da caffè di zucchero
2 cucchiaino da caffè di sale
15 gr di lievito di birra
250 ml di acqua
16 fiori di zucca
1 piccolo spicchio di cipolla di Tropea
alcuni fili di erba cipollina
3 cucchiai di olio extravergine di oliva + quello per ungere la teglia
sale grosso per condire alla fine

Metti le due farine in una ciotola e condiscile con il sale.
Scalda leggermente 180 ml di acqua (deve essere appena tiepida).
Sciogli nell’acqua tiepida il lievito e lo zucchero e lascia riposare questo composto una decina di minuti.
Trascorso questo tempo, aggiungi alle farine l’acqua con il lievito e comincia ad  impastare nella ciotola.
Aggiungi poco alla volta il resto dell’acqua (potrebbe non servirti tutta), trasferisci il composto sulla spianatoia appena lo puoi lavorare con le mani e impasta in modo da ottenere un impasto morbido ed elastico.
Lascia lievitare la pasta per  un’ora coperta da un telo.
Nel frattempo lava i fiori di zucca ed elimina il gambo e il pistillo interno.
Taglia a strisce sottili 11 fiori e lascia gli altri 5 interi (serviranno per decorare la superficie della focaccia).
Lava la cipolla e tritala sottile.
Lava anche i fili di erba cipollina e tagliali a pezzetti.
Metti in una padella i fiori tagliati, la cipolla e i fili di erba cipollina. Aggiungi tre cucchiai di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e fai cuocere a fiamma bassa per dieci minuti.
Quando sono cotti, lascia raffreddare i fiori.
Trascorsa l’ora di lievitazione, aggiungi all’impasto i fiori di zucca ormai freddi (se non lo sono, attendi qualche minuto in più) e impasta ancora per alcuni minuti, in modo da incorporare il condimento nella pasta della focaccia.
Fai lievitare la pasta coperta ancora un’ora.
Accendi il forno a 220 gradi.
Ungi con olio il fondo di una teglia, copri con carta da forno e ungi anche la carta da forno.
Disponi la pasta della focaccia nella teglia (deve rimanere piuttosto alta almeno un paio di centimetri).
Sala leggermente in superficie con sale grosso macinato al momento e metti in forno già caldo.
Dopo 15 minuti estrai la focaccia dal forno e guarnisci la superficie con i fiori rimasti interi, aperti, in modo da coprire con una specie di ‘corona’ tutta la focaccia.
Spennella i fiori con olio extravergine di oliva, aggiungi poco sale grosso macinato e rimetti in forno per 10 minuti.
Servi calda o tiepida.

Con questa ricetta partecipo al contest di GustosaMente ZUCCA E ZUCCHINA .. UN CONTEST FIORITO



EASY: nel cestino del picnic farcita con ciliegine di mozzarella e prosciutto cotto.



 
CHIC:  tagliala a spicchi o strisce sottili e servila come aperitivo insieme a vino bianco frizzante e una crema di formaggi alle erbe sistemata in piccole ciotoline, in modo che ogni invitato possa avere la sua.

venerdì 29 giugno 2012

Torta delle rose salata con prosciutto e formaggio


Qualche giorno fa parlavo con una mia amica di ‘menu da pic nic’. Lei sta organizzando una ricca merenda di fine scuola per le amichette della bambina e stava preparando l’elenco di tutto quello che poteva cucinare – in anticipo – in modo da avere il tempo di seguire poi i loro giochi.
“Quasi quasi – mi ha detto – preparo una delle tue torte delle rose salata, ti ricordi quella che facevi sempre?”. Non è che non me lo ricordassi.. l’avevo semplicemente .. archiviata. Faccio per lunghi periodi una ricetta, in tutte le possibili varianti poi.. la ‘dimentico’. Mio marito le chiama ‘ricette smarrite’, quelle per le quali ho una specie di fissazione per settimane e mesi e poi.. spariscono nel dimenticatoio. Devo dire che mi capita anche con vestiti borse e scarpe. Magari per un’intera stagione utilizzo un solo paio di scarpe e poi.. non lo sopporto più. Lo chiudo da qualche parte e mi dimentico anche di averlo.  
Però visto che lei mi ha ricordato la torta delle rose, l’ho rifatta molto volentieri e adesso farò attenzione che non torni ad essere una ‘ricetta smarrita’ (sto compilando un piccolo quaderno con le ricette da non dimenticare assolutamente, ma sarà una cosa lunga!).
La torta delle rose ha un nome decisamente charmant e quando riesce bene (.. come ho già detto il look dei miei piatti ha ancora bisogno di migliorare) è davvero molto carina. Di fatto è semplice pasta da pane farcita.. come si vuole, per questa ho utilizzato prosciutto cotto, formaggio Emmentaler, origano e timo fresco. E’ uno di quei piatti che danno proprio soddisfazione: semplice, divertente da fare e soprattutto molto gustoso.



TORTA DELLE ROSE SALATA CON PROSCIUTTO E FORMAGGIO




Ingredienti per uno stampo di cm 22 di diametro:

15 gr di lievito di birra
300 ml di acqua tiepida
2 cucchiai da tavola di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino da caffè di zucchero
175 gr di farina di grano duro
275 gr di farina 00
2 cucchiaini da caffè di sale

Per farcire
200 gr di prosciutto cotto
200 gr di formaggio Emmentaler
origano e timo freschi
qualche cucchiaio di latte per lucidare la torta prima della cottura

Metti in una caraffa il lievito sbriciolato, 200 ml di acqua appena tiepida, lo zucchero e l’olio. Emulsiona con un cucchiaio e lascia riposare una decina di minuti (fino a quando il lievito forma una schiuma leggera).
In una ciotola mescola le due farine, condisci con il sale e aggiungi l’acqua con il lievito.
Inizia a impastare e aggiungi progressivamente l’acqua che è rimasta (potrebbe non essere tutta necessaria) fino ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile.
Impasta a mano una decina di minuti (o la metà del tempo se usi un impastatore).
Forma una palla e lascia la pasta lievitare coperta per un’ora.
Intanto trita il prosciutto molto sottile, taglia a cubetti la metà del formaggio e grattugia in modo grossolano l’altra parte.
Prepara la farcitura: mescola prosciutto, tutto il formaggio e foglie di timo fresco.
Trascorso il tempo di lievitazione, stendi la pasta in un rettangolo di un cm di altezza e cospargilo con la farcitura, lasciando i margini liberi.
Arrotola in un lungo cilindro e sigilla le estremità.
Taglia il cilindro a fette spesse qualche cm e disponile in una teglia da torta (per me diametro cm 22) foderata di carta da forno, una vicina all’altra con l’estremità ‘farcita’ verso l’alto.
Copri e lascia lievitare ancora per un’ora.
Scalda il forno a 220 gradi.
Trascorsa l’ora, bagna la superficie della torta con qualche cucchiaio di latte utilizzando un pennello di silicone, cospargi con foglie di origano fresco e metti in forno per 30 minuti.


EASY:  è perfetta per una merenda di bambini accompagnata da succo di frutta.



  

CHIC: pic nic tra ‘ragazze’: quando la torta è cotta e raffreddata, separa le rose una dall’altra, avvolgile in carta di alluminio e confezionale in graziose scatoline di cartone colorato. Sistemale in un bel cestino di vimini accompagnate da barattoli di vetro con un’insalata di pomodori a contorno. 

martedì 24 aprile 2012

Pan focaccia al formaggio e mille grazie


Innanzi tutto grazie a tutte voi che siete venute a curiosare su Cioccomela. SII!! Effettivamente è una cosa molto simpatica vedere che il numero dei lettori aumenta. Tutte voi siete passate dal vostro primo post e .. insomma, sapete che viene una specie di mania.. guardavo continuamente se qualcuno si era collegato alla mia prima ricetta. Quindi ancora GRAZIE!
La seconda ricetta che inserisco è una preparazione salata, non posso definirlo un pan brioche perché non ha burro, ma solo olio ed una lavorazione molto semplice, un solo impasto e una sola lievitazione. Il risultato a mio parere è comunque soffice e gradevole.
Impastare è una delle mie attività preferite in cucina, legata a bellissimi ricordi di bambina, quando mia mamma (che è un’ottima cuoca) ci preparava la pizza fatta in casa e io e mia sorella arrampicate su due sedie pasticciavamo, con la nostra dose di acqua e farina, una ‘pizza’ che veniva cotta e per fortuna (!!) servita solo alle bambole.

Ma ecco la ricetta:

PAN FOCACCIA AL FORMAGGIO


Ingredienti :

250 gr di farina 00
1 cucchiaino da caffè di zucchero
1 cucchiaino da caffè di sale
25 gr di lievito di birra
35 ml di olio di semi (io ho utilizzato un olio di semi di mais biologico)
1 uovo
2 cucchiai da tavola di parmigiano grattugiato
120 ml di latte
120 gr di groviera tagliato a cubetti

Metti la farina in una ciotola e condiscila con il sale.
Scalda leggermente (deve essere appena tiepido) il latte.
Utilizza 75 ml di latte tiepido per sciogliere il cubetto di lievito e lo zucchero e metti da parte il resto.
Aggiungi alla farina il latte con il lievito e impasta poco con una forchetta.
Aggiungi l’uovo, l’olio e il parmigiano e impasta nella ciotola, aggiungendo poco alla volta il latte, in modo da ottenere un impasto morbido ed elastico come quello della pizza. Regolati con la quantità di latte da aggiungere per non ottenere un impasto troppo liquido o viceversa troppo denso.
Trasferisci l’impasto sulla spianatoia e lavoralo per alcuni minuti, fino ad ottenere una palla liscia.
A questo punto aggiungi i cubetti di formaggio, incorporandoli poco alla volta nell’impasto.
Lascia lievitare la pasta per  un’ora e trenta, due al massimo, deve raddoppiare di volume. Se dopo i primi 45 minuti l’impasto non è cresciuto molto (è pesante) termina la lievitazione nel forno spento, preriscaldato a 50 gradi.
Cuoci in forno già caldo (220 gradi) per 30 minuti. Se la superficie si colora troppo, negli ultimi 10 minuti copri con un foglio di allumino.



  
EASY: nel cestino del pic nic, accompagnato da affettati e fettine di formaggio piccante.

CHIC: invece di cuocere un’unica pagnotta, suddividi l’impasto in stampini individuali (tipo quelli da creme caramel in alluminio) e servi come antipasto accompagnato da burro salato e fettine di salmone affumicato. In questo caso invece del groviera, utilizza un formaggio dal gusto meno deciso, per esempio pezzetti di scamorza fresca.