venerdì 11 dicembre 2015

Babka al cioccolato (pochissimo)

Anche quest’anno l’8 dicembre è passato in un attimo. Impiego quasi un’intera giornata a fare i miei addobbi. Adesso per casa ci sono le candele, gli angioletti di stoffa che pendono dalle maniglie delle porte, bolle di vetro colorato che scendono lungo le tende appese a invisibili fili di nylon. E naturalmente ci sono la mia ‘città dei Babbo Natale’, l’albero con le palline, le pigne dorate e senza fili d’argento e il presepe, il mio è piccolissimo, fatto di poche statuine e sistemato in un angolo dove normalmente ci sono le cornici con le nostre foto.
Ovunque tutti dicono che anche quest’anno non sarà un Natale ‘vero’, veniamo da una lunga serie di anni difficili. Lo penso anche io, qualunque sia la situazione personale di ciascuno di noi, l’atmosfera che si respira non è serena. E’ una banalità, lo so, dirlo così con tutto quello che succede nel mondo.
Eppure penso che ci siano delle cose che anche in tempi così poco felici possano fare un ‘vero' Natale. Le mie sono queste. Passare un intero pomeriggio a fare biscotti con i bambini, con mamma e sorella, con le amiche: da incartare e regalare, da appendere all’albero o da mettere nel calendario dell’avvento. Organizzare una cena perfetta con una tavola piena di candele  (o un pranzo, dipende dalla tradizione che ciascuno segue, noi festeggiamo il 24 sera) che riunisca tutta la famiglia. Accendere una candela la notte di Natale e affidarle un desiderio, uno solo, per l’anno che sta per arrivare. Preparare qualcosa di speciale per la colazione del 25 mattina, qualunque cosa vi piaccia ma deve essere diverso dal solito perché è un modo, almeno per me, di riconoscere la festa. Io scelgo qualcosa di soffice, di cioccolatoso ma non troppo, in modo da accompagnarlo ad una tazza di cioccolato bollente aromatizzata con la cannella. E perché sia proprio Natale si può aggiungere un cartoncino da nascondere sotto ogni tazza, scritto a mano con una matita a carboncino rosso ‘….che questo Natale sia quello dei tuoi sogni’.   

P.S. Il mio babka non è molto cioccolatoso, e l’effetto ‘swirl’ della girandola di cioccolato è molto ridotto. Questo perché io adoro il cioccolato, ma da mezzogiorno in poi! La mattina a colazione preferisco cose dal sapore meno deciso, il cioccolato ci può stare ma non a pezzettoni insomma. Se lo volete più ‘vero babka con la girandola di cioccolato’ raddoppiate e forse anche triplicate la dose di cioccolato che ho messo io (stessa cosa per lo zucchero della farcitura, mantenete la proporzione con il cioccolato).



BABKA AL CIOCCOLATO  (POCO)




Ingredienti per uno stampo da plum cake di 20 cm:

150 gr di farina ‘00’
100 gr di farina Manitoba
100 ml di latte intero
15 gr di lievito di birra fresco
40 gr di zucchero semolato
1 uovo intero
50 gr di burro morbido a temperatura ambiente
4 gocce di estratto vaniglia
5 gr di sale fino

per la farcitura

15 gr di zucchero semolato
50 gr di cioccolato fondente (per me al 60%) tritato


Per la finitura:
qualche cucchiaio di latte

Io ho utilizzato la planetaria, ma con un po’ di tempo in più il babka si può anche lavorare a mano.
Fai intiepidire il latte in un pentolino.
Metti nella ciotola della planetaria il latte appena tiepido e il lievito di birra sbriciolato.
Mescola in modo da sciogliere il lievito e lascia riposare qualche minuto.
Nel frattempo setaccia insieme le due farine (‘00’ e manitoba).
Aggiungi 50 gr di farina tolti dal totale e aziona la planetaria per far amalgamare farina e latte fino ad ottenere un composto omogeneo (in queste prime fasi si può usare il gancio ‘K’ invece di quello per impastare).
Sbatti leggermente l’uovo in una ciotolina con l’estratto di vaniglia e aggiungilo al composto con la farina. Aggiungi anche lo zucchero e mescola in modo da amalgamare bene tutto.
Quando il composto è omogeneo, lasciando la planetaria in azione alla velocità minima inserisci poco per volta il mix di farine, aggiungendo la dose successiva solo quando la prima è perfettamente amalgamata (eventualmente metti in questa fase il gancio per impastare).
Quando tutta la farina è ben incorporata, aggiungi il burro a pezzetti, anche questo poco alla volta, inserendo il pezzo successivo solo quando il precedente è ben amalgamato al composto.
Quando tutto il burro è stato inserito, aggiungi per ultimo il sale e impasta fino a quando l’impasto è incordato ed è ben amalgamato e morbido.
Terminata la fase di impasto, con le mani infarinate (l’impasto è piuttosto appiccicoso) preleva l’impasto dalla planetaria, mettilo su un piano leggermente infarinato, forma un panetto e mettilo in una ciotola di vetro leggermente unta di olio.
Copri la ciotola con la pellicola e lascia lievitare fino a che avrà raddoppiato di volume (io ho impiegato circa tre ore).
Trascorso il tempo di lievitazione, togli l’impasto dalla ciotola, mettilo su una superficie infarinata e stendilo cercando di dare alla pasta una forma a rettangolo.
Cospargi la superficie del ‘rettangolo’ con lo zucchero semolato e il cioccolato della farcitura e arrotola la pasta formando un cilindro.
Con il cilindro così ottenuto, forma una ciambella unendo le due estremità e avvolgila su se stessa due volte come per formare un doppio otto.
Metti il babka in uno stampo da plum cake rivestito di carta da forno, copri con un canovaccio pulito e lascia lievitare fino a quando raggiunge il bordo dello stampo (io ho impiegato circa due ore).
Accendi il forno a 180 gradi.
Appena il babka è lievitato pennella la superficie con il latte per la finitura e metti in forno già caldo per 40/45 minuti.
Dopo una decina di minuti che era in forno io l’ho coperto con un foglio di alluminio perché stava diventando troppo scuro.
In un sacchetto di carta per il pane si conserva soffice per tre giorni.



EASY: merenda per i bambini nei giorni di festa: tagliato a fette, spalmato con uno strato sottile di ricotta e spolverato di zucchero a velo.




CHIC: per la colazione di natale puoi servirlo con cioccolata calda, un pizzico di cannella e un cucchiaio di panna appena appena montata.

venerdì 4 dicembre 2015

Roselline di sfoglia e mele

Il mio conto alla rovescia ‘vero’ verso Natale inizia l’8 dicembre, quando faccio l’albero, il presepe e sistemo la ‘città dei Babbo Natale’, ovvero la mia collezione di statuine di Babbo Natale alla quale ogni anno – o quasi – aggiungo un nuovo ‘personaggio’. Detto in altre parole dall’8 dicembre inizio a correre per cercare di realizzare tutto quello che ogni anno progetto per quella che è senza dubbio la mia festa preferita. Una festa lunga quasi un mese, perché quello che è veramente bello del Natale, almeno per me, è l’atmosfera che è nell’aria quando si fanno i preparativi, quando la casa si veste a festa e diventa qualcosa di diverso da quello che è negli altri mesi. In salotto si accendono le luci di Natale, compaiono tante candele (quest’anno le sceglierò color avorio e verde bosco) e trascorro le serate a sfogliare libri e riviste di cucina per scegliere il menu della nostra cena prenatalizia (il Natale lo trascorro sempre dai miei genitori e non cucino niente!).
L’anteprima di questo tour de force è una piccola festa che faccio con le mie amiche la prima domenica di Dicembre. Una delle mie amiche è nata a Denver in Colorado e ci obbliga da qualche anno ad organizzare una festa (che lei ci assicura tipica delle sue parti) alla quale tiene moltissimo: il christmas cookie exchange party. In pratica ci troviamo il pomeriggio tutte insieme a casa di una di noi, ciascuna deve portare un certa varietà di dolcetti fatti in casa, almeno tre o quattro diversi tipi a testa e condividere con le altre la ricetta (in origine erano solo biscotti, ma l’abbiamo convinta ad ampliare .. i suoi orizzonti). Tutti i dolci, niente torte, solo dolcetti monoporzione e biscotti, vengono sistemati su un tavolo, accompagnati da cartoncini che in bella calligrafia (vietato l'uso del PC!) riportano la ricetta. Su un altro tavolo si sistemano carte regalo, nastri colorati e scatolette decorate, anche queste messe in comune. L’obiettivo è quello di scambiarsi dolci e ricetta: ognuna di noi sceglie sul tavolo dei ‘cookies’ quelli che le sembrano più attraenti o insoliti, li confeziona come preferisce con le carta e i nastri messi a disposizione e li porta a casa come primo dono da mettere sotto l’albero.
Quest’anno tra le ricette che intendo scambiare c’è questa delle roselline di sfoglia. Lo so, sono stranote e viste ovunque ma a me piacciono moltissimo e anche se in rete ci sono centinaia di post le ho volute mettere anche qui. Sono divertenti da fare, fanno molta figura e richiedono solo pochissimi ingredienti, quasi una ‘non ricetta’. Si possono fare grandi per dessert dopo cena, ma le mie preferite sono piccole, quasi dei mignon. Accomodate su una alzatina di vetro o di cristallo, spolverate di zucchero a velo e servite alle amiche con il tè assicurano un pomeriggio indimenticabile di ‘tè e rose’, anche sotto Natale.

ROSELLINE DI SFOGLIA E MELE





Ingredienti per 5 roselline grandi o una quindicina piccole:

1 confezione di pasta sfoglia già stesa (quella del banco frigo, non il panetto surgelato)
2 cucchiai di zucchero semolato
1 goccia di estratto di vaniglia
2 mele renette
1 cucchiaio da minestra di confettura di lamponi (o altro frutto rosso)
zucchero a velo per decorare

Lava e sbuccia le mele (io preferisco togliere la buccia anche se lasciando le mele con la buccia le roselline vengono più belle).
Taglia le mele in quattro spicchi ciascuna eliminando, il torsolo e taglia ogni spicchio in fettine regolari, devono avere la sagoma ‘a mezza luna’.
Fai scaldare in un pentolino i due cucchiai di zucchero semolato con quattro cucchiai di acqua, fai sciogliere bene e quando si è formato uno sciroppo lucido aggiungi l’estratto di vaniglia e immergi le fettine di mela, in modo che si ammorbidiscano un po’ (due tre minuti più o meno) facendo attenzione a non rompere le fettine.
Togli le mele dallo sciroppo e mettile a raffreddare su un vassoio.
Accendi il forno a 180 gradi.
Taglia la pasta sfoglia in strisce altre circa tre dita e lunghe circa 20 cm se vuoi fare delle roselline grandi. Per rosselline mignon, le strisce saranno alte 2 dita e lunghe al massimo 8 cm.
Disponi su ogni striscia le fettine di mela una leggermente sovrapposta all’altra, lasciando la parte ricurva della fetta verso l’alto della striscia di pasta.
Quando l’intera lunghezza della striscia è coperta con le mele, arrotola la striscia su se stessa in modo da formare la rosellina.
Metti le rose all’interno di pirottini per muffin perchè non perdano la forma, sistemale su una teglia e metti in forno già caldo.
Cuoci per circa 15 minuti, fino a quando la pasta sfoglia comincia a diventare dorata.
Nel frattempo in una pentolina sciogli la confettura a fuoco bassissimo devi ottenere un composto fluido.
Estrai le roselline dal forno, con l’aiuto di un pennello di silicone ‘colora’ i petali delle rose con la confettura e rimetti in forno per 5 minuti.
Se ti piace, prima di servirle puoi spolverarle con zucchero a velo.
Sono buone tiepide e anche fredde.


EASY: servile come dessert a fine pasto con un cucchiaio di crema inglese o una pallina di gelato alla vaniglia.



CHIC: a me piace farle molto piccole e servirle come pasticcini con il tè. Sistemale su una piccola alzata alternate a biscottini di frolla al cacao e offrile in questo periodo con il tè di natale. Per un gusto più natalizio, sostituisci l’estratto di vaniglia con un pizzico di cannella in polvere.

mercoledì 11 novembre 2015

Crackers di farro con semi di girasole

Da una decina di giorni qui a Torino la sera accendono le ‘luci di artista’. Nelle vie principali del centro ogni anno in questo periodo sistemano delle luci particolari e molto belle che accompagnano l’inaugurazione di Artissima (la fiera di arte contemporanea) e restano poi fino a dopo Natale. Alcune sono davvero natalizie, come gli alberi di Natale stilizzati fatti di neon verdi e quelli che sembrano frantumi di vetro colorato, altre sono brillanti e luminose, come le ‘costellazioni’, un insieme di lucine dorate che simulano le stelle del cielo. In Piazza San Carlo hanno messo intorno ai lampioni dei vetri colorati gialli, verdi, rossi, blu, quando la sera li accendono l’impressione è quasi magica: la piazza è molto meno illuminata del solito e i lampioni colorati sembrano galleggiare nella notte. Lampioncini colorati pendono anche dagli archi dei portici che circondano la piazza e l’atmosfera è quella di un raffinato presepe.
A mio parere tutto questo ‘fare Natale’ a inizio Novembre è un po’ in anticipo sui tempi, quest’anno poi con questa improvvisa primavera è totalmente straniante, sembra che qualcuno abbia dimenticato di smontare gli addobbi dell’anno prima. Sabato intorno all’ora di pranzo, sotto gli alberi di Natale che pendevano tra un palazzo e l’altro, c’erano tavolini disseminati sui marciapiedi e nelle piazze, affollati di turisti e non-turisti che chiacchieravano sotto i raggi di un bellissimo sole e sorseggiavano l’aperitivo con indosso solo maglioni di cotone e occhiali da sole, come a maggio. Perfino il carrettino che vende caldarroste sembra completamente fuori stagione, un bel gelato o un aperitivo leggero a base di grissini croccanti, crackers, bastoncini di verdure crude e dip cremosi sembra molto più in linea con il clima di queste giornate.
E anche noi non ce lo siamo fatto mancare. Da tempo volevo provare a fare in casa dei crackers croccanti, un po’ diversi dai soliti grissini o dalle mini focacce che preparo di solito. Da abbinare a fettine di salmone affumicato e dip vellutati per un aperitivo a due da consumare velocemente prima di andare a teatro oppure da preparare in dosi abbondanti e servire agli amici con paté di tonno, crema di formaggio alle erbe, chutney piccanti e cubetti di parmigiano. Prima di cena, in sostituzione della cena, magari con un dessert finale e un vino adatto all’occasione oppure in attesa del pranzo, con questo clima anche in terrazza. Come preferite.

P.S. Sono molto buoni appena fatti, se avanzano conservali in un barattolo di vetro, ma durano al massimo un’altra giornata, poi a mio parere perdono molto della croccantezza.

P.S.2 Oggi è San Martino e, almeno qui a Torino, sta rispettando in pieno la tradizione dell’estate di San Martino come giornata più calda dell’autunno, c’è un sole meraviglioso e l’aria decisamente tiepida. Quando eravamo piccoli a scuola si faceva sempre un tema, un piccolo pensierino o un disegno sulla leggenda di San Martino, la maestra ci parlava della divisione del mantello, del caldo improvviso ecc. ecc. Chissà se oggi a scuola i bambini continuano a ricordare queste ‘feste della tradizione’ e a divertirsi con queste favole antiche. Mi piacerebbe pensare di si.


CRACKERS DI FARRO CROCCANTI CON SEMI DI GIRASOLE




Ingredienti per una trentina di crackers :

70 gr di farina integrale di farro
80 gr di farina ‘00’
75 gr di acqua appena tiepida
1 cucchiaino da caffè di sale fino
1 cucchiaio da minestra di olio extra vergine di oliva + quello per ungere la ciotola
4 gr di lievito di birra fresco
qualche cucchiaio di semi di girasole


Sciogli il lievito in 50 gr dell’acqua tolta dal totale e lascia riposare qualche minuto.
Intanto in una ciotola setaccia le due farine.
Aggiungi l’acqua con il lievito ed inizia ad impastare aggiungendo se serve altra acqua (io l’ho utilizzata tutta), in modo da ottenere un impasto morbido e liscio.
Aggiungi il sale e impasta ancora un attimo per incorporarlo bene.
Da ultimo inserisci l’olio e impasta ancora per qualche minuto fino ad ottenere un impasto elastico e compatto.
Mettilo a lievitare in una ciotola pulita leggermente unta di olio e lascialo lievitare per almeno tre ore (deve raddoppiare di volume).
Quando la pasta è lievitata stendila su un piano infarinato utilizzando un mattarello per ottenere una sfoglia sottile (qui devi fare un po’ di prove a me piacciono quando non sono sottilissimi, ma dipende dai gusti).
Taglia i crackers della forma che preferisci (io ho fatto dei piccoli rettangoli, ma sono carini anche tondi tipo ‘ritz’ o a forma di rombo).
Fodera una teglia con carta da forno e appoggia i crackers.
Buca la superficie di ogni cracker con uno stecchino, poi spennellali rapidamente di acqua (pochissima serve solo per far aderire i semi di girasole) e cospargili con un po’ di semi di girasole.
Copri la teglia con un canovaccio pulito e lascia lievitare ancora per un’ora e mezzo.
Trascorso il tempo di lievitazione, accendi il forno a 180 gradi.
Appena il forno è caldo cuoci i crackers per 12/15 minuti, devono diventare dorati.
Sfornali, lasciali raffreddare su una griglia e servili come preferisci.

EASY: aggiungili a cena nel cestino del pane e metti in tavola un po’ di burro salato. Da sgranocchiare mentre si aspetta che la pasta finisca di cuocere.



CHIC: mi piacciono molto da servire come aperitivo in piedi insieme a creme di verdura e di formaggio. Sistema tutto (coppette di vetro con i crackers, ciotoline con dip e creme di formaggio, cubetti di toma, provola e parmigiano per esempio) su un piccolo carrello o un tavolino di servizio, accompagna con vino bianco o prosecco e lascia che i tuoi ospiti possano iniziare a chiacchierare e a fare conoscenza, se necessario, prima di sedersi a tavola.


lunedì 2 novembre 2015

Biscotti Digestive

Io la mattina ho ‘una partenza lenta’. Non sono il tipo che si alza e si mette subito in moto, pronta per uscire dopo mezz’ora. Ho bisogno di tempi lunghi, mi devo concedere almeno 45 minuti di lettura tranquilla prima di iniziare la giornata, altrimenti non ho le energie sufficienti. Questo anche nei giorni in cui vado a Milano ed ho il treno alle sette. Mi alzo alle cinque, ma non rinuncio alle mie abitudini. Sembra un po’ folle, lo so, ma spesso quell’oretta che trascorro a leggere prima delle sette è l’unico momento tutto mio della giornata.
Per questo la mattina faccio due colazioni, o quasi. La prima da sola, appena sveglia. Preparo il caffè, rigorosamente con la moka, perché lo preferisco decisamente a quello delle macchine espresso. Mi piace il profumo del caffè fatto così, la consistenza un po’ lunga e perfino il borbottio quando passa. Lo verso a piccole dosi nella tazza, quella grande che di solito si usa per il tè e mi piace senza zucchero né latte, così com’è. Lo bevo lentamente, anzi, me lo gusto davvero tanto, leggendo seduta al tavolo di cucina o prendendo appunti sulla mia agenda: se la giornata si presenta difficile, faccio una lista delle cose da fare, quelle indispensabili e quelle che si possono rimandare se il tempo non c’è. Perché a volte 24 ore in una giornata sembrano davvero poche e io senza le mie liste mi perdo un po’.
E insieme al caffè della mattina ci vuole un biscotto, uno solo o al massimo due, in attesa della colazione vera che faccio più tardi insieme a mio marito - quando è a casa - o da sola: pane e marmellata nei giorni ‘normali’, una fetta di torta e altre cose golose nei giorni festivi, quando la colazione tra una chiacchiera e l’altra dura anche più di mezz’ora.
I digestive sono tra i miei biscotti ‘da caffè’ preferiti. Perché sono croccanti senza essere duri, si inzuppano molto bene e la farina di avena dà quel gusto particolarissimo che in abbinamento al caffè a me piace molto. Ho trovato qui la ricetta di Gary Rhodes, l’ho leggermente modificata per ridurre il burro, perché a me il sapore deciso del burro non piace mai e li faccio e li rifaccio continuamente.


BISCOTTI DIGESTIVE




Ingredienti per una trentina di biscotti (dipende dalle dimensioni dello stampo)

(tra parentesi le dosi originali della ricetta di Gary Rhodes, quando le he variate)

100 gr di farina integrale
100 gr di farina d'avena 
80   gr di burro           (100 gr di burro)
1 bel pizzico di sale
65 gr di zucchero integrale di canna              (50 gr di zucchero di canna)
7 gr di lievito per dolci           (un cucchiaino di lievito per dolci)
4 cucchiai di latte intero                    (1 o 2 cucchiai di latte)


In una casseruola fai sciogliere il burro a bagnomaria e lascialo raffreddare.
Nel frattempo in una ciotola mescola le due farine e il sale.
Quando il burro si è raffreddato, uniscilo alle farine, amalgama rapidamente e aggiungi lo zucchero e il lievito.
A questo punto aggiungi il latte un cucchiaio alla volta, a me ne sono serviti quattro. Quanto latte aggiungere dipende da quanto sono asciutte le farine utilizzate. Lo scopo è ottenere un impasto morbido ma lavorabile, come una frolla.
Quando l’impasto è pronto (deve venire liscio e compatto appunto come una frolla), dai la forma di un panetto e metti in frigorifero a riposare avvolto da pellicola per almeno un’ora (io l’ho lasciato due ore, si lavora più facilmente).
Trascorso il tempo di risposo della pasta, accendi il forno a 180 gradi.
Prendi il panetto, stendilo con un mattarello ad uno spessore di circa mezzo cm (c’è il lievito e in cottura gonfiano un pochino).
L’impasto è un po’ appiccicoso, per rendere più facile l’operazione con il mattarello conviene inserire l’impasto tra due fogli di carta da forno.
Ritaglia i biscotti con una formina tonda (è la forma classica dei digestive), se vuoi puoi bucherellare la superficie con una forchetta e mettili su una teglia foderata di carta da forno, un po’ distanziati l’uno dall’altro.
Appena il forno è caldo infornali e lasciali cuocere per 10/12 minuti, devono essere di un bel colore dorato.
Lasciali raffreddare su una griglia.


EASY: a me piacciono nel caffè alla mattina, ma sono ottimi anche da servire con il tè.




CHIC: una versione molto golosa come dessert per un pranzo estivo. Componi una specie di biscotto gelato, utilizzando due digestive farciti con una crema da cheese cake gelato come questa. In questo caso sono più simpatici se fatti piccoli, con un diametro simile a quello dei tradizionali macarons.