sabato 8 dicembre 2012

Biscotti speziati per l'albero di Natale

Da sempre faccio l’albero di Natale l’8 dicembre. Quando eravamo piccole era proprio un giorno di festa. Non si andava a scuola e in casa arrivavano gli scatoloni di palline, le statuine del presepe e i fili d’argento. Ognuno aveva i propri compiti: mamma e papà montavano l’albero, mia mamma era specializzata nel fare le ‘montagne’ e il ‘cielo’ del presepe e io e mia sorella sistemavamo le palline sull’albero e le statuine nel presepe. Mettere i fili d’argento e le lucine intorno all’albero era un lavoro di squadra. Per tutto questo ci voleva quasi un’intera giornata e ricordo ancora benissimo l’emozione di entrare la sera nel salotto buio e veder scintillare le lucine dell’albero. Ecco: era iniziato Natale. Sull’albero non c’era il puntale, ma due disegni che io e mia sorella preparavamo nelle settimane precedenti, di solito due angioletti. I più ‘belli e buffi’ (disegnati quando io avevo 6 anni e mia sorella 5) esistono ancora, sono stati incorniciati e sono appesi come dei veri quadri in casa dei miei genitori a Siena.
Sul nostro albero non c’erano i biscotti, la nostra tradizione non lo prevedeva. Ho scoperto l’esistenza di questi biscottini-da-arredo da grande e sono rimasta subito affascinata dall’idea di prepararli anche io. Ho sperimentato varie ricette: la mia preferita è una normale pasta frolla arricchita con spezie (io ho scelto cardamomo, chiodi di garofano e zenzero, ma la scelta delle spezie da aggiungere dipende dai gusti). Quando cuociono, dal forno si sprigiona un profumo meraviglioso. Poiché mi piace poterli mangiare, li incarto uno per uno in piccole bustine di plastica lucida e li appendo con un fiocco a dei rami di agrifoglio argentati sistemati in un vaso (qualcuno finisce anche in qualche taschina del calendario dell'Avvento). 
Ringrazio Bianca Sofia che ha sei anni ed ha decorato alla perfezione questi biscotti con gli zuccherini d’argento e la glassa - che abbiamo preparato solo con acqua e zucchero perché a me non piace l’idea dell’albume crudo.

  
BISCOTTI SPEZIATI PER L’ALBERO



(il numero dei biscottini ottenuti dipende dalla dimensione degli stampi, io con questa dose ne preparo 30)

200 gr di farina 00
80 gr di burro freddo
80 gr di zucchero a velo
2 tuorli d’uovo
6 bacche di cardamomo
2 chiodi di garofano
1 bel pizzico di zenzero in polvere

Per la decorazione:
Zuccherini argentati
Glassa ottenuta mescolando 200 gr di zucchero a velo e 35 gr di acqua.


Pesta in un mortaio i due chiodi di garofano con i semini che si trovano all’interno delle bacche di cardamomo, in modo da ottenere una polvere fine. A questa aggiungi lo zenzero.
In una ciotola mescola lo zucchero e il burro a pezzetti.
Aggiungi i tuorli uno per volta, unendo il secondo solo quando il primo è ben amalgamato.
Per ultima aggiungi la farina setacciata e le spezie e impasta rapidamente fino a quando tutti gli ingredienti sono ben amalgamati, ma senza scaldare troppo la pasta con le mani.
Togli l’impasto dalla ciotola, forma una palla, avvolgila nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per due ore.
Trascorso questo tempo, accendi il forno a 180 gradi.
Stendi la pasta dello spessore che preferisci (a me i biscotti di Natale piacciono piuttosto spessi e consistenti), tagliala utilizzando formine per biscotti con disegni natalizi.
Se ti serve, fai il buco per il nastrino utilizzando uno spiedino di legno.
Cuoci in forno già caldo per 18 / 20 minuti al massimo.
Metti i biscotti a raffreddare e quando sono freddi decorali con la glassa e gli zuccherini.
Lascia asciugare la glassa prima di appenderli all’albero (ci vorranno circa 4 ore).


EASY: appendili all’albero con un nastro colorato (oppure a rami di agrifoglio disposti in un vaso come faccio io)





CHIC: servili a colazione la mattina di Natale, accompagnati da una tazza di cioccolata calda, speziata alla cannella e decorata con un cucchiaio di panna montata.

martedì 4 dicembre 2012

Mini meringhe al cioccolato per il calendario dell'Avvento

Dicembre è un mese magico e io adoro il Natale e il periodo che lo precede. E’ l’unica festa dell’anno che dura un intero mese e coinvolge tutto: la casa, l’atmosfera, quello che porto in tavola - alcune ricette si fanno solo in questo momento dell’anno -  il modo in cui apparecchio per la colazione e la cena…. Il primo dicembre in casa compaiono le tazze della colazione con i disegni natalizi, sul mio comodino arrivano i libri dedicati al Natale (ricette, lavori patchwork, tavole apparecchiate in modo speciale e ogni anno aggiungo un nuovo libro alla collezione) e comincio a ‘stressare’ mio marito perché vada in soffitta a prendere gli arredi natalizi. La mia tradizione prevede che l’albero si faccia l’8 dicembre (ne parlerò un’altra volta): facevamo così da piccole io e mia sorella e io ho mantenuto questa consuetudine anche dopo sposata. Mio marito .. beh non ama particolarmente il Natale, non aveva tradizioni sue e quindi .. gli ho regalato le mie! Nonostante tutto il mio entusiasmo, lui continua a far fatica a convivere con quella che chiama ‘la mia mania del Natale’, è uno di quelli che vorrebbe saltare a piè pari queste feste natalizie. L’unica cosa che gli rende sopportabile questo periodo è … il calendario dell’Avvento, nel quale ogni taschina contiene un dolcetto e le meringhe al cioccolato sono tra le sue ‘sorpresine’ preferite. Peccato che l’atmosfera del Natale proprio non lo ‘prenda’, perché a me piace tantissimo. Riempio la casa di Babbo Natale: ne faccio collezione, ne ho di ogni tipo, minuscoli di legno, grandi di terracotta, delicati in vetro, alcuni bellissimi, altri un po’ kitsch che però sono legati a un bel ricordo perché acquistati in un posto particolare o hanno una loro simpatica storia -  non li butterei mai via! Faccio un albero bello alto, anche se finto, un piccolo presepe e in ogni stanza c’è qualcosa che ricorda il Natale: una candela, un ciondolino di feltro alle finestre, anche solo un piccolo angelo. E poi ogni anno scelgo il colore del nostro Natale. Questo non significa - ovviamente! – che tutto quello che metto in casa deve avere quel colore, ma che quello sarà il colore della nostra tavola di Natale, dei pacchetti che preparerò e del mio mini albero di Natale. L’albero ‘grande’ è pieno di decorazioni scompagnate, multicolori e multi forma (per i decori dell’albero vale la regola dei Babbo Natale di cui sopra, contano i ricordi e basta), però il mio sogno è l’albero monocromatico o quasi, così ne faccio uno piccolissimo in cucina che ogni anno si veste di nuovo. Quest’anno il colore che ho scelto è rosso e verde, dopo il lilla e argento dell’anno scorso.. ci voleva un colore facile! Lo scorso anno – lo riconosco – ho fatto impazzire mio marito alla ricerca di palline, fiocchi e altre decorazioni lilla, a volte è abbastanza un santo .. protesta ma poi mi dà una mano e asseconda le mie fissazioni! Quest’anno dunque un Natale facile e molto tradizionale: rosso e verde. Naturalmente questo riguarderà anche Cioccomela – che l’anno scorso non esisteva ancora – e quindi ogni mio post da qui a fine mese avrà lo stesso sfondo rosso e verde che ho scelto per il nostro Natale 2012.

La ricetta che utilizzo per preparare la meringa (al naturale) è tratta da questo libro di Csaba dalla Zorza.


MINI MERINGHE AL CIOCCOLATO




100 gr di albumi (circa 4 bianchi d’uovo)
100 gr di zucchero semolato (ho utilizzato lo zucchero superfine Zefiro)
100 gr di zucchero a velo
70   gr di cioccolato fondente al 70%


Scalda il forno a 100 gradi.
Mescola insieme i 2 tipi di zucchero e suddividi il composto di zucchero così ottenuto in due parti.
Metti in una ciotola gli albumi e la metà del composto di zucchero setacciato. Monta con un frullino o un mixer a neve ben ferma.
Incorpora l’altra metà dello zucchero (sempre setacciato) agli albumi montati, utilizzando una spatola di silicone, facendo attenzione a non smontare il composto.
Quando lo zucchero è tutto incorporato, aggiungi il cioccolato spezzettato con un coltello in piccole pepite.
Riempi con il composto così ottenuto una tasca da pasticcere e forma delle piccole meringhe su una teglia rivestita di carta da forno imburrata e infarinata.
Cuoci in forno a 100 gradi per un’ora e mezzo e lascia raffreddare un po’ le meringhe prima di staccarle dalla carta.


EASY: inseriscile nel calendario dell’avvento oppure utilizzale come chiudi-pacco goloso (chiuse in bustine trasparenti) da attaccare al fiocco dei paccchetti che metterai sotto l’albero.



CHIC: sistemale in contenitori di vetro tutti diversi, decorati da un bel fiocco. Disponile su una credenza la notte di Natale: ti serviranno prima per decorare la stanza, poi accompagneranno il caffè del dopo cena.

mercoledì 21 novembre 2012

Peperoni in agrodolce con pistacchi

Mio marito adora il pesce, ma la carne.. così così, non la mangia più di una volta alla settimana. Io quando posso (mamma non leggere!) evito sia carne che pesce, o comunque li mangio a settimane alterne. Così quando la domenica mattina mi siedo davanti alla mia tazzina di caffè con quaderno e lapis per fare i menu della settimana .. la verdura è l’unica voce fissa di ogni cena. Come ho già detto tante volte, sono una maniaca delle liste e non mi può mancare quella delle cene da fare in settimana. Questa più che una mania è una vera esigenza, visto che il tempo che ho a disposizione ogni giorno per fare la spesa e cucinare è davvero poco e avere una lista già fatta mi aiuta a risparmiare tempo in inutili ‘tentennamenti’. Io sono un po’ così: se non ho una routine precisa da seguire mi perdo in mille fantasie e indecisioni e finisco per non combinare niente. Poiché mi conosco, mi ‘imbriglio’ all’interno di una rigorosa tabella di marcia, altrimenti.. adieu! Sono capace di restare mezz’ora davanti al frigo aperto a pensare a cosa mettere in tavola. Invece la domenica mattina, quando in casa c’è ancora silenzio ed ho a disposizione un’oretta tutta per me, preparo il menu per le cene della settimana che sta per cominciare e non è affatto semplice tener conto delle esigenze di tutti: carne si ma poca, uova non più di una volta alla settimana, pollo, ma solo se non abbiamo mangiato carne, i formaggi magari la domenica.. ma che stress!! Per fortuna ci sono le verdure, quelle non hanno limitazioni (.. beh non è vero, mio marito odia ‘le foglie’, l’insalata proprio non gli va). Il problema con le verdure è che mi piacciono tutte, tantissimo, ma ho poca fantasia nel cucinarle e in questa stagione – diciamolo - anche guardare i banchi del fruttivendolo non aiuta. Le  verdure sono poche e nemmeno troppo belle (almeno qui). Non siamo ancora in pieno inverno e in qualche modo l’autunno è già finito. Frutta e verdura sembrano quasi risentire di questa indeterminatezza della stagione e per ora non c’è niente di particolarmente allettante. Così: scarsa fantasia + poca scelta = una combinazione pestifera per i miei menu e la domenica penso, penso, alla ricerca di qualche idea carina da inserire tra le pietanze della cena. Quando qualche domenica fa su un vecchio giornale di cucina ho visto questi peperoni .. non ho saputo resistere! I peperoni non sono esattamente di questa stagione (anche se a dire il vero dal verduraio li trovo ancora belli e croccanti), ma ho infranto la regola del ‘cibo solo di stagione’, perché ero proprio a corto di idee e di ispirazione. Ho ceduto alla tentazione ed ho preparato questo piatto, non proprio invernale, ma dopo tutto siamo ancora in autunno! La ricetta ‘base’ era di Sale e Pepe, ma io l’ho un po’ rivisitata a modo mio. 




PEPERONI IN AGRODOLCE CON PISTACCHI





Ingredienti per 4 persone:


3 peperoni (per me due rossi e uno giallo)
30 gr di mandorle a lamelle
50 gr di pistacchi di Bronte già privati della pellicina scura
1 cucchiaio da tavola di miele di acacia
2 cucchiai da tavola di aceto di mele
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
sale



Lava i peperoni, elimina il picciolo, i semi e i filamenti e tagliale a strisce.
In una casseruola fai scaldare 3 cucchiai di olio e lo spicchio di aglio.
Prima che l’aglio prenda colore, aggiungi i filetti di peperone e fai insaporire per qualche minuto a fuoco basso.
Diluisci il miele con l’aceto e versalo sui peperoni.
Aggiungi il sale, copri e lascia cuocere a fuoco bassissimo per 20 minuti.
Nel frattempo metti mandorle e pistacchi in una padellina antiaderente, condisci con un  pizzico di sale e fai rosolare a fiamma dolce qualche minuto, in modo da abbrustolirli leggermente.
Quando i peperoni sono pronti, aggiungi mandorle e pistacchi, mescola rapidamente e lascia sul fuoco ancora qualche minuto.
Servili a temperatura ambiente.


Con questa ricetta partecipo al Contest Il pistacchio di Bronte di Le torte di Gessica


EASY: cena ‘country’ con gli amici. Usa i peperoni per preparare delle mini bruschette con fette di pane toscano leggermente abbrustolite e qualche falda di peperone. Servi le bruschettine come antipasto, accompagnate da un’insalata di radicchio rosso tagliato a strisce sottilissime



CHIC: sul tavolo del buffet per una cena in piedi (in questo caso tagliali a piccole strisce in modo che non sia necessario usare il coltello): si accompagnano molto bene ad un piatto di formaggi morbidi, tipo caprini e tomini freschi.

mercoledì 14 novembre 2012

Cotognata

Quando alcuni anni fa ci siamo trasferiti da Milano a Torino.. beh non ero molto contenta. Torino non mi piaceva. Io ho un mio metodo per stabilire se una città mi si ‘adatta’ oppure no e Torino aveva ottenuto nella mia personale classifica un punteggio decisamente .. bassino, almeno rispetto a Milano, città che io adoro. Per svariati motivi. 1) Le librerie. A Milano ci sono librerie fantastiche, alcune grandi e molto fornite, altre monotematiche (una, specialissima, interamente dedicata ai libri di cucina), altre ancora più raccolte, con librai ‘vecchio stile’ che ti conoscono e ti propongono sempre qualcosa che sanno ti piacerà. 2) La possibilità di coltivare le proprie passioni (qualunque esse siano.. per quello che ho potuto vedere io, c’è tutto per tutti). Come ho già detto, mi piace moltissimo la pittura, tutta, dai graffiti preistorici alle tele solo blu di Klein. A Milano riuscivo a fare qualcosa ogni settimana, la visita ad una nuova mostra, una mini conferenza, lezioni di storia dell’arte nei musei. Mi sono divertita tantissimo e ho imparato tante cose nuove… Per non parlare dei corsi di cucina, tanti, ovunque, bellissimi. 3) Le vetrine dei negozi. Non sono una maniaca dello shopping, tutt’altro, ma mi piace moltissimo guardare, prendere idee e ispirazione.... Beh la mia lista dei motivi per amare Milano è infinita. Torino appena arrivata mi sembrava decisamente sconsolante. Poi ho cominciato a conoscerla meglio e ad apprezzarla al punto che adesso vorrei stare qui per sempre (anche perché è vicinissima a Milano e mi permette frequenti gite milanesi)! Mi piace l’atmosfera tranquilla e a volte sonnolenta, i lunghi portici sotto i quali passeggiare quando piove e la possibilità di camminare nel verde lungo il Po. L’aria un po’ demodé di alcuni negozi, i caffè eleganti e il rito della cioccolata calda da sorseggiare lentamente con mini biscottini. Ed ho scoperto una cosa in cui Torino si merita un punteggio MOLTO più alto di quello di Milano: pasticcerie e cioccolaterie. Non solo quasi ovunque si trovano dolci ottimi, cioccolatini prelibati ed ogni altra golosità, ma quello che incanta davvero sono le vetrine di alcuni pasticceri. Dispongono i loro ‘tesori’ con cura come se fossero gioielli scintillanti; io e mio marito le guardiamo affascinati come bambini di fronte alla montagna di zucchero filato delle fiabe. Ebbene proprio una vetrina di qualche settimana fa ha ispirato questa cotognata: due alte piramidi fatte di cubettini dorati e zuccherosi, così belli che sono tornata a casa pensando ‘devo fare la cotognata’. Anche se io non la mangio perché per me è davvero troppo dolce.  Il procedimento è piuttosto lungo, ma alla fine dà soddisfazione! Io ho fatto i classici cubetti, ma c’è chi la taglia a cuore o a fiore utilizzando degli stampini da biscotti, viene davvero carina.


COTOGNATA



Ingredienti:

1kg di mele cotogne (peso delle mele già pulite e sbucciate)
600 gr di zucchero semolato più quello necessario per guarnire i cubetti di cotognata
3 gocce di estratto di vaniglia
il succo di un limone

Lava le mele, sbucciale e privale dei semi e del torsolo.
Tagliale in cubetti piuttosto piccoli, mettendo i pezzetti di mela in una ciotola con acqua acidulata con il succo del limone in modo che non anneriscano.
In una casseruola versa 300 gr di zucchero e 200 gr di acqua, metti la casseruola sul fuoco basso e quando lo zucchero è completamente sciolto aggiungi l’estratto di vaniglia.
Porta a bollore lo sciroppo e allontanalo dal fuoco.
Scola le mele dall’acqua e mettile nella casseruola con lo sciroppo di zucchero.
Porta di nuovo a bollore, lascia sobbollire piano qualche minuto e togli dal fuoco.
Metti le mele e il loro succo in una ciotola di vetro e quando si saranno raffreddate lasciale riposare in frigorifero per 12 ore.
Trascorso questo tempo, rimetti le mele in una casseruola e lasciale cuocere a fuoco basso, mescolando spesso con un cucchiaio di legno, fino a quando saranno completamente disfatte (io ho impiegato un’ora).
Se ti fermi a questo punto hai la marmellata di mele cotogne che può essere invasata e sterilizzata.
Per la cotognata.. prosegui.
Passa con un passaverdura le mele in modo da ottenere una purea liscia e aggiungi altri 300 gr di zucchero.
Rimetti sul fuoco basso, continuando a mescolare fino a quando il composto si addensa completamente (ho impiegato ancora 30 minuti). 
A questo punto versa la cotognata in una teglia rettangolare, formando un panetto di circa 2 cm di altezza. Lascia asciugare così una giornata intera.
Trascorso questo tempo, gira il panetto e lascialo asciugare dall’altra parte ancora 12 ore.
A questo punto la cotognata è pronta per essere tagliata a cubetti, che poi vengono rotolati nello zucchero semolato.
Si conserva in un barattolo di vetro.


EASY:  piccola indulgenza (se piace) prima di andare a dormire: un cubetto di cotognata da gustare insieme alla tisana (per quanto mi riguarda, preferisco un quadretto di cioccolato fondente!)





CHIC: utilizza la cotognata per comporre dei centrotavola.. da gustare a fine pasto. Sistema i cubetti di cotognata in piccole alzate di vetro, insieme a violette candite o zuccherini argentati. Disponi le alzate come centrotavola e a fine pasto servi la cotognata con il caffè.