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mercoledì 7 ottobre 2015

Mini pizze per l'aperitivo

Noi eravamo quelli delle vacanze in movimento. Belle, certo, ma riposanti proprio no. Non vacanze ‘zaino in spalla’ perché io non ho quello spirito di sacrificio, non l'ho mai avuto nemmeno a vent’anni, ma comunque vacanze agitate. Lunghi trekking in montagna, viaggi in cui difficilmente si è due sere consecutive nello stesso posto, si vedono tante cose belle, ma forse manca l’attimo di relax per apprezzare in pieno l’atmosfera di un posto, per cogliere quello che gli occhi non consentono di vedere immediatamente ma che devi capire soffermandoti un po’ più a lungo. Con calma. Non abbiamo mai fatto le classiche vacanze ‘sotto l’ombrellone’ a gustare il sole, il profumo del mare e il proverbiale dolce far niente.
Quest’anno però abbiamo detto basta. L’inverno è stato troppo lungo e faticoso per avere anche solo l’energia per progettare una vacanza così. Abbiamo scelto un posto, UNO SOLO, preparato le valige con più libri che vestiti e ci siamo trasferiti lì. A fare niente, solo ammirare il verde dei prati, gustare il ritmo slow delle giornate e a recuperare un po’ di pace. E così abbiamo scoperto un nuovo modo di fare le ferie, senza programmi, senza scadenze da rispettare e senza orari. Abbiamo fatto quello che non ci era mai capitato di fare: seduti alle sei di pomeriggio ad un tavolino lungo la strada con un calice di vino bianco ad osservare i passanti in attesa dell’ora di cena, colazioni di due ore con un libro, una brioche e un succo di frutta che non finiva mai nel giardino di un minuscolo caffè al riparo dal sole, cena tardissimo, tanto non c’è bisogno di svegliarsi presto, non dobbiamo andare da nessuna parte. Abbiamo un po’ stravolto i ritmi della giornata vacanziera rispetto al solito: colazione abbondante e in tarda mattinata, a pranzo solo frutta o poco più e cena tardi, anche alle nove e mezzo. E prima di cena un aperitivo, magari verso le sette. Era la scelta più ‘impegnativa’ della giornata, trovare un posto carino dove soggiornare pigramente prima di cena insieme ad un succo di frutta con una ciotolina di olive oppure un cartoccio di anelli di calamaro fritti con un mini assaggio di vino bianco e frizzante. E questo rito dell’aperitivo prima di cena che fa ancora vacanza ce lo siamo portati a casa. Da ripetere ogni tanto il venerdì sera magari per anticipare l’arrivo del fine settimana o la domenica per prolungare il ritmo vacanziero del week end. In questi casi serve qualcosa di gustoso da preparare in fretta e smangiucchiare chiacchierando prima che la cena sia pronta (oppure da preparare in anticipo come queste pizzette e servire.. quando serve). Quasi come essere ancora in ferie, nelle nostre nuove ‘ferie lente’.


MINI PIZZE PER L’APERITIVO






Ingredienti per una trentina di pizzette:

Per l’impasto:

250 gr di farina 00
140 gr di acqua a temperatura ambiente
5 gr di lievito di birra fresco
20 gr di burro a temperatura ambiente
5 gr di zucchero
5 gr di sale

Per il condimento:

150 gr di passata di pomodoro (per me home made, vedi qui)
1 mozzarella fiordilatte
Origano (se piace io non l'ho messo)
Sale
Olio extravergine di oliva



Per prima cosa metti a scolare la mozzarella in un colino in modo che rilasci l’acqua e non bagni le pizzette.
Sciogli in una piccola ciotola il lievito di birra con la metà dell’acqua e lascia riposare coperto per 15 minuti.
Intanto in una ciotola più grande metti la farina e lo zucchero.
Trascorso il tempo di riposo del lievito, aggiungi alla farina l’acqua con il lievito e inizia ad impastare inserendo gradualmente il resto dell’acqua (potrebbe non servire tutta, l’impasto deve diventare elastico e morbido).
Aggiungi il sale e lavora ancora un po’ l’impasto in modo da farlo assorbire.
Da ultimo aggiungi il burro in piccoli pezzetti e continua ad impastare per una decina di minuti fino a quando la pasta sarà liscia ed omogenea.
Forma una palla, mettila in una ciotola pulita leggermente unta di olio e lascia lievitare fino al raddoppio coperto con pellicola trasparente (io ho impiegato circa due ore).
Quando l’impasto è lievitato accendi il forno a 200 gradi.
Preleva l’impasto dalla ciotola e stendilo prima a mano poi – lievemente – con un mattarello. Per lo spessore della pasta devi fare un po’ di prove, dipende da quanto ‘alte’ vuoi le mini pizze. A me piacciono quando non sono troppo sottili e lascio l’impasto spesso circa mezzo cm.
Con un taglia pasta rotondo ritaglia le pizzette e sistemale su una teglia foderata di carta da forno (lievitano ancora un po’, quindi non metterle troppo ravvicinate).
Su ogni mini pizza metti un cucchiaino di passata di pomodoro e un pizzico di sale e di origano, infine un filo di olio extra vergine di oliva.
Lascia riposare le pizzette coperte da un canovaccio pulito fin quando il forno è in temperatura, quindi inforna per 5/7 minuti (devono gonfiare e colorirsi appena appena).
Nel frattempo taglia la mozzarella a dadini.
Estrai la teglia dal forno, aggiungi su ogni mini pizza una dadino di mozzarella e rimetti in forno per pochi minuti, il tempo per far fondere la mozzarella.
Sono molto buone sia tiepide che fredde.
Si possono congelare da cotte (meglio senza mozzarella) e riscaldare in forno quando serve aggiungendo prima di infornare la mozzarella.

EASY: servile con succo di frutta il pomeriggio per un compleanno o per una merenda …. tra un compito e l’altro.


CHIC: le trovo perfette per un aperitivo con birra artigianale servita freddissima.



venerdì 5 giugno 2015

Clafoutis di fragole

Questa volta il ponte ce lo siamo proprio concesso. Niente vacanze a Pasqua, né tra 25 aprile e primo maggio, ma stavolta si. Cinque giorni a casa di amici su una collina verdissima di vigneti. Il programma principale prevedeva di stare insieme e chiacchierare tanto, gustando un panorama incantevole e un silenzio che in città non esiste. La casa è deliziosa: mura di pietra grezza, persiane di legno azzurro mare e le finestre che scendono fino a terra incorniciate da rose rampicanti. L’interno è ancora da sistemare, ma la mia amica se la prende – giustamente – comoda. Al piano terra per ora ci sono solo due grandi divani di fronte al camino, un lungo tavolo di legno massiccio e seggioline di fortuna, tutte diverse: da quelle di legno dipinto a quelle modernissime di plexiglass trasparente. Non perché questo mix sia l’idea di un designer, tutt’altro. Il mix serve per riuscire a riunire intorno al tavolo un bel numero di amici, raccogliendo qua e là sedie che altrove avanzavano. Solo la cucina è già completa, anche di planetaria. Non abbiamo fatto niente: volevamo fare qualche gita nei dintorni, la visita a un paio di cantine e una serata all’aperto a sentire musica dal vivo. E invece non siamo andati oltre il cancello. Solo tante chiacchiere e qualche passeggiata lenta tra i vigneti – straordinariamente belli e verdi, chiazzati qua e là da qualche ramo di rose (un giorno mi farò spiegare perché vicino ai vigneti spesso ci sono piante di rose). E non abbiamo rinunciato al lato gourmand della vacanza, anzi, direi che abbiamo esagerato. Quando non eravamo fuori a prendere il fresco eravamo in cucina, anche in questo caso senza programmi. Abbiamo cucinato quello che c’era, verdure fresche, uova, insalate di pasta e tanta frutta, impastato pizza e focacce: la mia amica ne ha preparata una con i pomodori verdi talmente buona che non ha fatto in tempo ad arrivare in tavola. L’abbiamo mangiata appena cotta .. diciamo come aperitivo. Abbiamo chiuso ogni cena con un dessert, in dosi abbondanti; se avanzava qualcosa lo trovavamo la mattina successiva sulla tavola della colazione. Io ho preparato tra gli altri questo clafoutis di fragole, ma abbiamo cotto anche crostate di frutta, montato meringhe – per una pavlova con gelato e albicocche - e infornato biscotti digestive per fingere di amare anche i dolci light.
Di ricette di clafoutis ne esistono a centinaia, è un po’ come con le torte di mele, ognuno ha la sua e sono tutte buone. La pastella si può fare utilizzando farine diverse, aggiungendo aromi che variano dalla vaniglia alla cannella e utilizzando diversi tipi di frutta. I miei preferiti sono quello con le albicocche, la farina di farro e lo zucchero di canna e questo con le fragole. Le fragole in cottura si disfano, formano uno sciroppo denso e profumato che tinge di rosso la pasta e diffonde per la cucina un profumo golosissimo. Il classico dei classici prevede l’uso di ciliegie che però – ahimè – vanno prima snocciolate. Certo, dati i ritmi ultra lenti della vacanza ci saremmo anche potute permettere un’ora di ‘snocciolamento’ ciliegie, ma la pigrizia ha avuto il sopravvento e abbiamo scelto le fragole.

La dose delle fragole è piuttosto indicativa, dipende da quanto vi piace ricco di frutta, io in genere abbondo.


CLAFOUTIS DI FRAGOLE




Ingredienti per sei/otto pirofiline (io ho utilizzato le stesse pirofiline che uso per la crème brulée e con questa dose ne ho riempite otto)

500 gr di fragole
100 gr di mandorle senza buccia (peso senza guscio)
130 gr di farina ‘00’
200 gr di zucchero semolato
2 uova intere
50 gr di burro
500 ml di latte
i semi di mezza bacca di vaniglia

Per decorare:
zucchero a velo

Metti nel frullatore le mandorle e qualche cucchiaio di zucchero tolto dal totale e frulla fino ad ottenere una farina sottile (in alternativa è possibile utilizzare direttamente la farina di mandorle).
Scalda il latte (senza portarlo ad ebollizione) e a fiamma spenta aggiungi i semi della bacca di vaniglia e il burro a pezzetti in modo che con il calore del latte possa sciogliersi. Lascia riposare.
Monta le uova con lo zucchero rimasto fino ad ottenere un composta chiaro e spumoso.
Aggiungi in tre volte la farina setacciata mescolando con una spatola di silicone per non smontare il composto, poi la farina di mandorle.
Quando la pastella è omogena aggiungi al composto il latte a filo - filtrato per eliminare la vaniglia -  e mescola fino ad ottenere una pastella liscia.
Accendi il forno a 180 gradi.
Lava le fragole (ancora con il picciolo, mi hanno detto, altrimenti .. assorbono acqua pare), elimina il picciolo e tagliale in 4 o 6 pezzi se sono grandi, altrimenti a metà.
Tamponale con carta da cucina per eliminare l’umidità  e distribuiscile sul fondo delle pirofiline (io non le imburro, ma è una mia scelta).
Versa sulle fragole la pastella aiutandoti con un mestolo - distribuiscila in modo uniforme tra le 6/8 ciotoline.
Metti in forno già caldo a 180 gradi e fai cuocere per 20/25 minuti.

Servi il clafoutis direttamente nelle pirofile tiepido o a temperatura ambiente, spolverato di zucchero a velo.
Trovo che appena uscito dal forno non dia il meglio di sé, deve riposare un pochino.


EASY: Lo trovo perfetto come dessert per una dopo cena estivo, servito tiepido e accompagnato da una pallina di gelato alla vaniglia o - se siete in vena di esperimenti e preferite un gusto più fresco – gelato al cocco e un pizzico di foglie di menta fresca tritate finissime.




CHIC: A colazione, servito a temperatura ambiente, spolverato da una dose generosa di zucchero a velo e accompagnato da tè verde aromatizzato alla rosa e fragola di bosco.


giovedì 24 luglio 2014

Tarte Tatin di pomodori datterini

Piove piove non smette mai! Che strana estate quest’anno: cielo grigio nuvole sparse e qualche raro raggio di sole – nella migliore delle ipotesi – oppure piove per ore e l’aria è fresca come in autunno. Qui a Torino il sole per ora si è visto poco, spesso l’aria è così ..incolore che guardare il cielo mette quasi tristezza. E sembra che lo faccia apposta: le giornate più cupe sono quasi sempre nel fine settimana. A volte decidiamo di andare ugualmente in montagna, partiamo il sabato mattina con una scorta di libri e riviste da leggere mentre fuori piove e torniamo la domenica sera. Pazienza se piove quasi sempre, almeno si respira aria pulita e lontani dalla città è possibile sentirsi quasi in vacanza, anche se le ferie sono ancora lontane.
Se restiamo a Torino, il programma è quello delle domeniche d’inverno in cui non abbiamo voglia di fare niente, ovvero una ‘gita’ in libreria di .. qualche ora. A volte mi stupisco da sola di quanto tempo riesco a restare in una libreria a curiosare nei miei reparti preferiti. Di solito dò un rapido sguardo alle ultime novità e ai ‘consigli del libraio’, preferisco scoprire da sola quello che mi può piacere. Ammetto che, se non cerco qualcosa di preciso, quello che mi spinge a prendere in mano un libro e a sfogliarlo è quasi sempre la copertina, più raramente il titolo. Inseguendo copertine che mi sono piaciute ho trovato libri bellissimi a volte di autori quasi sconosciti – almeno per me -  che si sono rivelati straordinarie sorprese. E’ così anche per i libri di cucina, ho i miei autori preferiti – dei quali cerco di non perdere nemmeno un libro – ma se devo scegliere tra qualcosa di ‘mai provato’, quello che mi attrae sono le copertine e le foto all’interno.. ancora prima delle ricette, paradossale no? E’ abbastanza difficile che esca da una libreria senza aver acquistato niente, i libri mi affascinano; i libri, proprio quelli di carta, non gli e-reader e gli e-book (mia mamma è molto più .. avanti di me, lei ormai legge quasi solo .. elettronico!). E nell’ultima gita in libreria domenica scorsa sono riuscita a trovare un libro che cercavo da tanto, quello di Michele Cranston che avevo sfogliato a lungo qualche mese fa a casa di una mia amica e sapevo che era ricchissimo di ricette che mi piacciono. Da quel libro è tratta questa tarte  Tatin salata – ho solo sostituito la mozzarella di bufala della ricetta originaria con un semplice fiordilatte perché lo preferisco ed ho utilizzato lo zucchero di canna per caramellare i pomodori invece dello zucchero normale. E’ una torta facile da fare, che a mio parere si presenta molto bene ed ha dei colori e un profumo che sanno proprio di estate. E visto che il sole non aiuta, mi convinco che è estate apparecchiando con tovaglia bianca e piatti azzurro mare  - o viceversa – e portando in tavola piatti colorati e freschi.

Ho parlato di libri e voglio segnalare questa bellissima iniziativa di Ely sui libri da portare in vacanza:




TARTE TATIN DI POMODORI CON MOZZARELLA



Ingredienti per una torta grande (diametro 22 cm) o 8/10 tortine monoporzione:


1 rotolo di pasta sfoglia già stesa
Una trentina di pomodori datterini (dipende dalla grandezza, devono essere in numero sufficiente a ricoprire il fondo della teglia utilizzata
1 mozzarella fiordilatte (circa 150 gr.)
2 cucchiai da minestra di aceto balsamico
2 cucchiaini da caffè di zucchero di canna
Timo fresco
Sale marino macinato al momento
Olio extra vergine di oliva

Accendi il forno a 200 gradi.
Lava e asciuga i pomodorini ma non tagliarli, lasciali interi.
In una larga padella (meglio se antiaderente) metti l’aceto balsamico e lo zucchero di canna e fai scaldare a fiamma bassa fino a quando lo zucchero sarà sciolto (2/3 minuti).
Aggiungi nella padella i pomodori e le foglie di timo lavate, abbassa la fiamma al minimo e lascia cuocere coperto per una decina di minuti, i pomodori non devono disfarsi ma solo ammorbidirsi e ricoprirsi dello sciroppo dolce.
Lascia raffreddare i pomodori nella padella.
Quando sono a temperatura ambiente, trasferiscili nella teglia che vuoi utilizzare e ricopri completamente il fondo mettendo i pomodori uno accanto all’altro.
Ungi con poco olio extravergine di oliva il bordo della tortiera e ricopri con la pasta sfoglia i pomodori. Inserisci la pasta tra i pomodori e il bordo della tortiera in modo da chiudere la torta.
Metti in forno già caldo per 20-25 minuti (un po’ meno se fai delle monoporzioni) fino a quando la pasta sarà di un bel colore dorato.
Quando la torta è pronta, appoggia sulla pasta un grande piatto e gira la torta, in modo da servirla con i pomodorini verso l’alto.
Quando è ancora calda, aggiungi sui pomodori la mozzarella tagliata a pezzetti e condisci con sale marino macinato al momento (il sale fino ad ora non è stato aggiunto).
Servi calda o tiepida con un filo di olio extravergine di oliva (io non l'ho messo).

EASY: pranzo per due: una torta divisa in due e accompagnata da un’insalata mista con radicchio, insalata riccia, carote grattate e qualche oliva taggiasca.





CHIC: prepara delle monoporzioni, piccole negli stampini dei muffin e servile con vino bianco frizzante come aperitivo in piedi prima di cena.

martedì 8 luglio 2014

Insalata fredda di orzo e friggitelli

Ieri sera sono andata alla lezione di Pilates. Come ogni lunedì dalle 19 alle 20. Ho iniziato da piccola con la ginnastica artistica, poi da più grande aerobica ed altre cose agitatissime tipo STEP, GAG .. Ad un certo punto mi sono stancata di saltellare e di agitarmi a suon di musica e mi sono convertita a qualcosa di più tranquillo e la mia schiena, decisamente, lo preferisce.
Così una volta alla settimana vado a Pilates – dovrei andarci più spesso, ma il tempo è quello che è – in una piccola palestra vicino a casa con grandi vetrate aperte su un giardino. La lezione dura un’ora ed è molto tranquilla, accompagnata da musica rilassante. Ieri sono arrivata in mezzo ad una tempesta d’acqua, a Torino ieri – e anche oggi – era autunno: un diluvio d’acqua, freddo come ad ottobre, cielo nero e scuro già alle tre del pomeriggio. La palestra era buia come in pieno inverno, dalle finestre si vedevano gli alberi del giardino piegati dal vento e in certi momenti pioveva così tanto che .. non si vedevano nemmeno gli alberi, ma solo un muro – abbastanza impressionante!- di pioggia. La nostra insegnante ieri ha scelto come sottofondo musicale un CD di Enya, che a me piace tantissimo, ma che io considero la mia ‘musica di Natale’ e che in genere ascolto solo in pieno dicembre. Ad un certo punto, distesa sul tappetino di gomma piuma che utilizziamo per gli esercizi, con la musica di Enya, la felpa pesante e il rumore della pioggia sulle vetrate…mi sembrava davvero di essere già in pieno autunno, di aver saltato a piè pari l’estate –stagione che lo confesso non amo particolarmente. Poi mi sono ricordata che per cena avevo previsto questa insalata FREDDA (!!!!!!) di orzo e l’illusione che l’estate fosse già andata è scomparsa. In ogni caso, mai cena fu più sbagliata, ieri la cena ideale avrebbe dovuto prevedere qualcosa di bollente e confortante! Ma ormai avevo preparato questa e non c’era modo di cambiare menu e cenare lo stesso ad un orario accettabile.
Le dosi del condimento di verdure sono indicative, a me di solito queste insalate piacciono quando il condimento prevale sul riso, orzo o farro o quello che si è scelto, ma dipende molto dai gusti.


INSALATA FREDDA DI ORZO E FRIGGITELLI




Ingredienti per 4 persone


320 gr di orzo perlato
400 gr di friggitelli
2 pomodori cuore di bue
100 gr di olive nere taggiasche
50 gr di ricotta da grattugiare
Basilico fresco
Olio extra vergine di oliva
Sale

Metti a bagno l’orzo perlato in una ciotola piena di acqua fredda e lascialo risposare un quarto d’ora.
Nel frattempo metti a bollire in una pentola capiente l’acqua nella quale cuocerai l’orzo.
Appena l’acqua bolle, aggiungi il sale e versa l’orzo.
Lascia cuocere dodici minuti dalla ripresa del bollore (o fino al grado di cottura che preferisci, dopo dodici minuti è ancora piuttosto al dente).
Scola l’orzo e lascialo raffreddare in un vassoio ampio condito con tre cucchiaio di olio extra vergine di oliva.
Accendi il grill del forno a 180 gradi.
Lava i friggitelli, privali del picciolo e tagliali a metà eliminando, se ci sono, i semini interni.
Disponi i friggitelli su una teglia che possa andare in forno, foderata di carta da forno che avrai leggermente unta di olio.
Con l’aiuto di un pennello in silicone, ungi con poco olio extra vergine di oliva anche la superficie dei friggitelli e salali leggermente.
Fai cuocere i friggitelli sotto il grill per 6/7 minuti fino a quando cominciano ad abbrustolirsi lievemente.
Togli i friggitelli dal forno e lasciali raffreddare.
Nel frattempo lava e asciuga i pomodori, togli i semi all’interno, tagliali a cubetti regolari e condisci con poco sale.
In una zuppiera riunisci il condimento: i pomodori tagliati a cubetti, i friggitelli ormai freddi tagliati a piccole strisce, le olive taggiasche e le foglie di basilico spezzettato.
Mescola con delicatezza in modo da non rompere le verdure e aggiusta di sale.
Aggiungi al condimento nella zuppiera l’orzo ormai a temperatura ambiente, mescola lentamente e termina grattugiando sopra la ricotta salata.
Aggiungi un filo di olio extravergine di oliva se ti piace e servi – io preferisco mettere l’olio in tavola in modo che chi vuole lo aggiunga perché a me troppo condita non piace.
E’ buona anche lasciata riposare qualche ora ; in questo caso però aggiungere la ricotta salata solo al momento di servire.

EASY: pranzo estivo (e leggero) in terrazza: piatto unico seguito da una torta di frutta, a me piace la tarte tatin di albicocche.



CHIC: si può facilmente trasportare in barattoli di vetro monoporzione e servirla come antipasto per un ricco pic nic.


Sformato di riso pomodori e melanzane

Sono convinta che ci sia differenza tra ‘pic nic’ e ‘pranzo al sacco’ o almeno nella mia personale visione è così. Per ‘pranzo al sacco’ intendo, per esempio, quello che si porta nello zaino durante una passeggiata in montagna o nel cestino della bicicletta in una lunga escursione a due ruote. In entrambi i casi lo scopo principale della giornata non è mangiare all’aperto: avere qualcosa di buono da sgranocchiare a ‘metà gita’ è solo una comodità. Ci si ferma un attimo, magari comodamente seduti su un prato, sotto un albero  o su una panchina all’ombra e si fa una breve ma golosa pausa-pranzo, al termine della quale si riprende il cammino. Non amo molto i panini per cui anche in queste occasioni mi piace avere qualcosa di diverso che sia facilmente trasportabile e non si rovini ben impacchettata e stipata in uno zainetto (come l’insalata di farro che ho messo qui). Ma il ‘pic nic’ è davvero un’altra cosa. In questo caso l’obiettivo è trascorrere un’intera giornata di relax all’aria aperta, non ci sono altri programmi (o almeno io non ne faccio) se non trovare un bel prato, distendere coperte e qualche morbido cuscino e passare il tempo a leggere un libro, chiacchierare e sfogliare riviste. Per me, insomma, l’idea del pic nic è associata a quella di una giornata da trascorrere pigramente, nella quale non deve assolutamente mancare qualcosa di buono per il pranzo (la scelta per un ‘pic nic’ è molto più ampia rispetto a quella di un ‘pranzo al sacco’) e qualcosa … anche per la merenda. Mi piacciono moltissimo i cestini da pic nic in vimini nei quali si possono trasportare senza rovinarle pietanze come questo sformato di riso e melanzane - che non arriverebbe ‘bello in forma’ per un pranzo al sacco -, spiedini di carne e pollo accompagnati da una salsina piccante e un’insalata fresca, piccole crostate con crema e frutta e immancabile, per quanto mi riguarda, un thermos con il tè che io bevo bollente anche in piena estate.
I pic nic più piacevoli che ricordo erano quelli che facevamo quando ero piccola intorno a Ferragosto nelle foreste del Casentino. Si partiva la mattina dopo colazione con cestini ricolmi di pietanze di ogni tipo e prima di mezzogiorno eravamo a destinazione. Noi bambini non avevamo la pazienza di aspettare che tutto fosse pronto e apparecchiato sull’erba così ci tenevano tranquilli con le ‘schiaccatine’ ovvero piccole focacce di pasta di pane che avevano una caratteristica forma ovale. Delizose. Il pranzo durava tantissimo e si prolungava fino all’ora di merenda. Certo non mangiavamo per 4 o 5 ore di seguito, ma lentamente, ognuno con i propri ritmi e senza seguire le abitudini del pasto a tavola. I ‘grandi’ erano ancora alla carne quando i ‘piccoli’ avevano quasi finito il dolce e si preparavano ad abbandonare la coperta e andare a giocare nei prati.



SFORMATO DI RISO CON POMODORI E MELANZANE



Ingredienti per 4 sformati  (io ho usato stampi in porcellana del diametro di 7 cm):

300 gr di riso tipo Carnaroli
2 melanzane (circa 400 gr. peso già pulite)
450 gr di pomodori tipo ‘datterini’
1 cipolla di Tropea
1 ciuffo di basilico
600 ml di brodo vegetale
mezzo bicchiere di vino bianco (io ho utilizzato un Sauvignon)
olio extra vergine di oliva
sale
pepe (se lo usi)
mezzo peperoncino piccante fresco (se lo usi)

Scalda il forno a 200 gradi, con la funzione grill.
Lava, pulisci e affetta le melanzane (io le affetto e le cuocio con la buccia), in modo da ottenere delle fette di circa mezzo cm di spessore.
Ricopri con carta da forno una teglia e spennella con abbondante olio extravergine di oliva.
Disponi le melanzane sulla teglia, spennella anche loro con olio e sala leggermente.
Metti le melanzane a grigliare nel forno, dopo 5 minuti verifica che non si stiano bruciando e girale per farle colorire anche dall’altra parte. Devono ammorbidirsi e prendere colore.
Se una sola ‘infornata’ non basta, procedi con le successive in modo da grigliare tutte le fette di melanzana.
Mentre le melanzane si grigliano prepara un risotto bianco.
Lava e affetta metà della cipolla molto sottile.
Falla stufare in una casseruola con 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva e 2 cucchiai di acqua fredda.
Quando è morbida e ben rosolata, aggiungi il riso e fallo tostare fino a quando diventa traslucido.
Bagna con il vino bianco, lascia evaporare e porta il riso a cottura lasciandolo piuttosto al dente perché poi finirà di cuocere in forno, unendo poco alla volta il brodo vegetale (potrebbe non servire tutto).
Mentre il riso cuoce, lava i pomodorini, suddividili a metà se sono piccoli in 3 o 4 parti se sono un po’ più grandi eliminando i semini.
Sistema in una larga padella i pomodorini tagliati, il resto della cipolla affettata sottile, il peperoncino se ti piace e qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva.
Fai rosolare a fiamma alta per pochi minuti, fino a quando i pomodorini cominciano a disfarsi.
A fuoco spento sala e aggiungi le foglie di basilico lavate e spezzettate.
Elimina eventualmente il peperoncino e unisci i pomodorini al risotto. Aggiusta di sale e insaporisci con un pizzico di pepe se lo usi.
Riaccendi il forno a 180 gradi.
Componi gli sformatini: ungi ogni stampino con olio extravergine di oliva e disponi sul fondo e sulle pareti alcune fette di melanzana grigliata in modo da ‘foderare’ completamente lo stampo.
Metti all’interno dello stampo così foderato uno strato di risotto ai pomodori, uno strato di melanzane alla griglia e chiudi con un altro strato di risotto.
Metti gli sformati in forno già caldo per 15 minuti.
Sforna i risottini sui piatti e prima di servire condisci con un filo di olio extra vergine di oliva e qualche foglia di basilico fresco.    

EASY: è quasi un piatto unico che puoi servire la domenica per un pranzo veloce. Per risparmiare tempo, invece di preparare delle monoporzioni puoi infornare il risotto in un’unica teglia. Se ne avanza una porzione è ottimo per la pausa pranzo in ufficio del lunedì.





CHIC: primo piatto da pic nic. Metti gli stampini ancora caldi nel cestino, li sformerai a destinazione sui singoli piattini.

mercoledì 25 giugno 2014

Pizzette stracchino e rucola

Non capisco niente di calcio, ma davvero niente – ieri mio marito ha tentato di spiegarmi per l’ennesima volta cosa vuol dire ‘fuori gioco’ e anche lui è tutt’altro che calciofilo! Però mi dispiace che l’Italia sia uscita dal campionato mondiale perché le partite dei mondiali sono l’occasione per delle cene un po’ fuori dall’ordinario. Non si mangia a tavola ma comodamente seduti sui divani e si apparecchia un tavolino basso davanti alla TV. Tutte le pietanze sono sistemate sul tavolino e ciascuno prende quello che vuole nell’ordine che preferisce. E’ l’occasione per preparare qualcosa che non sia proprio ‘una cena’ ma una specie di lungo aperitivo soprattutto se, come ieri, la partita è nel tardo pomeriggio. Ieri io avevo preparato queste pizzette, altre classiche condite con pomodoro e mozzarella e ne avevo lasciate alcune completamente scondite da mangiare con salmone affumicato e verdure alla griglia. Una mia amica si era occupata dei dolci – aveva fatto delle piccole crostatine di frutta talmente belle che è stato un peccato mangiarle, con una morbida crema di ricotta e panna e i frutti rossi - ed un’altra ha portato macedonia di frutta e verdure al forno. Immancabile l’amico single arrivato con qualche bottiglia di birra – artigianale e ottima, piaciuta anche a me che non sono affatto un’intenditrice.
Io davanti alla tv amo la pizza, è una tradizione che mi porto dietro fin da quando ero piccola; non mi è mai piaciuta la televisione - tuttora la guardo pochissimo - ma se capitava che ci fosse qualcosa di carino allora ‘si festeggiava’ la novità con la pizza. Mia mamma preparava la classica margherita e quello che a Siena si chiama ‘ciaccino’ ovvero una specie di pizza bianca, non alta come la focaccia, sottile e buonissima. Io e mia sorella fin dal pomeriggio ‘pregustavamo’ la cena speciale che ci aspettava e lo spettacolo in TV diventava una specie di festa. E alla mia mamma dedico questa ricetta visto che oggi è il suo compleanno e lei tanto golosa non è – meglio la pizza che la torta vero? TANTI AUGURI TANTI AUGURI MAMMA!


PIZZETTE STRACCHINO E RUCOLA



Ingredienti (con questa dose ho ottenuto 12 pizzette del diametro di circa 10 cm)

Per l’impasto delle pizzette:

450 gr di farina 00
150 gr di semola di grano duro rimacinata
10 gr di lievito di birra fresco
360 gr di acqua
8 gr di sale fino

Per condire:

300 gr di stracchino
un mazzetto di rucola
sale di Camargue macinato al momento
olio extra vergine di oliva

Metti in una ciotola le due farine setacciate e sciogli il lievito in 250 gr di acqua (tolta dal peso totale).
Lascia riposare la miscela di acqua e lievito una decina di minuti, poi aggiungila alle farine, mescolando con una forchetta.
Inizia ad impastare (io l’ho fatto a mano ma la planetaria è perfetta) e aggiungi altra acqua fino ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile (l’acqua potrebbe non servirti tutta).
Impasta a mano una decina di minuti (se usi la planetaria fino a quando la pasta inizia ad incordare e avvolgersi intorno al gancio), poi aggiungi il sale e impasta ancora per una decina di minuti, fino a quando l’impasto sarà liscio e compatto.
Mettilo in una ciotola pulita leggermente unta di olio, copri con pellicola e lascia lievitare fino al raddoppio (io ho impiegato circa tre ore).
Trascorso il tempo di lievitazione, rovescia la pasta su un piano infarinato e stendila con le mani fino ad ottenere un disco di pasta di un cm di spessore (più o meno!).
Ritaglia dei cerchi nella pasta utilizzando un tagliapasta rotondo della dimensione che preferisci e metti le pizzette così ottenute su una teglia coperta di carta da forno.
Copri con un canovaccio pulito e lascia lievitare ancora mezz’ora.
Nel frattempo accendi il forno a 250 gradi.
Lava la rucola e spezzetta le foglie più grandi eliminando i gambi più spessi.
Trascorsa la mezz’ora di lievitazione, schiaccia leggermente le pizzette con la punta delle dita, condisci con poco sale di Camargue macinato al momento e inforna per 10/12 minuti nella parte bassa del forno in modo che si cuociano bene sotto.
Estrai le pizzette dal forno, aggiungi su ognuna una po’ di stracchino – dipende dai gusti, io non le faccio molto ‘cariche’- e inforna ancora per qualche minuto (fino a quando lo stracchino inizia a fondersi) sistemando la teglia nella parte centrale del forno.
Estrai le pizzette del forno e finisci di condirle con qualche foglia di rucola lavata e asciugata, sale macinato al momento e un filo di olio extravergine di oliva – se piace, io non l’ho messo.


EASY: pizza party in settimana davanti alla TV, precedute in estate da una zuppa fredda tipo gazpacho. Per finire frutta fresca e uno zuccotto gelato.



CHIC: prepara delle pizzette più piccole di quelle che ho fatto io, poco più grandi di un biscotto e servile come aperitivo con vino bianco ben freddo prima di sedersi a tavola per cena. In questo caso riduci il tempo di cottura della pizzette (per il primo passaggio in forno saranno sufficienti 5 minuti). 


mercoledì 11 giugno 2014

Pomodori ripieni di riso

I ‘pomodori di riso’ – così li chiamavo da piccola e questo è rimasto il loro nome in famiglia – sono una delle ricette immancabili dell’estate. I pomodori si trovano tutto l’anno e il riso è sempre disponibile, ovviamente, eppure per me sono un piatto tipico dell’estate e li faccio solo in questa stagione. Forse perché mi piacciono a temperatura ambiente e non caldi, tanto meno appena usciti dal forno o forse perché – più probabile – mi ricordano le vacanze di quando eravamo piccoli. Finiva la scuola e avevamo davanti un bel po’ di tempo per riposare giocare e stare in libertà. Il giorno in cui partivamo per le vacanze, insieme alle valigie e qualche giocattolo c’era sempre in macchina il pranzo pronto, così appena arrivati a destinazione, si apparecchiava con le prime cose che erano a portata di mano e ci si metteva a tavola. Di solito queste pietanze ‘trasportabili’ erano polpette con piselli, zucchine o altre verdure ripiene di carne o – tra i miei preferiti – i pomodori di riso.
Si passava dalla città alla campagna, dai giochi in casa con le bambole o sedute al tavolino a disegnare ai giochi all’aria aperta, in giardino e in bicicletta, si pasticciava con la terra e con l’acqua, si costruivano ’capanne’ con vecchi plaid e bastoni di legno. Si rientrava dal giardino in casa solo per mangiare: pranzo merenda e cena. Basta. Era proprio cambiare vita. Si, ogni tanto nei pomeriggi di pioggia si rimaneva in casa, avevamo i compiti da fare, i libri da leggere, ma era tutto diverso, appena spioveva, di nuovo tutti fuori a giocare.

Se li preparo come antipasto o come primo leggero seguito da un secondo piatto ne calcolo uno a testa. Se invece li considero un piatto unico ne servo almeno due a persona.
A Roma – dove ho vissuto per un po’ di anni – li accompagnano sempre con patate al forno, che vengono cotte nella stessa teglia in cui si cuociono i pomodori. Vero piatto unico per le domeniche – pigre – di piena estate.


POMODORI RIPIENI DI RISO




Ingredienti (per 4 porzioni abbondanti  o 8 porzioni più piccole)


8 pomodori a grappolo di media grandezza
200 gr di riso – io uso la varietà parboiled
una ventina di olive taggiasche
Basilico fresco
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva + quello per ungere la teglia
uno spicchio di aglio – se piace io di solito non lo metto
Sale



Accendi il forno a 180 gradi.
Lava i pomodori conservando se possibile il picciolo verde. Saranno più graziosi una volta cotti.
Taglia ad ogni pomodoro la calottina e mettila da parte.
Scava all’interno i pomodori in modo da eliminare la polpa che devi raccogliere in una ciotolina e metti da parte i ‘gusci’ così ottenuti.
Metti a bollire l’acqua per il riso.
Quando bolle sala e metti a cuocere il riso.
Scolalo quando è ancora un po’ al dente.
Nel frattempo frulla la polpa dei pomodori con il basilico e se lo usi la metà dello spicchio di aglio.
Condisci il sugo così ottenuto – che resta piuttosto liquido -  con quattro cucchiai di olio extra vergine di oliva e il sale.
Appena il riso è pronto scolalo e condiscilo con questa salsa e le olive taggiasche private del nocciolo.
Metti un pizzico di sale all’interno di ogni pomodoro, riempi con il riso – a me piace riempirli ben bene, ma dipende dai gusti – e copri ogni pomodoro con la propria calottina tenuta da parte.
Sistema i pomodori in una teglia leggermente unta di olio.
Con un pennello di silicone ungi leggermente anche la superficie esterna dei pomodori e le calottine.
Aggiungi nella teglia un po’ di acqua (deve appena coprire il fondo e un centimetro di altezza dei pomodori) e inforna a 180 gradi per 20 minuti.
Sono pronti quando la buccia dei pomodori comincia a diventare un po’ rugosa.    
Io li preferisco serviti freddi, a temperatura ambiente.




EASY: ben impacchettati in un contenitore ermetico puoi metterli nel cestino del pic nic.




CHIC: piatto unico per il pranzo della domenica in terrazza, preceduti da un antipasto leggero a base di pesce e seguiti da pesche caramellate al miele accompagnate da una pallina di gelato al pistacchio 


mercoledì 7 maggio 2014

Focaccine farcite di verdure

Come ho già detto troppo volte sono da sempre molto timida. Come a tutte le ‘ragazze’ mi piace chiacchierare, ma parlo tanto solo quando sono in famiglia, con amici fidati o con le mie amiche di sempre. Con persone che conosco poco o niente tendo a diventare silenziosa e .. anche piuttosto scontrosa. Lo so che è un grave difetto e dovrei proprio correggermi, ma per quanto ci provi è più forte di me. Quando mi trovo in mezzo ad estranei mi blocco e più numerosa è la compagnia, peggio è. Per questo quando vengo invitata ad una cena  dove non conosco – quasi – nessuno apprezzo molto se prima di sedersi a tavola viene servito un aperitivo in piedi. Così ho la possibilità di ‘iniziare a socializzare’ e fare qualche parola prima di trovarmi seduta a tavola bloccata tra persone che non ho mai visto e alle quali proprio non saprei che dire. Lo so che è una cosa un po’ sciocca, ma per me è così: preferisco avere la possibilità di rompere il ghiaccio.. quando non sono intrappolata a tavola. Certo non divento lo stesso molto loquace, ma almeno cerco di evitare di sembrare completamente asociale. Non so se in giro esistano altre persone come me, ma penso di si, così quando capita a me di invitare persone che si conoscono poco tra loro, applico sempre la ‘regola dell’aperitivo in piedi’: prima di mettersi a tavola dò la possibilità a qualcuno che fosse super timido come me di sentirsi un po’ più a proprio agio, cominciando a conoscere qualcuno prima che la cena inizi.
Se la cena che segue è abbondante e non ho avuto il tempo di fare molte altre cose mi limito a preparare per l’aperitivo vino bianco (o prosecco)  con nocciole tostate e mandorle salate – io le adoro. Se invece mi è rimasto del tempo per preparare qualcosa in più, in genere scelgo delle piccole tartine o mini focacce come quelle di oggi farcite in modo vario. Quelle che presento qui le ho fatte piccole, quadrate – per cambiare un po’, invece delle solite focaccine tonde – e riempite solo con verdure, ma naturalmente è solo un’idea e ciascuno può divertirsi a farcirle come vuole.


FOCACCINE FARCITE DI VERDURE




Ingredienti (con questa dose ho ottenuto 16 focaccine piccole):

Per le focaccine:
300 gr di farina 1 macinata a pietra
150 gr di acqua
5 gr di lievito di birra fresco
8 gr di sale
5 gr di zucchero
Olio extra vergine di oliva q.b. (per ungere le focaccine prima della cottura)

Per la farcitura:
16 pomodori varietà ciliegino
1 piccola melanzana
una manciata di insalatina fresca
qualche foglia di valeriana
Origano fresco
Sale
Olio

Sciogliere il lievito in un po’ di acqua (una parte dei 150 gr totali). Lasciar riposare qualche minuto.
Mettere la farina in una ciotola, aggiungere l’acqua con il lievito, lo zucchero e piano piano il resto dell’acqua.
Iniziare a impastare (a mano o con la planetaria), si deve ottenere una pasta morbida e lavorabile a mano. L’acqua potrebbe non servire tutta o, viceversa, potrebbe essere necessaria un po’ di acqua in più, dipende da quanta ne assorbe la farina.
Quando la pasta comincia ad incordare aggiungere il sale e continuare a lavorare ancora qualche minuto.
Mettere l’impasto in una ciotola con le pareti unte di olio, coprire con pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio (io ho impiegato circa 3 ore).
Nel frattempo preparare le verdure per la farcitura.
Accendere il forno con la funzione grill a 200 gradi.
Lavare la melanzana, eliminare la calotta e il picciolo e tagliarla a fette piuttosto sottili.
Coprire una teglia con carta da forno e spennellare la carta con olio extravergine di oliva, disporre le fette di melanzana sulla teglia, con l’aiuto di un pennello ungerle ancora con olio e salarle.
Metterle sotto il grill fino a quando risulteranno morbide e leggermente abbrustolite.
Estrarre la teglia dal forno e far grigliare le fette di melanzana dall’altra parte dopo averle di nuovo spennellate con poco olio (ma niente sale).
Quando le fette di melanzana sono pronte toglierle dal forno e lasciarle raffreddare.
Lavare i pomodorini, tagliarli a metà, condirli solo con qualche foglia di origano fresco e metterli da parte.
Lavare e asciugare insalata e valeriana e mettere da parte.
Quando la pasta è lievitata, prelevarla dalla ciotola e stenderla con le mai su un piano di lavoro leggermente infarinato.
Dare alle focaccine la forma che si preferisce (io ho usato un piccolo tagliapasta quadrato) e disporle in una teglia foderata di carta da forno.
Con un  pennellino ungere con olio extra vergine di oliva la superficie delle focaccine e lasciar lievitare ancora 30 minuti.
Cuocere le focaccine in forno già caldo a 180 gradi fino a quando diventano gonfie e dorate in superficie. Il tempo di cottura dipende da quanto sono grandi, le mie erano piuttosto piccole e sono stati sufficienti 6 minuti.
Sfornare e lasciar intiepidire le focaccine, quindi aprirle a metà e farcirle con gli strati di verdura: mezzo pomodorino, una fetta di melanzana (per me piegata in quattro data la dimensione delle mie focacce), qualche foglia di insalata e valeriana, un pizzico di sale e l’altra metà del pomodorino. Condire con un filo di olio e chiudere la focaccina, tenendola ferma con l’aiuto di uno spiedino di legno.

 Con questa ricetta partecipo al contest di Alice de La cucina di Esme 'Nel cesto del pic nic'.




EASY: nel cesto del pic nic: prepara delle focacce della dimensione di un panino, farcisci con le verdure e legale con dei fili sottili di rafia in modo da tenerle ben chiuse.





CHIC: prima di cena: preparale piccole, fermale con piccoli spiedini di legno e servile per l’aperitivo con vino bianco frizzante.  

martedì 29 aprile 2014

Penne di farro con erbe aromatiche e verdure

Decisamente non ho il ‘pollice  verde’, ma quando arriva la primavera ogni anno rifornisco il mio mini mini balcone con qualche vasetto di erbe aromatiche. Purtroppo non sono una brava giardiniera e al massimo riesco a far sopravvivere le mie piantine fino a settembre, appena arriva il freddo cominciano ad ingiallire e non c’è più niente da fare. Nemmeno la menta mi dura tutto l’anno; eppure il verduraio che mi prepara i vasetti mi aveva avvertito che la menta è una pianta infestante e non me ne sarei più liberata. Invece sono riuscita ad ‘eliminare’ anche quella. Però mi piace moltissimo avere un mini orto e così ogni anno le ricompro. Sempre le stesse: maggiorana, timo, menta, basilico e rosmarino. La mattina quando apro la finestra della cucina (molto presto, intorno alle sei quando la città, almeno da queste parti, è ancora silenziosa) le annaffio un po’ - ho letto che le erbe aromatiche devono essere annaffiate al mattino.. non so se sia vero -  e ne assaporo il profumo intenso. Così mi sembra che la giornata abbia almeno un buon inizio. So che sembra sciocco da dire, ma quando posso cucinare usando le ‘erbette del mio orto’… ma che soddisfazione! Immagino quanto possa essere bello avere un vero orto e usare, magari, i propri pomodori o fagiolini o anche solo un cesto di insalatina. Io mi limito a qualche rametto profumato, ma intanto va bene così. Uno dei miei sogni nel cassetto per il ‘futuro futuro’ prevede anche la creazione di un piccolo orto, ma prima devo fare molte altre cose.
La menta mi piace molto con il cuscus e con le melanzane. La uso anche per le marmellate e alcuni dolci estivi con panna e frutta. Il basilico è ottimo con le verdure crude, nella panzanella e nelle insalate di pasta. Timo e maggiorana sono le mie erbe preferite, le metto ovunque in questa stagione, trovo che stiano bene con tutto, nella pasta ripiena (ravioli e tortelli) e con il pesce, nelle verdure e nella carne.. le aggiungo a tutto o quasi quello che preparo. E in alcuni piatti, come la ricetta di pasta che metto qui oggi, mi piace che si sentano moltissimo! Ma ciascuno le può dosare a proprio gusto.


PENNE DI FARRO CON ERBE AROMATICHE  E VERDURE



Ingredienti per 4 persone:

320 gr di penne di farro
1 peperone verde o giallo
1 melanzana
200 gr di pomodori varietà ciliegino
2 piccole cipolle bianche fresche
1 spicchio di aglio
80 gr di groviera grattugiato a scaglie (non troppo sottili)
7 cucchiai da tavola di olio extra vergine di oliva
Basilico maggiorana e timo fresco (la quantità dipende dai gusti)

Lavare i pomodorini e tagliarli a metà (o in quarti se sono più grandi). Metterli in una ciotola, condire con due cucchiai di olio extra vergine di oliva e abbondanti foglie di basilico spezzettato (non aggiungere sale in questa fase).
Coprire con pellicola la ciotola e mettere in frigorifero almeno un’ora per lasciare insaporire.
Lavare il peperone, tagliarlo a metà, eliminare i semi e i filamenti bianchi e tagliarlo a dadini piuttosto piccoli.
Lavare la melanzana, togliere la calotta superiore e tagliarla in cubetti di dimensioni simili a quelli di peperone (in modo da ottenere una cottura il più possibile omogenea).
Lavare le cipolle e affettarle sottili.
Metterle in una larga padella con uno spicchio di aglio e cinque cucchiai di olio extra vergine di oliva.
Lasciar soffriggere a fuoco basso e quando la cipolla comincia a diventare dorata, eliminare l’aglio e aggiungere i cubetti di peperone e melanzana.
Salare le verdure e lasciarle cuocere qualche minuto a fiamma vivace, poi abbassare il fuoco e portarle a cottura aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaio di acqua calda. A me piace che non rimangano troppo croccanti, ma qui dipende dai gusti.
Dieci minuti prima di spengere le verdure, aggiustare di sale, aggiungere un trito abbondante di timo e maggiorana e completare la cottura.
Nel frattempo mettere a bollire l’acqua per la pasta e quando bolle aggiungere il sale e le penne di farro.
Scolare la pasta un po’ al dente, ripassarla nella padella con le verdure e a fuoco ormai spento aggiungere i pomodorini e il groviera.
Mescolare rapidamente e servire aggiungendo, se piace, ancora un trito di erbe aromatiche fresche.


EASY: per pranzo di sabato all'aperto (in terrazza o in giardino), seguita da spiedini di pollo e verdura alla griglia e fragole con panna.





CHIC: per un picnic, trasportata e servita in barattoli di vetro monoporzione, è buona anche tiepida. In questo caso è preferibile non mettere il groviera e, a destinazione, aggiungere un filo di olio extravergine di oliva.

venerdì 18 aprile 2014

Mini quiche agli asparagi

Ogni volta che si avvicina un periodo di festa (Natale, Pasqua ma anche il carnevale) faccio una lunga lista di ricette che vorrei mettere su Cioccomela, interi menu dall’antipasto al dolce, immagino le foto, scelgo le combinazioni di pietanze e poi.. non ho mai il tempo di realizzare niente. Anche per questa Pasqua è andata così. Le giornate scorrono velocissime – non ricordo dove ho letto questa frase molto.. da meditare  ‘la vita è quello che ti succede mentre stai facendo altri programmi’ -,  le cose da fare sono sempre tante e per il mio blog (uffa) a volte restano solo i ritagli di tempo. Perché non basta cucinare, serve il tempo per fare le foto, per scrivere qualche riga e poi a volte quello che cucino..non è molto fotogenico, magari buono ma certo non adatto a essere messo qui. O ancora peggio.. non è nemmeno buono.
Avrei voluto mettere almeno quattro ricette in queste due ultime settimane prima di Pasqua e invece siamo a Venerdì e sono riuscita a fotografare solo questa quiche, che – nel programma che avevo preparato – doveva essere l’antipasto per il pranzo di Pasqua … ma va benissimo anche per il pic nic di Pasquetta se il tempo ci consentirà di farlo. Qui a Torino oggi è talmente grigio e freddino che sembra più autunno che pimavera.
La quiche dovrebbe essere fatte con la pasta brisée, ma io non la amo molto, o forse non sono riuscita ancora a trovare la ricetta giusta per farla, a me viene sempre un po’ troppo croccante e quasi insapore, ma sto continuando gli esperimenti. Preferisco allora utilizzare la pasta sfoglia (comprata! Non ho ancora mai provato a farla in casa) e per fare la crema – quello che chiamano appareil - mi piace usare la robiola al posto della panna. E poi non possono mancare le erbe aromatiche, che sanno proprio di primavera. Ho qualche minuscola piantina nel mio mini balcone e tra queste ho scelto la maggiorana che è una delle mie preferite.


MINI QUICHE AGLI ASPARAGI



(con questa dose ho ottenuto 12 quiche utilizzando lo stampino ovale che si vede nella foto e 6 utilizzando quello tondo più grande)


2 fogli di pasta sfoglia (io uso quella rotonda che si trova già stesa nel banco frigo)
400 gr di asparagi
120 gr di robiola
1 uovo intero
50 gr di albumi
5 cucchiai di latte
40 gr di parmigiano grattugiato
Sale
Maggiorana
Olio extravergine di oliva


Pulire e lavare gli asparagi, privando il gambo della parte legnosa.
Separare il gambo dalla punta (devono cuocere separatamente).
Mettere i gambi degli asparagi in una casseruola con acqua salata, portare a ebollizione e lasciar cuocere 20 minuti (o fino a quando saranno teneri, dipende da quanto sono grandi).
A parte lessare in acqua salata le punte, che dovranno cuocere una decina di minuti (verificare, devono rimanere croccanti).

Mentre gli asparagi cuociono accendere il forno a 180 gradi.
Ungere con olio di oliva gli stampini da utilizzare per le quiche.
Tagliare la pasta in modo da foderare il fondo e le pareti degli stampini.
Bucherellare il fondo con una forchetta e cuocere in forno già caldo per 8 minuti.
Togliere dal forno appena la pasta inizia a dorarsi.

Intanto preparare l’appareil.
In una ciotola sbattere l’uovo intero e gli albumi con un pizzico di sale, aggiungere le foglie di maggiorana lavate, la robiola schiacciata con una forchetta, il latte e il parmigiano.
Amalgamare bene fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi. Aggiustare di sale.
Appena gli asparagi sono pronti, scolare i gambi, scolare le punte e tenerle in caldo (servono solo per la decorazione).
Tagliare i gambi a tocchetti e aggiungerli alla crema di uova e robiola.
Con l’aiuto di un mestolino riempire con questa crema i gusci di pasta sfoglia e infornare sempre a 180 gradi per 12 minuti se le quiche sono piccole come quelle ovali, 16 minuti per quelle tonde più grandi.
A fine cottura decorare le quiche con le punte di asparagi tenute in caldo, condire con un filo di olio e ancora qualche foglia di maggiorana e servire.

Sono buone sia calde che a temperatura ambiente.


EASY: per il pic nic di Pasquetta, preparate negli stampi tondi più grandi e accompagnate da piselli freschi stufati in padella con un cipollotto fresco e timo.




CHIC: servi le mini quiche ovali come antipasto per il pranzo di Pasqua, accompagnandole con un’insalatina fresca.









martedì 29 ottobre 2013

La non ricetta - suggerimento goloso # 5 - Crostini chèvre fichi e miele

Mi capita ogni tanto di cenare da sola perché mio marito è fuori per lavoro. In genere in questo caso scelgo tra due possibili soluzioni. La prima: tavola ben apparecchiata, preparo uno dei miei piatti preferiti e mi siedo a tavola con un libro. Lo so che non si dovrebbe leggere mentre si mangia, ma è uno dei miei ‘lussi’ preferiti quando ceno da sola. L’altra possibilità è preparare una certa varietà di ‘stuzzichini’, un piccolo dolce, sistemare tutto su un tavolino basso davanti alla tv e scegliere un DVD. Non amo guardare la TV ma ho alcuni dei miei film ‘cult’ che posso rivedere decine di volte senza stancarmi mai. Niente di particolarmente impegnativo, commedie leggere sul genere di ‘Sliding Doors’, veri classici come ‘Colazione da Tiffany’ o una meravigliosa versione di ‘Orgoglio e Pregiudizio’ ancora in bianco e nero con Laurence Olivier. In entrambi i casi la mia cena dura quasi due ore, sono lenta anzi lentissima, se poi ci ‘abbino’ la lettura o un film posso stare lì anche tutta la serata.
In genere la scelta ‘piatto cucinato più libro’ è quella delle serata più fredde, quando è piacevole mangiare qualcosa di caldo, addirittura fumante (una zuppa cremosa per esempio o una minestra di verdure), mentre la soluzione davanti alla TV è quella che adotto quando sono talmente stanca da non riuscire a concentrarmi su nessun libro, come è successo la settimana scorsa. Avevo del pane fresco, una buona scelta di formaggi, un avanzo di crema catalana e come mini aperitivo mi sono preparata questi crostini con fichi e chèvre che sono tra i miei preferiti. Se volete aggiungere una nota ancora più golosa e croccante si possono completare con dei gherigli di noce lievemente tostati in una padella antiaderente.




CROSTINI CON CHEVRE MIELE E FICHI




Ingredienti per 4 crostini (dosi MOLTO indicative):


Mezza baguette
2 fichi neri
160 gr di buche de chèvre
4 cucchiaini abbondanti di miele di acacia
Una decina di gherigli di noce (se ti piacciono, io non li ho messi)


Lava i fichi, sbucciali e taglia ogni frutto a metà.
Suddividi il formaggio in quattro parti uguali.
Affetta il pane e tostalo leggermente sotto il grill.
Se le usi, tosta anche le noci per qualche minuto sul fuoco in una padella antiaderente.
Componi i crostini disponendo su ogni fetta di pane il formaggio, mezzo fico e un po’ di noci spezzettate grossolanamente (se hai deciso di usarle).
Completa con un cucchiaio abbondante di miele di acacia. Quello che utilizzo io è piuttosto liquido, se non lo fosse scaldalo leggermente prima di distribuirlo sul pane.


EASY: come aperitivo per una cena autunnale.







CHIC:  non preparare i crostini, ma servi a fine pasto al posto dei formaggi un vassoio con fichi già sbucciati e quadrotti di chèvre e aggiungi sulla tavola piccole ciotoline con il miele liquido.