lunedì 13 giugno 2016

IDEE SHOPPING: GARDEN TEA PARTY - Una nuova rubrica

Quando la rivista Elle a Tavola ha cessato le pubblicazioni mi è dispiaciuto molto, perché la consideravo una delle più carine del settore. Non era solo una rivista di cucina, era evidente la sua origine da una rivista di moda: oltre alle ricette c’erano rubriche divertenti attente alle novità nel settore food in senso allargato. Libri di recente pubblicazione, locali appena aperti, qualche nota sullo stile a tavola, sulle ultime mode alimentari (dai bruffin alla riscoperta dello street food) e alcune pagine dedicate ad illustrare le ultime uscite in tema di tazze, stoviglie, stampi per dolci, tovagliati... e tutto ciò con cui mi (ci) piacerebbe riempire le dispense della cucina.
Ogni mese veniva scelto un tema al quale era dedicato un collage di foto più varie. La rubrica che si chiamava News Shopping era per me una fonte di idee e ispirazioni.
Ho deciso di aprire su Cioccomela una rubrica ispirata a quelle pagine, che chiamerò Idee Shopping. La mia intenzione sarebbe quella di farne una rubrica quindicinale, magari il primo e il terzo giovedì del mese (anche se parte eccezionalmente oggi).
Il giovedì, così ho un giorno di anticipo sul venerdì che è il mio giorno shopping preferito: se devo acquistare qualcosa o semplicemente fare un giro per le vetrine scelgo il venerdì pomeriggio. Festeggio così l’inizio del fine settimana ed evito di andare in giro per i negozi il sabato, cosa che proprio non mi piace, non amo la confusione che c’è nelle vie della città il sabato pomeriggio.
Voglio precisare che non faccio pubblicità a nessuno e tutti i suggerimenti e le idee che troverete in questa rubrica sono frutto solo delle mie passeggiate per le vie di Milano Torino e Firenze e di quelle virtuali su Internet. L’unico criterio che utilizzo per scegliere è il mio gusto personale (pertanto ampiamente discutibile): scelgo solo le cose a mio parere belle bellissime e da sogno, quindi inarrivabili, con le quali mi piacerebbe arricchire la mia piccola collezione di oggetti per la casa. Immagino che nessuna delle aziende che compariranno su queste pagine sapranno mai di essere citate da me, data la limitata circolazione delle mie pagine nell’etere. E se dovessero saperlo voglio solo ringraziarle per produrre cose così belle. Perché io – che amo l’arte in ogni sua forma – sono convinta che un bell’oggetto, qualunque sia ciò che ognuno di noi intende per bello, abbia il grande potere di arricchire la nostra vita. Anche se possiamo solo guardarlo in fotografia.

E dunque ecco il mio primo Idee Shopping dedicato al Garden Tea Party.
Nel 1860 la Regna Vittoria istituì la tradizione del Garden Tea Party. Da allora tre volte all’anno i giardini di Buckingham Palace ospitano questo tradizionale ricevimento al quale partecipano 8000 invitati. Il dress code per le signore prevede un abito da pomeriggio, possibilmente accompagnato da uno (stravagante) cappellino. La festa ha inizio alle tre del pomeriggio, la Regina fa il suo ingresso alle 4. Con il té si servono dolcetti in mini porzione e tartine salate, come vuole la tradizione dell’Afternoon Tea.
Il Garden Tea Party che si è tenuto a Londra qualche giorno fa mi ha dato l’idea per questa prima puntata di Idee Shopping, dedicata appunto al mondo del té. Come in ogni giardino che si rispetti troverete abbondanza di farfalle e di fiori.

1. DELICATE FARFALLE




1. Farfalle leggere sulla tazza Ginori, talmente bella che non c’è bisogno del party, bastano un ottimo tè e un buon libro.
2. RICCHEZZA ORIENTALE






2. Blu e oro con motivi antichi ispirati all’Oriente, la linea della tazza è essenziale e l’effetto complessivo molto moderno. La collezione è Hibiscus di Wedgwood.










3. ROMANTICA





3. Il piattino è quasi un cuore e la tazza un fiore delicato. Tutto turchese polvere. Semplicemente deliziosa (Virginia Casa). 








4. SO BRITISH     









4. Grappoli di fiori delicati e un sottile bordo dorato per la teiera Wedgwood, raffinatamente inglese.

    5.BIANCO ESSENZIALE   



5. Se la tovaglia è coloratissima e piena di fiori, tazze e teiera bianchi e lineari sono perfetti (Pottery Barn).













6. BAROCCA 






6. Perché ogni tanto esagerare si può. Per un tè solo ‘tra ragazze’, la teiera PIP Studio in fine porcellana. In vendita da JohnLewis








7. OLD FASHION




7. Come rinunciare ad una fetta di torta servita con una paletta così carina? Queste le ho trovate su Pinterest.












8. IMMANCABILE ALZATINA




8. Farfalle e lavanda decorano questa alzatina per dolci. La collezione si chiama Kew Gardens ed è ispirata ad illustrazioni conservate nella biblioteca dei Kew Gardens. Da immaginare riempita di dolcetti di frutta e piccoli bignè.(CreativeTops)






                    9.INVITO PER QUATTRO





9. Fiori e farfalle in tutti i toni del blu. Il set di quattro piattini per torta appartiene alla linea Botanic Blue di Portmeirion. Da accompagnare a quattro tazze di porcellana bianchissima dalle linee essenziali. 









10. SOLO TE’ IN FOGLIE         



    
10. Il tè? Rigorosamente in foglie. Per questo è indispensabile un colino, se è lucidissimo e un po’ traforato è ancora più bello (in vendita da Dalani).









11. VERDE E AROMATICO






11. Profumato di fiori, citronella, limone e vaniglia, novità in casa Mariage Frères. Questo tè riunisce l’anima di Parigi e il fascino di Singapore (così assicura la casa produttrice, a mio parere una delle case da tè migliori che abbia assaggiato). 










12. SOFFIO LEGGERO






12.Non solo tè. Una caraffa di vetro soffiato decorata da una leggera farfalla appena colorata per succhi di frutta o altre bevande fresche (Centro Tavola Milano).













13. ZUCCHERO       


  





13. Un tappeto di fiori bianchi in rilievo sulla zuccheriera di Henriette. Romantica e un po’ retrò.









14.DOLCE CON IL MIELE







14. Miele nel tè? Forse, ma solo se servito in un barattolino così. E solo se dal gusto delicatissimo come quello di acacia (in vendita da LSA International).









              15.LATTE PER CHI LO VUOLE 



15. Ancora farfalle e un decoro che ricorda le stampe floreali degli ex libris. Questa lattiera di Portmeirion leggermente più grande di quelle tradizionali è perfetta anche per servire la panna, fresca e non montata, da versare su una fettina di sponge cake.








16. LINO REGALE   





16. Tovaglioli in lino di Arte Pura, colori neutri e rosa delicati da impilare sul tavolo vicino a tazze e piattini.









 17. QUANDO I FIORI SONO SUL RUNNER  





17. Se il servito da tè è bianchissimo o di un delicato celeste polvere, il runner sulla tavola deve essere vivace. Questo è di Mani di Fata ed è di lino stampato. 

     









18. COUNTRY CHIC






18. Perfetto per un tea party in giardino, runner di lino bianco con un bordo fiorito e leggero (Arte Pura).












19. UNA STORIA MILLENARIA


19. Dedicato alla affascinante mondo del tè, per imparare a riconoscerne le diverse varietà, come si preparano e in quali occasioni. L’abbinamento con i cibi, la tradizione millenaria e affascinante che accompagna questa preziosa bevanda (in vendita su IBS).











Appuntamento con IDEE SHOPPING a giovedì 23 giugno! Vi parlerò di .. frutta estiva.

martedì 7 giugno 2016

Panzanella

Avrei potuto etichettare la panzanella anche come ‘non ricetta’. Di fatto la ricetta non c’è: pochissimi ingredienti – come sempre in questi casi più buoni sono, migliore è l’esito finale – ed un
procedimento davvero banale, si tratta solo di mettere insieme il piatto, non c’è nessuna cottura da fare e nessuna particolare difficoltà. Un requisito indispensabile però si: il pane toscano. Non quello ‘tipo toscano’, il pane toscano vero. Sarà un po’ campanilistico ma ho provato a farla con pane di tipo diverso e il risultato non è soddisfacente. Per fare la panzanella ci vuole il ‘nostro’ pane, quello sciocco (senza sale), con la crosta sottile e croccante, la mollica soffice e piena di ‘buchini’, mai umida. Un pane che resiste nel suo sacchetto di carta per giorni e giorni, si secca, certo, ma non fa la muffa. Si lascia seccare tagliato in piccoli pezzi, anche una settimana, poi si fa rinvenire a bagno in acqua ghiacciata e si condisce come la tradizione di famiglia prevede – perché credo che ogni famiglia toscana faccia la ‘sua’ panzanella.
La panzanella è tutta qui, una tipica ricetta di riciclo della cucina contadina, dove non si buttava via mai niente, tanto meno il pane. Per me è legata ai ricordi dell’estate di quando ero piccola e forse è per questo che mi piace così tanto perché il gusto che ci sento va al di là di quello dato dagli ingredienti. La mia mamma la preparava il venerdì sera come primo piatto, quando noi eravamo già in campagna in vacanza e mio papà che lavorava a Firenze ci raggiungeva accaldato il venerdì. Arrivava tardi, di solito dopo le otto ma le giornate adesso sono lunghe e c’era ancora luce sufficiente per mangiare fuori al fresco, con la tavola apparecchiata sotto il nostro albero preferito. Firenze è bellissima ma ha un clima infernale e penso che per lui arrivare e trovare la tavola pronta in giardino e un piatto di panzanella fresca e gustosa fosse davvero un ‘risarcimento danni’ per la settimana trascorsa da solo a lavorare in città. La panzanella non mancava mai quando si andava ‘a mangiare in foresta’: chiamavamo così i pic nic nelle foreste del Casentino – che sono tra i boschi più belli d’Italia. Ad Agosto era caldo anche in giardino e la domenica ogni tanto si andava a cercare refrigerio in montagna. La mattina noi bambini e i papà facevamo lunghe passeggiate, mentre le nostre mamme preparavano il pranzo, la panzanella, appunto, c’era sempre. Nel pomeriggio gli adulti tentavano di leggere e chiacchierare mentre noi piccoli schiamazzavamo tutto intorno. Alle 5 veniva già freddo, raccoglievamo tutto e tornavamo a casa.
Da noi insomma la panzanella è un primo piatto che in estate si prepara spesso. Ora molte trattorie toscane la propongono come antipasto e spesso lo faccio anche io: a settembre in Maremma in una piccola trattoria ai bordi della pineta ce l’hanno servita composta in forma di piccola piramide accompagnata da una insalatina di valeriana fresca e croccante e una salsa piccante davvero gustosa. La mia ricetta non è esattamente quella che fa la mia mamma: lei condisce il pane con pomodoro basilico e cipolla fresca, tenuta a bagno un’intera mattina in modo che perda il gusto forte. A me la cipolla cruda non piace e la faccio con pomodori, basilico e cetrioli e per dare una nota un po’ diversa aggiungo qualche goccia di aceto balsamico al fico, che ha un gusto delicato. Questa volta ho utilizzato pomodori piccadilly perché erano belli maturi, ma scegliete i pomodori che preferite, sono ottimi anche i cuori di bue.

PANZANELLA (le dosi sono per quattro persone ma indicative, regolatevi come preferite)



 Ingredienti:

300 gr di pane toscano secco
400 gr di pomodori maturi (per me varietà piccadilly)
3 cetrioli
Olio extravergine di oliva
Foglie di basilico fresco
Aceto balsamico (io ho scelto un aceto balsamico al fico)
Sale

Metti il pane secco tagliato a pezzi in una ciotola piena di acqua ghiacciata (io la uso molto fredda perché mi piace che la panzanella sia bella fresca).
Quando il pane si è ammorbidito (il tempo è difficile da calcolare, il pane è pronto quando si è ben intriso di acqua e si può sbriciolare con le mani, senza disfarsi totalmente) strizzalo con le mani e sbriciolalo in modo grossolano all’interno di una ciotola di vetro.
Condisci il pane con olio extravergine, un pizzico di sale e qualche goccia di aceto balsamico.
Lascia riposare il pane mentre prepari il condimento.
Lava i pomodori, togli i semini all’interno e affettali a cubetti. Condiscili con un pizzico di sale e olio extra vergine di oliva (solo una piccola quantità, conviene aggiustare di sale e di olio, alla fine quando la panzanella è pronta).
Lava i cetrioli, sbucciali e tagliali a dadini. Come i pomodori condiscili con sale e olio ma senza esagerare.
Unisci al pane i pomodori, i cetrioli, le foglie di basilico spezzettate a mano. Amalgama bene, aggiusta di sale, olio e aceto e lascia riposare un’oretta al fresco prima di portarla in tavola (se hai il tempo, altrimenti è buona anche così).


EASY: è un primo piatto molto fresco e leggero, adatto ad una cena in terrazza o in giardino. Può essere seguito da un pesce e verdure alla griglia, frutta al forno accompagnata da gelato.


CHIC: la panzanella può essere presentata anche come aperitivo, servita come piccola monoporzione nei bicchierini. C’è chi la accompagna con ciliegine di mozzarella, ma io trovo che dia il massimo così com’è, nella sue versione più semplice.


domenica 29 maggio 2016

Pomodorini Confit

Quando arriva la bella stagione a casa nostra compaiono sulla tavola i dolci con le fragole e i pomodorini confit. Si, è vero, ormai i pomodori ci sono tutto l’anno, ma – ho provato – utilizzare pomodorini coltivati in serra per questa ricetta a mio parere non funziona. E’ talmente semplice, di fatto c’è un solo ingrediente, che se i pomodori non sono davvero gustosi dolci e maturati al sole …. non è proprio la stessa cosa. Meglio aspettare un intero anno e ricominciare a prepararli quando è il momento giusto. Del resto ognuno ha il proprio modo di dare il benvenuto alla bella stagione. C’è:
- chi festeggia concedendosi una coppa di gelato gigante (la prima della stagione) pigramente seduto ai tavolini di una gelateria del centro, all’aperto tra le sette e le nove di sera, l’ora più bella in queste giornate che sono lunghissime con la luce che rimane fino a tardi
- chi arrotola appena appena i jeans e fa la prima passeggiata a piedi nudi sulla spiaggia, evitando di farsi raggiungere dalle onde perché l’acqua è ancora gelida
- chi compra un nuovo paio di occhiali da sole e un cappello di paglia – ne ho visto uno bellissimo a Firenze la settimana scorsa – da utilizzare ogni fine settimana da qui a settembre
- chi aspetta che torni la primavera per cucinare quei piatti che si fanno solo adesso utilizzando fragole, asparagi, piselli freschi e pomodori appena raccolti.
Trovo che i pomodori preparati in questo modo siano davvero speciali e molto versatili. Si forse un po’ lunghi da preparare, non una di quelle cose che si fanno all’ultimo momento, ma il lavoro maggiore consiste nel sistemarli ordinatamente in una teglia e spennellarli con olio e aceto, poi possono essere ‘dimenticati’ nel forno per quasi tre ore. Una volta pronti, hanno un gusto speciale e possono essere utilizzati in mille modi: per condire un piatto di pasta integrale con olive nere e formaggio tipo feta, per accompagnare sformatini di ricotta come questi, come contorno di un’insalata di pollo, a volte un po’ ‘anemica’ o da soli, così come sono, insieme ad una ciotolina di mandorle salate e una birra ghiacciata come aperitivo il venerdì sera. Senza fretta, in terrazza, aspettando che il sole sia tramontato per iniziare la cena.

POMODORINI CONFIT (le dosi sono del tutto a piacere)



 Ingredienti:

500 gr di pomodori tipo ciliegino
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva + 1 per la teglia
2 cucchiai di aceto balsamico
1 cucchiaino di zucchero semolato (io non l’ho messo perché i pomodori erano già dolci)
Origano fresco o secco (io ho usato un mazzetto di origano proveniente dalla Sicilia)
Sale fino

Accendi il forno a 130 gradi.
Lava i pomodori, elimina il picciolo, le foglie e le altre parti verdi.
Asciugali e tagliali a metà.
Fodera con la carta da forno una teglia larga, va bene anche la leccarda del forno e spennella la carta con un cucchiaio di olio.
Disponi i pomodori sulla teglia con il taglio rivolto verso l’alto.
Prepara a parte un’emulsione con i tre cucchiai di olio e l’aceto balsamico. Aggiungi in questa fase lo zucchero se necessario.
Emulsiona bene (io metto tutto dentro un piccolo barattolo a chiusura ermetica e sbatto bene una volta chiuso) e con l’aiuto di un pennellino ungi la superficie di tutti i pomodori. Si, lo so è un po’ lungo, ma a mio parere è il modo migliore per condire in modo uniforme tutti i pomodori.
Non aggiungere il sale adesso.
Cospargi i pomodori con l’origano e metti in forno già caldo.
Devono cuocere per due ore (nel mio forno anche due ore e mezzo) a 130 gradi. Trascorso questo tempo, spengi il forno, aggiungi il sale sui pomodori e rimetti la teglia nel foro spento fino a quando sarà freddo (circa 45 minuti).
A questo punto sono pronti.
Sono buonissimi tiepidi e a temperatura ambiente. Si conservano tre/quattro giorni in frigorifero in un recipiente di vetro chiuso ermeticamente.


EASY: per preparare un facile antipasto: fai tostare delle fette di pane nero, spalma con un formaggio morbido tipo philadelphia, macina sopra qualche fiocco di sale nero e aggiungi su tutto i pomodorini.



CHIC: se la cena che hai preparato prevede un’insalata come contorno, metti in tavola delle ciotoline con i pomodori confit e altre con semi di girasole e zucca appena tostati, in modo che chi vuole possa aggiungerli alla sua insalata per renderla più gustosa e croccante.


giovedì 19 maggio 2016

Cantuccini al cacao e nocciole

Penso che tutti conoscano InaGarten, la Signora del Barefoot Contessa, una delle più celebri sostenitrici del ‘ricevere facile’ di oltreoceano.
La sua storia è talmente particolare, che potrebbe essere la trama di una di quelle food story che oggi imperversano nelle librerie.
La Signora Garten ha iniziato la sua carriera .. alla Casa Bianca, non in cucina naturalmente ma in un ufficio molto serio che si occupava del bilancio per l’energia nucleare e storie simili. Un giorno vede su un giornale l’annuncio di vendita di una celebre gastronomia, il Barefoot Contessa appunto. L’idea la attrae immediatamente, complice un amore per la cucina e per il ‘ricevere’ nato durante un viaggio in Francia e decide di cambiare vita. Da analista finanziaria alla Casa Bianca alla gestione di un elegante negozio di gastronomia che vendeva cibo di qualità e offriva un servizio di catering. Il sogno di molti, credo, sicuramente il mio. Per quanto con i tempi che corrono lamentarsi del lavoro che facciamo sia assolutamente fuori luogo, è un sogno poter lasciare numeri, libroni, PC e scrivanie per dedicarsi a qualcosa di più creativo.
Dopo aver gestito per anni il Barefoot Contessa, che poi si è ingrandito e trasferito, diventando uno degli emblemi degli Hamptons – ormai chiuso- , adesso la signora Garten ha una sua trasmissione televisiva e scrive libri di cucina che a me piacciono molto. Ne ho più di uno, non tutte le ricette corrispondono ai miei gusti (anche se il suo chowder di pesce è il più buono che abbia sperimentato), ma quello che mi piace sempre tanto è la filosofia che li attraversa tutti: invitare gli amici per una cena il sabato sera, per un ‘panini party’ davanti alla TV o una colazione in tarda mattinata la domenica è una di quelle cose che rendono piacevole la vita e può essere facile, piacevole e una festa anche per chi lo organizza.
Leggete uno dei suoi libri e vi verrà voglia di organizzare una piccola festa, anche solo a due (spesso sono le migliori). Le foto sono molto accattivanti: tavole decorate con ortensie viola intenso e apparecchiate con stoviglie bianche e blu, runner di lino grezzo e piatti arancioni, candele bianchissime e fiori porpora sulle tavole autunnali. Insomma una fonte inesauribile di ispirazione, almeno per me.
E Ina Garten ha una teoria che mi convince moltissimo e continuo ad applicare: se sai fare dieci ricette molto bene… allora puoi riuscire a farne molto bene trenta. La sua teoria-  che io trovo perfetta - è che ogni ricetta che conosciamo applicando piccole varianti può dare origine ad almeno altre due ricette diverse. Una buona minestra di lenticchie può diventare una minestra di piselli secchi, una crema di carote può essere trasformata in una vellutata di zucca…. Questi cantuccini con le mandorle si sono trasformati in cantuccini al cacao con le nocciole. FACILISSIMO!



CANTUCCINI AL CACAO CON NOCCIOLE



Ingredienti per una trentina di biscotti


360 gr di farina ‘00’
40 gr di cacao amaro
180 gr di zucchero semolato
2 uova                       
80 gr burro
150 gr di nocciole sgusciate e private della pellicina     
8 gr di lievito per dolci      
1 pizzico di sale


Accendi il forno a 180 gradi.
Tosta le nocciole in una padellina antiaderente, senza aggiungere alcun condimento.
Appena cominciano a diventare colorite, spengi il fuoco e lasciale raffreddare.
Fondi il burro in una pentolina e lascialo raffreddare.
In una ciotola metti le uova e lo zucchero e mescola con una forchetta fino ad ottenere un composto spumoso.
Aggiungi il burro fuso a temperatura ambiente e amalgama il composto.
A questo punto inserisci la farina setacciata con il lievito e il cacao, il sale e impasta rapidamente in modo da ottenere un composto tipo quello della frolla.
Da ultimo aggiungi le nocciole ormai fredde e tritate grossolanamente in modo che poi sia più facile tagliare i biscotti senza romperli.
Forma con l’impasto due filoncini e sistemali in una teglia coperta di carta da forno.
Cuoci in forno già caldo (180 gradi) per circa trenta minuti; è necessario fare un po’ di attenzione perché il cacao li rende già scuri e si deve sorvegliare che non diventino troppo scuri perché bruciati!
Trascorso il tempo di cottura (non spengere il forno) estrai la teglia, lasciali intiepidire qualche minuto e taglia i filoni in diagonale per ottenere una quindicina di biscotti da ciascuno dei due.
Rimetti i biscotti in forno sulla teglia e falli cuocere ancora 10 minuti a 180 gradi.

Si conservano croccanti per una settimana in un barattolo di vetro a chiusura ermetica


EASY: prepara entrambe le versioni bianchi con le mandorle e questi al cacao e nocciole, disponili in un bel vassoio e servili con il caffè dopo cena.




CHIC: questi non si prestano come la versione tradizionale ad essere accompagnato con il vin santo. In estate però sono ottimi serviti (uno o due a testa) con una coppetta di mousse al cioccolato guarnita da un bel ciuffo di panna. Al posto delle tradizionali cialdine insomma.